Meccanica ondulatoria

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La meccanica ondulatoria è, con la meccanica delle matrici, una delle due sistematizzazioni della meccanica quantistica. Dopo brevissimo tempo dalla loro formulazione divenne evidente che i due approcci costituivano due formalismi della stessa teoria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La meccanica ondulatoria fu essenzialmente il risultato del lavoro solitario di Erwin Schrödinger, che, a partire dall'ipotesi di de Broglie, pubblicò a gennaio del 1926 due articoli in cui espose due possibili derivazioni della sua famosa equazione e le sue applicazioni all'atomo idrogenoide, all'oscillatore armonico, al corpo rigido e alla molecola biatomica. A maggio di quello stesso anno pubblicò un terzo articolo in cui mostrò l'equivalenza della sua teoria con la meccanica delle matrici. Quest'ultima era nata l'anno precedente come lavoro di squadra di Heisenberg, Born e Jordan, pur se si deve ad Heisenberg l'idea originaria. Sempre nel 1926 Max Born propose l'interpretazione probabilistica della funzione d'onda, elemento cardine della teoria di Schrödinger, codificata l'anno dopo nell'interpretazione di Copenaghen.

Caratteristiche generali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Equazione di Schrödinger e Funzione d'onda.

Nella meccanica ondulatoria ad ogni particella è associata la funzione d'onda, che, sebbene all'inizio il suo significato non fosse affatto chiaro, è comunque caratterizzata, similmente all'equazione delle onde, da un'evoluzione temporale continua e deterministica secondo l'equazione di Schrödinger. Rispetto all'approccio matriciale, la meccanica ondulatoria si caratterizza in questo senso, per usare le parole dell'autore, per una maggiore visualizzabilità. In questi termini la differenza era, e in parte rimane ancora, notevole rispetto all'astrazione delle entità essenziali e dei salti quantici di Heisenberg, pur se si deve notare come la continuità sottolineata da Schrödinger venga bruscamente interrotta dall'atto della misurazione, che causa il cosiddetto collasso della funzione d'onda.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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