L'amico americano

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L'amico americano
Amico americano.jpg
Bruno Ganz e Dennis Hopper in una scena del film
Titolo originaleDer Amerikanische Freund
Paese di produzioneGermania Ovest, Francia
Anno1977
Durata123 min
Generedrammatico
RegiaWim Wenders
SoggettoPatricia Highsmith (dal romanzo Ripley's Game)
SceneggiaturaWim Wenders
Casa di produzioneWim Wenders Productions, WDR, Road Movies Filmproduktion, Les Films du Losange, Filmverlag der Autoren, Moli Films
FotografiaRobby Müller, Martin Schäfer (operatore)
MontaggioPeter Przygodda
MusicheJürgen Knieper
ScenografiaHeidi Lüdi, Toni Lüdi
CostumiIsolde Nist
Interpreti e personaggi

L'amico americano (Der Amerikanische Freund) è un film del 1977, diretto da Wim Wenders e tratto dall'omonimo romanzo giallo di Patricia Highsmith (Ripley's Game nell'edizione originale). Dallo stesso libro nel 2002 la regista italiana Liliana Cavani ha tratto Il gioco di Ripley (Ripley's Game).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo originale si riferisce al personaggio di Tom Ripley (Dennis Hopper), ma il protagonista dell'opera è Jonathan Zimmermann (Bruno Ganz), un corniciaio di professione, che si ritrova, suo malgrado, immerso in una vicenda torbida, a contatto con la malavita. In questa intricata storia due trame si intrecciano: la prima è costituita dal mercante statunitense di quadri che cerca di vendere le opere del suo protetto ad un prezzo "gonfiato", grazie alla trovata di spacciarlo per morto; la seconda è la malattia che colpisce il corniciaio e che lo porterà a fare il killer per sopravvivere. I piani dell'organizzazione malavitosa falliranno grazie alla sorprendente amicizia sorta fra il Ripley e Zimmermann. Il protagonista tuttavia non riuscirà ad assaporare un po' di serenità per lo scampato pericolo, poiché la malattia lo stronca in breve tempo.[1]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Fu presentato in concorso al 30º Festival di Cannes.[2] Nonostante non abbia ricevuto alcun premio di livello internazionale, è riconosciuto come una delle migliori opere del talentuoso regista tedesco.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

È stato definito un "thriller esistenziale", puntualizzando che in questa versione cinematografica del libro della Highsmith, più che i fatti, conta il malessere che suscitano. Nel film più della trama è rilevante la complessità dei personaggi e dei rapporti che intercorrono tra loro e quella sottile linea di malinconia mista ad umorismo che lo pervade. Un film che riflette sulla morte, sull'amicizia e guarda al cinema americano con “occhi europei”. Come in altre sue opere, anche qui Wenders affronta un tema a lui particolarmente caro, ossia l'enigma della vita.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b "Dizionario del cinema", di Fernaldo Di Giammatteo, Newton&Compton, Roma, 1995, pag.18-19
  2. ^ (EN) Official Selection 1977, festival-cannes.fr. URL consultato il 18 giugno 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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