Kendō

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Kendō (剣道?)
Noma Dojo, 2006.JPG
Kendō in un dojo giapponese tradizionale
FederazioneInternational Kendo Federation (de iure)

All Japan Kendō Federation (de facto)

Inventato1920
ContattoSemi-contact
GenereMaschile, femminile e misto
Indoor/outdoorIndoor
Campo di giocoDojo
OlimpicoNo
Campione mondialeMaschile a squadre:
Giappone Giappone
Maschie individuale:
Giappone S.Ando
Femminile a squadre:
Giappone Giappone
Femminile individuale:
Giappone M.Matsumoto

Il kendō (剣道?)[1] è un'arte marziale giapponese, ovvero una forma di budō (武道? "via marziale", "via della guerra"), ed uno sport da combattimento che deriva dall'evoluzione delle tecniche di combattimento con la katana (?) anticamente utilizzate dai samurai (?) nel kenjutsu (剣術?).

Kendō significa letteralmente la «via ( ?) della spada ( ken?)».

Il kendō è un'attività che combina pratiche e valori delle arti marziali ad un esercizio fisico faticoso e intenso; può essere considerato, nella sua accezione puramente sportiva, l'equivalente giapponese della scherma occidentale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Kenjutsu in Giappone - Periodo Meiji (1873)
Takasugi Shinsaku, un praticante del Tardo Periodo Edo
Kendō in Giappone attorno al 1920

Kendō, "la via della spada", esprime l'essenza delle arti di combattimento giapponesi. In Giappone, al suo primo governo, durante il periodo Kamakura (1185-1233), l'utilizzo della spada, insieme all'equitazione e il tiro con l'arco, sono stati tra i maggiori interessi nella preparazione militare dei diversi clan che si contendevano il territorio. Il kendō si sviluppò sotto una forte influenza del buddhismo Zen, per cui il samurai sentiva l'indifferenza della propria vita nel bel mezzo della battaglia, la quale era considerata necessaria per la vittoria nei combattimenti individuali (si veda il concetto buddhista della realtà illusoria della vita e della morte). A partire da quei tempi molti guerrieri sono stati rappresentati nella pratica del kendō, gli stessi che costituirono le prime scuole tra cui Ittōryū (一刀流? "tecnica ad una spada") e il Mutō (無刀? "scuola senza spada").

Nel 1920, la Dai Nippon Butoku Kai (大日本武徳会 "Società delle Virtù Marziali del Grande Giappone"?) ne ha cambiato nome da gekiken (撃剣? "spada che colpisce") nell'attuale kendō.

Oggi al posto delle katana si usano delle spade di legno, i bokken, per i kata mentre per gli esercizi comuni si usa lo shinai (composto di quattro stecche di bambù) e si indossa una robusta armatura (bōgu). Concetti come il Mushin (無心? "mente vuota") sono diffusi dal buddhismo Zen e sono l'essenza del buddhismo Shingon. Fudōshin o "mente impassibile" sono concetti attribuiti al dio Fudō Myōō (Acala), uno dei cinque "Re della Luce" nel buddhismo Shingon. Pur essendo nato come semplice forma di addestramento per samurai e altri spadaccini, il kendo moderno è da considerarsi una disciplina sportiva fortemente influenzata dai valori della cultura giapponese tradizionale. La pratica di questa antica arte marziale oggi non è più un privilegio, ma è invece aperta a persone di qualsiasi ceto sociale, genere e nazionalità.

Popolarità in Giappone[modifica | modifica wikitesto]

Profondamente legato alla cultura popolare, il kendō ha, in Giappone, più di un milione di praticanti.

Dal 2012 è una delle discipline insegnate nelle università giapponesi con judo e cerimonia del tè ed è insegnato anche in molte scuole elementari, medie e superiori.

Il kendō è ampiamente praticato nelle forze armate e, soprattutto, nelle forze di polizia: vi sono un'unità speciali della polizia antisommossa dedicate alla pratica professionale del kendō tanto che oggi i principali maestri ed atleti a livello giapponese, e quindi mondiale, sono ufficiali di polizia. Fra le scuole di kendō delle forze di polizia si distingue in particolare quella del Dipartimento della Polizia metropolitana di Tokyo, largamente considerata la più prestigiosa del mondo.

Il kendō è profondamente legato alla figura di Miyamoto Musashi, uno dei Tesori Nazionali del Giappone. Il Musashi Budokan (武蔵武道館?), situato a Ōhara-chō[2][3], "quartiere" della città di Mimasaka nella Prefettura di Okayama, è stato costruito in onore dei celeberrimo samurai nel suo luogo natale ed è principalmente dedicato alla pratica del kendō. Ospita regolarmente molte delle scuole di kendō del Giappone e diverse competizioni di livello nazionale ed internazionale.

Al 60th Okayama National Sports Meetings del 2005 tenutosi al Musashi Budokan, due tecniche ufficiali della Scuola Niten Ichi Ryu fondata da Musashi sono state incorporate nella International Kendo Federation dal Ministero dell'Istruzione giapponese.

La fabbricazione di armature e shinai è ancora oggetto di una pratica artigianale e contribuisce a perpetuare una tradizione di piccoli commercianti[4].

Il kendō, in quanto parte della cultura nipponica, partecipa alla formazione delle classi popolari e delle élite. Ryutaro Hashimoto, Primo Ministro del Giappone dal 1996 al 1998, praticava kendō di cui è stato il 6° dan ed aveva un piccolo dojo all'interno del ministero delle finanze. Ha dichiarato: "la pratica del kendō è associata al [mio] successo"[4].

Praticanti[modifica | modifica wikitesto]

I praticanti di kendō sono chiamati kendōka (剣道家? "chi pratica kendō")[5] oppure kenshi (剣士? "spadaccino/schermidore")[6]. Il secondo termine è prevalentemente utilizzato dai giapponesi, mentre gli "stranieri" utilizzano perlopiù la prima forma; esattamente come accade per il termine samurai (?) che è il comunemente utilizzato fuori dal Giappone ma a cui i nippoci generalmente preferiscono il vocabolo bushi (武士?).

Fondamenti[modifica | modifica wikitesto]

In generale[modifica | modifica wikitesto]

Praticanti in un moderno dojo

Il kendō è una forma di sciabola a due mani dove, grazie all'uso di attrezzature adeguate (spada di bambù (竹刀 shinai?) e armatura protettiva (防具 bōgu?)), gli assalti vengono effettuati in modo reale.

Esiste anche una pratica con due sciabole chiamata nitō (二 刀?), erede della scuola delle due spade fra cui la più nota è la Niten ichi ryū (二天一流?) di Miyamoto Musashi.

Il kendō è praticato da uomini e donne, con gli allenamenti, chiamati keiko (稽古?), generalmente comuni. Si organizzano gare esclusivamente femminili, ma non è raro formare squadre miste durante i campionati.

Grazie alle protezioni e all'assenza di contatti fisici violenti e cadute, il kendō può essere praticato da 5 o 6 anni e fino a oltre 80 anni.

Non esiste una categoria di peso e i praticanti non indossano alcun segno esteriore del loro rango.

Complessi sono gli influssi religiosi e le tradizioni giapponesi nella pratica e nella gestualità: il kendō non è visto come una tecnica di combattimento, ma come un percorso di crescita personale; in questo senso, si dice che il kenshi / kendōka (colui che pratica il kendō) deve essere grato al compagno che lo colpisce perché gli mostra i suoi punti deboli, e deve colpire con spirito di generosità.

La pratica si svolge all'interno di un dōjō (道場?), un'ampia stanza con pavimento ricoperto di parquet; solitamente si inizia e finisce sempre con il triplice saluto (al dōjō, ai compagni e al maestro) e vi è un breve riscaldamento che coinvolge tutte le catene muscolari. Si passa poi ai suburi, cinque esercizi di riscaldamento con lo shinai: nell'ordine, praticato normalmente joge suburi, naname suburi ritenuto parte integrante di joge suburi, zenshin-men, zenshin-kotai-men, zenshin-kotai-sayu-men e choyaku-men (o aya suburi). Poi si passa allo studio delle tecniche vere e proprie per poi, alla fine, passare alla pratica del ji-geiko: ji-geiko non va praticato come shiai (combattimento "da gara"), ma cercando di esprimere un kendō di qualità, senza agonismo e ricerca ossessiva del punto.

Yuko datotsu[modifica | modifica wikitesto]

Un colpo valido viene definito yuko datotsu (有効打突?) ed in gara corrisponde ad un punto, ippon (一本?); normalmente gli incontri si disputano al meglio di 3 ippon.

La validità dei colpi è determinata da una molteplicità di fattori il cui giudizio è spesso, per lo meno in parte, basato sull'esperienza. La valutazione dell'ippon da parte degli arbitri è un esercizio difficile. Questo è il motivo per cui ce ne sono 3 e devono essere essi stessi praticanti esperti di alto livello.

Il regolamento internazionale riporta[7]:

"Yuko-datotsu viene definito come una stoccata o un fendente effettuati in modo accurato sul Datotsu-bui del Kendo-gu avversario con il Datotsu-bu dello Shinai con forte spirito e postura corretta, seguiti da Zanshin."

Da ciò deriva che un colpo è valido solo quando il combattente esegue il colpo con:

  • la parte valida dello shinai, datotsu-bu (打突部?), correttamente orientata su un bersaglio valido, datotsu-bui (打突部位?), dell'avversario;
  • ki ken tai no icchi (気剣体の一致?);
  • determinazione;
  • postura corretta;
  • vigilanza dopo il suo colpo, zanshin (残心?).

Datotsu-bui[modifica | modifica wikitesto]

Datotsu-bui, i bersagli validi

Nel kendō solo alcune parti del corpo, chiamate datotsu-bui (打突部位?), costituiscono un bersaglio valido

I quattro datotsu-bui, che danno anche il nome della tecnica che ha per bersaglio quella specifica parte del corpo, sono:

  • Men (?): la testa;
  • Kote (小手?): i polsi;
  • (?): i fianchi;
  • Tsuki (突き?): la gola.

Tranne tsuki, tutti i colpi hanno sia una variante destra (migi) che una sinistra (hidari), anch'essa valida; il kote è valido solo a destra su un partner in guardia chudan mentre è da entrambi i lati solo su un avversario in altre posizioni.

Ki Ken Tai no Icchi[modifica | modifica wikitesto]

Una nozione fondamentale nel kendō è Ki Ken Tai no Icchi (気剣体の一致?) o Kikentai Icchi (気剣体一致?), "la mente, la spada e il corpo in uno", in altre parole l'unità tra:

  • Ki (?): l'energia che denota determinazione nell'assalto. Il ki si manifesta con il kiai, il grido che il combattente emette quando porta un attacco;
  • Ken (?): la spada che rappresenta il colpo sferrato;
  • Tai (?): il corpo che designa l'impegno del corpo rappresentato da un colpo del piede anteriore a terra che deve essere eseguito contemporaneamente al taglio e al kiai.

Kiai[modifica | modifica wikitesto]

Il kiai (気合?) è un grido ottenuto da una forte espirazione ventrale che consente di rilasciare l'energia al momento dell'assalto.

Nel kendō, ai principianti viene insegnato a gridare il nome della parte bersaglio del colpo (kote, men, , tsuki) per sviluppare il kiai. Man mano che si progredisce, il grido può essere sostituito da un kiai più personale.

Nei kata, i colpi non sono sempre accompagnati da un kiai, ma l'ultimo colpo è tradizionalmente accompagnato da "Ya!" (Uchidachi) e "To!" (Shidachi)

Guardie[modifica | modifica wikitesto]

Nel kendō sono codificate cinque diverse gaurdie, dette kamae (構え?).

Nella forma più diffusa, i combattenti si fronteggiano tenendo lo shinai con entrambe le mani (la mano destra vicino alla tsuba (?), la gaurdia della spada giapponese, e la mano sinistra all'estremità della tsuka (?), l'elsa) puntando verso la gola dell'avversario. Questa guardia fondamentale, chiamata Chūdan-no-kamae (中段の構え?), permette di colpire avanzando con un solo passo (issoku itto).

Le altre quattro guardie sono:

  • Jōdan-no-kamae (上段の構え?): guardia alta, con lo shinai tenuto sopra la testa. Esistono due varianti di questa posizione a secondo di quale piede viene tenuto avanti:
    • Hidari Jodan-no-kamae (左上段の構え?): guardia alta a sinistra in cui piede sinistro è avanti;
    • Migi Jodan-no-kamae (右上段の構え?): guardia alta a destra in cui il piede destro è avanti.
  • Gedan-no-kamae (下段の構え?): guardia bassa, simile alla guardia di base ma con la punta dello shinai abbassata al livello delle ginocchia dell'avversario;
  • Hassō-no-kamae (八相の構, 八双の構?), in cui il combattente tiene la sciabola verticale sul lato destro con la tsuba a livello della bocca;
  • Waki-gamae (脇構?), in cui il combattente nasconde la sua sciabola dietro di sé, impedendo al suo avversario di giudicarne la lunghezza.

Se tutte queste guardie vengono studiate nei kata, le ultime due (Hasso-no-kamae e Waki-gamae) non vengono utilizzate nelle pratica ed in competizione.

Per la pratica con 2 sciabole (nito), il combattente tiene uno shinai in ogni mano: uno lungo e uno corto. Esistono molte varianti di questa guardia a seconda che lo shinai lungo sia tenuto con la mano sinistra o con la mano destra, a seconda della posizione dello shinai (sopra la testa o meno) e di quella dei piedi.

In competizione, i praticanti di nito sono molto più rari.

Equipaggiamento e vestiario[modifica | modifica wikitesto]

Il kendō si pratica indossando un abbigliamento in stile tradizionale giapponese ed un'armatura protettiva (防具 bōgu?) ed usando una o, meno comunemente, due spade di bamboo (竹刀 shinai?).[8]

È molto interessante notare che, a differenza di ciò che avviene nella maggioranza delle arti marziali dove vengono largamente impiegate le "classiche" cinture, nel kendō non esistono simboli/indicatori esteriori del grado di un praticante. In questo modo non è possibile stabilire a priori il livello di un kenshi sconosciuto ma ci si può limitare solo a "dedurlo" dalla sua abilità di pratica.

Shinai e Bokutō/Bokken[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Shinai e Bokken.

Lo strumento base ed indispensabile per la pratica del kendō è lo shinai (竹刀?) che rappresenta la katana (?) ed è formato da quattro stecche di bamboo tenute insieme da parti in pelle. Esiste una variante moderna, molto meno diffusa, dello shinai realizzata in fibra di carbonio rinforzata da strati di resina[9].

Nella pratica del kendō kata (剣道形?), una serie di movimenti codificati che rappresentano varie tecniche di combattimento, si utilizzano delle spade di legno massiccio chiamate bokutō (木刀?) o bokken (木剣?); il primo termine è utilizzato prevalentemente dai giapponesi mentre gli "stranieri" prediligono il secondo.[10]

I colpi sono portati sia con il lato (la lama) che con la punta dello shinai o del bokutō.

Bōgu[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Bōgu.

Il bōgu (防具? armatura), anche chiamato kendōgu (剣道具? armatura da kendō), protegge specifiche parti del corpo che fanno da bersaglio ai vari colpi: la testa, la gola, i polsi ed i fianchi. La parola bōgu è composta da due parti: (? proteggere) e gu (? equipaggiamento).

Un bōgu da kendō ha quattro componenti:

  • men (面?): maschera combinata e protezioni per le spalle (elmo). Si compone di una griglia metallica detta men-gane (面金?) a protezione della faccia, una parte di spessi strati di pelle e tessuto a protezione della gola (tsuki-dare (突垂れ?) e dei lembi di tessuto imbottito a protezione delle spalle e di parte del collo (men-dare (面垂れ?);
  • kote (小手?): protezioni per mani e avambracci (guanti d'arme) di tessuto imbottito e pelle;
  • (胴?): protezione del busto (pettorale) di pelle e bambbo o materiale sisntetico;
  • tare (垂?): protezioni per l'inguine e le gambe (scarsella) costituite da lembi di tessuto posti in verticale. La parte centrale del tare è generalmente coperta da una sorta di etichetta, in giapponese zekken (ゼッケン?) o nafuda (名札?), che riporta il nome del praticante ed il dōjō (oppure la città o la Nazione) a cui appartiene. Il tare non rappresenta un possibile bersaglio ma è solamente una protezione da colpi accidentali ed errati.

Nella pratica del kata, non essendo previsto che i colpi vengano portati completamente, non vengono indossate protezioni se non il tare.

Vestiario[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Keikogi e Hakama.

L'abbigliamento indossato sotto il bōgu comprende una giacca chiamata kendōgi (剣道着?) - o keikogi (稽古着?) - e l'hakama (?), una sorta di ampia gonna-pantalone; entrambi di colore blu o, più raramente, bianco.[11]

Un fazzoletto di cotone detto tenugui (手拭い?) viene avvolto e fissato intorno alle testa, sotto l'elmo, il men, per assorbire il sudore e fare in modo che il men venga calzato comodamente.

Principi del kendō[modifica | modifica wikitesto]

I principi fondamentali del kendō sono stati definiti da due documenti pubblicati il 20 marzo 1975 dalla All Japan Kendō Federation (AJKF)[12][13][14]:

  • The Concept of Kendo in cui si enuncia il Concetto del Kendō
  • The Purpose of Practicing Kendo che illustra lo Scopo della pratica del Kendō

Il 14 marzo 2007 la AJKF ha pubblicato un nuovo documento intitolato The Mindset of Kendo Instruction and its Explanation nel quale viene descritto l'Atteggiamento mentale dell'insegnamento del Kendō[14].

Il Concetto del Kendō[modifica | modifica wikitesto]

«Il Concetto del Kendō è disciplinare il carattere umano attraverso l'applicazione dei principi della Katana (spada).»

Lo scopo della pratica del Kendō[modifica | modifica wikitesto]

«Formare la mente ed il corpo
Coltivare uno spirito forte
E, attraverso un addestramento corretto e severo,
Sforzarsi di progredire nell'arte del Kendō,
Tenere in considerazione la cortesia e l'onore,
Associarsi agli altri con sincerità
E ricercare per sempre il perfezionamento di sé stessi.
In questo modo si sarà capaci di:
Amare il proprio paese e la società,
Contribuire allo sviluppo della cultura
E di promuovere la pace e la prosperità tra i popoli.»

Atteggiamento mentale dell'insegnamento del Kendō[modifica | modifica wikitesto]

Il significato dello Shinai[modifica | modifica wikitesto]

«Per la corretta trasmissione e lo sviluppo del Kendō, è necessario sforzarsi di insegnare il modo corretto di trattare lo shinai secondo i principi della spada.
Kendō è una Via in cui l'individuo coltiva la propria mente (il sé) tendendo al shin-ki-ryoku-itchi (unificazione della mente, dello spirito e della tecnica) utilizzando lo shinai. La "spada-shinai" non deve essere solo diretta ad un avversario, ma anche a sé stessi. Pertanto, l'obiettivo principale dell'insegnamento è quello di favorire l'unificazione della mente, corpo e shinai attraverso l'allenamento di questa disciplina.»

Reiho - etichetta[modifica | modifica wikitesto]

«Nell'istruire, occorre porre l'accento sull'Etichetta per incoraggiare il rispetto per l'altro e coltivare le persone con un carattere dignitoso e umano.
Anche in competizioni ufficiali, si sottolinea l'importanza sostenere l'Etichetta nel Kendō. L'enfasi principale deve quindi essere posta su istruzione secondo lo spirito e le forme di Reiho (Etichetta) in modo che il praticante possa sviluppare un atteggiamento modesto verso la vita, e realizzare l'ideale di koken-chiai (il desiderio di raggiungere la comprensione reciproca e il miglioramento dell'umanità attraverso il Kendo).»

Kendō per tutta la vita[modifica | modifica wikitesto]

«Mentre vengono istruiti, gli studenti dovrebbero essere incoraggiati ad applicarsi pienamente alla cura dei temi della sicurezza e della salute e di dedicarsi allo sviluppo del loro carattere per tutta la vita.
Kendō è uno "stile di vita" che le generazioni successive possono imparare insieme. L'obiettivo primario dell'istruzione del Kendō è quello di incoraggiare i praticanti alla scoperta e definizione della propria Via nella vita attraverso la formazione nelle tecniche di Kendō. In questo modo il praticante sarà in grado di sviluppare una ricca visione della vita ed in grado di mettere in pratica la cultura del Kendō, beneficiando in tal modo dal suo valore nella propria vita quotidiana attraverso una maggiore vigoria sociale.»

Gradi nel kendō[modifica | modifica wikitesto]

Come avviene in molte altre arti marziali, l'avanzamento tecnico nella pratica del kendō è misurato con un sistema di gradi a cui, per i gradi più elevati, può essere aggiunto un riconoscimento onorifico.

Come già detto, a differenza di ciò che avviene nella maggioranza delle arti marziali dove vengono largamente impiegate le "classiche" cinture, nel kendō non esistono simboli/indicatori esteriori del grado di un praticante.

Dan e Kyū[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema di gradi è diviso in kyū (?) e dan (?) , creato nel 1883[15], è utilizzato per indicare il grado di abilità. Esistono 10 livelli di dan da primo dan (初段 sho-dan?) al decimo dan (十段 jū-dan?) e, generalmente, vi sono invece 6 livelli di kyū sotto il primo dan. La numerazione dei kyū è inversa: il primo kyu (一級 ikkyū?) è quello immediatamente al di sotto del primo dan e il sesto kyu (六級 rokkyū?) è il grado più basso. Non vi è alcuna differenza di abbigliamento tra i vari livelli[16].

L'ottavo dan (八段 hachi-dan?) è oggi il grado più alto raggiungibile dal 2000, anno in cui la AJKF (e di conseguenza la IKF) ha abolito l'esame per i gradi di nono dan (九段 kyū-dan?) e decimo dan (十段 jū-dan?).

Si dice che l'esame per l'8° dan di kendō sia uno dei più difficili esami in generale (se non il più difficile): in Giappone su un numero medio annuale di circa 1500 praticanti del 7° dan che tentano di raggiungere l'8° si registra una percentuale di successi minore dell'1%. Per poter far parte della giuria di un esame per l'ottavo dan è necessario essere 7° dan da almeno 15 anni.

I candidati devono sostenere il proprio esame di fronte ad una commissione la cui composizione dipende dal grado da esaminare. La tabella seguente riporta i criteri di formazione della commissioni adottati dalla Confederazione Italiana Kendō (CIK)[17][18].

esame di qualifica esaminatori numero quorum per la promozione
1º kyu 4° dan o superiori 5 approvato da un minimo di 3
1º dan 4° dan o superiori 5 approvato da un minimo di 3
2º dan 5° dan o superiori 5 approvato da un minimo di 3
3º dan 5° dan o superiori 5 approvato da un minimo di 3
4º dan 6° dan o superiori 6 approvato da un minimo di 4
5º dan 7° dan o superiori 6 approvato da un minimo di 4
6º dan 7° dan o superiori 6 approvato da un minimo di 4
7º dan 7° dan o superiori 6 approvato da un minimo di 4
8º dan[19] Prima sessione 8° dan o superiori 7 approvato da un minimo di 5
Seconda sessione 8° dan o superiori 14 approvato da un minimo di 10

Il programma dell'esame varia a seconda del grado da conseguire. La tabella sintetizza quello che avviene in Italia[18].

esame di programma
1º kyu kirikaeshi, gigeiko, kata
1º dan kirikaeshi, gigeiko, kata e test scritto
da 2° a 5º dan gigeiko, kata e test scritto
6º e 7º dan gigeiko, kata

Per quanto riguarda il Kendō-no-Kata, le forme da eseguire variano a seconda del grado da conseguire:

esame di kata da eseguire
1º kyu Tachi-no-Kata 3 forme
1º dan Tachi-no-Kata 3 forme
2º dan Tachi-no-Kata 5 forme
3º dan Tachi-no-Kata 7 forme
da 4° a 7º dan Tachi-no-Kata 7 forme e Kodachi-no-kata 3 forme

I requisiti per accedere agli esami di dan sono riportati nella tabella seguente:

grado requisito di grado requisito d'età
1° dan (初段 sho-dan?) Minimo 3 mesi dal conseguimento del 1º kyū Minimo 14 anni
2° dan (二段 ni-dan?) Minimo 1 anno dal conseguimento del 1º dan
3° dan (三段 san-dan?) Minimo 2 anni dal conseguimento del 2º dan
4° dan (四段 shi-dan?) Minimo 3 anni dal conseguimento del 3º dan
5° dan (五段 go-dan?) Minimo 4 anni dal conseguimento del 4º dan
6° dan (六段 roku-dan?) Minimo 5 anni dal conseguimento del 5º dan
7° dan (七段 nana-dan?) Minimo 6 anni dal conseguimento del 6º dan
8° dan (八段 hachi-dan?) Minimo 10 anni dal conseguimento del 7º dan Minimo 46 anni

Shogo[modifica | modifica wikitesto]

Lo shōgō (称号?) è un riconoscimento che può essere assegnato ai dan superiori. Vi sono tre diversi livelli: renshi (錬士?), kyōshi (教士?), and hanshi (範士?). Il titolo è indicato prima del grado di dan, per esempio (錬士六段 renshi roku-dan?).

La tabella riporta le condizioni per lo shōgō definite dalla AJKF - ogni federazione nazionale può definire dei propri criteri.

Shogo Grado richiesto Condizioni
renshi (錬士?) dan Aver conseguito il 6º dan da almeno 1 anno, superare uno screening da parte della federazione, ricevere una raccomandazione dal presidente dell'organizzazione regionale ed infine superare un esame teorico.
kyōshi (教士?) renshidan Aver conseguito il 7º dan da almeno 2 anni, superare uno screening da parte della federazione, ricevere una raccomandazione dal presidente dell'organizzazione regionale ed infine superare un esame teorico.
hanshi (範士?) kyōshi 8-dan Aver conseguito l'8º dan da almeno 8 anni, superare uno screening da parte della federazione, ricevere una raccomandazione dal presidente dell'organizzazione regionale e dal presidente nazionale ed infine superare un esame teorico.

Il kendō nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Kendō nel mondo, International Kendo Federation, European Kendo Federation e All Japan Kendō Federation.

Al di fuori del Giappone vi sono molte organizzazioni nazionali e regionali gestiscono e promuovono la pratica del kendō e delle discipline collegate. Il maggiore di questi organismi è la International Kendo Federation (FIK[20]), la federazione internazionale che raggruppa e coordina le organizzazioni di kendō nazionali e regionali. Uno degli obiettivi della FIK è fornire un collegamento tra il Giappone e la comunità internazionale di kendō e promuovere e rendere popolare il kendō, lo iaidō e il jodō. La FIK è stata fondata nel 1970 da 17 federazioni nazionali; il numero delle organizzazioni affiliate e riconosciute è aumentato negli anni fino a 57 (a maggio 2015)[21]. La FIK è riconosciuta da Global Association of International Sports Federations (GAISF) come "Full Member"[22] e dalla World Anti-Doping Agency[23].

A livello europeo, il principale riferimento è, in quanto affiliata alla International Kendo Federation, la European Kendo Federation a cui sono legate la maggior parte delle federazioni nazionali del continente.

Altre organizzazioni che promuovono lo studio delle arti marziali giapponesi, compreso il kendō, sono la Dai Nippon Butoku Kai (DNBK) e la International Martial Arts Federation (IMAF). L'attuale DNBK non ha alcun collegamento con l'organizzazione prebellica, sebbene ne condivida gli stessi obiettivi. La International Martial Arts Federation (IMAF) è stata fondata a Kyoto nel 1952 ed è dedicata alla promozione e allo sviluppo delle arti marziali in tutto il mondo, compreso il kendō[24].

A prescindere dagli organismi internazionali il punto riferimento del mondo del kendō è de facto la All Japan Kendō Federation (AJKF)[12] - in giapponese Zen Nihon Kendō Renmei (全日本剣道連盟?) (ZNKR), spesso abbreviato in Zen Ken Ren (全剣連?) - ovvero la federazione giapponese di cui la International Kendo Federation è una diretta emanazione.

Il kendō in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Confederazione Italiana Kendo e Federazione italiana kendo.

In Italia il kendō è promosso dalla Confederazione Italiana Kendo (CIK)[17], l'unica federazione a essere riconosciuta dalla European Kendo Federation (EKF)[25], dalla International Kendo Federation (IKF)[26], dalla European Naginata Federation (ENF)[27] e dalla International Naginata Federation (INF)[28].

Nella CIK confluiscono le seguenti discipline:

È promosso, inoltre, dal 1980 dalla Federazione Italiana Kendo (FIK)[29], che fino al 2003 era una Disciplina Associata alla F.I.S. , e quindi rientrava nel C.O.N.I. Oggi la F.I.K. è riconosciuta dalla All Japan Budo Federation[30] di Kyoto, che fa capo alla Casa Reale Nipponica e dalla Federazione Internazionale Dai Nippon Budoku Kai[31].

Nella FIK confluiscono le seguenti discipline:

  • Kendō
  • Iaido
  • Battodo

Il kendō in Italia a tutt'oggi, non ha ancora un riconoscimento del CONI.

Competizioni ed Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionati mondiali di kendo, All Japan Kendo Championship, All Japan Kendo 8-dan Tournament e All Japan Kendo Enbu Taikai.

Oltre a varie competizioni private, che per lo più si ripetono di anno in anno, si tengono campionati italiani, europei (il 17° si è disputato a Bologna nel 2001) e mondiali (il 15° si è tenuto a Novara nel maggio 2012),.

Il kendō non è sport olimpico in quanto la federazione giapponese e, di conseguenza, quella internazionale non ha ancora preso decisioni in tal senso; tuttavia alcune federazioni spingono perché lo diventi.

A livello internazionale è opinione diffusa tra i praticanti a che, ancor più dei campionati mondiali, la competizione più prestigiosa a livello mondiale sia l'All Japan Kendo Championship (全日本剣道選手権大会 Zen Nihon kendō senshuken taikai?), ovvero il torneo maschile individuale organizzato annualmente dalla federazione nipponica.

Un'altra importante competizione è l'annuale All Japan Kendo 8-dan Tournament a cui aprtecipano 32 Maestri 8-dan - il più altro grado attualmente assegnato - selezionati dalla AJKF che, oltre ad essere una vera e propria competizione, funge da dimostrazione di kendō espresso al suo massimo livello.

Al di là delle competizioni l'evento principale del mondo del kendō è l'annuale All Japan Kendo Enbu Taikai, comunemente chiamato Kyoto Taikai, organizzato dalla AJKF che si tiene a Kyoto nel mese di maggio.

Infine il kendō è una delle 15 discipline dei World Combat Games, in precedenza chiamati SportAccord Combat Games.

La pandemia di Covid-19 ha causato la cancellazione di molti eventi previsti negli anni 2020 e 2021 (fra gli altri i 18° Campionati del Mondo (Parigi 2020)[32], i 30° Campionati Europei (Kristiansand 2020) e due edizioni dell'All Japan Kendo Enbu Taikai (116° del 2020 e 117° del 2021)[33][34]) o lo spostamento temporale di altri (il principale è certamente il 68° All Japan Kendo Championship (2020), inizialmente cancellato[35] ma poi tenutosi in marzo 2021[36]).


Kendō Hall of Fame[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Kendō Hall of Fame.

La Kendō Hall of Fame (剣道殿堂 Kendō Dendō?) è stata istituita nel 2002 dalla AJKF come parte del progetto commemorativo del 50º anniversario della sua fondazione per onorare le persone (decedute) che hanno contribuito alla diffusione e allo sviluppo del kendō

Discipline correlate e derivate[modifica | modifica wikitesto]

Discipline correlate[modifica | modifica wikitesto]

Il kendō è strettamente legato ad altre arti marziali giapponesi:

  • iaidō (居合道?): l'arte dell'estrazione della katana (? spada giapponese), letteralmente la «via ( ?) dell'unione ( ai?) dell'essere ( i?)»

La vicinanza con il kendō è tanto forte che molte delle sue federazioni si occupano anche di tutte (come la CIK italiana) o alcune (come l'AJKF giapponese e l'EKF europea, che non comprendono la naginatadō) di queste discipline.

Discipline derivate[modifica | modifica wikitesto]

Dal kendō giapponese deriva la variate coreana chiamata kumdo (검도?) - a volte reso in caratteri latini come kǒmdo o geomdo - che ne mantiene l'impianto originale ma presenta alcune differenze minori dovute all'appropriazione e all'acculturazione. Tali differenze includono, ma non sono limitate a, l'uso della terminologia nativa (per bersagli, tecniche, equipaggiamento, etc.), l'uso di bandiere blu piuttosto che bandiere rosse per gli arbitri e piccole modifiche all'uniforme. I praticanti di kumdo generalmente prediligono uno stile dinamico (sebbene grezzo e poco ordotosso dal punto di vista nipponico), concentrandosi sull'uso di piccoli colpi veloci, aggressivi ed efficaci per creare aperture per attacchi più in linea con l'uso sul campo di battaglia mentre i praticanti di kendō, si concentrano in generale sulla pulizia e perfezione del singolo colpo, creando pazientemente un'apertura e il momento giusto per sferrare un attacco decisivo. Negli ultimi anni, con frequenti contatti tra gli atleti di kendō e kumdo attraverso l'allenamento incrociato e la competizione, questa distinzione è in qualche modo sfocata ed i singoli praticanti sempre più frequentemente scelgono lo stile a loro più congeniale.

Due altre arti marziali giapponesi - entrambe relativamente di recente creazione - imparentate con il kendō sono il jūkendō (銃剣道?) ed il tankendō (短剣道?): tutte e due sono basate sul combattimento con la baionetta ma, nel primo caso, questa è innestata al fucile mentre nel secondo è impugnata direttamente.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kendō, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  2. ^ 宮本武蔵顕彰武蔵武道館/美作市ホームページ, su www.city.mimasaka.lg.jp. URL consultato il 22 ottobre 2020.
  3. ^ Dojo Miyamoto Musashi, su www.dojo-miyamoto-musashi.com. URL consultato il 22 ottobre 2020.
  4. ^ a b (FR) Le kendo en quête d’un regain de popularité au Japon, in Le Monde.fr, 31 maggio 2015. URL consultato il 22 ottobre 2020.
  5. ^ Nancy Allison, The Illustrated Encyclopedia of Body-Mind Disciplines, Taylor & Francis US, 1999, p. 293, ISBN 978-0-8239-2546-9.
  6. ^ Jinichi Tokeshi, Kendo: Elements, Rules, and Philosophy, University of Hawaii Press, 2003, p. 271, ISBN 978-0-8248-2598-0.
  7. ^ International Kendo Federation, Regolamento dello shiai di kendo e di arbitraggio - Regole sussidiarie dello shiai di kendo e di arbitraggio - Direttive per lo shiai di kendo e per l’arbitraggio (PDF), su http://confederazioneitalianakendo.it/, 23 marzo 2000, pp. 3, 14. URL consultato il 30 ottobre 2020.
  8. ^ Sasamori 1964, pp. 71-76.
  9. ^ Sasamori 1964, p. 70.
  10. ^ Sasamori 1964, p. 52.
  11. ^ Sasamori 1964, p. 71.
  12. ^ a b All Japan Kendo Federation (AJKF/ZNKR)
  13. ^ Noriaki Sato, Kendo Fundamentals, Tokyo, Japan, All Japan Kendo Federation, luglio 1995.
  14. ^ a b The Concept of Kendo, su kendo.or.jp, All Japan Kendo Federation (AJKF). URL consultato il 15 ottobre 2020.
  15. ^ Active Interest Media, Inc., Black Belt, Active Interest Media, Inc., 1991, p. 64.
  16. ^ Standard Rules for Dan/Kyu Examination, Tokyo, Japan, International Kendo Federation, dicembre 2006.
  17. ^ a b Confederazione Italiana Kendo (CIK)
  18. ^ a b Regolamento Esami CIK
  19. ^ L'esame di 8° dan di kendo, su kendonellemarche.wordpress.com.
  20. ^ la sigla deriva dal francese Fédération Internationale de Kendo
  21. ^ International Kendo Federation, su kendo-fik.org. URL consultato il 13 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 21 giugno 2018).
  22. ^ SportAccord Members, su sportaccord.com, SportAccord Members. URL consultato il 17 settembre 2012 (archiviato dall'url originale il 27 luglio 2013).
  23. ^ Alliance of Members of Sportaccord, su wada-ama.org, WADA. URL consultato il 17 settembre 2012.
  24. ^ International Martial Arts Federation, su imaf.com. URL consultato il 14 ottobre 2020.
  25. ^ European Kendo Federation Archiviato il 26 gennaio 2013 in Internet Archive. (IKF)
  26. ^ International Kendo Federation (IKF)
  27. ^ European Naginata Federation Archiviato il 17 dicembre 2014 in Internet Archive. (ENF)
  28. ^ International Naginata Federation (INF)
  29. ^ FIK- Federazione Italiana Kendo
  30. ^ (EN) All Japan Budo Federation Ramo Italia, su ajbf. URL consultato il 29 novembre 2019.
  31. ^ Dai Nippon Butoku Kai, 27 maggio 2019. URL consultato il 29 novembre 2019.
  32. ^ (EN) Cancellation of the 18th World Kendo Championships (18WKC) | FIK, su International Kendo Federation (FIK). URL consultato il 26 maggio 2021.
  33. ^ (JA) 第116回 全日本剣道演武大会 | 行事情報, su 全日本剣道連盟 AJKF. URL consultato il 26 maggio 2021.
  34. ^ (JA) 第117回 全日本剣道演武大会 | 行事情報, su 全日本剣道連盟 AJKF. URL consultato il 26 maggio 2021.
  35. ^ (JA) 全日本剣道女子選手権・全日本剣道選手権について | 全剣連のお知らせ, su 全日本剣道連盟 AJKF. URL consultato il 26 maggio 2021.
  36. ^ The 68th All Japan KENDO Championship, su www.kendo.or.jp.
  37. ^ spesso abbreviato in naginata (なぎなた?)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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