Fondazione Querini Stampalia

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Fondazione Querini Stampalia
Facciataquerinistampalia.jpg
Facciata della Fondazione
Data fondazione 1869
Fondatori N.H. Giovanni Querini Stampalia
Indirizzo Castello, 5252, 30122 Venezia, Italia
Direttore Marigusta Lazzari
Sito http://www.querinistampalia.org/ita/home_page.php

Coordinate: 45°26′10.6″N 12°20′27.85″E / 45.436278°N 12.341069°E45.436278; 12.341069

La Fondazione Querini Stampalia è una fondazione culturale di Venezia con sede a Palazzo Querini Stampalia. Nasce nel 1869 per volontà N.H. Giovanni Querini Stampalia, che, morto senza eredi diretti, decide di lasciare tutto il suo patrimonio per la creazione di un'istituzione a cui affida il compito di “promuovere il culto dei buoni studj, e delle utili discipline[1]”.

Questa è ancor oggi la missione della Fondazione, che conserva il patrimonio della nobile famiglia veneziana e che offre al pubblico una biblioteca, un museo e aree in cui vengono realizzate mostre temporanee, con una particolare attenzione per l'arte contemporanea[2].

Il piano terra del palazzo cinquecentesco ha visto, tra il 1961 e il 1963, il restauro da parte dell'architetto Carlo Scarpa[3]. Successivi interventi degli architetti Valeriano Pastor[4] e Mario Botta[5] gli hanno conferito l'aspetto attuale.

Nel corso della sua storia varie sono state le personalità del mondo dell'arte e della cultura che ne hanno guidato l'amministrazione. Tra queste il professor Giovanni Bordiga (presidente dal 1926 al 1933), il letterato e poeta Manlio Dazzi (direttore dal 1926 al 1957), Piero Monico (commissario straordinario dal 1945 al 1949)[6], il professor Gino Luzzatto[7] (presidente dal 1950 al 1964), lo storico dell'arte Giuseppe Mazzariol (direttore dal 1958 al 1974), don Germano Pattaro (presidente dal 1971 al 1986)[8], l'avvocato Carlo Ottolenghi (presidente dal 1986 al 1989)[9], l'architetto Egle Renata Trincanato (presidente dal 1990 al 1994)[10] e l'avvocato Emilio Rosini (presidente dal 2001 al 2004). L'attuale presidente è Marino Cortese.

Biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

Collocata al primo piano di Palazzo Querini Stampalia, la Biblioteca conserva un partimonio bibliografico di circa 350.000 volumi, che si articola dai fondi storici, derivanti dalle raccolte della famiglia, alle collezioni moderne, costituitesi dopo la nascita della Fondazione, in continuo accrescimento.

Nel rispetto della volontà del fondatore, che nel suo testamento scrisse "la Biblioteca rimarrà aperta [...] in tutti quei giorni, ed ore in cui le Biblioteche pubbliche sono chiuse, e la sera specialmente per comodo degli studiosi"[1], essa è aperta anche la sera e nella gran parte dei giorni festivi.

Nelle sale, organizzate a scaffale aperto secondo la Classificazione Decimale Dewey, sono disponibili 32.000 volumi, mentre nell'emeroteca sono proposte 300 riviste e 20 quotidiani, sia nazionali che esteri.

Per tutti gli altri materiali conservati nei depositi è attivo il servizio di distribuzione. Per la ricerca delle opere possedute, la biblioteca è dotata di un catalogo informatizzato (OPAC del Servizio Bibliotecario nazionale) e di cataloghi cartacei a schede e a volume.

Spazi e servizi[modifica | modifica wikitesto]

  • superficie totale: m2 1.650
  • area destinata al pubblico: m2 950
  • depositi librari: m2 700
  • servizi di accoglienza al piano terra: m2 385
  • sale di lettura: 16
  • posti di lettura: 180
  • postazioni per consultazione cataloghi: 3
  • postazioni per navigazione internet: 5
  • emeroteca
  • navigazione wifi
  • fotocopie
  • vetrine tematiche con proposte di lettura e approfondimento

Collezioni antiche[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene non vi sia un dato cronologico certo sul suo primo formarsi, il fondo antico ha le sue origini nella Biblioteca della famiglia e va ricercato nella raccolta di memorie domestiche in cui ricorre il nome del casato. A questo primo nucleo si aggiungono altri manoscritti e documenti relativi alle attività economiche e patrimoniali, nonché agli interessi particolari dei membri della famiglia. Tra i principali raccoglitori di libri della famiglia figurano: il cardinale Angelo Maria Querini, amico e corrispondente degli uomini più in vista del suo tempo, tra cui Federico II di Prussia e Voltaire, nonché fondatore della Biblioteca Queriniana di Brescia; Andrea Querini, politico e uomo di lettere, mecenate di Carlo Goldoni; e Alvise Querini, melomane, padre del fondatore e ultimo ambasciatore della Repubblica di Venezia a Parigi prima della sua caduta.

Appartengono al fondo storico:

  • manoscritti: 1.300 esemplari, di cui 1.150 pezzi dal XIV al XVIII secolo appartenuti alla famiglia, tra i quali il Capitulare nauticum (XIII-XVI secolo), la Promissio contra maleficia (XIV secolo), la Favole esopiane (XIV secolo), Gli Asolani di Pietro Bembo (XV-XVI secolo), il Libro del sarto (XVI secolo) e varie Commissioni ducali, a cui se ne aggiungono altri 150 frutto di acquisizioni successive.
  • incunaboli: 100 esemplari, tra cui il Fasciculus medicinae di Johannes de Ketham (1493) e il Liber chronicarum di Hartmann Schedel (1493)[11].
  • cinquecentine: 1.617 esemplari sia italiani che stranieri, tra cui anche 13 aldine.
  • fondo cartografico: si compone di 250 carte geografiche, 97 mappali, 27 atlanti, 7 portolani e 6 carte nautiche datate tra il XV e il XIX secolo. Il fondo si sviluppa in relazione agli usi pratici e agli interessi della famiglia che vide tra i suoi membri Capitani da mar e culturi della scienza geografica[12].
  • incisioni: 3.000 esemplari.
  • archivio: l'archivio della famiglia è formato da 120 buste contenenti documenti, lettere e disegni dal XVI secolo alla nascita della Fondazione[13].
  • fondo musicale: comprende sia manoscritti che opere a stampa. Tra i manoscritti si trovano antologie di arie d'opera della fine del XVII secolo, mentre gli esemplari a stampa, che risalgono per la maggior parte ai decenni a cavallo tra il 700 e l'800 e vedono accanto a edizioni veneziane anche opere stampate a Parigi e Vienna, comprendono trattati di argomento musicale e oltre 450 libretti d'opera[14].
  • fondo antico a stampa: ne fanno parte oltre 20.000 edizioni dal XVII al XIX secolo provenienti per la maggior parte dalla biblioteca di famiglia che, soprattutto nel 700, in parallelo con la formazione del patrimonio immobiliare e artistico, si accresce e orienta su un ampio ventaglio di interessi.

Collezioni moderne[modifica | modifica wikitesto]

La fase moderna della storia della Biblioteca prende avvio con il conte Giovanni Querini Stampalia, giurista ed economista, con una vocazione per le scienze fisiche, matematiche e naturali, che dei suoi interessi e delle sue molte attività lascia traccia nelle collezioni librarie, di cui si prese cura continuando i cataloghi iniziati dai predecessori[15].

Questo percorso è stato seguito da tutti i bibliotecari che corso dei decenni si sono avvicendati nella sua conduzione. Il primo, nominato dallo stesso fondatore, fu Gustavo Adolfo Ungher, a cui seguì Leonardo Perosa (bibliotecario dal 1880 al 1904) il quale, pur affrontando una situazione economica difficile, che lo costrinse anche a interrompere temporaneamente l'acquisto dei periodici e delle opere in continuazione, incrementò il patrimonio librario di partenza di circa 10.000 volumi e riordinò secondo modalità più razionali il settore dei manoscritti, dotandolo di un catalogo che è tuttora in uso.

Nel 1905, in una situazione economica mutata, Arnaldo Segarizzi (bibliotecario fino al 1924) venne incaricato di riorganizzare la Biblioteca: intraprese un'attiva politica degli acquisti su un ampio spettro di materie, tra cui il diritto e l'economia, organizzò la sala di consultazione a scaffale aperto e ne aprì le sale anche agli studenti delle scuole superiori. Inoltre approntò un nuovo catalogo cui applicò le più moderne acquisizioni della biblioteconomia: adozione delle schede di formato internazionale e realizzazione di uno dei primi esempi in Italia di catalogo per soggetti.

La direzione di Manlio Dazzi si svolse tra il fascismo e il fervore culturale del dopoguerra. Già durante il regime, in accordo con l'amministrazione della Fondazione, fece scelte coraggiose, ad esempio decidendo di non togliere dal catalogo le schede degli autori ebrei anche dopo l'emanazione delle leggi razziali[16], al termine del conflitto, in un clima più libero, curò lo sviluppo delle raccolte, privilegiando le discipline umanistiche e la letteratura. Inoltre applicò, come già aveva fatto alla Biblioteca Malatestiana di Cesena, alcune tecniche della biblioteconomia moderna come la rilevazione dei dati statistici relativi alle acquisizioni bibliografiche.

Durante la direzione di Giuseppe Mazzariol crebbe il ruolo della Biblioteca anche come organizzatrice di eventi culturali. Critico e professore di storia dell'arte organizzò un fitto programma di manifestazioni culturali, che ebbe profondi riflessi sull'accrescimento delle raccolte librarie [17].

Il volto odierno della Biblioteca si definì durante la direzione di Giorgio Busetto (direttore dal 1984 al 2004), un periodo in cui proseguì l'attività di ristrutturazione della sede e di ammodernamento dei servizi: riallestimento dello scaffale aperto, realizzazione dell'emeroteca, ingresso nel catalogo collettivo del Servizio Bibliotecario Nazionale e completamento dell'informatizzazione delle sale con la copertura wifi. [18]

Il fondo moderno comprende attualmente oltre 250.000 titoli, fra monografie e periodici, configurandosi come la raccolta di una biblioteca di carattere generale, i cui materiali coprono tutte le classi del sapere, con alcune specializzazioni che riguardano soprattutto le discipline artistiche e la Storia del Veneto.

La collezione moderna comprende inoltre delle raccolte speciali, derivate da lasciti e donazioni, tra cui:

  • Fondo Buonafalce Nel 2010 lo studioso di crittologia classica Augusto Buonafalce ha fatto dono alla Fondazione di parte della sua biblioteca: sono entrati nelle collezioni circa 200 volumi che costituscono una raccolta specialistica di crittologia medievale e rinascimentale.
  • Fondo Camerino A seguito delle leggi razziali fasciste Aldo Camerino, traduttore e critico letterario di origine ebraica, già collaboratore della Fondazione, si trovò costretto dalle conseguenti difficoltà finanziarie a cedere la sua biblioteca comprendente 5000 volumi di letteratura contemporanea in lingua originale, francese, inglese e italiana, con alcuni esemplari in tedesco e russo. Il fondo fu acquisito dalla Fondazione per sostenerlo.
  • Fondo Cattani All'inizio degli anni '90 del secolo scorso il padovano Adriano Cattani ha donato la sua raccolta di volumi e periodici di storia postale e filatelia. Si tratta di alcune centinaia di monografie e di circa 50 riviste, alcune delle quali tuttora in corso.
  • Fondo Lucion Nel 1972 il belga Pierre Lucion, già alto funzionario della Comunità Economica Europea e assiduo frequentatore di Venezia, destinò alla Fondazione la maggior parte della sua biblioteca. I circa 3.000 volumi, prevalentemente il lingua francese, trattano di letteratura, filosofia, storia, religione e geografia.
  • Fondo Moretti Nel 2009 i fratelli Carlo e Giovanni Moretti, titolari dell'omonima azianda vetraria di Murano, donarono alla Fondazione un fondo specialistico, costituito da circa 270 volumi dedicati alla storia e all'arte del vetro.
  • Fondo Piamonte Il fondo, ricevuto dalla Fondazione nel 2003 per lascito testamentario di Giannina Piamonte, è composto da materiali d'archivio e da circa un migliaio di volumi, tra testi moderni e opere antiche, prevalentemente di storia e cultura veneziana, in corso di catalogazione.
  • Fondo Sarfatti Nel 2003 Magali Sarfatti Larson e Roberto Sarfatti donarono alla Fondazione circa 300 volumi appartenuti alla nonna, la scrittrice e critico d'arte Margherita Sarfatti. Il fondo ne documenta gli interessi artistici e letterari e i rapporti che intratteneva con alcune personalità di spicco della sua epoca.
  • Fondo Stefani Nel 2002 la Fondazione ha ricevuto dagli eredi di Mario Stefani la donazione di un fondo contenente materiali bibliografici, artistici e documentari appartenuti al poeta veneziano. La raccolta libraria, costituita da circa 3.000 volumi, comprende prevalentemente edizioni di opere poetiche e letterarie (spesso di editori locali) che offrono un panorama dell'ambiente culturale legato alla sua attività.
  • Fondo Trentin Baratto Il fondo in corso di catalogazione, costituito da circa 350 volumi di letteratura francese, è stato donato nel 2014 dagli eredi della professoressa Franca Baratto Trentin.
  • Fondo Treves Il fondo, costituito da oltre 6.000 testi di filologia classica, insieme a varie edizioni dei classici greci e latini, fu donato nel 1994 da Janet Thompson, moglie del docente veneziano Piero Treves. La raccolta rappresenta il nucleo principale della sua biblioteca personale, mentre una sezione dedicata alla storia della storiografia venne lasciata all'Istituto italiano per gli studi storici di Napoli.

Museo[modifica | modifica wikitesto]

Allestito al secondo piano di Palazzo Querini Stampalia, il Museo deve le sue raccolte alle collezioni artistiche formatesi nel corso della storia della famiglia a cui si sono affiancate acquisizioni e donazioni intevenute dopo la nascita della Fondazione.

Si propone al pubblico come una casa museo in cui sono esposte una collezione di dipinti che vanno dal XIV al XX secolo secolo, prevalentemente di scuola veneta, arredi settecenteschi e neoclassici, sculture, lampadari in vetro di Murano, porcellane, oggetti d'arte e suppellettili che hanno accompaganto la vita quotidiana, gli interessi culturali e gli affari dei Querini. Al pari della Biblioteca anche il Museo, nel corso degli anni, è stato interessato da interventi di restauro e riallestimento, che, dalla prima apertura, voluta nel 1872 dai curatori dell'epoca Roberto Boldù, Giacinto Namias e Giambattista Lucetti, attraverso lo smantellamento nei periodi bellici e nuove scelte espositive, gli hanno conferito l'aspetto attuale[18].

Del percorso museale fa parte inoltre l'area al piano terra oggetto dell'intervento di restauro di Carlo Scarpa negli anni '60 del secolo scorso.

Spazi e servizi[modifica | modifica wikitesto]

  • superficie totale: m2 1.670
  • area visitabile: m2 1.540 (di cui m2 830 al secondo piano e m2 710 tra giardino e area Scarpa)
  • depositi artistici: m2 150
  • servizi di accoglienza al piano terra: m2 385
  • sale espostitive: 17
  • dipinti esposti: 172
  • arredi esposti: 204
  • porcellane e oggetti esposti: 327
  • audioguide in lingua italiana, inglese e francese
  • visite guidate
  • materiali informativi in lingua italiana, inglese, francese, tedesca, spagnola e russa

Collezioni antiche[modifica | modifica wikitesto]

L'origine della committenza artistica dei Querini, che risale alle nozze tra Francesco Querini e Paola Priluli, celebrate nell'aprile del 1528 e in occasione della quali Jacopo Palma il Vecchio realizza i ritratti degli sposi, segna anche l'inizio della costituzione delle collezioni antiche, crescita che si protrasse fino alla fine del 700. Nei secoli successivi altri pittori, tra cui Marco Vecellio, Sebastiano Bombelli e Nicolò Cassana, vennero chiamati a ritrarre i membri illustri della famiglia. Contemporaneamente, artigiani e pittori furono incaricati di abbellire le sale del palazzo con stucchi, affreschi (realizzati in gran parte da Jacopo Guarana nella seconda metà del Settecento) e cicli pittorici. Fanno parte di questi ultimi, nel 700, due nuclei affidati da Andrea Querini a Pietro Longhi e Gabriel Bella, i quali realizzarono, rispettivamente, la serie dei Sette Sacramenti e un insieme di 67 tele di Scene di vita veneziana, originariamente predisposte per la casa di campagna.

Tra le principali opere esposte si possono distinguere:

Collezioni moderne[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la nascita della Fondazione le raccolte artistiche si sono arricchite tramite acquisti e grazie a donazioni di privati: sono entrate a far parte delle collezioni dipinti e sculture novecentesche e opere di arte contemporanea.

I fondi principali sono:

Area Carlo Scarpa[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1949 il Consiglio di Presidenza della Fondazione decise di dare inizio al restauro di alcune zone del Palazzo. Manlio Dazzi, allora direttore, affidò a Carlo Scarpa il compito di risistemare parte del piano terra, reso inutilizzabile dal frequente fenomeno dell'acqua alta, e il giardino sul retro. Il restauro partì solo dieci anni dopo, durante la direzione di Giuseppe Mazzariol, amico e sostenitore di Scarpa, e si concluse nel 1963. L'intervento, che vide l'eliminazione delle precedenti operazioni ottocentesche e il risanamento delle murature, si articolò su quattro temi: il nuovo ponte d'accesso al Palazzo, l'entrata con le barriere di difesa dall'alta marea, il portego progettato per fornire uno spazio da destinare a mostre e conferenze e il giardino[3][27].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Fondazione scientifica Querini-Stampalia di Venezia: testamento del fondatore, decreti che ne riconoscono la personalita giuridica e ne approvano lo Statuto e il Regolamento, Venezia, Ferrari, 1941.
  2. ^ a b Chiara Bertola e Marta Savaris (a cura di), Conservare il futuro. L'arte contemporanea alla Fondazione Querini Stampalia, Venezia, Fondazione Querini Stampalia, 2015.
  3. ^ a b Marta Mazza (a cura di), Carlo Scarpa alla Querini Stampalia. Disegni inediti, Venezia, Il cardo, 1996.
  4. ^ Michelina Michelotto Pastor e Luisa Taddei (a cura di), Valeriano Pastor alla Querini Stampalia, Padova, Il Poligrafo, 2000.
  5. ^ Giorgio Busetto, Mario Botta alla Querini Stampalia. Un'elegia sulla luce veneziana in Arte & storia, vol. 8, nº 40, 2008, pp. 488-496.
  6. ^ Piero Monico, Commissario del C.N.L. e amministratore della Querini Stampalia (1945-1964), Venezia, Fondazione Querini Stampalia, 2015.
  7. ^ Gino Luzzatto, presidente della Querini Stampalia (1950-1964), Venezia, Fondazione Querini Stampalia, 2015.
  8. ^ Don Germano Pattaro, 1925-1986: un ricordo, Venezia, Fondazione Querini Stampalia, 2007.
  9. ^ Carlo Ottolenghi, Venezia, Fondazione Querini Stampalia, 1990.
  10. ^ Maddalena Scimemi e Anna Tonicello (a cura di), Egle Renata Trincanato: 1910-1998, Venezia, Marsilio, 2008.
  11. ^ Barbara Poli (a cura di), Catalogo degli incunaboli posseduti dalla biblioteca della Fondazione "Querini Stampalia" di Venezia, desunto dall'Indice Generale degli incunaboli delle biblioteche d'Italia, Venezia, Fondazione Querini Stampalia, 1989.
  12. ^ Giuseppe Mazzariol (a cura di), Catalogo del fondo cartografico queriniano, Venezia, Lombroso, 1959.
  13. ^ Fondazione Querini Stampalia, Archivio privato della famiglia Querini Stampalia : inventario, a cura di Domenica Viola Carini Venturini, Roberto Zago, Venezia, Fondazione Querini Stampalia, 1987.
  14. ^ Franco Rossi (a cura di), Le opere musicali della Fondazione Querini Stampalia di Venezia, Torino, EDT musica, 1984.
  15. ^ Antonio Fancello, Per un profilo di Giovanni Querini Stampalia. Tesi di laurea, [S.l., s.n.], 2003.
  16. ^ Biblioteche in Cronache veneziane, vol. 2, nº 14, 1950, p. 14.
  17. ^ Giorgio Busetto (a cura di), Giuseppe Mazzariol e l'idea di Venezia. Etica, creatività, città, Milano, Silvana, 2014.
  18. ^ a b Enrico Zola, La Fondazione Querini Stampalia, in Babet Trevisan (a cura di), Museo Querini Stampalia, Venezia, Fondazione Querini Stampalia, 2010.
  19. ^ Manlio Dazzi e Ettore Merkel (a cura di), Catalogo della pinacoteca della Fondazione scientifica Querini Stampalia, Vicenza, Neri Pozza, 1979.
  20. ^ Elisabetta Dal Carlo (a cura di), Le porcellane dell'ambasciatore, Venezia, Arsenale, 1998.
  21. ^ Gli arredi della Fondazione Querini Stampalia, Venezia, Fondazione Querini Stampalia, 2005.
  22. ^ Babet Trevisan ed Elisabetta Dal Carlo (a cura di), Il tempo serenissimo. Gli orologi della Querini Stampalia, Venezia, Fondazione Querini Stampalia, 2015.
  23. ^ Chiara Bertola (a cura di), Giuseppe Mazzariol: 50 artisti a Venezia, Milano, Electa, 1992.
  24. ^ Eugenio Da Venezia. La donazione alla Querini Stampalia, Milano, Electa, 1990.
  25. ^ Elisabetta Dal Carlo (a cura di), Donazione Eugenio Da Venezia: le recenti acquisizioni, Venezia, Fondazione Querini Stampalia, 1994.
  26. ^ Elisabetta Dal Carlo (a cura di), La preziosa donazione di un antiquario galantuomo, Venezia, Fondazione Querini Stampalia, 2009.
  27. ^ Prosdocimo Terrassan, Carlo Scarpa. La Fondazione Querini Stampalia a Venezia, Milano, Electa, 2006.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Archivio privato della famiglia Querini Stampalia. Inventario, a cura di Domenica Viola Carini Venturini e Roberto Zago, Venezia, Fondazione Scientifica Querini Stampalia, 1987
  • Gli arredi della Fondazione Querini Stampalia, [testi Elisabetta Dal Carlo], Venezia, Fondazione Querini Stampalia, 2005
  • Biblioteche, in "Cronache veneziane", V. 2 (1950), n. 14, p. 14
  • Bilancio di missione 2014, Venezia, Fondazione Querini Stampalia, 2015
  • Giorgio Busetto, Mario Botta alla Querini Stampalia. Un'elegia sulla luce veneziana, in "Arte & storia", A. 8 (2008), n. 40, pp. 488-496
  • Carlo Ottolenghi, Venezia, Fondazione Scientifica Querini Stampalia, 1990
  • Carlo Scarpa alla Querini Stampalia: disegni inediti, catalogo della mostra a cura di Marta Mazza, Venezia, Il cardo, 1996
  • Catalogo degli incunaboli posseduti dalla biblioteca della Fondazione "Querini Stampalia" di Venezia, desunto dall'Indice Generale degli incunaboli delle biblioteche d'Italia, redatto da Barbara Poli con la supervisione di Antonio Fancello, Venezia, Fondazione Querini Stampalia, 1989
  • Catalogo del fondo cartografico queriniano, a cura di Giuseppe Mazzariol, Venezia, Lombroso, 1959
  • Catalogo della pinacoteca della Fondazione scientifica Querini Stampalia, a cura di Manlio Dazzi e Ettore Merkel, prefazione di Rodolfo Pallucchini, Vicenza, Neri Pozza, 1979
  • Conservare il futuro. L'arte contemporanea alla Fondazione Querini Stampalia, a cura di Chiara Bertola e Marta Savaris, ricerca d'archivio Tiziana Bottecchia, Venezia, Fondazione Querini Stampalia, 2015
  • Don Germano Pattaro, 1925-1986: un ricordo, Venezia, Centro di studi teologici Germano Pattaro; Venezia, Fondazione scientifica Querini Stampalia, 2007
  • Egle Renata Trincanato, 1910-1998, a cura di Maddalena Scimemi e Anna Tonicello, Venezia, Marsilio; Venezia, IUAV; Venezia, Fondazione Querini Stampalia, 2008
  • Anselmo Esposito, Luciano Pollifrone, "Scarpa e Venezia", Itinerario 19, Domus 678, dicembre/december 1986, n. 13
  • Eugenio Da Venezia. La donazione alla Querini Stampalia, catalogo della mostra, Milano, Electa, 1990
  • Antonio Fancello, Per un profilo di Giovanni Querini Stampalia, tesi di laurea, relatore Gilberto Pizzamiglio, [S.l, s.n.], 2003
  • Gino Luzzatto, Presidente della Querini Stampalia (1950-1964), Venezia : Fondazione Querini Stampalia, 2015
  • Giuseppe Mazzariol: 50 artisti a Venezia, catalogo della mostra a cura di Chiara Bertola, Milano, Electa, 1992
  • Giuseppe Mazzariol e l'idea di Venezia. Etica, creatività, città, a cura di Giorgio Busetto, Milano, Silvana; Venezia, Fondazione Querini Stampalia, 2014
  • Museo Querini Stampalia, Venezia, a cura di Babet Trevisan, Venezia, Fondazione Querini Stampalia; Treviso, Vianello, 2010
  • Le opere musicali della Fondazione Querini-Stampalia di Venezia, [a cura di] Franco Rossi, Torino, EDT musica, 1984
  • Piero Monico, Commissario del C.N.L. e amministratore della Querini Stampalia (1945-1964), Venezia, Fondazione Querini Stampalia, 2015
  • Pietro Longhi, Gabriel Bella. Scene di vita veneziana, catalogo della mostra a cura di Giorgio Busetto, Milano, Bompiani, 1995
  • Le porcellane dell'ambasciatore, a cura di Elisabetta Dal Carlo, Venezia, Arsenale, 1998
  • La preziosa donazione di un antiquario galantuomo, a cura di Elisabetta Dal Carlo, Venezia, Fondazione Querini Stampalia, 2009
  • I Querini Stampalia. Un ritratto di famiglia nel settecento veneziano, catalogo della mostra a cura di Giorgio Busetto e Madile Gambier, Venezia, Fondazione Scientifica Querini Stampalia, 1987
  • Statuto, Venezia, Fondazione Querini Stampalia, 2011
  • Il tempo Serenissimo. Gli orologi della Querini Stampalia, a cura di Babet Trevisan ed Elisabetta Dal Carlo, Venezia, Fondazione Querini Stampalia, 2015
  • Prosdocimo Terrassan, Carlo Scarpa. La Fondazione Querini Stampalia a Venezia, saggi di Francesco Dal Co e Sergio Polano, Milano, Electa, 2006
  • Testamento del fondatore, decreti che ne riconoscono la personalità giuridica e ne approvano lo Statuto e il Regolamento, Venezia, Ferrari, 1941
  • Valeriano Pastor alla Querini Stampalia, a cura di Michelina Michelotto Pastor e Luisa Taddei, Padova, Il poligrafo, 2000

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