Cecilia Mangini

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Cecilia Mangini (Mola di Bari, 31 luglio 1927) è una regista e fotografa italiana.

Attività professionale[modifica | modifica wikitesto]

Figlia di un pugliese e di una toscana, dal 1933 si trasferisce a Firenze con la famiglia e, fin da ragazza, comincia ad interessarsi di fotografia e di cinema.[1] Nel 1952, con una fotocamera Zeiss Super Ikonta 6×6[2] documenta le condizioni di vita e di lavoro sulle isole di Lipari e Panarea.[3]

Dopo un esordio come critico cinematografico (in Cinema Nuovo, Cinema '60, L’Eco del cinema), inizia la sua opera con il marito, Lino Del Fra, e, anche in collaborazione con Pier Paolo Pasolini, con lavori documentaristici sulle periferie cittadine e sul controllo sociale delle classi subalterne: dal più noto Ignoti alla città (1958), passando a La briglia sul collo (1974), cortometraggio su un alunno ribelle di San Basilio, come pure a La canta delle Marane (1960), ispirato dal romanzo Ragazzi di vita. E il documentario Stendalì (1960), sulle lamentazioni funebri nella provincia di Lecce (anche sull'analisi di studi di Ernesto De Martino).[4]

Nell'analizzare la fabbrica, affronta con estrema poesia e intelligenza i drammi sociali legati al boom economico. Ad esempio in Essere donne, (1965) o in Brindisi '66 (1966), sul petrolchimico Monteshell a Brindisi (1965). In Comizi d’amore '80 tocca i temi della sessualità, e la legge sull'aborto. Poi Domani vincerò (1969), e All'armi, siam fascisti! (1962) con Lino Miccichè, dall'inizio del fascismo fino ai fatti di Genova del 1960. Seguirà Stalin, del 1963.[5]

Nel 2009 è ripresa la sua figura e la sua opera al NodoDoc Festival di Trieste.[6] Dal 2012 fa parte del comitato di consulenza e rappresentanza del periodico Diari di Cineclub.[7]

Nel 2012 si reca a Taranto per raccontare e sostenere le mobilitazioni contro l'inquinamento prodotto dalla locale industria siderurgica, realizzando in seguito il documentario In viaggio con Cecilia,[8] tornando alla regia dopo più di quarant'anni dall'ultimo film-inchiesta Domani vincerò.[9]

Il 21 settembre 2017 al Museo del Costume di Nuoro viene inaugurata la mostra fotografica ISOLE, viaggio fotografico a Lipari e Panarea.[10]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Regia[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiature[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Associazione Angelus Novus di Bari, Il cinema e l’impegno militante di Cecilia Mangini ::, su www.pane-rose.it. URL consultato il 22 settembre 2017.
  2. ^ (IT) Le fotocamere Super Ikonta, su www.storiadellafotografia.it. URL consultato il 22 settembre 2017.
  3. ^ Nuoro. All’ISRE, la mostra “Isole” della fotografa Cecilia Mangini anticipa il ricco programma di IsReal – Cronache Nuoresi, su www.cronachenuoresi.it. URL consultato il 22 settembre 2017.
  4. ^ (IT) Nicola Bellantuono, Cecilia Mangini, La grande molese, compie 90 anni, su www.citta-nostra.it, 1 agosto 2017. URL consultato il 22 settembre 2017.
    «Io sono una documentarista. Chi fa documentari è assai più libero del regista di film di finzione, ed è per questo, per la mia indole libertaria con cui convivo fin da bambina, che ho voluto essere una documentarista. Il documentario è il modo più libero di fare cinema».
  5. ^ (IT) Fabio Petrelli, Cecilia Mangini in mostra a Roma | Artribune, in Artribune, 04 luglio 2017. URL consultato il 22 settembre 2017.
  6. ^ (IT) NODODOCFEST 2009 - FMCinema, in FMCinema, 06 aprile 2009. URL consultato il 22 settembre 2017.
  7. ^ (IT) Cine Club Roma Fedic - cerca Cecilia Mangini, su www.cineclubromafedic.it. URL consultato il 22 settembre 2017.
  8. ^ Cristina Piccino, Viaggio in Puglia per Cecilia Mangini e Mariangela Barbanente ::, su www.pane-rose.it. URL consultato il 22 settembre 2017.
  9. ^ Repubblica, Repubblica - In viaggio con Cecilia, video.repubblica.it. URL consultato il 17 gennaio 2014.
  10. ^ (IT) Redazione, Cecilia Mangini | eventi, su Artribune. URL consultato il 22 settembre 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN165263543 · ISNI: (EN0000 0001 1321 0283