Equazione di Klein-Gordon

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L'equazione di Klein–Gordon è un primo tentativo di rendere relativistica l'equazione di Schrödinger. Tuttavia l'equazione di K-G non ammette un'interpretazione probabilistica naturale, inoltre non considera una delle caratteristiche fondamentali di una particella quantistica, ovvero lo spin.

Definizione[modifica | modifica wikitesto]

L'equazione di Klein-Gordon, che descrive il moto delle particelle scalari (con spin nullo), nasce dall'esigenza di voler inserire il formalismo della relatività ristretta all'interno della meccanica quantistica, e quindi di riscrivere in forma covariante l'equazione di Schrödinger:

con

Per scrivere un'equazione in forma covariante, bisogna utilizzare la relazione di Einstein tra energia e quantità di moto:[1]

che, in forma operatoriale, diventa

che, esplicitando l'operatore energia e l'operatore impulso al quadrato,

diventa:

Scritta per la prima volta da Klein e Gordon, assume una forma molto compatta nella forma manifestamente covariante:[2]

Definendo l'operatore d'alembertiano come: l'equazione si riscrive:

Inoltre, nelle unità naturali, l'equazione assume la seguente forma ancora più compatta[1]

Lagrangiana di Klein-Gordon[modifica | modifica wikitesto]

L'equazione di Klein–Gordon può essere ricavata dalla seguente azione

ovvero dalla seguente lagrangiana

dove è la metrica dello spazio, è il campo di Klein–Gordon e è la sua massa. Il complesso coniugato di è scritto come

Inconvenienti dell'Equazione di Klein-Gordon[modifica | modifica wikitesto]

Il vantaggio di questa equazione di Klein-Gordon è quello di trattare tempo e spazio nello stesso modo, mentre l'operatore d'alembertiano risulta essere un invariante. Per contro, però, ci sono alcuni inconvenienti. Innanzitutto, come soluzione di tale equazione, possono esistere anche stati a energia negativa che implicano densità di probabilità negative, quindi c'era il problema di dare un significato alla funzione d'onda.

Per l'equazione di Schrödinger, infatti, Max Born fornisce l'interpretazione per cui il modulo quadro della funzione d'onda rappresenta la densità di probabilità:

e quindi

ottenendo:

Questa proprietà dovrà essere verificata anche per la densità di probabilità ottenuta dall'equazione di Klein-Gordon:

Questa ρKG non è sempre definita positiva, ma può anche essere negativa o nulla.

Prima di capire che questa equazione era utile per descrivere le particelle a spin intero, fu Dirac a preoccuparsi di realizzare un'equazione quantistica relativistica che ovviasse, per quanto possibile, agli inconvenienti introdotti da quella di Klein-Gordon, ottenendo alla fine la altrettanto famosa equazione di Dirac.

Si osservi per i bosoni massivi con spin 1, le equazioni del campo sono descritte dalla lagrangiana di Proca.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Mark Thomson, Modern Particle Physics, Cambridge University Press, 2013, pp. 80-81, ISBN 978-1-107-03426-6.
  2. ^ usando la segnatura (+,-,-,-)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Sakurai, J. J., Advanced Quantum Mechanics, Addison Wesley, 1967, ISBN 0-201-06710-2.
  • (EN) Davydov, A.S., Quantum Mechanics, 2nd Edition, Pergamon, 1976, ISBN 0-08-020437-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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