Collegiata di Santa Maria Maggiore (Guardiagrele)

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Collegiata di Santa Maria Maggiore
Guardiagrele Santa Maria Maggiore Occidentale.jpg
StatoItalia Italia
RegioneAbruzzo Abruzzo
LocalitàGuardiagrele-Stemma.png Guardiagrele
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareSanta Maria Maggiore
Arcidiocesi Chieti-Vasto
Stile architettonicoromanico[1]
Inizio costruzioneXIII secolo

Coordinate: 42°11′26.31″N 14°13′18.77″E / 42.190642°N 14.221881°E42.190642; 14.221881

La collegiata di Santa Maria Maggiore è il duomo di Guardiagrele, in provincia di Chieti.

Presenta una struttura complessa, frutto del susseguirsi delle fasi costruttive nei secoli. È caratterizzata da un'elegante facciata in pietra della Majella (che procurò alla città la definizione di "città di pietra" da Gabriele D'Annunzio ne Il trionfo della morte) e in cui è incorporata una massiccia torre campanaria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'affresco di San Cristoforo

La tradizione locale fa risalire l'edificazione della chiesa al 430, sui resti di un antico tempio pagano. Gli studi attuali attribuiscono l'origine a una chiesa cimiteriale del XIII secolo, collocata fuori dalle mura del castrum. Probabilmente alla prima fase costruttiva fanno riferimento le due date '1133' e '1150' incise sulla facciata, riportate negli scritti dallo storico settecentesco Anton Ludovico Antinori, ma che sono sparite. Certo è che nel 1256 il cimitero venne spostato nelle vicinanze della chiesetta di san Siro, l'attuale chiesa di san Francesco d'Assisi, poiché il fulcro della vita cittadina e delle sue principali attività si stava spostando a Santa Maria Maggiore. Nei due secoli successivi allo spostamento del camposanto, la chiesa venne abbellita e arricchita con opere d'arte.

Nel XIV secolo furono effettuate le principali modifiche all'edificio quali la costruzione della torre campanaria e il porticato settentrionale. Nel secolo successivo vennero aggiunti o rinnovati altri importanti elementi architettonici e di arredo come il portale principale a sesto acuto, le monofore della facciata, gli affreschi sotto i porticati e la croce processionale di Nicola da Guardiagrele (che venne poi saccheggiata ma in parte recuperata ed esposta nel museo del duomo). Sulla sommità della torre sono osservabili tracce che rimandano a una cella campanaria ottagonale, abbattuta dagli eventi sismici susseguitisi nel tempo.

Il nuovo ambiente sopraelevato

Dell'edificio originale è sopravvissuto solo il prospetto sotto il portico meridionale, seppur con diverse aggiunte, come il secondo portale. Inserito nel 1578, quest'ultimo fu probabilmente ricavato da un blocco che in origine doveva essere un altare ed è caratterizzato da ricche decorazioni a treccia, grottesche e motivi floreali. Non coevo alla costruzione originale nel lato meridionale è anche il gigantesco affresco del 1473 raffigurante San Cristoforo, realizzato da Andrea De Litio (unica opera firmata e datata dall'artista), che mostra il santo nell'atto di attraversare un corso d'acqua gremito di pesci sorreggendo sulle spalle il bambino Gesù, che a sua volta innalza un globo sul quale sono scritte le lettere A A E (iniziali dei tre continenti conosciuti allora). Il portico fu prolungato nel 1882 oltre via dei Cavalieri, così da coprire gli stemmi delle famiglie guardiesi più importanti affissi sul muro.

Agli inizi del Settecento, dovendo ampliare la chiesa ma facendo fronte anche alla necessità di non ostruire via dei Cavalieri, si decise di ricorrere alla sopraelevazione dell'intera aula prolungandola fino alla chiesa della Madonna del Riparo, situata sul lato opposto della strada. Fu ricavato un ampio e luminoso interno a navata unica, a cui si poteva accedere tramite un'ampia gradinata, mentre Santa Maria del Riparo divenne un locale di sgombero chiuso. La nuova chiesa di Santa Maria Maggiore è stata restaurata nel XX secolo, con la sostituzione della copertura in favore di un tetto a capriate.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La campata con l'affresco della Madonna del Latte

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

La facciata in pietra della Majella è dominata da un portale che ben rappresenta il gotico abruzzese, con le sue ricche lavorazioni a fasci di colonne e capitelli con motivi floreali e un archivolto a cordoni concentrici fortemente strombato. Le sue ante in legno sono datate 1686, mentre la lunetta ospitava un gruppo scultoreo del XV secolo sull'Incoronazione della Vergine, esposto ora nel museo del duomo. Sotto l'orologio un'edicola accoglie una statua di San Giovanni Battista, riconducibile alla seconda metà del Quattrocento.

Il portico settentrionale, verso palazzo Vitacolonna, è coperto da un soffitto con volte a crociera sostenute da massicci pilastri e colonne lapidee e ospita all'interno di un'edicola l'affresco quattrocentesco della Madonna del Latte, il cui autore è ignoto, sotto una campata ricoperta da ricche decorazioni barocche in stucco.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ambiente interno i muri sono scanditi da paraste alternate ad altari in stucco, dentro cui sono presenti statue o dipinti. Sul lato sinistro particolarmente rilevante sono la Deposizione, tela seicentesca del pittore ferrarese Giuseppe Lamberti, e il pulpito in legno di noce su cui sono incise scene della Vita di Gesù. Sul versante opposto è presente un paliotto medievale ricomposto con elementi in pietra eterogenei, dentro il quale è posta una composizione a formelle, sovrastato da una tela di fine Cinquecento che rappresenta l'Assunzione di Maria. Nella sagrestia sono conservati una Crocifissione di Francesco Maria De Benedictis, le Anime purganti di Nicola Ranieri e quattro episodi della Vita di Cristo, tutte opere di artisti guardiesi e risalenti al XIX e XX secolo.

Campanile[modifica | modifica wikitesto]

Il campanile sarebbe la parte sommitale della facciata centrale. Terminava a torre e aveva campane montate su cella di ferro. Nel XVII secolo il campanile fu costruito nuovamente come una torre campanaria quadrata, e consolidato dopo il terremoto del 1706. Nel 1943 un bombardamento aereo lo distrusse assieme a parte del tetto della chiesa. Le campane vennero rinfuse, tuttavia il castello di ferro a tetto scoperto fu montato solo nel 2009.

Il concerto è uno dei più grandi d'Abruzzo e possiede 9 campane poste a ottagono: 4 maggiori laterali, fiancheggiate da 4 piccole, e infine il campanone collocato al centro superiormente.

Museo del Duomo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Museo del Duomo di Guardiagrele.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chiesa Santa Maria Maggiore -Guardiagrele, abruzzoturismo.it. URL consultato l'11 ottobre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Elsa Flacco, Lucio Taraborrelli; Mario Palmerio, Guardiagrele - Storia Arte Cultura, Pescara, Guide ZiP, 2006, ISBN 88-901613-1-0.
  • Pio F. Pistilli, Santa Maria Maggiore a Guardiagrele. La vicenda medievale, ZiP, Pescara, 2005

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