Mission: Impossible

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Mission: Impossible (disambigua).
Mission: Impossible
Ethan Hunt nella sede CIA
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1996
Durata110 min
Rapporto2,39:1
Genereazione, spionaggio, thriller
RegiaBrian De Palma
Soggettodalle serie TV del 1966 e del 1988 di Bruce Geller
storia di David Koepp e Steven Zaillian
SceneggiaturaDavid Koepp, Robert Towne
ProduttoreTom Cruise, Paula Wagner
Produttore esecutivoPaul Hitchcock
Casa di produzioneParamount Pictures, Cruise/Wagner Productions
Distribuzione in italianoParamount Pictures
FotografiaStephen H. Burum
MontaggioPaul Hirsch
Effetti specialiIan Wingrove, John Knoll
MusicheDanny Elfman
ScenografiaNorman Reynolds, Fred Hole, Peter Howitt
CostumiPenny Rose
TruccoRob Bottin, Lois Burwell, Amanda Knight
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Logo del film

Mission: Impossible è un film del 1996 diretto da Brian De Palma.

La pellicola è ispirata alla serie televisiva Missione impossibile ideata da Bruce Geller nel 1966.

Due membri degli U2, Larry Mullen e Adam Clayton hanno registrato una loro versione della canzone portante nel film. La pellicola si è rivelata uno dei maggiori incassi al botteghino del 1996, piazzandosi al terzo posto. La saga iniziata con questo film vanta altri sei titoli: Mission: Impossible 2 (2000), Mission: Impossible III (2006), Mission: Impossible - Protocollo fantasma (2011), Mission: Impossible - Rogue Nation (2015), Mission: Impossible - Fallout (2018) e Mission: Impossible - Dead Reckoning - Parte uno (2023).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Ethan Hunt è un membro della IMF (Impossible Mission Force), una speciale sezione segreta della CIA incaricata di svolgere le missioni più delicate e pericolose. Il team di Hunt, guidato dall'esperto Jim Phelps, è in missione a Praga per impedire ad un terrorista russo di rubare la lista degli agenti CIA sotto copertura e venderla ad un trafficante d'armi chiamato Max: il team, però, cade vittima di una trappola, da cui si salva solo Hunt. Raggiungendo Eugene Kittridge, direttore dell'IMF, in un ristorante nelle vicinanze, Hunt scopre che l'iniziativa era solo una messinscena: da un paio d'anni, infatti, viene riscontrata una sistematica fuga di informazioni dalla sua squadra e, così, l'agenzia ha organizzato una finta operazione, utilizzando una lista di agenti fasulla come esca, per scoprire la talpa. Ora, come unico sopravvissuto, tutti i sospetti ricadono su di lui. Inoltre, un'ingente somma di denaro è stata accreditata sul conto dei suoi genitori. Hunt decide di fuggire per provare la sua innocenza, e ci riesce grazie ad una bomba miniaturizzata, che lancia contro l'acquario del ristorante. Approfittando dell'esplosione riesce a dileguarsi.

Rifugiatosi nell'appartamento usato come base dalla squadra, Hunt viene raggiunto da Claire, la moglie del defunto Phelps, sopravvissuta alla strage della squadra. All'inizio diffida di lei ma, dopo aver confrontato le rispettive versioni dell'accaduto, i due decidono di agire insieme per dimostrare la loro innocenza e trovare la vera talpa. Claire presenta a Hunt il programmatore informatico Luther Stickell e il pilota Franz Krieger, ex agenti dell'IMF che, in cambio di denaro, si offrono di aiutarli a trafugare la vera lista degli agenti sotto copertura, custodita nel computer centrale della CIA, a Langley. L'intento, come a Praga, è di usarla come esca per giungere all'identità del traditore.

Introdottisi nella sede della CIA, Krieger e Hunt riescono a penetrare nella stanza del computer centrale e a rubare la lista. Hunt organizza quindi un incontro con Max, il trafficante d'armi interessato ai dati, chiedendo in cambio 10 milioni di dollari e il vero nome di Giobbe, la talpa. Intanto a Londra ricompare Jim Phelps, che spiega a Hunt di essersi nascosto perché sicuro che il traditore sia lo stesso Kittridge. Hunt lascia in custodia a Luther, l'unico di cui si fidi, il dischetto con la lista. Poi spedisce a Kittridge un orologio con display integrato ad una telecamera inserita nei suoi occhiali, insieme coi biglietti per il treno ad alta velocità Londra-Parigi, sul quale dovrebbe avvenire lo scambio con Max.

Una volta iniziata l'operazione, Luther riesce a bloccare la trasmissione dei dati appena consegnati a Max. Intanto Hunt, mascherato da Jim Phelps, ottiene i soldi che gli erano stati promessi. Quando viene raggiunto da Claire, le parole della ragazza, ignara del travestimento, chiariscono l'identità della talpa: Jim è il vero responsabile della congiura, ed è stato lui, con la complicità di Claire, a far uccidere tutti gli agenti della squadra. Lo scopo era lasciare vivo solo Hunt, per far ricadere su di lui i sospetti della CIA.

Quando il vero Jim li raggiunge, Hunt si smaschera. Kittridge, grazie alla telecamera inserita negli occhiali di Hunt e collegata al suo orologio, scopre l'inganno. Jim, uccisa Claire, tenta di fuggire coi soldi grazie all'aiuto di Krieger, suo complice, ma Hunt, durante un rocambolesco inseguimento, riesce a impedirlo. Hunt viene così definitivamente scagionato. Nel finale, il protagonista si incontra con Luther, reintegrato nell'IMF, comunicandogli che intende dare le dimissioni. Ma durante il ritorno a casa, in aereo, riceve un messaggio in cui gli si prospetta una nuova missione, e tutto lascia pensare che accetterà.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La Paramount Pictures possedeva i diritti della serie televisiva Missione Impossibile e aveva cercato per anni di trarne un adattamento cinematografico, ma senza riuscirci. Tom Cruise, il quale da giovane era stato un grande fan della serie, convinse la Paramount a investire un budget di 80 milioni di dollari; Cruise divenne così il produttore del film insieme alla socia Paula Wagner.

Chase Brandon, un ex membro della CIA, fu consulente del film.[1]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora del film è stata composta da Danny Elfman, il tema principale è l'originale della serie televisiva, composto da Lalo Schifrin. Nel film sono presenti i seguenti brani:

  1. Sleeping Beauty - Danny Elfman
  2. Mission Impossible - Lalo Schifrin
  3. Red Handed - Danny Elfman
  4. Big Trouble - Danny Elfman
  5. Love Theme? - Danny Elfman
  6. Mole Hunt - Danny Elfman
  7. The Disc - Danny Elfman
  8. Max Found - Danny Elfman
  9. Looking for 'Job' - Danny Elfman
  10. Betrayal - Danny Elfman
  11. The Heist - Danny Elfman
  12. Uh-Oh! - Danny Elfman
  13. Biblical Revelation - Danny Elfman
  14. Phone Home - Danny Elfman
  15. Train Time - Danny Elfman
  16. Menage a Trois - Danny Elfman
  17. Zoom A - Danny Elfman
  18. Zoom B - Danny Elfman

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

«Expect the impossible.»

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film, distribuito dalla Paramount Pictures, debuttò il 22 maggio 1996 in 3012 sale cinematografiche.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu un grande successo al botteghino. All'indomani della sua uscita il film incassò 11,8 milioni di dollari, superando il record di Terminator 2 - Il giorno del giudizio (1991) che era arrivato a 11,7 milioni di dollari. Il film mantenne anche per circa una settimana il primato assoluto al botteghino.

Nei primi sei giorni, la pellicola totalizzò 75 milioni di dollari, sorpassando così i 47 milioni di dollari della prima settimana di Jurassic Park (1993). Dopo appena sette giorni dall'esordio ufficiale, il film aveva di gran lunga superato il budget fissato a 80 milioni di dollari.[2] A fine anno, Mission: Impossible aveva incassato 180.981.856 dollari nel Nord America e 276.714.503 nel resto del mondo, per un totale globale di 457.696.359 dollari.[3] Fu il terzo più alto incasso del 1996 alle spalle dei catastrofici Independence Day e Twister.[4]

Il film riscosse un grande successo commerciale anche in vari paesi europei ed asiatici, con incassi particolarmente alti in Giappone (dopo gli Stati Uniti, il paese con il più alto risultato di botteghino con 53.987.907 dollari.[5] A questi seguirono la Gran Bretagna (inclusi l'Irlanda e Malta) con 29.293.045 dollari, la Francia con 29.058.617,[5] la Germania (23.630.026), la Spagna (14.351.722) e l'Australia (12.123.783).[5]

Anche in Italia, il film ottenne un successo notevole, riuscendo ad incassare 11.580.181 dollari (7.207.330 euro)[5] e classificandosi al 7º posto tra le pellicole più viste della stagione 1996/1997.[6]

Una parte significativa del ricavato (circa 70 milioni di dollari) spettò a Tom Cruise, che mai in precedenza aveva guadagnato una cifra così alta (il suo record era attorno ai 15 milioni di dollari).[7]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Mission: Impossible (serie di film).

La pellicola ha avuto sei sequel: Mission: Impossible 2 (2000), Mission: Impossible III (2006), Mission: Impossible - Protocollo fantasma (2011) , Mission: Impossible - Rogue Nation (2015), Mission: Impossible - Fallout (2018) e Mission: Impossible - Dead Reckoning - Parte uno (2023).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Alex Mell-Taylor, Mission Impossible: How The C.I.A. Shaped Hollywood Spies, su alexhasopinions.medium.com, 12 agosto 2018.
  2. ^ Daily Box Office: Mission: Impossible, su boxofficemojo.com, Box Office Mojo. URL consultato il 15 luglio 2009.
  3. ^ Summary: Mission: Impossible, su boxofficemojo.com, Box Office Mojo. URL consultato il 15 luglio 2009.
  4. ^ 1996 Worldwide Grosses, su boxofficemojo.com, Box Office Mojo. URL consultato il 15 luglio 2009.
  5. ^ a b c d Foreign Box Office: Mission: Impossible, su boxofficemojo.com, Box Office Mojo. URL consultato il 15 luglio 2009.
  6. ^ Box Office Italia: la classifica dei 100 film più visti dell'anno, su movieplayer.it. URL consultato il 15 luglio 2009.
  7. ^ Bernard Weinraub, "Cruise's Thriller Breaking Records", The New York Times, p. 15, 28 maggio 1996.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN188301022 · BNF (FRcb14414337r (data)
  Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema