Cecilia Mangini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Cecilia Mangini (Mola di Bari, 31 luglio 1927) è una regista e fotografa italiana.

Attività professionale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un esordio come critico cinematografico (in Cinema Nuovo, Cinema '60, L’Eco del cinema), inizia la sua opera con il marito, Lino Del Fra, e, anche in collaborazione con Pier Paolo Pasolini, con lavori documentaristici sulle periferie cittadine e sul controllo sociale delle classi subalterne: dal più noto Ignoti alla città (1958), passando a La briglia sul collo (1974), cortometraggio su un alunno ribelle di San Basilio, come pure a La canta delle marane (1960), ispirato dal romanzo Ragazzi di vita. E il documentario Stendalì (1960), sulle lamentazioni funebri nella provincia di Lecce (anche sull'analisi di studi di Ernesto De Martino).

Nell'analizzare la fabbrica, affronta con estrema poesia e intelligenza i drammi sociali legati al boom economico. Ad esempio in Essere donne, (1965) o in Brindisi '66 (1966), sul petrolchimico Monteshell a Brindisi (1965). In Comizi d’amore '80 tocca i temi della sessualità, e la legge sull'aborto. Poi Domani vincerò (1969), e All'armi, siam fascisti! (1962) con Lino Miccichè, dall'inizio del fascismo fino ai fatti di Genova del 1960. Seguirà Stalin, del 1963.

Nel 2009 è ripresa la sua figura e la sua opera al NodoDoc Festival di Trieste. Dal 2012 fa parte del Comitato di consulenza e rappresentanza del periodico Diari di Cineclub.

Nel 2012 si reca a Taranto per raccontare e sostenere le mobilitazioni contro l'inquinamento prodotto dalla locale industria siderurgica, realizzando in seguito il documentario In viaggio con Cecilia, tornando alla regia dopo più di quarant'anni dall'ultimo film-inchiesta Domani vincerò.[1]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Regia[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiature[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Repubblica, Repubblica - In viaggio con Cecilia, video.repubblica.it. URL consultato il 17 gennaio 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN165263543 · ISNI: (EN0000 0001 1321 0283