Destrina
Le destrine, o leiocomi, sono composti chimici derivanti dell'idrolisi parziale dell'amido o del glicogeno.[1][2]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Il nome "destrina" fu attribuito per la prima volta da Jean-Baptiste Biot (1774-1862) ad un preparato a base di amido con un notevole potere rotatorio sulla luce polarizzata.[1]
Caratteristiche strutturali e fisiche
[modifica | modifica wikitesto]Si distinguono fondamentalmente in due classi a seconda del grado di degradazione dell'amido:[1]
- le eritodestrine, reagiscono in presenza di iodio e danno una colorazione rossa;
- le arcodestrine, sono così idrolizzate da non reagire più con lo iodio.
Le destrine sono miscele di polimeri di unità di D-glucosio legate da legami glicosidici α-(1→4) o α-(1→6) e hanno una struttura simile all'amilopectina, ma con un peso molecolare medio inferiore.[2] Esistono inoltre quelle che vengono definite ciclodestrine che si formano dall'idrolisi dell'amido da parte di particolari batteri (es. B. macerans) e hanno una struttura toroidale formata da 6-8 residui del glucosio.[3]
L'estensione dell'idrolisi è espressa in termini di "destrosio equivalente" (DE), una misura del potere riducente totale. Le destrine con lo stesso DE possono mostrare differenze in termini di igroscopicità, fermentabilità, viscosità, dolcezza, stabilità, gelificazione, solubilità e biodisponibilità, che possono essere attribuite a caratteristiche strutturali distinte.[4] Sono tutte molecole idrosolubili.[3]
Sintesi del composto
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A livello commerciale le destrine vengono prodotte attraverso l'idrolisi acida dell'amido.[3] Il riscaldamento a secco dell'amido in presenza di acidi minerali porta alla formazione di destrine altamente idrolizzate che, a causa della simultanea idrolisi e transglicosilazione, presentano una struttura più ramificata rispetto all'amido originale. A seconda del grado di trattamento, si distinguono:[5]
- destrine bianche,
- destrine gialle,
- gomme britanniche
Questo tipo di riduzione rappresenta una buona alternativa all'ossidazione con ipoclorito, in quanto consente di ottenere prodotti privi di alogenuri organici adsorbibili (< 5 ppm) con ottima stabilità contro la retrogradazione. Questo processo è talvolta chiamato anche "modificazione termica" e sta acquisendo sempre più importanza, specialmente nelle applicazioni di rivestimento, grazie al suo profilo di viscosità favorevole e alla sua reologia.[5] A seconda della fonte dell'amido nativo e delle condizioni di idrolisi, è possibile ottenere diversi tipi di destrine, che presentano proprietà differenti e possono essere adatte a specifiche applicazioni.[4]
Biochimica
[modifica | modifica wikitesto]Nell'uomo, l'α-amilasi, presente nella saliva, è in grado di degradare l'amido e produrre destrine.[6]
Applicazioni
[modifica | modifica wikitesto]Le destrine sono ampiamente usate in industrie di vario tipo, grazie alla loro non tossicità:
- industria cartaria: rinforzante o in patinatura, base per colle solubili in acqua (es. la celebre Coccoina), adesivi, o validi sostituti della gomma naturale;[5]
- industria alimentare: agenti antiagglomeranti, agenti essiccanti, esaltatori di sapidità, aromatizzanti, umettanti, lubrificanti, ausilio di formulazione, dolcificanti, solventi, stabilizzanti, addensanti (es. E1400)[1][7]
- industria farmaceutica: integratori, soluzioni per la dialisi peritoneale, soluzioni per la somministrazione di farmaci e agenti per la medicazione delle ferite (idrogel);[4][8]
- nell'industria cosmetica: leganti, assorbenti, fragranze e agenti per il controllo della viscosità;[9][10]
- nell'industria tessile[4]
- pirotecnica: eccipienti ai fuochi d'artificio colorati, consentendo a questi ultimi di solidificare con una particolare forma;[11]
- chimica analitica: le ciclodestrine vengono utilizzate come matrici per la separazione di sostanze idrofobiche.[3]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ a b c d Adrian, J., Frangne, R. e Potus, J., Dizionario degli alimenti. Scienza e tecnica, Italia, Tecniche Nuove, 2009, ISBN 9788848115476.
- ^ a b Serban C. Moldoveanu, 4 - Analytical pyrolysis of polymeric carbohydrates, collana Techniques and Instrumentation in Analytical Chemistry, vol. 20, Elsevier, 1º gennaio 2021, pp. 111–269, DOI:10.1016/b978-0-12-818571-1.00004-2. URL consultato il 4 aprile 2025.
- ^ a b c d Dextrin, su www.chemeurope.com. URL consultato il 4 aprile 2025.
- ^ a b c d Dina M. Silva, Cláudia Nunes e Isabel Pereira, Structural analysis of dextrins and characterization of dextrin-based biomedical hydrogels, in Carbohydrate Polymers, vol. 114, 19 dicembre 2014, pp. 458–466, DOI:10.1016/j.carbpol.2014.08.009. URL consultato il 4 aprile 2025.
- ^ a b c D. Glittenberg, 10.07 - Starch-Based Biopolymers in Paper, Corrugating, and Other Industrial Applications, Elsevier, 1º gennaio 2012, pp. 165–193, DOI:10.1016/b978-0-444-53349-4.00258-2, ISBN 978-0-08-087862-1. URL consultato il 4 aprile 2025.
- ^ L. Leclercq, 17 - Smart medical textiles based on cyclodextrins for curative or preventive patient care, collana Woodhead Publishing Series in Textiles, Woodhead Publishing, 1º gennaio 2016, pp. 391–427, DOI:10.1016/b978-0-08-100263-6.00017-4, ISBN 978-0-08-100263-6. URL consultato il 4 aprile 2025.
- ^ (EN) Substances Added to Food (formerly EAFUS), su www.hfpappexternal.fda.gov. URL consultato il 4 aprile 2025.
- ^ Michael Williams, The Merck Index: An Encyclopedia of Chemicals, Drugs, and Biologicals, 15th Edition Edited by M.J.O'Neil, Royal Society of Chemistry, Cambridge, UK ISBN 9781849736701; 2708 pages. April 2013, $150 with 1‐year free access to The Merck Index Online., in Drug Development Research, vol. 74, n. 5, 3 luglio 2013, pp. 339–339, DOI:10.1002/ddr.21085. URL consultato il 4 aprile 2025.
- ^ Hiba Mohammed Taha, Reza Aalizadeh e Nikiforos Alygizakis, The NORMAN Suspect List Exchange (NORMAN-SLE): facilitating European and worldwide collaboration on suspect screening in high resolution mass spectrometry, in Environmental Sciences Europe, vol. 34, n. 1, 21 ottobre 2022, pp. 104, DOI:10.1186/s12302-022-00680-6. URL consultato il 4 aprile 2025.
- ^ IFRA Transparency List, su ifrafragrance.org. URL consultato il 4 aprile 2025.
- ^ Anirudha Ambekar e Jack J. Yoh, Chemical kinetics of multi-component pyrotechnics and mechanistic deconvolution of variable activation energy, in Proceedings of the Combustion Institute, vol. 37, n. 3, 1º gennaio 2019, pp. 3193–3201, DOI:10.1016/j.proci.2018.05.142. URL consultato il 4 aprile 2025.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) dextrin, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
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