Il mercante di Venezia

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« Considero il mondo per quello che è, Graziano: un palcoscenico sul quale ciascuno recita la propria parte. »
(Antonio a Graziano, Atto I Scena I)
Il mercante di Venezia
Commedia in cinque atti
Shylock e Jessica Maurycy Gottlieb (1856-1879)
Shylock e Jessica

Maurycy Gottlieb (1856-1879)

Autore William Shakespeare
Titolo originale The Merchant of Venice
Lingua originale Inglese
Genere Commedia
Composto nel 1594-1597
Personaggi
  • Il Doge di Venezia
  • Il Principe del Marocco, pretendente di Porzia
  • Il Principe di Aragona, pretendente di Porzia
  • Antonio, mercante di Venezia
  • Bassanio, suo amico, pretendente di Porzia
  • Graziano, amico di Antonio e di Bassanio
  • Solanio, amico di Antonio e di Bassanio
  • Salerio, amico di Antonio e di Bassanio
  • Lorenzo, amante di Jessica nonché amico di Antonio e di Bassanio
  • Shylock, ricco ebreo
  • Tubal, suo amico
  • Lancillotto Gobbo, servo di Shylock
  • Vecchio Gobbo, padre di Lancillotto
  • Leonardo, servo di Bassanio
  • Dottor Bellario, Porzia travestita da avvocato
  • Stefano e Baldassarre, servi di Porzia
  • Porzia, ricca ereditiera
  • Nerissa, sua cameriera
  • Jessica, figlia di Shylock
  • Magnati di Venezia
  • Ufficiali della Corte di Giustizia
  • un carceriere
  • servi di Porzia
 

Il mercante di Venezia (The Merchant of Venice) è un'opera teatrale di William Shakespeare, scritta probabilmente tra il 1596 e il 1597.

La trama dell'opera riprende abbondantemente quella di una pivella trecentesca di ser Giovanni Fiorentino, detta Il Giannetto, prima novella della giornata quarta della raccolta di cinquanta detta Il Pecorone, che Shakespeare ebbe modo di conoscere nella traduzione di William Painter. In particolare del Giannetto vengono conservati, pressoché intatti, i personaggi corrispondenti a Bassanio, Shylock e Porzia, oltre che la vicenda della penale di una libbra di carne[1]. Si tratta di una dark comedy.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Sir Herbert Beerbohm Tree nei panni di Shylock, ritratto nel 1914 da Charles Buchel.

Venezia, XVI secolo. Bassanio, giovane gentiluomo veneziano, vorrebbe la mano di Porzia, ricca ereditiera di Belmonte. Per corteggiare degnamente Porzia, chiede al suo carissimo amico Antonio 3.000 ducati in prestito. Antonio, pur amando Bassanio, non può prestargli il denaro, poiché ha interamente investito nei traffici marittimi. Tuttavia garantirà per lui presso Shylock, ricco usuraio ebreo. Shylock è disprezzato dai cristiani e a sua volta li disprezza. Soprattutto non sopporta Antonio, il mercante di Venezia, che presta denaro gratuitamente, facendo abbassare il tasso d'interesse nella città, e che lo umilia pubblicamente con pesanti insulti.

Nonostante ciò, Shylock accorda il prestito a Bassanio, con Antonio come garante. L'ebreo però, in caso di mancato pagamento, vuole una libbra della carne di Antonio. Bassanio cerca di far desistere Antonio dal fargli da garante, ma lui è sicuro di poter saldare il debito, dato che tre navi sono in viaggio per riportare a Venezia ricchezze nove volte più grandi. Il tempo concesso per il saldo del prestito è di tre mesi, mentre le navi arriveranno tra due. Bassanio si reca a Belmonte; i pretendenti di Porzia però, secondo la volontà del suo defunto padre, per ottenere la sua mano devono scegliere, fra tre scrigni contrassegnati da un indovinello, quello giusto. Bassanio, scegliendo il più modesto, ci riesce e sposa Porzia, già precedentemente innamorata di lui. Invece l'amico di Bassanio, Graziano, sposa la serva di Porzia, Nerissa.

Intanto la sfortuna si accanisce su Shylock: sua figlia Jessica infatti, aiutata da Lancilotto, fugge di casa sposando un cristiano di nome Lorenzo, amico di Antonio e Bassanio. La ragazza è fuggita portando con sé 2.000 ducati e soprattutto lo scrigno contenente l’anello donato a Shylock dalla defunta moglie. L'unica consolazione di Shylock deriva dalla pari sfortuna di Antonio: infatti le sue tre navi sono disperse in mare cosicché non potrà saldare il debito. Nel frattempo Porzia e Nerissa donano ai rispettivi mariti un anello, segno del loro amore, facendo promettere loro di non separarsene mai finché l'amore li legherà alle loro consorti.

Shylock porta Antonio di fronte al Doge e alla corte e chiede di far valere i suoi diritti. Nonostante la crudeltà della proposta, il Doge non può rifiutare di applicare la legge perché il caso creerebbe un precedente dannoso per lo stato. Bassanio e Graziano partono immediatamente in aiuto di Antonio. Porzia, all'insaputa di tutti, si traveste da avvocato per salvare Antonio. Nerissa la segue vestendosi da scrivano e a custodia della casa vengono lasciati Lorenzo e Jessica.

Una volta giunta in tribunale, Porzia, sotto le spoglie del Dottor Bellario, avvocato e consulente del Doge, invita Shylock ad accettare 6000 ducati offerti a lui da Bassanio, ormai ricco per avere sposato Porzia, al fine di estinguere il debito dell'amico ed essere misericordioso. L'odio dell'usuraio per i cristiani, fomentato dall'abbandono della figlia, gli impedisce di desistere. Shylock, anzi, chiede a gran voce che gli sia pagato il debito con la libbra di carne di Antonio, come da accordo. Il Dottor Bellario finge di essere d’accordo con lui su tale diritto, citando l’Editto degli Stranieri, ma gli comunica che, dato che il contratto parla solo di carne, se avesse versato anche una sola goccia di sangue i suoi beni sarebbero stati divisi tra Antonio e lo stato e lui condannato a morte. Il Doge gli concede in grazia la vita e Antonio rinuncia alla sua parte purché venga ceduta alla morte alla figlia Jessica e Shylock si converta al cristianesimo, pena assai più grave per l'usuraio. In queste condizioni Shylock, sconfitto, rinuncia ai suoi propositi.

Bassanio si complimenta con il Dottor Bellario per aver salvato il suo amico e gli chiede come possa ringraziarlo. Il finto avvocato gli chiede solo il suo anello. Bassanio esita, a causa del valore affettivo dell'anello, ma spinto dall'onore e dalla gratitudine finisce per cederlo. Lo stesso è obbligato a fare Graziano per lo scrivano.

Quando tutti i cristiani giungono a Belmonte, Porzia e Nerissa chiedono ai mariti gli anelli, ma entrambi spiegano l'accaduto. Quindi le due donne fanno credere di aver trascorso una notte con i nuovi possessori dell’anello per riaverli, prima di rivelar loro che erano proprio loro l’avvocato e il suo assistente. Antonio fa di nuovo da garante per Bassanio che giura di non separarsi mai più dall’anello. Successivamente Nerissa riferirà a Lorenzo che i beni di Shylock saranno suoi e di Jessica dopo la morte dell'ebreo. Nel frattempo si viene a sapere che le tre navi di Antonio sono tornate sane e salve in porto.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The Merchant of Venice, prefato da il Giannetto di ser Giovanni Fiorentino, Myricae edizioni, Milano 2009

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Angela Leonardi, "My humanity is my right. Lo Shylock di Arnold Wesker", in "Ebraismo e letteratura", a cura di S. Manferlotti e M. Squillante, Napoli, Liguori, 2008, pp. 121–151
  • Stefano Manferlotti, Shakespeare, Roma: Salerno Editrice, 2010 ISBN 978-88-8402-698-9

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