Autoconsapevolezza

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L'autoconsapevolezza è l'esplicito riconoscimento della propria esistenza. La definizione include quindi il concetto della propria esistenza in quanto individuo, in modo separato dalle altre persone, con un proprio pensiero individuale. Può anche includere la comprensione che altre persone siano allo stesso modo autoconsapevoli.

A differenza dell'autoconsapevolezza, l'autocoscienza implica lo sviluppo dell'identità. In un senso epistemologico, essa è la comprensione personale del nucleo della propria identità. L'autocoscienza gioca un ruolo importante nel comportamento.


Autoconsapevolezza negli esseri umani[modifica | modifica wikitesto]

L'individuo riceve stimoli che provengono sia dall'ambiente esterno che dal proprio mondo interno. La consapevolezza arriva dall'elaborazione degli stimoli e dalla loro strutturazione in schemi mentali, in identità assunte dall'individuo e dai ruoli sociali. Come evidenzia il ricercatore Daniele Trevisani è necessario che gli esseri umani prendano coscienza dei propri "sé multipli" e li facciano convergere in una identità sana, coerente, senza dissonanze interne tra i ruoli, ancorate a principi solidi. Secondo questo approccio l'autoconsapevolezza può essere incrementata identificando aspettative sbagliate su di sé, con la ricerca di una propria identità più vera e meno condizionata da ruoli e schemi proposti dai media e dalla cultura dominante.[1]

Secondo Joseph LeDoux, ricercatore e pioniere sugli studi delle neuroscienze per la coscienza [2] la maggior parte dei processi mentali avviene a livello inconscio. Su questa evidenza sperimentale, diversi autori, tra cui Jon Kabat-Zinn si basano per sostenere la necessità di specifiche pratiche addestrative atte ad aumentare i livelli di consapevolezza (tra queste, la "mindfulness"), attingendo anche a pratiche collegabili alla tradizione Buddhista.[3] [4]

Mentre per diverse aree cerebrali è stata trovata una specifica abilità funzionale, per l'autoconsapevolezza la ricerca attualmente individua questa funzioni come un processo "distribuito", con eventi localizzati in più regioni distinte del cervello, e da interazioni molto più distribuite tra network di diverse regioni cerebrali.[5]

Autoconsapevolezza negli animali[modifica | modifica wikitesto]

Gli esseri umani non sono le uniche creature a essere autoconsapevoli. Il test dello specchio, nel quale un individuo capisce che la figura riprodotta è lui stesso, ha rivelato che varie specie di animali sono autoconsapevoli. Esistono prove che le scimmie antropomorfe, i delfini tursiopi, gli elefanti, la gazza[6] e perfino alcune specie di polpi abbiano questa capacità.

Il test dello specchio, in quanto basato sul riconoscimento visivo, potrebbe sottostimare l'autoconsapevolezza in specie che si basano su altri sistemi sensoriali (come ad esempio l'olfatto). È stato argomentato che il senso comune suggerisce che anche altri animali possiedano autoconsapevolezza.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elaborazione basata sul principio n° 1 del Potenziale umano: Identità - Ruoli ed energie mentali estratti dal libro: Trevisani, Daniele (2009). Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance. Franco Angeli, Milano. 2° Ristampa 2015. p. 73.
  2. ^ The Emotional Brain (The Mysterious Underpinnings of Emotional Life), Simon & Schuster, Touchstone, 1998
  3. ^ "Full catastrophe living: using the wisdom of your body and mind to face stress, pain, and illness", by Jon Kabat-Zinn. Delta Trade Paperbacks, 1991. ISBN 0-385-30312-2.
  4. ^ Wherever You Go, There You Are: Mindfulness Meditation in Everyday Life. Hyperion Books, 1994. ISBN 1-4013-0778-7.
  5. ^ C. L. Philippi, J. S. Feinstein, S. S. Khalsa, A. Damasio, D. Tranel, G. Landini, K. Williford, D. Rudrauf (2012). Self-Awareness following Extensive Bilateral Brain Damage to the Insula, Anterior Cingulate, and Medial Prefrontal Cortices. PLOS ONE. 10.1371/journal.pone.0038413
  6. ^ Mirror test shows magpies aren't so bird-brained – life – 19 August 2008. New Scientist. Retrieved on 2011-03-04.
  7. ^ Dorothy L. Cheney Baboon Metaphysics, p. 205, University of Chicago Press, 2008 ISBN 978-0-226-10244-3

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Trevisani, Daniele (2009). Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance. Franco Angeli, Milano, ISBN 9788846498625.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]