Castel Toblino

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Castel Toblino
Lago di Toblino 1.JPG
Castel Toblino visto da est
Ubicazione
Stato attuale Italia Italia
Regione Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Città Madruzzo
Coordinate 46°03′18.46″N 10°58′02.72″E / 46.055128°N 10.967422°E46.055128; 10.967422Coordinate: 46°03′18.46″N 10°58′02.72″E / 46.055128°N 10.967422°E46.055128; 10.967422
Mappa di localizzazione: Trentino-Alto Adige
Castel Toblino
Informazioni generali
Tipo Castello
Stile medievale
Termine costruzione 1100
Condizione attuale ristorante
Proprietario attuale proprietà privata
[senza fonte]
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Il Castel Toblino (Schloß Toblin nei testi di lingua tedesca) è un raro esempio di castello lacustre. Situato nella valle dei Laghi tra Padergnone e Sarche nel territorio comunale di Madruzzo, in provincia di Trento.

La struttura è arroccata su una piccola e protetta penisola bagnata dall'omonimo lago. La sua collocazione ha evidenti motivi di strategia difensiva che qui sfrutta sia le condizioni naturali del terreno, sia la presenza dell'importante nodo stradale di collegamento tra Trento e le valli del Sarca e del Chiese. La forma quadrangolare del complesso trova uno dei segni di maggior interesse nel grande mastio di forma circolare, certamente la più evidente delle preesistenze medievali. L'ampia cinta merlata che circonda l'intero complesso e il grande parco circostante la residenza aggiungono un ulteriore carattere distintivo. Attualmente il castello è proprietà privata ed è adibito a ristorante.[1]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Castello di Toblino

Fin dal 1100 il castello fu proprietà di vassalli del principe vescovo di Trento. La famiglia dei Da Campo ne entrò in possesso nel XIII secolo e dalla fine del Quattrocento rientrò nell'orbita dei beni vescovili. Passati i secoli di lotta e di contrasti tra le varie famiglie nobili del principato, il castello conobbe gli anni della tranquilla gestione clesiana e madruzziana, periodo al quale sono ascrivibili i maggiori lavori di restauro e trasformazione. Dal XVI secolo Toblino divenne sede periferica della corte trentina. Qui soggiornarono gli illustri ospiti del principe vescovo, si incontrarono i legati pontifici giunti a Trento per il Sacro Concilio e dimorarono molti facoltosi personaggi della corte vescovile.[2] Nell'aprile del 1848 fu assediato dai Corpi Volontari Lombardi nel corso del tentativo di marciare sulla città di Trento.

Leggende[modifica | modifica wikitesto]

Castel Toblino

Il castello deve la sua fama, oltre che alla bellezza dell'ambiente, alle numerose leggende che ha suscitato. Secondo una di queste, di origine letteraria e non nata dalla fantasia popolare, Toblino sarebbe stato nel XVII secolo luogo di delizie per Claudia figlia di Lodovico Particella, oriundo di Fossombrone, con Carlo Emanuele Madruzzo, principe vescovo di Trento e ultimo dei Madruzzo. Risultate vane le suppliche al Papa onde ottenere lo scioglimento dei voti sacerdotali, il prelato si sarebbe abbandonato ad una peccaminosa relazione con Claudia. La suddetta relazione fu scelta da Benito Mussolini come soggetto del suo romanzo storico "L'amante del Cardinale. Claudia Particella", scritto nel 1910.[3]

Un insieme di leggende relativamente recenti create per stimolare la fantasia dei visitatori, vedono Carlo Emanuele cospiratore della morte di Claudia e del fratello Vincenzo, entrambi annegati tragicamente nel lago.

Un'altra storia narra il contrastato amore di Aliprando di Toblino con Ginevra, la bella castellana di Stenico. Una notte, mentre Aliprando rincasava cavalcando lungo un sentiero fu ucciso da Graziadeo di Castel Campo suo rivale in amore.

Come raggiungerlo[modifica | modifica wikitesto]

A Castel Toblino (a 18 km da Trento) si giunge percorrendo la S.S. 45 bis della Gardesana Occidentale nella cosiddetta Valle dei Laghi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gorfer, p. 35
  2. ^ Faganello, p. 46
  3. ^ Mussolini, p. 41

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Gorfer, Il Trentino dei Castelli, Trento, Edizioni Arca Srl, 1992.
  • Benito Mussolini, L'amante del Cardinale. Claudia Particella, ed. Salerno, Roma 2009.
  • Flavio Faganello e Roberto Festi, Castelli del Trentino, Ivrea, Priuli & Verlucca Editori, 1993.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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