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Fritz il gatto (film)

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Fritz il gatto
Fritz incita la folla a Harlem in una scena del film
Titolo originaleFritz the Cat
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1972
Durata78 min
Rapporto1,37:1
Genereanimazione, commedia, satirico
RegiaRalph Bakshi
SceneggiaturaRalph Bakshi
ProduttoreSteve Krantz
Casa di produzioneFritz Productions, Aurica Finance Company, Steve Krantz Productions
Distribuzione in italianoMedusa Distribuzione
FotografiaGene Borghi, Ted C. Bemiller
MontaggioRenn Reynolds
Effetti specialiSusan Jonas, Helen Jordan, Irene Sandberg
MusicheEd Bogas, Ray Shanklin
AnimatoriEd Aardal, Manny Perez, Art Vitello, Phil Duncan, Dick Lundy, Virgil Ross, Norm McCabe, John Sparey, George Griffin, James Tyer, John Gentilella, Rod Scribner, Ted Bonnicksen
SfondiIra Turek
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Ridoppiaggio

Fritz il gatto (Fritz the Cat) è un film del 1972 diretto da Ralph Bakshi. Primo film d'animazione diretto da Bakshi, è basato sull'omonima striscia a fumetti di Robert Crumb e ha come protagonista Fritz, un gatto disinvolto, donnaiolo e fraudolento, in una New York abitata da animali antropomorfi negli anni 1960. Fritz decide per un capriccio di abbandonare il college, interagisce con i corvi afroamericani del centro città, inizia involontariamente una rivolta razziale e diventa un rivoluzionario di sinistra. Il film è una satira incentrata sulla vita universitaria americana dell'epoca, sulle relazioni razziali, sul movimento dell'amore libero e funge da critica alla rivoluzione politica controculturale e agli attivisti politici disonesti.

Il film ebbe una produzione travagliata poiché Crumb ebbe disaccordi con i realizzatori sul contenuto politico del film, che considerava critico nei confronti della sinistra.[1][2][3] Prodotto con un budget di 700 000 dollari,[4] il film provocò critiche da parte dei membri più conservatori dell'industria dell'animazione per l'utilizzo di parolacce e la raffigurazione di sesso e uso di droghe. La MPAA rese Fritz il gatto il primo film d'animazione vietato ai minori; tuttavia esso ottenne un grande successo di pubblico incassando oltre 90 milioni di dollari in tutto il mondo, e divenne così uno dei film indipendenti di maggior successo.[5] Ben accolto dalla critica per la sua satira, i commenti sociali e l'animazione, fu però criticato per stereotipi razziali e per avere una trama mal sviluppata, oltre che per la sua rappresentazione di violenza, volgarità, sesso e uso di droghe nel contesto di un film d'animazione.

Un sequel, Le 9 vite di Fritz il gatto (1974), fu prodotto senza il coinvolgimento di Crumb o Bakshi.

Versione italiana

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Fritz è un gatto laureato "all'università del sesso" che passa la maggior parte del suo tempo a cercare donne con cui avere rapporti sessuali. Un giorno, si trova in un parco con due amici nel tentativo di racimolare dei soldi suonando e cantando ai passanti, ma non hanno successo a causa della concorrenza. Passano davanti a loro tre ragazze interessate a un meridionale, con cui cercano di imbastire una conversazione sulla dieta, ma lui si rivela omosessuale e si allontana.

Fritz fa credere alle tre ragazze di essere superdotato e, con la scusa di mostrare loro la "verità assoluta", le conduce in uno squallido ostello gestito da un topo suo amico per avere un rapporto sessuale. Tuttavia, i drogati che alloggiano nell'edificio si uniscono dando il via a un'orgia, dalla quale Fritz viene escluso.

Due maiali poliziotti arrivano e aggrediscono tutti i presenti. Dopo aver assunto una droga a basso costo, Fritz ruba la pistola a un agente e spara alle tubature del water, allagando l'edificio. Inseguito dai poliziotti, Fritz entra in una sinagoga dove dei leoni ebrei stanno pregando; viene raggiunto dagli agenti, di cui uno si rivela essere siciliano. Alla radio comunicano che la guerra arabo-israeliana è finita, generando dei festeggiamenti, e nella confusione Fritz riesce a scappare.

Fritz trova un lavoro d'ufficio, ma si rende conto che questo nuovo e stressante stile di vita lo allontana dallo svago e dal sesso, quindi lo lascia. Inoltrandosi nel ghetto, fa amicizia con Ambrogio, un milanese proprietario di una fabbrica; Fritz causa inavvertitamente una rissa in un bar, che si interrompe quando cerca di atteggiarsi "da duro". Ambrogio convince Fritz a rubare un'auto, e il gatto si mette alla guida pur non essendo capace, finendo per fare un incidente.

Fritz viene condotto nella casa della prostituta Bertha e del suo protettore; sotto gli effetti della droga, ha un rapporto con Bertha finché non viene preso da un'epifania, incitando la popolazione a rivoltarsi contro lo sfruttamento delle prostitute da parte della mafia. Durante lo scontro tra polizia e manifestanti, Ambrogio viene ucciso da un poliziotto mentre cerca di portare al sicuro Fritz.

Ora ricercato, Fritz viene soccorso dalla sua fidanzata, una volpe coi capelli rossi, con cui decide di tornare in Italia affinché Fritz si trovi un lavoro. Durante il viaggio emergono differenze incolmabili tra i due, in particolare in quanto lei è una persona "all'antica"; dopo aver finito la benzina e aver litigato, Fritz abbandona la fidanzata e si mette a fare autostop.

Fritz trova aiuto da parte di Carletto, un coniglio motociclista ed eroinomane che lo coinvolge in una cellula terroristica. Lo presenta ai suoi affilati, tra cui la sua fidanzata Sophia, che sottopone regolarmente ad abusi fisici.[6] Quando Fritz cerca di opporsi al maltrattamento di Sophia, viene picchiato, sfregiato e costretto a guardare lo stupro di gruppo di Sophia, dal quale ne esce traumatizzata. Non sapendo cosa fare, Fritz asseconda il piano dei terroristi di prendere parte al sabotaggio di una centrale elettrica.

Durante il tragitto verso la centrale, Fritz viene convinto da uno dei terroristi che unirà il "vero amore" alla "rivoluzione". Una volta sistemata la bomba, cerca senza successo di disinnescarla e viene colpito dall'esplosione.

Tempo dopo, Fritz è ricoverato in ospedale e riceve la visita di Sophia, travestita da suora, e dalle tre ragazze di inizio film. Apparentemente in fin di vita, Fritz fa un monologo sul pentimento e ha un rapporto sessuale con le tre ragazze, con sommo sbigottimento di Sophia.

Distribuzione

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Edizione italiana

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In Italia il film venne distribuito originariamente da Medusa il 25 ottobre 1972 con un primo doppiaggio italiano di cui non si conoscono molti dati, in cui Giancarlo Giannini interpretava il protagonista e, secondo la stampa dell'epoca, l'adattamento dei dialoghi era complessivamente fedele alla versione originale. Tuttavia quasi in contemporanea, di certo entro l'inizio del 1973, iniziò ad essere distribuita nelle sale anche una versione interamente ridoppiata, che per un periodo convisse con la precedente: questo ridoppiaggio è stato duramente criticato, in quanto la trama è modificata in vari punti e tutte le battute sull'attualità statunitense sono sostituite da gag su fatti e personaggi italiani. In particolare, Harlem viene tramutata in Little Italy, tutti i personaggi diventano immigrati italiani provenienti da varie regioni e quindi il linguaggio slang nella versione originale viene sostituito da vari dialetti italiani. Le canzoni originali sono sostituite da brani comici e scollegati dal film, eseguiti dal Quartetto Cetra.

Dopo la prima visione cinematografica, il primo doppiaggio non è più stato utilizzato ed oggi risulta irreperibile o perduto; le pubblicazioni in VHS e DVD e la riedizione cinematografica italiana del 1994 usano il ridoppiaggio.[7] L'edizione in DVD include anche una traccia sottotitoli fedele alla versione originale.

Differenze con la versione originale

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  • Nel doppiaggio italiano, Fritz è laureato "all'università del sesso", mentre in originale è un laureando desideroso di compiere nuove esperienze per diventare scrittore.
  • Cambiano i nomi di diversi personaggi: in originale Ambrogio si chiama Duke, Carletto Blue e Sophia Harriet.
  • I corvi, nella versione originale, rappresentano afroamericani e Duke è un gangster proveniente dal ghetto.
  • La fidanzata volpe di Fritz, nella versione italiana, viene identificato nella volpe che appare all'inizio e alla fine del film, mentre in originale sono due personaggi diversi, seppur con lo stesso nome.
  • Le ragazze a inizio film sono interessate a un afroamericano per parlare di lotte di classe, e vengono convinte a seguire Fritz in quanto lui sostiene che l'unico modo per salvare la sua anima è conoscere la pura verità.
  • In originale, la guerra arabo-israeliana non è finita, ma sta volgendo in favore di Israele e comporterà il rientro in patria delle truppe americane.
  • Fritz viene deriso nel locale per aver provato a "parlare come un corvo" e successivamente causa un incidente stradale perché afferma di voler "guidare come un corvo".
  • Fritz non trova un lavoro d'ufficio, ma decide di abbandonare gli studi per "vivere la vita".
  • Bertha è un'ex prostituta, mentre nella versione italiana esercita ancora.
  • Fritz aizza la popolazione afroamericana contro la polizia incitandola a ribellarsi ai "poteri forti".
  • Fritz e la sua fidanzata non vogliono tornare in Italia, ma trasferirsi verso la West Coast, dove lei lavorerà come segretaria e lui potrà dedicarsi alla scrittura. Inoltre, i due si lasciano perché lei è una ragazza snob che apprezza i ristoranti di lusso e le catene industriali e lui invece un anarchico con il disprezzo per la globalizzazione.
  • Fritz decide di ribellarsi all'attentato terroristico perché realizza che i terroristi non sanno cosa sia la vera rivoluzione e compiono solo atti di sadismo, violenza e brutalità fine a sé stessa.
  • Nella versione originale, Harriet si è fatta realmente suora.

Edizioni home video

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Negli Stati Uniti, il film è uscito in VHS e DVD per MGM, rispettivamente nel 1988 e nel 2001. Nel 2021 Fritz il gatto esce per la prima volta in Blu-ray per conto di Scorpion Releasing.[8]

L'edizione italiana è stata distribuita in home video in VHS per il noleggio dalla Domovideo nel 1987 e poi per la vendita dalla RCS Films & TV nel dicembre 1995, mentre l'edizione DVD (che include il trailer come extra) è uscita il 9 novembre 2022, prodotta da Sinister Film e distribuita da Terminal Video Italia.[9]

  1. Thomas Maremaa, Who Is This Crumb?, in D. K. Holm (a cura di), R. Crumb: Conversations, Univ. Press of Mississippi, 2004, p. 28, ISBN 1-57806-637-9.
  2. Barrier, Michael, The Filming of Fritz the Cat: Crumb, His Cat, and the Dotted Line, in Funnyworld, n. 14, Spring 1972. URL consultato il 2 marzo 2007.
  3. Barrier, Michael, The Filming of Fritz the Cat: A Strange Breed of Cat, in Funnyworld, n. 15, Fall 1973. URL consultato il 2 marzo 2007.
  4. Cohen, Karl F. (1997). Forbidden Animation: Censored Cartoons and Blacklisted Animators in America. Jefferson, North Carolina: McFarland & Company, Inc., Publishers, pgs 82-83, ISBN 978-0786420322.
  5. (EN) Ralph Bakshi, su The A.V. Club. URL consultato il 29 giugno 2021.
  6. Il cambio di nomi nella versione italiana è utilizzato per riferimenti "comici" al rapporto sentimentale tra Sophia Loren e il produttore Carlo Ponti.
  7. Doppiaggi perduti – Fritz il gatto (1971), in Doppiaggi italioti, 15 aprile 2018. URL consultato il 21 giugno 2018.
  8. (EN) Fritz the Cat Blu-ray, su blu-ray.com. URL consultato il 28 maggio 2021.
  9. Fritz Il Gatto, su terminalvideo.com, Terminal Video Italia. URL consultato il 9 novembre 2022.

Collegamenti esterni

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