Pirro I

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Pirro I (... – fl. 638-655) è stato un arcivescovo bizantino, patriarca di Costantinopoli dal 638 al 641 e di nuovo nel 655.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Prete di Hagia Sophia, era anche monaco, archon dei monasteri e hegoumenos di Crisopoli[1]. Succeduto a Sergio I come patriarca di Costantinopoli, si dimise dalla carica dopo due anni, nove mesi e nove giorni a causa di una rivolta: era stato accusato di aver complottato con la complicità dell'imperatrice Martina contro Costantino III. Dodici anni dopo, nel 655, Pirro divenne di nuovo patriarca, detenendo di nuovo la carica per quattro mesi e 23 giorni; fu succeduto da Pietro[2].

Sostenitore del monotelismo, durante il papato di Papa Teodoro I (642-649), Pirro, persa la carica di Patriarca, giunse dall'Africa a Roma, mostrando al clero e al popolo romano una dichiarazione firmata che condannava quanto detto o fatto da egli stesso o dai suoi predecessori contro la retta fede; il papa gli permise allora di distribuire presenti al popolo e lo trattò come se fosse ancora patriarca di Costantinopoli; tuttavia Pirro cambiò idea e ritornò monotelita, e Teodoro lo fece anatemizzare in un concilio convocato a San Pietro, dopodiché Pirro fece ritorno in Oriente[3] Secondo invece la versione di Zonara, che differisce leggermente da quella del Liber Pontificalis, ciò accadde durante il pontificato di Papa Martino I: Zonara aggiunge che a Roma ebbe una conversazione con Massimo il Confessore che lo convinse apparentemente dell'erratezza del monotelismo, e che giurò di abbandonare le sue convinzioni eretiche monotelite proprio dopo tale conversazione; tuttavia, giunto a Ravenna, cambiò idea, e il Papa convocò un concilio che lo anatemizzò[4]. Nel 649 fu anatemizzato dal Concilio Lateranense del 649.

Al concilio del 680, che condannò il monotelismo come eresia, Pirro fu tra gli ecclesiastici anatemizzati per il loro supporto all'eresia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Niceforo, Breviarium, 59.
  2. ^ Niceforo, Breviarium, 59, 61; Teofane, AM 6130, AM 6133, AM 6145; Zonara,XIV 17.
  3. ^ Liber Pontificalis, 75.3.
  4. ^ Zonara, XIV 19. 22-24.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Liber Pontificalis, ed. L. Duchesne, Le liber pontificalis. Texte, introduction et commentaire, 2 vol. (Paris, 1886-92); ripubblicato con un terzo volume da C. Vogel, (Paris, 1955-57).
  • Teofane Confessore, Chronographia, ed. C. de Boor, 2 vol. (Leipzig, 1883-85, repr. Hildesheim/NewYork, 1980); traduzione e note di C. Mango e R. Scott, The Chronicle of Theophanes Confessor, Oxford 1997.
  • Zonara, Ioannis Zonarae Epitome Historiarum, libri XIII-XVIII, ed. Th. Büttner-Wobst, (Bonn, 1897)
  • Niceforo, Breviarium Historiae.
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