Guerra lituano-sovietica

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Guerra lituano-sovietica
parte della guerra civile russa
Soviet POWs in Lithuania.jpg
Prigionieri di guerra sovietici in un accampamento lituano. Dal 1 dicembre 1919, i lituani trattennero 1.773 soldati russi[1]
Data16 dicembre 1918 - 25 agosto 1919
LuogoLituania
EsitoBolscevichi respinti, Lituania indipendente
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Lituania 8.000 (agosto 1919)[2]
Germania 10.000 volontari teutonici[2]
Flag of the Lithuanian-Byelorussian SSR.svg 18.000 - 20.000
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La guerra lituano-sovietica o guerra lituano-bolscevica (in lituano Karas su bolševikais) è stata combattuta come conseguenza della firma dell'Atto d'indipendenza della Lituania, tra le forze governative della Lituania e i bolscevichi lituani sostenuti dalla Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa dopo la resa tedesca nella prima guerra mondiale. Esso faceva parte della più grande offensiva sovietica a ovest tra il 1918 e 1919. L'offensiva seguì il percorso delle truppe tedesche in ritirata con l'intenzione di istituire una repubblica sovietica in Ucraina, Bielorussia, Lituania, Lettonia, Estonia, Polonia, in raccordo con la tedesca rivoluzione di novembre.[3]

Entro la fine del mese di dicembre 1918 le forze sovietiche raggiunsero le frontiere lituane. Senza trovare grande resistenza, conquistarono una città dopo l'altra e, entro la fine del mese di gennaio 1919 controllavano circa 2/3 del territorio lituano. In febbraio l'avanzata sovietica fu fermata da un raccogliticcio esercito lituano con l'aiuto di volontari tedeschi anticomunisti, impedendo ai sovietici di catturare Kaunas, la temporanea capitale della Lituania. Il 27 febbraio 1919 la RSS Lituana (fondata il 16 dicembre 1918) veniva unificata con la RSS Bielorussa a formare la RSS Lituano-Bielorussa. Dall'aprile la guerra lituano-sovietica è condotta in parallelo con la guerra polacco-sovietica.

La Polonia però aveva rivendicazioni territoriali sulla Lituania, in particolare sulla regione di Vilnius, e queste tensioni si estesero nella guerra polacco-lituana una volta che i polacchi giunsero ai confini lituani. Lo storico Norman Davies ha sintetizzato così la situazione: "l'esercito tedesco supportava i lituani nazionalisti, i sovietici invece supportavano i lituani comunisti, e i polacchi combattevano contro tutti"[4]. A metà maggio l'esercito lituano, ora comandato dal generale Silvestras Zukauskas, ha incominciato un'offensiva contro i sovietici nel nord-est della Lituania. Entro la metà di giugno i lituani raggiunsero il confine lettone e insaccarono i sovietici tra laghi e colline vicino Zarasai, dove i sovietici saranno chiusi fuori fino alla fine del mese di agosto 1919. I sovietici e lituani, separati dal fiume Daugava, hanno mantenuto i loro fronti fino alla battaglia di Daugavpils nel gennaio 1920. Già nel settembre del 1919 i sovietici avviarono offerte di negoziare un trattato di pace, ma i colloqui ebbero inizio solo nel maggio 1920. Il Trattato di Mosca è stato firmato il 12 luglio 1920. La Russia sovietica riconosceva pienamente la Lituania indipendente.

Contesto storico[modifica | modifica wikitesto]

Le truppe bolsceviche avanzano mentre i tedeschi evacuano. La linea rossa segna l'avanzata in gennaio 1919

La Lituania divenne parte dell'Impero russo dopo l'ultima partizione della Confederazione polacco-lituana nel 1795. Durante la prima guerra mondiale, la Lituania fu occupata dalla Germania e divenne parte dell'Ober Ost. Il 16 febbraio 1918, il Consiglio della Lituania dichiarò l'indipendenza sia dalla Germania sia dalla Russia. Tre settimane dopo, i bolscevichi scatenarono la guerra civile russa, la quale condusse a una pace con gli Imperi centrali e alla firma del trattato di Brest-Litovsk. Tra i contenuti, la Russia rinunciava a qualunque pretesa territoriale su Finlandia, Estonia, Lettonia, Ucraina, Lituania e Polonia.[5] Ciò non comportò la conseguente autonomia governativa da parte della Lituania: l'indipendenza, finì per risultare de facto.[6] Questa situazione si venne a modificare solo quando la Germania perse la guerra e firmò l'Armistizio di Compiègne l'11 novembre 1918. La Repubblica lituana poté così incominciare a operare e a costituire istituzioni nazionali, oltre a formare il primo esecutivo con a capo Augustinas Voldemaras.

Il 13 novembre 1918, il governo russo rinnegò il trattato di Brest-Litovsk, nel quale si riconosceva l'indipendenza del Paese baltico.[5] L'Armata rossa, accertatasi che i tedeschi ormai si stavano ritirando, cercò di mantenere una distanza da questi per evitare che nascessero indesiderati conflitti a fuoco tra i due eserciti (circa 10-15 km).[7] I tedeschi in ritirata lasciavano spesso armamenti ancora adoperabili e reperibili da parte dei sovietici.[8] L'intento era quello di diffondere la Rivoluzione mondiale e stabilire un governo comunista nelle regioni baltiche. Tali nazioni venivano viste come una barriera o un ponte per l'Europa occidentale, dove nel frattempo stavano accadendo episodi, visti di buon occhio dai russi, come la rivoluzione di novembre e le rivolte ungheresi.[9] Verso la fine del dicembre 1918, i bolscevichi avevano ormai raggiunto la Lituania orientale.

La fazione lituana[modifica | modifica wikitesto]

Governo lituano[modifica | modifica wikitesto]

Augustinas Voldemaras, Primo Ministro della Lituania (e primo a ricoprire questa carica), non credeva che allestire un esercito fosse una priorità e si affrettò a dichiararsi neutrale in vista di nuovi conflitti.[10] Egli faceva affidamento su mercenari tedeschi che avrebbero protetto la Lituania fino alle decisioni che sarebbero emerse dalla Conferenza di Pace di Parigi.[11] I cittadini si costituirono in piccoli gruppi autonomi per difendersi dai teutonici che si stavano ritirando.[10] Le prime leggi che concernevano la creazione di un'armata furono prese in considerazione solo il 23 novembre. Alcuni lituani che avevano fatto parte dell'esercito imperiale russo, ritornarono in patria e incominciarono a organizzarsi anch'essi per difendersi in vista di eventuali conflitti a Kaunas, Hrodna e Alytus.[10] Mancavano armi, munizioni e ufficiali con esperienza.

Alla fine di dicembre, con i bolscevichi che si erano già insediati nel Paese, la Lituania fu lasciata in balia di se stessa. Augustinas Voldemaras, Antanas Smetona, Presidente del Consiglio della Lituania e Martynas Yčas, Ministro delle Finanze francese, partirono alla volta della Germania per chiedere aiuti economici.[12] Il generale Kiprijonas Kundratavičius, Vice Ministro della Difesa, suggerì di ritirarsi presso Hrodna e rifiutò di occuparsi della gestione delle operazioni belliche.[10] Il primo gabinetto dei Ministri fu allestito il 26 dicembre 1918. Mykolas Sleževičius intervenne per organizzare un nuovo esecutivo. Il 29 dicembre, effettuò il primo appello generale (in quattro lingue) per richiamare dei volontari a partecipare all'organizzazione di un Esercito lituano.[13] Il governo di Sleževičius adottò una politica riformista, soprattutto dal punto di vista amministrativo e sulla promozione dell'agricoltura, lanciando il proclama "la terra a coloro che la coltivano."[14] Ciò voleva significare che alcuni terreni sarebbero stati espropriati a grandi proprietari terrieri al fine di redistribuirli dapprima, gratuitamente, ai volontari, e poi, ai piccoli contadini prevedendo il pagamento di un canone.[15] La mobilitazione degli ufficiali fu annunciata il 25 gennaio 1919: circa 400 persone accettarono di partecipare.[13]

Volontari sassoni[modifica | modifica wikitesto]

A Berlino, Smetona e Yčas raggiunsero un accordo per un prestito di 100 milioni di marchi.[14] I soldi furono utilizzati soprattutto per costruire e allestire un esercito. Fu poi negoziato un ulteriore accordo che prevedeva la collaborazione diretta della Germania contro i russi. L'articolo 12 dell'Armistizio di Compiègne richiedeva che la Germania avrebbe protetto la Lituania da eventuali attacchi russi:[16] l'intento teutonico era anche quello di continuare a esercitare una sfera di influenza nella regione al fine di impedire il controllo russo.[17] Inizialmente, si tentò di organizzare una compagnia di volontari tra quelli che si erano ritirati da poco in patria della Decima Armata tedesca, comandata dal generale Erich von Falkenhayn. Tuttavia, i soldati erano esausti e demoralizzati dopo la sconfitta e intendevano tornare alla propria vita normale il prima possibile.[18] Il reclutamento continuò in Germania, specialmente in Sassonia. I volontari erano retribuiti con 30 marchi al mese più 5 al giorno per 30 mesi.[19] I primi volontari sassoni, come storiograficamente sono noti, giunsero a Kaunas all'inizio di gennaio, ma alcuni di loro furono giudicati non idonei al conflitto e furono rispediti indietro. Verso la fine di gennaio, si contavano 4.000 volontari.[19] L'affidabilità delle truppe fu da taluni messa in discussione per via della presenza di simpatizzanti della rivoluzione di novembre che appartenevano alla Lega Spartachista, di chiaro stampo filo-sovietico. Non mancarono infatti tentativi, sia pur operati in maniera poco ponderata, di rovesciare il governo nazionale lituano.[19] I volontari vennero disposti in vari insediamenti del Paese: Alytus, Jonava, Kėdainiai e Baisogala.[19]

Inizialmente, rientrarono a far parte della Quarantaseiesima Divisione di Volontari Sassoni.[19] Il 22 febbraio, il luogotenente-generale Walter von Eberhardt ne divenne comandante. Tra aprile e maggio, la milizia confluì nella Brigata di Volontari della Lituania Meridionale (composta da 3 reggimenti: il XVIII, il XIX e il XX): un'altra parte finì di stanza a Raseiniai.[20] Il XVIII reggimento combatté al fianco dei lituani: il XIX fu disposto presso Kaunas, ma non prese parte a nessuna operazione militare: il XX fu posizionato a Hrodna prima e a Kėdainiai poi; l'altra parte del battaglione divenne parte dei Bermotiani, un gruppo di volontari che già esisteva ai tempi della lotta tra Impero russo e rivoluzionari.[19] La Baltische Landeswehr, composta da tedeschi e lettoni filo-tedeschi della Curlandia e della Livonia e guidata dal generale Rüdiger von der Goltz, organizzò un colpo di Stato contro il governo nazionale e si insediò a Riga.[21] Il 23 naggio, la Conferenza di pace di Parigi reagì a questa situazione chiedendo ai tedeschi di ritirare le truppe dai due Paesi baltici non appena le forze belliche di questi paesi fossero state in grado di difendersi autonomamente.[22] Gli ultimi volontari sassoni a lasciare la Lituania, partirono verso metà luglio.[23]

Il governo sovietico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Repubblica Socialista Sovietica Lituana (1918-1919).

L'8 dicembre 1918, fu formato un governo rivoluzionario provvisorio, guidato da Vincas Mickevičius-Kapsukas, esclusivamente gestito da membri del Partito Comunista della Lituania (PCL).[24] Il 16 dicembre 1918, il governo rivoluzionario dichiarò ufficialmente la costituzione della Repubblica Socialista Sovietica Lituana. Tra il 31 dicembre 1918 e il primo giorno dell'anno venturo, la guarnigione tedesca si ritirò da Vilnius e cedette il controllo della città alle autorità locali, ossia un comitato polacco, sebbene l'amministrazione lituana si fosse espressa in maniera contraria.[25] L'unità costituita da abitanti del posto nota come Autodifesa lituana e bielorussa assunse il controllo. Il governo lituano fu spostato a Kaunas, capitale temporanea della Lituania.[26] Il 5 gennaio 1919, Vilnius fu espugnata dai sovietici dopo cinque giorni di battaglia contro i plotoni paramilitari polacchi guidati dal generale Władysław Wejtko. Kapsukas e il suo governo giunsero a Vilnius da Daugavpils il 7 gennaio.[27] Il 27 febbraio, la RSS lituana fu sostituita dalla RSS Lituano-Bielorussa, anche detta Litbel.

Nei territori conquistati, i sovietici crearono dei revkom e dei soviet sulla base di quanto già istituito in patria.[28] A differenza di altre aree geografiche, le organizzazioni filo-comuniste lituane erano di recente creazione e formazione e non si erano ancora nemmeno organizzate in circoscrizioni locali.[29] Si procedette poi a nazionalizzare, in seguito a una fase di assestamento iniziale delle istituzioni, le istituzioni commerciali e le grandi proprietà terriere. Gli appezzamenti dovevano esser trasformati in fattorie collettive, anziché essere ridistribuiti a piccoli proprietari.[30] I sovietici, inoltre, pubblicizzarono i propositi di espansione della Rivoluzione mondiale e dell'ateismo in un Paese di stampo cattolico e fortemente nazionalista.[31] La loro politica supportata dalla classe industriale, al tempo però assai piccola.[31] I sovietici richiesero agli insediamenti assoggettati ingenti contributi per finanziare le operazioni militari in corso. Ad esempio, Panevėžys dovette versare circa 1 milione di rubli, Utena 200.000 rubli, mentre ne venivano richiesti 10 da ogni centro abitato.[30] Furono nazionalizzate industrie produttive e grandi proprietà per permettere la formazione di fattorie collettive. Queste politiche isolarano la popolazione locale e contribuirono al fallimento della propaganda russa.[31] Nel febbraio del 1919, Kapsukas inviò un telegramma a Mosca, replicando a quanto era stato precedentemente imposto: sostenne che la possibilità per i lituani di unirsi alla sola Armata Rossa anziché a un esercito nazionale avrebbe incoraggiato i lituani a costituire movimenti nazionalisti.[32][33]

Offensiva sovietica[modifica | modifica wikitesto]

Avanzamento dell'esercito sovietico[modifica | modifica wikitesto]

L'Armata Rossa (circa 18.000[34]-20.000 uomini[35]) raggiunse i territori della Lituania il 12 dicembre 1918.[35] Circa 5.000 di questi soldati erano lituani.[36] Furono impiegate tre divisioni: la Pskov (più tardi rinominata Divisione Lituana), l'Internazionale (più tardi rinominata Seconda Divisione Lettone di Fucilieri, in cui erano inclusi il 39°, il 41°, il 47º e il 60º reggimento), e la Diciassettesima (più tardi rinominata come Divisione Orientale, che includeva il 5º Reggimento di Vilnius).[33] Le divisioni non avevano un comandante in comune.[37] Più tardi, furono inviate altre truppe dalla Russia. I sovietici reclutarono anche alcuni gruppi di simpatizzanti locali che avrebbero dovuto nuocere alla retroguardia nemica.[36] I soldati sovietici erano scarsamente equipaggiati e dovettero autonomamente provvedere a guadagnarsi cibo, cavalli e vestiti, cosa che fecero anche a scapito della popolazione locale.[38] La Lituania non riuscì a respingere gli invasori per via della grave inferiorità numerica: l'esercito constava di soli 3.000 volontari,[39] oltre a qualche gruppo partigiano locale il quale, godendo di apparecchiature lasciate dai tedeschi al termine della Grande Guerra, tentarono di resistere quanto più a lungo potettero.

L'Armata Rossa inanellò rapidamente una serie di conquiste in varie città: Zarasai e Švenčionys (22 dic.), Utena (23 dic.), Rokiškis (27 dic.), Vilnius (5 gen.), Ukmergė e Panevėžys (9 gen.), Šiauliai (15 gen.), Telšiai (25 gen.).[35] 2/3 della Lituania erano finiti in mano ai russi. Il fronte si era in un certo qual modo stabilizzato presso il fiume Venta, quando i lettoni e alcuni tedeschi del Baltische Landeswehr riuscirono a contenere l'avanzata.[40] Inoltre, i teutonici rallentarono il ritiro delle loro truppe, dopo che i simpatizzanti socialisti videro sfumare il 12 gennaio l'ipotesi di un governo in patria della Lega Spartachista.[41] L'area meridionale della Lituania vedeva ancora la presenza dei tedeschi che si stavano ritirando dall'Ucraina attraverso Hrodna. Per evitare che si profilassero schermaglie tra i due eserciti, fu siglato un trattato il 18 gennaio. In esso, si sanciva una linea di demarcazione temporanea la quale attraversava Daugai, Stakliškės, ed era situata 10 km a est della tratta ferroviaria KaišiadorysJonavaKėdainiai.[42] Alcune delle forze bolsceviche, frattanto, incominciarono già a pianificare attacchi contro Kaunas, la seconda città più popolata della Lituania. In verità, non era possibile sferrare assalti diretti poiché occorreva prima accerchiarla assoggettando Alytus o Kėdainiai. L'operazione militare per conquistare Kaunas fu avviata il 7 febbraio.

Accerchiamento di Kaunas[modifica | modifica wikitesto]

Strategie di conquista sovietiche per circondare e assicurarsi Kaunas

Kėdainiai fu attaccata dal 2º Reggimento di Fucilieri della Divisione Lituana (ex Pskov, circa 1.000 uomini). Le forze lituane giunte da Panevėžys e guidate da Jonas Variakojis, constavano assieme agli uomini di Kėdainiai di circa 200 uomini.[42] I baltici resistettero all'avanzata dell'Armata Rossa e, col supporto dei volontari tedeschi, riuscirono a resistere presso Kėdainiai. L'8 febbraio, nel corso di una missione di ricognizione, Povilas Lukšys fu il primo soldato dell'esercito lituano così come lo si conosce oggi a morire in battaglia.[43] Il 10 febbraio, le forze lituane e tedesche si insediarono a Šėta, costringendo i russi a ritirarsi. Il successo di quest'operazione aumentò il morale delle milizie lituane e impedì agli ostili di circondare Kaunas da nord.[42]

Il 9 febbraio, il 7º Reggimento di Fucilieri (900 uomini) penetrò a Jieznas, a sud di Kaunas.[44] Il giorno successivo, un plotone lituano composta di circa 300 uomini che proveniva da Prienai e Kaunas provò a sferrare un assalto prima che l'Armata Rossa potesse assicurarsi definitivamente il controllo della posizione, ma senza successo: morirono 18 lituani e ci furono 33 prigionieri, catturati una volta che gli assalitori si arresero.[44] Coloro che riuscirono a sfuggire, si ritirarono e si unirono a un gruppo di lituani e volontari sassoni che provò ad attaccare, stavolta raggiungendo il risultato, Jieznas il 13 febbraio.[45] I sovietici continuarono a spingere per avvicinarsi a Kaunas. Il 3º e il 4º Reggimento di Fucilieri (circa 2.000 uomini) attaccò Alytus il 12 febbraio. I tedeschi, piuttosto che ingaggiare il nemico, preferirono ritirarsi nei pressi di Marijampolė e Prienai.[46] Antanas Juozapavičius, primo ufficiale lituano a morire in battaglia, fu ucciso durante la ritirata. Nella notte tra il 14 e il 15 febbraio, le forze tedesche e un battaglione di lituani che faceva ritorno da Alytus, ripresero la città.[47] Kaunas fu così difesa e il fronte stabilizzato, almeno per un po'. Ai sovietici fu dato ordine di abbandonare l'offensiva e mantenere il controllo delle postazioni difensive.[48] Questa fase di stallo permise ai lituani di riorganizzarsi e di arruolare nuove reclute.

Controffensiva[modifica | modifica wikitesto]

Offensiva tedesca[modifica | modifica wikitesto]

L'avanzata dei polacchi (frecce blu), dei lituani e tedeschi (in viola scuro), dei lettoni e tedeschi (frecce bianche da ovest) e degli estoni (frecce bianche da nord). La linea blu mostra il fronte polacco nel maggio del 1920

La Lituania settentrionale (Samogizia) fu conquistata dalla Divisione Internazionale Sovietica (circa 3.000 uomini). L'obiettivo era quello di raggiungere il mar Baltico e tagliare i rifornimenti tedeschi ai lettoni nell'ambito della loro guerra d'indipendenza.[49] I comunisti locali divennero molto attivi nel nord della Lituania, poiché costituiva la strada più breve per portare i prigionieri catturati dalle forze regolari lituane di nuovo in Russia attraverso la regione.[50] Il risultato di maggior rilievo conseguito dal gruppo politico lituano, fu la costituzione di un gruppo paramilitare, noto come Reggimento Samogizio, composto da 1.000 uomini e comandato da Feliksas Baltušis-Žemaitis, con sede nella città di Šiauliai. Il reggimento includeva prigionieri di guerra russi, disertori tedeschi e criminali locali.[51] Non erano presenti unità dell'esercito regolare in Samogizia, eccezion fatta per una comunità di partigiani costituitasi a Skuodas (seguiva i dettami di Povilas Plechavičius e di suo fratello Aleksandras) e a Joniškėlis.[42]

Il movimento dei bolscevichi attraverso la Prussia orientale allarmò la Germania, la quale inviò dei volontari (Brigata Schaulen) comandata dal generale Rudiger von der Goltz per liberare da eventuali pericoli la tratta ferroviaria che collegava Liepāja (attuale Lettonia) a Romny (attuale Ucraina) e che attraversava anche centri come Mažeikiai, Radviliškis e Kėdainiai.[52] Quest'operazione fu parte di un'ampia controffensiva lanciata in Lettonia.[53] Alla fine di febbraio, i partigiani lituani, col supporto dell'artiglieria tedesca, assunsero il controllo di Mažeikiai e di Seda, spingendo i russi verso Kuršėnai. Il 27 febbraio 1919, i volontari tedeschi supportati dai partigiani guidati da Plechavičius e quelli di Joniškėlis, sconfissero il Reggimento Samogizio in una battaglia presso Luokė.[51] Quest'ultimo, fu sciolto e dismesso. Poco prima della metà di marzo, i tedeschi avevano ripreso il controllo di Kuršėnai, Šiauliai, Radviliškis, Šeduva e Joniškis; decisero, a questo punto, di fermarsi.[54] In alcune occasioni, furono aiutati dai partigiani lituani e dall'esercito regolare. I partigiani di Joniškėlis continuarono a guadagnare terreno, spingendosi verso il fiume Mūša.[55] Dato il loro coraggio, fu poi in futuro deciso di incorporarli nelle Lietuvos kariuomenės Sausumos pajėgos.[56]

Preparativi all'offensiva lituana[modifica | modifica wikitesto]

Una volta fermati i sovietici, l'armata lituana incominciò ad architettare lentamente un piano offensivo. Dopo la battaglia di Kėdainiai, il reggimento di volontari di Panevėžys cominciò a prendere possesso di alcune regioni della Lituania aree geografiche nel nord della Lituania, crescendo anche a livello di reclute.[57] Tra la metà di febbraio e la fine di marzo, furono effettuate operazioni su scala ridotta negli insediamenti circostanti, per testare l'effettiva resistenza dei russi. L'intento principale era quello di demoralizzare le forze nemiche con attacchi brevi e mirati e aumentare nel frattempo il consenso e il sostegno dei cittadini che non gradivano la difficile situazione del Paese.[58] Come ricompensa per il successo di queste operazioni, il reggimento volontario fu rinominato il 22 marzo come Sezione Distaccata del Reggimento di Panevėžys (in lituano Panevėžio atskirasis batalionas).[59] La campagna di demoralizzazione riscosse successo: le forze bolsceviche site a Panevėžys e Kupiškis si ribellarono contro il comando generale e furono sedate solo da una divisione dell'Armata Rossa giunta dalla Lettonia.[60] Questa operazione non giovò al morale delle truppe, le quali lasciarono la città dell'Aukštaitija tra il 19 e il 24 marzo. Le forze lituane fecero il proprio ingresso due giorni dopo, ma un nuovo contingente russo fu inviato per ripristinare la situazione precedente e si avviarono degli scontri a fuoco che culminarono con la ripresa della città da parte dei russi il 4 aprile.[61]

Siccome gli attacchi dei sovietici divenivano meno frequenti, si preferì puntare sull'organizzazione dell'esercito. Fu per questo che il 5 marzo il governo lituano annunciò la mobilitazione di coloro che erano nati tra il 1887 e il 1889.[24] Il risultato fu presto riscontrabile in termini numerici: il 3 maggio, l'organico militare contava 440 ufficiali e 10.729 reclute.[62] Tuttavia, solo la metà di queste erano ben equipaggiate, ben addestrate e assegnate a unità di comando.[62] Tra febbraio e aprile, i soldati lituani furono impegnati in campagne d'addestramento intense, mentre nello stesso periodo si assisteva a un assestamento dal punto di vista strutturale e gerarchico dell'organigramma militare. La Lituania ricevette anche nuovi equipaggiamenti, in gran parte munizioni e armi oltre alle prime uniformi.[63]

La prima offensiva organizzata dai lituani ebbe luogo dal 3 aprile 1919 fino all'8. I lituani decisero di trarre vantaggio dai ripetuti attacchi dei polacchi a danno dei russi nell'area di Hrodna, al fine di testare l'effettiva resistenza nemica e catturare Vilnius.[63] I gruppi siti a meridione, i quali costituivano il 1º Reggimento di Fucilieri guidati da Kazys Ladiga, furono incaricati di colpire da Alytus in direzione DaugaiValkininkai.[63] Quelli più a nord, formati dal 2º Reggimento di Fanteria facenti capo a Juozas Butkus, dovevano invece attaccare da Kaišiadorys in direzione ŽasliaiVievis.[63] I tedeschi non parteciparono a questi attacchi. Entrambi i reggimenti riportarono dei successi all'inizio, ma i sovietici seppero ricomporsi e stoppare l'avanzata. Non essendo adeguatamente difesi sui fianchi, i baltici decisero di abbandonare l'offensiva. Mosca accusò intanto Berlino di aver violato la linea di demarcazione sancita il 18 gennaio e la spinse a ritirarsi.[55]

Offensiva polacca[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Guerra polacco-sovietica.

La Seconda Repubblica di Polonia avviò un'offensiva contro l'Unione Sovietica nel marzo del 1919, spingendosi sia a est sia a nord ed entrando nella regione di Vilnius, territorio rivendicato dai lituani. Tra il 19 e il 21 aprile, i polacchi conquistarono Vilnius nell'ambito dell'offensiva di Vilna e a maggio assicurarono stabili punti d'appoggio.[64] L'esercito polacco costrinse i sovietici ad abbandonare i territori che avevano occupato a sud del fiume Nemunas. L'avanzata polacca restrinse in maniera significativa il fronte lituano-sovietico e permise ai baltici di concentrare le proprie armate a nord-est della Lituania.[65] Tuttavia, ciò comportò pure la nascita di frizioni con la Polonia. In principio, entrambe le fazioni collaborarono contro i russi, ma preso i lituani compresero che la situazione non poteva andare avanti a lungo, dopo che erano incominciate già alcune scaramucce.[66] I primi scontri maggiori tra polacchi e lituani si ebbero il 26 aprile e l'8 maggio vicino a Vievis.[67]

La Polonia non riconobbe la Lituania, in quanto il Capo di Stato della Polonia Józef Piłsudski sperava di ricostituire una Confederazione polacco-lituana (nell'ottica del progetto Międzymorze).[68] La Polonia giustificò le sue operazioni non solo perché rientranti nell'ambito dell'offensiva verso i russi, ma anche per rispettare la volontà delle comunità polacche di autodeterminarsi nelle regioni sud-orientali.[69] I lituani rivendicavano Vilnius in quanto capitale storica (anche in virtù di quanto sancito dall'Atto d'indipendenza) e si oppose alla volontà dei polacchi di annetterla a livello federale.[64] Il governo lituano di Kaunas guardava alla presenza polacca in Vilnius come un'occupazione. In più, anche la vicina regione di Suwałki divenne oggetto di contesa. Le relazioni tra i due Stati incominciarono pian piano negli anni a incrinarsi poiché mancava la volontà di trovare un'intesa sulla questione.[66]

Offensiva lituana[modifica | modifica wikitesto]

L'offensiva lituana avviata tra il maggio e il giugno 1919. Le date indicano quando le città furono prese dall'esercito lituano. Le linee viola mostrano i confini della Lituania dal 1990

I progressi dei polacchi contro i sovietici costrinsero i lituani a cambiare strategia. Il 26 aprile, il generale Silvestras Žukauskas, appena guarito dal tifo, fu nominato Capo delle Forze Armate.[37] Decise di avviare un'offensiva nel nord-est della Lituania, puntando come primo obiettivo Ukmergė. Il 3 maggio, la Sezione Distaccata del Reggimento di Panevėžys, supportata dal 18º Reggimento dei Volontari Sassoni, si assicurò la città. L'operazione risultò rischiosa perché Kedainiai restò pericolosamente incustodita (se qualcuno ne avesse approfittato ci si poteva spingere fino a Kaunas),[70] ma anche utile: circa 500 soldati sovietici furono presi come prigionieri e circa 50 polacchi, catturati dai sovietici nella battaglia di Vilnius, furono liberati e poterono tornare in patria.[71] Il 7 maggio, i lituani entrarono a Širvintos, dove incontrarono le truppe polacche. Si decise di avviare un'operazione congiunta per assumere il controllo di Giedraičiai il 9 maggio.[70]

L'organizzazione amministrativa della Lituania fu ridefinita. Il 7 maggio, il generale Žukauskas assunse il controllo dell'armata lituana e diede il via un processo di riorganizzare in due ampi gruppi.[72] La prima brigata, posizionata a Ukmergė, fu chiamato Gruppo di Vilkmergė e incluse un battaglione di volontari sassoni. Il suo primo comandante, Kazys Ladiga, ricevette l'ordine di dirigersi verso Utena e Zarasai.[70] La seconda brigata, chiamata Gruppo di Panevėžys, fu incaricata di espugnare Panevėžys e di spingere verso gli altri tre insediamenti di Kupiškis, Rokiškis e Obeliai.[70] Questo era comandato da Jonas Variakojis e assistito dai partigiani di Joniškėlis a nord. Il Ministro della Difesa e le Forze Armate furono, dunque, ridefinite.[72]

Il 18 maggio, l'armata così riorganizzata diede il via alla prima operazione. Il Gruppo di Vilkmergė penetrò a Kurkliai e Anykščiai.[73] Il 22 maggio, il Gruppo lanciò un'offensiva a Utena. L'iniziativa fu però a questo punto contrastata e i russi riuscirono a tamponare l'offensiva. Ulteriori combattimenti ebbero luogo nei giorni successivi, nell'attesa di conoscere come stesse procedendo a Kupiškis.[74] La strada alla volta di Utena fu ripercorsa il 31 maggio e l'assalto fu portato a termine il 2 giugno. Il Gruppo di Panevėžys si diresse verso il capoluogo dell'omonima contea il 18 maggio e si assicurò la città il giorno seguente, non potendo però procedere oltre a seguito di una controffensiva bolscevica lanciata il 21 maggio.[70] Sebbene fosse stata riportata questa vittoria, i russi preferirono lasciare Panevėžys senza spargimenti di sangue due giorni dopo.[75] Il Gruppo si spostò dunque alla volta di Kupiškis e si assicurò il possesso di Subačius. Il 30 maggio, i partigiani di Joniškėlis penetrarono nella linea sovietica e assaltarono la retroguardia sita a Rokiškis;[76] a questo punto, i bolscevichi temettero seriamente di essere circondati e lasciarono Kupiškis nella notte del 30 e il 31 maggio: l'esercito baltico si assicurò il controllo del centro abitato il primo giugno.[77]

Dopo la conquista di Utena, i volontari sassoni lasciarono il fronte e verso la metà di giugno lasciarono la Lituania.[70] L'avanzata dei lituani proseguì, e il 10 giugno le forze lituane raggiunsero i territori controllati dai partigiani lituani (Guardia Verde) che li rifornirono di munizioni.[78] Il 12 giugno, i sovietici contrattaccarono e bloccarono l'avanzata. Un'altra offensiva fu lanciata il 20 giugno, causando una stabilizzazione del fronte.[79] I sovietici si concentrarono soprattutto nella regione di Zarasai. Tra il 6 e il 12 luglio, i lituani con l'assistenza di alcuni lettoni, tentarono di spingere ulteriormente verso est l'Armata Rossa. Questa richiamò poco prima dell'attacco a sé alcuni battaglioni non immediatamente impegnati in combattimenti e costrinsero i baltici a ritirarsi dalle precedenti postazioni di controllo.[76]

Conflitto polacco–lituano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Guerra polacco-lituana.
Mappa delle linee di demarcazione il 18 giugno (verde chiaro) e il 26 luglio (verde scuro) tra la Polonia e la Repubblica lituana. La Polonia ignorò entrambi confini tracciati[68] e proseguì nell'avanzata raggiungendo la linea in arancione. Le ferrovie sono tracciate con linee nere cucite.

Mentre le forze lituane combattevano con i sovietici nel nord-est del Paese, le tensioni tra Polonia e Repubblica lituana aumentarono. I negoziati avviati tra il 28 maggio e l'11 giugno del 1919 fallirono per via della rigidità eccessiva di entrambe le posizioni, incrinando notevolmente i rapporti diplomatici.[80] Per far sì che si evitassero scontri frontali tra i due eserciti, il Consiglio supremo di guerra alleato tracciò una prima linea di demarcazione il 18 giugno 1919.[69] La linea era stata tracciata qualche chilometro più a ovest della tratta ferroviaria Varsavia-San Pietroburgo. Il Ministro polacco degli Affari Esteri rifiutò di riconoscerlo e di far ritirare le proprie truppe di 30 -35 km dalle posizioni occupate; i lituani, allo stesso modo, erano scontenti di questa soluzione di compromesso perché lasciava Vilnius e Hrodna al di fuori del Paese baltico.[81] Mentre i volontari tedeschi lasciavano la Lituania (ultime unità partite da Kaunas, come detto, a metà luglio), i polacchi avviarono un'operazione nel raggio di 100 km del confine delineato che potesse spostare i confini polacchi di 20 o 30 km più addentro il territorio lituano.[82] Preoccupata dalla minaccia sovietica, la Lituania non riuscì a offrire un'adeguata controffensiva e gli Alleati intervennero delineando una seconda linea di demarcazione, nota come Linea Foch, il 26 luglio 1919. Le modifiche principali furono fatte sia nella regione di Suwałki, assegnata alla Polonia, sia in generale nell'intera linea che fu spostata di 7 km più a ovest.[83] Né lituani, né polacchi, né tedeschi (ancora in parte presenti nella regione di Suwałki) furono soddisfatti del nuovo confine.[84] Tra il 29 luglio e il 2 agosto, le truppe polacche misero in atto diverse schermaglie per indebolire le postazioni difensive lituane.[85] Il 3 agosto, una commissione diplomatica inviata a Kaunas dichiarò che la Polonia non intendeva annettere la Lituania ai suoi territori e che intendeva proporre un plebiscito nelle aree contese, permettendo così agli abitanti del luogo di determinare il proprio destino.[86] Quando il governo lituano decise di rigettare questa proposta, Józef Piłsudski decise che intraprendere nuove operazioni militari non fosse una strada percorribile. Dall'altro lato, si avviarono pressioni perché l'esecutivo lituano avviasse i negoziati per un compromesso.[86][87] Il fronte si stabilizzò: la situazione si incancrenì quando fu tentato un colpo di Stato nel 1919, arrestato dall'imprevista rivolta di Sejny, la quale portò alla soppressione della società segreta polacca (Polska Organizacja Wojskowa, ossia Organizzazione Militare Polacca).[88]

Schermaglie finali[modifica | modifica wikitesto]

A causa dell'esercito polacco, considerato come una minaccia ancora importante dai sovietici, il fronte tra Russia e Polonia rimase lo stess per circa un mese. Accaddero solo episodi di poco conto che coinvolsero squadre di ricognizione da una parte e dall'altra.[89] L'Armata Rossa sfruttò questo tempo per riorganizzare le forze, studiando anche la natura dei luoghi (colline, fiumi, laghi e morene stabilendovi alcune trincee e del filo spinato per segnalare i confini.[90] Furono anche sfruttate costruzioni erette durante la prima guerra mondiale circa 10 km a sud di Daugavpils.[76] I sovietici disponevano di un esercito più imponente ora: i lituani invece contavano due reggimenti di fanteria e cinque diversi battaglioni: i sovietici, sei reggimenti e un battaglione.[76] I lituani, assieme ai polacchi, pianificarono di spingersi verso Daugavpils dal 9 agosto, ma i piani colarono a picco il 23 agosto.[91]

il Gruppo di Ukmergė attaccò per primo e si insediò a Zarasai il 25 agosto. Questo si spostò per circa 30 km in linea orizzontale nei territori conquistati dai sovietici, ma non era adeguatamente protetto su ambo i fianchi né dalle forze polacche né dal Gruppo di Panevėžys.[92] Tale gruppo avviò l'avanzata il 26 agosto e le truppe polacche si mossero nei pressi della tratta ferroviaria a Turmantas.[93] I lituani si spostarono attraverso le costruzioni precedentemente edificate dai russi, costringendoli a ritirarsi.[76] Nel momento in cui si stava per convergere a Daugavpils, il fronte lituano-sovietico si assottigliò e i baltici furono in grado di concentrare le proprie forze.[94] Il 28 agosto, i sovietici incominciarono a ritirarsi a nord verso il fiume Daugava.[95] Dal 31 agosto, sul lato meridionale del corso d'acqua, i sovietici presiedevano solo Grīva, uno dei quartieri dell'attuale città lettone.[96]

I nemici furono condotti al di fuori del territorio e il fronte si stabilizzò presso il fiume Daugava. Il grosso delle forze lituane avrebbero a questo punto potuto essere spostate altrove, pensando eventualmente a proteggersi dai polacchi e dagli attacchi pianificati contro i Bermontiani nella Lituania settentrionale.[97] Nel settembre 1919, i polacchi e l'esercito lettone conquistarono la riva sud del Daugava, incluso il quartiere di Grīva. Il fronte sovietico-lituano rimase incerto fino alla battaglia di Daugavpils, quando lettoni e polacchi espugnarono l'insediamento nel gennaio 1920. I lituani non parteciparono a queste operazioni militari.[98] I lituani rivendicarono il territorio conquistato da quei soldati per sé stessi, nonostante le proteste dei lettoni.[99] Questo evento condusse a diverse schermaglie tra i due Paesi baltici e tra le loro truppe, ma il confine tra le due nazioni fu infine stabilito nel marzo 1921 con l'intervento degli inglesi: il risultato fu quello sancito nella battaglia di Šiauliai, di diversi secoli prima.[99]

Trattato di pace[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Trattato di Mosca (1920 Urss-Lituania).
Avanzata delle truppe sovietiche (frecce rosse) contro le truppe polacche tra il giugno e l'agosto del 1920

I primi tentativi di negoziazione tra Repubblica lituana e Russia ebbero luogo l'11 settembre 1919, dopo che il Commissario del Popolo degli Affari Esteri della Russia Sovietica, Georgij Vasil'evič Čičerin inviò la proposta di un trattato di pace.[100] Tuttavia, la Lituania tergiversò nelle trattative con i comunisti, i quali si erano isolati dalle politiche europee: questo elemento, in particolare, era temuto dai baltici perché si credeva che il dialogare con Mosca potesse essere visto con sospetto dagli Alleati, i quali avrebbero potuto non riconoscere l'indipendenza della Lituania.[100] Le discussioni presero luogo solo nel maggio 1920 e furono altamente influenzate dal clima del momento (la guerra polacco-sovietica era ancora in corso). Il trattato di Mosca fu firmato il 12 luglio. La Russia riconobbe l'indipendenza della Lituania e la legittimità delle rivendicazioni territoriali sulla regione di Vilnius; in cambio, la Lituania garantiva all'Armata Rossa di attraversare i territori baltici nella guerra contro i polacchi.[88] Questa condizione compromise la neutralità della Lituania nell'ambito del conflitto e le divergenze di pensiero tra Polonia e Lituania acuirono.[101]

Il 14 luglio 1920, i sovietici assediarono e conquistarono Vilnius, ma non trasferirono, come concordato, l'amministrazione della capitale ai lituani. Al contrario, i sovietici pianificarono un colpo di stato per rovesciare il governo lituano e stabilire una repubblica sovietica.[101] Tuttavia, i russi furono sconfitti nella battaglia di Varsavia e respinti dai polacchi. Alcuni storici ritengono che l'indipendenza durata poi per venti anni della Lituania fu dovuta a questo evento, il quale impedì la realizzazione del golpe.[88][102] Il 26 agosto, l'Armata Rossa lasciò Vilnius e i lituani si prepararono a difendere i confini come delineati dai trattati. Ciò porto a ulteriori scontri con i polacchi, i quali non riconoscevano i precedenti accordi. Poco tempo dopo, la Lituania perse il controllo della regione di Vilnius a seguito dell'ammutinamento di Żeligowski e la costituzione della Lituania Centrale. Quando la mediazione della Società delle Nazioni non portò ad alcun compromesso tra le due fazioni, la situazione rimase molto nebulosa e critica fino all'ultimatum polacco del 1938.[103] Durante tutto questo tempo, la Russia Sovietica costituì il principale alleato contro la Polonia.[104]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Notes
References

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]