Cattedrale di Santa Maria Assunta (Altamura)

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Santa Maria Assunta
Puglia Altamura1 tango7174.jpg
Esterno
Stato Italia Italia
Regione Puglia
Località Altamura
Religione Cattolica
Titolare Maria
Diocesi Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti
Stile architettonico romanico pugliese
Inizio costruzione 1232
Completamento 1254

Coordinate: 40°49′38.68″N 16°33′11.2″E / 40.82741°N 16.55311°E40.82741; 16.55311

Il portale d'ingresso
L'interno
Il soffitto

La basilica di Santa Maria Assunta è il duomo di Altamura e cattedrale della diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La città di Altamura fu ripopolata dall'imperatore Federico II nella prima metà del XIII secolo. In questo stesso periodo, tra il 1232 ed il 1254, fu eretta, per volere dello stesso imperatore, la cattedrale dedicata all'Assunta, primo e più antico monumento cittadino, con la facciata rivolta originariamente verso la città di Gravina. Federico la edificò come cappella palatina, e dunque con privilegi di esenzione da qualsiasi giurisdizione che non fosse quella del sovrano. I successivi sovrani confermarono questi privilegi fino al 1929, quando, in seguito ai Patti Lateranensi, per la prima volta un papa di Roma poté nominare il vescovo della cattedrale.

Una iscrizione in caratteri gotici nella cosiddetta Porta Angioina sul fianco destro della chiesa ricorda che, a causa di un incendio, la cattedrale dovette essere in parte ricostruita nel 1316 con l'aiuto di maestranze bitontine durante il regno di Roberto d'Angiò.

Nel 1485 la chiesa fu elevata al rango di insigne collegiata e ciò comportò l'aumento del numero dei sacerdoti che officiavano nella cattedrale e dunque la necessità di aumentare lo spazio della zona del presbiterio e del coro. Si discute tra studiosi e storici sulla presunta inversione dell'orientamento della chiesa attuata nel Cinquecento per conseguire una maggior profondità del coro: alcuni sostengono che l'intera facciata, con portale e rosone, fu smontata e riposizionata dov'è ora; altri invece sostengono l'impossibilità di tale operazione e dunque affermano che l'attuale prospetto conserva una fisionomia molto vicina all'originale federiciano.[1] La realtà dei fatti, alla luce dell'ultimo restauro, è che la facciata non è stata mai spostata (a prova di ciò durante il restauro delle capriate sono stati rinvenuti gli "archetti pensili" romanici che adornavano la facciata originaria del XIII secolo), ma semplicemente quella attuale non è altro che il riadattamento del prospetto che in epoca federiciana racchiudeva i tre absidi (di cui uno oggi è visibile essendo l'alloggio del grande battistero, a sinistra del portale trecentesco). A questa operazione seguirà, più tardi negli anni, l'ampliamento del coro. Esso è visibile dall'esterno per la spiccata diversità dei conci. Quel limite oggi ben visibile per chiunque visita la basilica dal suo sagrato, è il punto preciso in cui sorgeva nel XIII secolo la prima facciata.

Nel XVI secolo, al campanile già esistente, se ne aggiunge uno simmetrico; in seguito vennero allungati ed ultimati con l'aggiunta di due celle campanarie nel XVIII secolo. Sempre al Settecento risale la ricca decorazione degli altari laterali e l’altare maggiore (1793). Invece è frutto del lavoro di ammodernamento realizzato tra il 1850 ed il 1860 dall'architetto Travaglini la decorazione in stile neogotico che riguarda tutta la chiesa (navata centrale e navate laterali) in bicromia alternata ai dorati e agli stucchi.

Quello che oggi noi vediamo dunque, è un piacevolissimo concerto di stili e di maestranze che nel corso dei secoli hanno contribuito a rendere di questo edificio un abbraccio armonioso di più di otto secoli di storia, dove nessuna decorazione si contende il primato, ma anzi aiuta l'altra a rendere gloria alla fabbrica. Questo fa della basilica di Santa Maria Assunta, una delle più belle e maestose cattedrali pugliesi.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

La facciata della cattedrale è caratterizzata dai due alti campanili a due ordini (in quello sinistro tre, con il primo romanico) raccordati tra loro da una loggetta balaustrata sovrastata da un timpano, visibili anche dall'esterno della stessa Altamura; dalla piccola loggia si affaccia una statua della Vergine Immacolata, mentre le statue dei Santi Pietro e Paolo si trovano ai lati sul timpano.

Sotto la loggetta v'è il rosone del Trecento, con una raggiera a 15 raggi ed al centro il bassorilievo raffigurante l’Agnus Dei. A sinistra del rosone vi sono tre stemmi: quello centrale apparteneva all'imperatore asburgico Carlo V. Gli altri due stemmi sono stati voluti da Pietro da Toledo e dall'arciprete Salazar, a cui si devono i lavori di ristrutturazione ed ampliamento del Cinquecento. Spostandosi ancora a sinistra vi si trova una bifora con raffinati decori di ascendenza orientale, espressioni del linguaggio del gotico federiciano. Tale bifora adornava l'antica facciata al posto del rosone, che solo in epoca gotica diventerà un elemento caratteristico delle facciate.

La facciata culmina con il portale del trecento, racchiuso all'interno di un protiro sporgente sostenuto da due colonne appoggiate su due leoni (del 1533), e terminante in un timpano, al centro del quale si trovano due stemmi, quello degli Angiò di Napoli e quello dei principi di Taranto e signori di Altamura: questi permettono di datare il portale tra il 1356 ed il 1374. Il portale è un vero trionfo di decorazioni e sculture, con soggetti biblici: nella lunetta è raffigurata la Vergine in trono con Bambino e due angeli; nell'architrave è raffigurata l’Ultima cena; negli archi sono scolpite 22 scene evangeliche della vita di Gesù, dall’Annunciazione alla Pentecoste.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

La basilica è a tre navate, suddivise da colonne e pilastri, con matronei. I capitelli di stampo bizantiniano e le relative verticalizzazioni (pilastri e colonne) sono (insieme ai matronei e all'abside posto a sinistra del portale) le uniche testimonianze ancora visibili della cattedrale federiciana del XIII secolo. Il ricco soffitto ligneo è decorato con stucchi d'oro. La navata centrale termina con l'imponente altare maggiore settecentesco, iniziato dal marmorario Ghetti nel 1736 ed ultimato nel 1793. La pala d'altare è di Leonardo Castellano e raffigura la Vergine Assunta (1546). Il presbiterio è poi arricchito da uno sfarzoso coro in legno di noce datato 1543, di impronta manierista; dall'ambone in pietra, con scolpite scene della vita di Gesù; e da un pulpito ligneo anch'esso del Cinquecento. Di grande importanza sono le cappelle delle navate minori. Sono sei per ogni lato, e nello specifico la prima e la quarta della navata sinistra sono le più ampie. La prima contiene un presepe in pietra policroma del 1587, e la quarta è dedicata a San Giuseppe. Essa è in stile barocco, e contiene un altare (in marmo policromo anch'esso), sopra cui si erge la statua di San Giuseppe (patrono della città) che tiene per mano il Bambin Gesù, entrambi racchiusi in un baldacchino che si incastra nella parete di fondo che assume l'andamento "concavo/convesso" tipico barocco. Quattro pennacchi decorati con pregiati stucchi reggono una piccola cupola (non estroflessa all'esterno) a base ovale che si chiude con una piccola "lucerna".

Nella basilica è conservato inoltre una tela di Domenico Morelli raffigurante la Conversione di San Paolo (1876).

La Basilica sarà uno dei centri nella diocesi a dare la possibilità di ottenere l'indulgenza plenaria ai fedeli che oltrepasseranno la sua Porta Santa nel Giubileo straordinario della Misericordia indetto da Papa Francesco a partire dal 12 dicembre 2015.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cattedrali di Puglia, op. cit., p. 162.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cattedrali di Puglia. Una storia lunga duemila anni, a cura di Cosimo Damiano Fonseca, Mario Adda Editore, Bari 2001

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