Gennadio I di Costantinopoli

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San Gennadio
Deposition of the Robe of Virgin Mary (XV c).jpg
Pittura del XV secolo che mostra la deposizione del vestito di Maria Vergine da parte di Gennadio e dell'imperatore Leone

Patriarca di Costantinopoli

Morte Costantinopoli, 471
Venerato da Chiesa ortodossa
Attributi veste di vescovo, omoforio sulle spalle

Gennadio I di Costantinopoli (... – Costantinopoli, 471) è stato un arcivescovo e teologo bizantino, seguace della scuola esegetica di Antiochia[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Autore prolifico di testi religiosi (dei quali però pochi ci sono pervenuti[2]) e successore di Anatolio, nel 458[1][2], al patriarcato ecumenico di Costantinopoli. Santo per la Chiesa ortodossa, è celebrato il 17 novembre.

Come già altri patriarchi prima di lui, Gennadio fu eletto dopo essere stato abate di un monastero[1][2]. Della sua opera ecumenica, si ricorda soprattutto un'enciclica contro la simonia[1]. Si schierò a fianco di papa Leone I quando ricevette da questi un'epistola contro il sostenitore del monofisismo Timoteo di Alessandria[1]: il monofisismo, infatti, era stato già più volte condannato come eresia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Patriarca di Costantinopoli Successore Cruz ortodoxa.png
Anatolio 458-471 Acacio
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