Birchircara

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Birchircara
consiglio locale
Birkirkara
Birchircara – Stemma Birchircara – Bandiera
Birchircara – Veduta
Tipico scorcio di Birchircara
Localizzazione
Stato Malta Malta
Regione Malta Maestrale
Amministrazione
Data di istituzione 30 giugno 1993
Territorio
Coordinate 35°54′00.63″N 14°27′36.24″E / 35.900175°N 14.460067°E35.900175; 14.460067 (Birchircara)Coordinate: 35°54′00.63″N 14°27′36.24″E / 35.900175°N 14.460067°E35.900175; 14.460067 (Birchircara)
Altitudine 42 m s.l.m.
Superficie 2,7 km²
Abitanti 22 508 (2009)
Densità 8 336,3 ab./km²
Consigli locali confinanti Balzan, L'Iclin, Lia, Mesida, San Giovanni, Santa Venera, Curmi
Altre informazioni
Cod. postale BKR
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 MT-04
Nome abitanti karkariż (m), karkariża (f), karkariżi (pl)
Patrono Sant'Elena, San Giuseppe, Santa Maria del Carmelo e Santa Maria Assunta
Motto "In hoc signo vinces" (in latino: "Con questo segno vincerai")
Cartografia
Birchircara – Localizzazione
Sito istituzionale

Birchircara (in maltese Birkirkara, colloquialmente B'Kara) è una città di 22.508 abitanti al centro di Malta. È la città più grande e abitata dell'isola fin dal Medioevo, con ben quattro parrocchie autonome per ognuno dei santi patroni: Sant'Elena, San Giuseppe, Santa Maria del Carmelo e Santa Maria Assunta. La comunità ebraica di Malta ha la sua sede principale a Birchircara[1] così come la Chiesa cristiana avventista del settimo giorno.[2]

Birchircara è il luogo di nascita dell'ex Presidente Edward Fenech-Adami e dell'ex leader dell'opposizione Alfred Sant.

Il motto della città è "In hoc signo vinces" in latino: "Con questo segno vincerai", che caratterizza lo stemma della città assieme ad una croce rossa in campo bianco con una corona in cima.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I resti archeologici ritrovati sono il segno della presenza di un insediamento fin dalla preistoria. Inoltre furono ritrovate nei pressi della città alcune tombe fenicie e puniche. I resti che testimoniano la presenza romana a Birkirkara sono pochi. Tuttavia, nella zona nord-ovest della cittadina, è presente una torre difensiva romana conosciuta come Ta' Ċieda. Nei pressi della torre furono ritrovate anche alcune sepolture di epoca araba.

Probabilmente le origini della città risalgono all'XI secolo, epoca in cui gli abitanti erano impiegati in attività agricole, di artigianato e soprattutto nella produzione e nella lavorazione del cotone, che divenne la maggiore industria nelle isole durante il Medioevo. Nei secoli futuri la città visse tutte le vicende delle isole durante il feudalesimo, fino a quando l'arcipelago fu ceduto ai Cavalieri di Malta.

In quel periodo Birchircara divenne una delle città più popolate di Malta. Le autorità ecclesiastiche vi stabilirono una delle prime parrocchie delle isole. Nonostante la relativa sicurezza del periodo dei Cavalieri, la città fu devastata da un'incursione del corsaro ottomano Dragut e dal famoso assedio di Malta, avvenuto nel 1565. Nel corso degli anni, il comando dei Cavalieri si fece sempre più autocratico.

Il periodo di prosperità del XVII e XVIII secolo portò a un netto aumento della popolazione e della qualità della vita. Quest'epoca fu caratterizzata da un aumento delle parrocchie, con la costruzione di due importanti chiese: la Chiesa dell'Assunzione e la Basilica Collegiata di Sant'Elena.

La gente del paese, guidata dal compatriota Vincenzo Borġ, detto Brared, fu determinante nell'insurezione contro i francesi che occuparono Malta alla fine del Settecento. Durante la seconda guerra mondiale, Birkirkara fu vittima di pesanti bombardamenti aerei. La città fu un importante rifugio in quel periodo, che ospitò migliaia di profughi dalla zona del porto e inoltre fu il rifugio della maggior parte delle opere d'arte presenti nell'isola nella Old Church della città, tra cui la statua titolare della Chiesa Parrocchiale di Senglea.

Adesso Birchircara fa parte dell'estesa conurbazione dell'isola di Malta. La città è la prima per popolazione del Paese, ospita due importanti zone industriali, Mriehel e una vicino a San Giovanni e l'ospedale principale dell'isola, Mater Dei, situato in periferia.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte delle aree di Birchircara è di recente costruzione, ma la città conserva ancora una caratteristica zona centrale disegnata da vicoli, stradine e costituita dalle tipiche case dei piccoli villaggi. La zona più antica della città è separata dai quartieri più moderni da un piccolo giardino.

Nei pressi di Mrieħel è possibile ammirare la vecchia Stazione Ferroviaria che si trovava sulla linea tra Rabat e La Valletta. Altra attrazione è la Basilica di Sant'Elena, una delle più belle chiese di Malta che accoglie, tra l'altro, la campana più grande dell'isola. Tra le costruzioni più antiche presenti in città ci sono i mulini a vento. Uno di questi è oggi residenza privata; l'altro, Ta' Ganu, nel centro della città, è una galleria d'arte. Di rilevante importanza storica è l'Acquedotto di Wignacourt, completato nel 1610 per volere del Gran Maestro, che permetteva a La Valletta di approvvigionarsi d'acqua.

Feste religiose[modifica | modifica wikitesto]

La principale festa religiosa è quella di Sant'Elena, celebrata il 18 agosto nel caso cada di domenica o comunque la prima domenica seguente questa data. La processione che accompagna la celebrazione è caratterizzata dalle grandi statue lignee create dallo scultore maltese Salvu Psaila, ed è l'unica che si tenga il mattino. La processione lascia la basilica alle 8:00 esatte e ritorna alla stessa alle 10:45, dopo che le statue sono state portate per la via principale della città.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra principale della città è il Birkirkara.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Jewish Community of Malta http://www.jewsofmalta.org/
  2. ^ Seventh-day Adventist Church in Malta http://www.adventist.org.mt/

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