Ferrovia Varese-Porto Ceresio

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Varese-Porto Ceresio
Mappa ferr Varese-Porto Ceresio.png
Stati attraversati Italia Italia
Lunghezza 14 km
Apertura 1894
Gestore RFI
Precedenti gestori FS (1905-1908 / 1918-2001)
RM (1894-1905 e 1908-1918)
Scartamento 1 435 mm
Elettrificazione 3000 V cc
Diramazioni Linea per Stabio dopo 1 km dalla stazione di Arcisate.
Note Chiusa temporaneamente al traffico dal 2010.
Ferrovie

La ferrovia Varese-Porto Ceresio è una linea ferroviaria italiana di proprietà statale che collega la città di Varese con il comune di Porto Ceresio, sul lago di Lugano.

L'infrastruttura è affidata in gestione a Rete Ferroviaria Italiana, che la classifica come linea di tipo complementare[1].

Dal 13 dicembre 2009 la linea ferroviaria è temporaneamente chiusa al traffico per consentire la messa in opera dei lavori di costruzione della bretella Arcisate-Stabio, nel quadro della realizzanda ferrovia Mendrisio-Varese. L'intervento (che prevede anche il riarmamento della tratta Arcisate-Porto Ceresio e la riqualificazione delle infrastrutture) è previsto in conclusione entro dicembre 2017.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

La linea fu costruita dalla Società per le Strade Ferrate del Mediterraneo che già eserciva la linea Varese-Gallarate. I lavori furono iniziati al principio degli anni novanta del XIX secolo e la linea fu inaugurata il 18 luglio 1894[2].

Agli inizi del XX secolo, la ferrovia fu coinvolta nel progetto di elettrificazione a terza rotaia che era stato poco prima sperimentato sulla collegata Milano-Varese. Il 15 giugno 1902 fu avviato l'esercizio con tale sistema di trazione[3] che dal 1912 venne inoltre implementato anche sulla tranvia Bisuschio-Viggiù[4].

Nel 1905, a seguito della nazionalizzazione delle ferrovie italiane, l'esercizio passò provvisoriamente alle Ferrovie dello Stato, cessato il 1º aprile 1908 con il ritorno della linea alla Rete Mediterranea, che la gestì con materiale noleggiato dalle FS fino al 1º gennaio 1918, allorché la gestione passò definitivamente alle FS[5].

Dopo la Seconda guerra mondiale, nel quadro processo di standardizzazione della trazione elettrica operato dall'azienda pubblica, l'alimentazione a terza rotaia fu sostituita con la linea aerea di contatto a 3 kV in corrente continua[3].

Ipotesi di prolungamento[modifica | modifica wikitesto]

Fin dagli anni immediatamente successivi all'apertura della tratta se ne ipotizzò un prolungamento da Porto Ceresio a Lavena-Ponte Tresa, onde collegarla direttamente alla ferrovia per Lugano e quindi al resto della rete ferrata elvetica. Tale progetto avrebbe dovuto essere implementato mediante lo scavo di lunghe gallerie nelle montagne prealpine che separavano Porto Ceresio dal confine di Ponte Tresa, nonché modificando lo scartamento della linea Ponte Tresa-Lugano dal metrico a quello ordinario di 1435 mm[6]. Complici i costi e le difficoltà tecniche legate a una simile operazione, l'idea rimase sulla carta.

===La diramazione Arcisate-Stabio A fine anni 1990 venne formulato un nuovo progetto che prevedeva la costruzione di un raccordo ferroviario tra Arcisate e il comune elvetico di Stabio, onde allacciare (passando per la frontiera di Gaggiolo) la Varese-Porto Ceresio al nodo ferroviario di Mendrisio.

Essendo tale progetto di più facile ed economica realizzazione rispetto al precedente, superato l'iter burocratico e la stesura di vari progetti non esecutivi, esso venne implementato a partire dal 13 dicembre 2009, allorché tutti i treni della linea (all'epoca eserciti dal consorzio Trenitalia-Le Nord) furono soppressi e sostituiti da autoservizi[7].

La linea venne formalmente chiusa al traffico dal successivo 1º gennaio[8], allorché si provvide a disarmare la linea tra Induno Olona e Porto Ceresio, per poi avviare i lavori di raddoppio e abbassamento del piano del ferro sul tronco fra il lato indunese del viadotto sull'Olona e la stazione di Arcisate e di realizzazione della diramazione per Stabio.

Il cantiere, affidato dal gestore RFI dapprima alla ditta Ing. Salini e successivamente a Salcef s.p.a., è avanzato a ritmi più lenti del previsto, complici ostacoli di natura burocratica e ambientale[9]. Il 1° settembre 2016 è stato inoltre aperto il cantiere per il ripristino della tratta ferroviaria a singolo binario Arcisate-Porto Ceresio, affidato da RFI all'impresa Notari srl. La fine di tutti i cantieri è stimata per il mese di dicembre 2017.

Al termine di tali lavori, sulla linea Arcisate-Porto Ceresio è in progetto l'apertura all'esercizio della nuova fermata di Besano, costruita tra le stazioni di Bisuschio-Viggiù e Porto Ceresio, che a loro volta verranno riqualificate.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Stazioni e fermate
Continuation backward
linea per Gallarate
Straight track Unknown route-map component "CONTgl"
linea FN per Laveno
Unknown route-map component "eKRWgl" Unknown route-map component "eKRWg+r"
raccordo FS-FNM († 1965)
Station on track Station on track
0+000 Varese (RFI) / Varese Nord
Continuation to left Unknown route-map component "KRZo" Track turning right
linee FN per Saronno e FNM per Como († 1966)
Bridge over water
fiume Olona
Stop on track
3+621 Induno Olona
Station on track
6+086 Arcisate
Unknown route-map component "exLCONTr"
Unknown route-map component "exLSTRrf" + Straight track
linea per Stabio (in costruzione)
Unknown route-map component "uexKBHFa" Stop on track
9+758 Bisuschio-Viggiù
Unknown route-map component "uexCONTfr" Straight track
tranvia Bisuschio-Viggiù (+ 1951)
Unknown route-map component "exHST"
 ?+? Besano (in costruzione)
Pier End station
14+240 Porto Ceresio 276 m s.l.m.

La linea ferroviaria era originariamente a binario singolo, con raddoppio presso la stazione di Arcisate, atto a consentire l'incrocio di treni provenienti da opposte direzioni. Una volta conclusi i lavori di costruzione della diramazione per Stabio e di riqualificazione della tratta pre-esistente, la linea disporrà di doppio binario tra Induno Olona e Arcisate, mantenendo la singola rotaia nei tronchi Induno Olona-Varese e Arcisate-Porto Ceresio,

Traffico[modifica | modifica wikitesto]

Fintanto che il traffico ferroviario sulla linea è sospeso a causa dei summenzionati cantieri, i treni sono sostituiti da autobus eserciti da società terze per conto di Trenord, che collegano i due capilinea passando per le vecchie stazioni intermedie a frequenza approssimativamente oraria[10].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (PDF) RFI - Rete in esercizio.
  2. ^ Trenidicarta.it aperture URL consultato il 30-04-2009
  3. ^ a b Ferrovie varesine: quasi un secolo e mezzo di storia, univa.va.it. URL consultato il 21 luglio 2008.
  4. ^ Fabio Mentesana e Massimo Dones, Quel tram per Viggiù. URL consultato nel luglio 2015.
  5. ^ Adriano Betti Carboncini, La questione della Roma–Viterbo, in "i Treni" n. 204, maggio 1999, p. 19
  6. ^ Per approfondimenti su questo progetto vedi Luigi Bulferetti, Piero Mondini, Il mancato traforo del Campo dei Fiori, Bari, Laterza, 1989. ISBN 88-420-3492-4.
  7. ^ A Varese si chiude, in "I Treni" n. 323 (febbraio 2010), p. 8
  8. ^ Impianti FS, in "I Treni" n. 323 (febbraio 2010), p. 6
  9. ^ Arcisate al via, in "I Treni" n. 318 (settembre 2009), p. 4
  10. ^ Orario Trenord - Quadro 165

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Ogliari, Ruote e binari in Lombardia, Cinisello Balsamo, Silvana, 1993, ISBN 88-366-0430-7.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]