Il falò delle vanità (film)

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Il falò delle vanità
Il falò delle vanità.png
La scena iniziale del film
Titolo originale The Bonfire of Vanities
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1990
Durata 125 min
Genere drammatico, commedia
Regia Brian De Palma
Soggetto dall'omonimo romanzo di Tom Wolfe
Sceneggiatura Michael Cristofer
Casa di produzione Warner Bros.
Fotografia Vilmos Zsigmond
Montaggio Beth Jochem Besterveld, Bill Pankow, David Ray
Musiche Dave Grusin
Scenografia Richard Sylbert
Costumi Ann Roth
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il falò delle vanità (The Bonfire of the Vanities[1]) è un film, commedia drammatica, del 1990 diretto da Brian De Palma basato sull'omonimo romanzo di Tom Wolfe, pubblicato originariamente a puntate sulla rivista Rolling Stone. Il film è stato un insuccesso sia di critica che di incassi e vede come protagonisti Tom Hanks, Bruce Willis, Melanie Griffith e Morgan Freeman. La sceneggiatura è stata scritta da Michael Cristofer e la colonna sonora originale composta da Dave Grusin. Il sottotitolo del film è "una scandalosa storia di avidità, lussuria e vanità in America".

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Sherman McCoy è un operatore di Wall Street, che guadagna milioni grazie alle commissioni che riceve per ogni affare che contribuisce a concludere. Sherman si gode una vita dorata, fatta di auto di lusso, superattici sulla quinta strada e feste mondane. Inoltre intrattiene una relazione extraconiugale con Maria Ruskin, moglie del magnate Arthur Ruskin.

Una sera mentre vanno verso l'appartamento di Maria a Manhattan, sbagliano strada e si ritrovano nel Bronx. Ed è proprio a questo punto che una situazione apparentemente banale dà il via ad una serie di eventi che sconvolgerà e cambierà per sempre la vita di Sherman: un copertone da camion blocca il transito su una strada secondaria che i due devono percorrere per uscire dal Bronx e tornare sull'autostrada per Manhattan; mentre Sherman scende dalla sua Mercedes per spostare il copertone, due tizi di colore gli si avvicinano con l'intenzione di rapinarlo. Maria allora si mette al volante dell'auto, Sherman riesce a fuggire e dopo aver bloccato le portiere si danno alla fuga, ma Maria investe accidentalmente uno dei due, Harry Lamb, che il giorno seguente cade in coma.

Sherman vorrebbe chiamare subito la polizia, ma Maria lo convince a non farlo. La storia viene gonfiata e sfruttata da più parti. Il reverendo Bacon la sfrutta per dare addosso ai bianchi ricchi e per trarne un vantaggio economico, infatti il suo amico avvocato Fox vuole fare causa all'ospedale per negligenza e ottenere così dieci milioni di dollari di risarcimento. Il procuratore Weiss vuole sfruttare la storia per fini elettorali e il giornalista semialcolizzato e quasi fallito Peter Fallow, che riceve l'esclusiva, torna ad essere un cronista di successo, un attimo prima di perdere il suo lavoro.

Sherman viene così dato in pasto alla stampa, perde il posto di lavoro a Wall Street e viene anche piantato dalla moglie Judy. La sua vita è distrutta, ma grazie ad un nastro riesce a dimostrare che al volante c'era Maria, e che proprio lei non ha voluto chiamare la polizia, e così si salva.

Recensione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato un flop sia a livello commerciale, che di critica. Costato circa 47 milioni di dollari, ne ha guadagnati alla sua uscita appena 15 negli Stati uniti. Molti critici non hanno apprezzato la scelta del cast, soprattutto la scelta di Tom Hanks nel ruolo di Sherman McCoy e Bruce Willis in quello di Peter Fallow.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ IMDB, Il falò delle vanità, imdb.com. URL consultato il 02 gennaio 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN217045742 · GND: (DE7587539-1
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