Sebastiano Bombelli

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Ritratto di Gerolamo Querini, San Marco (1669)

Sebastiano Bombelli (Udine, 1635Venezia, 1719) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Istruitosi e formatosi a Udine sotto la guida del padre Valentino e del nonno Girolamo, si trasferì sin da giovane a Venezia dove, dopo un periodo di perfezionamento svolto con Guercino a Bologna, iniziò la carriera con alcune copie di Paolo Veronese.

La sintesi delle tecniche del Cinquecento, dell'impulso dato dai naturalisti e del gusto a lui contemporaneo dei "tenebrosi" venne indirizzata da Bombelli nel settore in cui si specializzò maggiormente, ossia la ritrattistica. Da non sottovalutare il suo soggiorno fiorentino, durante il quale ebbe modo di apprezzare la tecnica del Sustermans.[1]

Esordì nel 1665 con il ritratto di Benedetto Mangilli (collezione Morelli de Rossi, Udine), che evidenziò influenze di Bernardo Strozzi.

Tra le caratteristiche peculiari delle sue opere affiorano vitalità, espressività e comunicabilità, sia nei ritratti ancorati alla tradizione barocca come il Polo Querini del 1684, sia in quelli più semplificati. I suoi personaggi fuoriescono dalla penombra seppur descritti sin nei minimi particolari, appariscenti con i loro abbigliamenti vistosi e festosi.[1]

Nel Ritratto di gentiluomo, la raffigurazione appare sontuosa, briosa e particolarmente intensa nel volto e nelle mani.

Del 1675 è il primo Autoritratto (Museo civico di Udine), con elementi ottocenteschi.

Uno fra i tanti suoi seguaci, fu Fra' Galgario (Giuseppe Vittore Ghislandi) che soggiornò per un decennio a Venezia ed ebbe occasione di conoscere e collaborare con Bombelli. Il suo stile ritrattistico influenzò nel secolo successivo anche altri pittori, tra i quali Alessandro Longhi, Niccolò Cassana, Uberti.

Bombelli ebbe un fratello, Raffaele, anche lui pittore, ma certamente di minore bravura.[2]

L'artista viaggiò e lavorò anche all'estero, ad esempio in Germania, in Baviera e per i per i duchi di Brunswick e di Luneburgo, oltre che a Vienna, dove ritrasse la famiglia dell'imperatore Leopoldo d'Austria, e fu attivo anche a Firenze, Mantova e Parma, e prestò il suo servizio per alcuni cardinali.[2] Il Belvedere a Vienna conserva un suo ritratto di Francesco de' Medici.

Fu membro della fraglia pittorica di Venezia dal 1687 al 1700.[2]


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b le muse, II, Novara, De Agostini, 1964, p. 337.
  2. ^ a b c Sebastiano Bombelli, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 6 giugno 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aldo Rizzi, Mostra del Bombelli e del Carneo, Doretti -Udine 1964

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