Biancaneve (Disney)

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Biancaneve
Biancaneve.JPG
Biancaneve nel film Disney
Nome orig.Snow White
Lingua orig.Inglese
AutoreFratelli Grimm
1ª app.21 dicembre 1937
1ª app. inBiancaneve e i sette nani
Voci orig.
Voci italiane
Specieumana
SessoFemmina
Professioneprincipessa

Biancaneve (Snow White) è un personaggio immaginario protagonista del lungometraggio d'animazione Biancaneve e i sette nani del 1937 prodotto dalla Disney.

Biografia del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Biancaneve è una giovane e bella principessa che vive in un castello con suo padre il re il quale, una volta rimasto vedovo, decise di risposarsi con Grimilde; alla morte del marito, divenne ossessionata dalla sua bellezza e divenne invidiosa di Biancaneve che obbligò a lavorare come sguattera del castello. Qualche anno dopo Biancaneve incontrò il principe Florian, di un altro regno vicino, che notò la bellezza della fanciulla. Ogni giorno la regina consultava il suo specchio magico, chiedendole chi fosse la più bella del reame, e lo specchio le confermava sempre che era lei la donna più affascinante di tutto il regno fino a che, un giorno, le disse che la più bella del regno era diventata Biancaneve. Intanto il principe e Biancaneve si innamorano e Grimilde fa catturare e rinchiudere il ragazzo nella prigione del castello; poi ordina a un cacciatore di uccidere la figliastra; il cacciatore la conduce così in una radura ma non ce la fa a ucciderla e, spiegatole tutto, la lascia fuggire nel bosco, intimandole di non tornare più al castello. Biancaneve trova rifugio in una casetta nel bosco i cui proprietari sembrano assenti. Si dedica alle pulizie della casa, lasciata in condizioni di profondo disordine. La casa è in realtà di sette nani, Dotto, Mammolo, Pisolo, Gongolo, Eolo, Brontolo e Cucciolo, minatori e un tempo al servizio dei genitori di Biancaneve, il re e la regina; successivamente vennero cacciati da Grimilde. Al loro rientro in casa trovano tutto pulito, la cena pronta e la principessa addormentata. Decidono che la ragazza potrà rimanere con loro, per proteggerla dalla regina. Tempo dopo, la regina, interrogando di nuovo lo specchio, scopre che il cacciatore non ha eseguito i suoi ordini e, con un incantesimo, si trasforma in un'orrenda e vecchia megera e avvelena una mela. Intanto il principe Florian riesce a scappare dalla prigione e a tornare con il suo cavallo nel suo regno. La regina trova Biancaneve e le offre la mela avvelenata facendola cadere in un sonno profondo. Nel frattempo tornano i nani a casa, dove trovano la vecchia che scappa; la inseguono e, nella fuga, muore cadendo in un burrone. I nani, tornati a casa, trovano la fanciulla a terra e la pongono in una bara di cristallo. Il principe che non aveva mai smesso di cercarla, la ritrova e si ferma a baciare un'ultima volta la principessa; questo era però l'antidoto e l'incantesimo viene spezzato, Biancaneve si risveglia e, salutati i nani, parte col principe.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Biancaneve è descritta dallo specchio magico della sua matrigna come avente "capelli neri come l'ebano, labbra rosse come la rosa, pelle bianca come la neve."[1] Ha i capelli neri corti con un taglio a riccio (che le dà un aspetto infantile) e gli occhi marroni. Non è ancora una donna adulta, ma una ragazza nella sua pubertà. Ha le guance paffute e una figura magra e piatta. Sebbene sia stata vista per la prima volta vestita di stracci, Biancaneve è famosa per il suo vestito iconico con un corpetto blu, maniche a righe rosse e blu a sbuffo, una gonna gialla che arriva alle caviglie con una sottoveste bianca cucita da sé, e un alto colletto bianco, insieme a scarpe gialle con tacchi alti, un mantello marrone con l'interno rosso e un nastro a forma di fiocco rosso tra i capelli.

Biancaneve è innocente, gentile, dolce e allegra, dallo stile delicato e signorile, indicativo di un'educazione aristocratica. La sua natura generosa, fiduciosa e disponibile può causarle problemi, poiché altre persone potrebbero trarne vantaggio, come la sua vanitosa e malvagia matrigna.[1] Sebbene sia sensibile e pacata, può essere energica e severa, come quando ha detto ai Nani di lavarsi le mani o quando ha rimproverato gli uccelli per spaventare la povera vecchietta (la regina trasformata da vecchia donna ambulante). Biancaneve è materna, compassionevole e si compiace di tenere la casa per i sette Nani mentre aspetta di incontrare di nuovo il suo amato principe. Con la sua gentilezza e la sua bellezza, Biancaneve affascina ogni creatura del regno tranne la Regina.[2] Mostra anche una grande capacità di recupero e una forza interiore contro le avversità.

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Copertina de La fiaba di Biancaneve con le illustrazioni del film Disney, pubblicata da Mondadori nella collana Sinfonie allegre (1948).

Cinema e televisione[modifica | modifica wikitesto]

Biancaneve fa parte delle serie animate House of Mouse - Il Topoclub e Sofia la principessa, ed appare con le altre principesse Disney in un cameo nel film Ralph spacca Internet. È apparsa anche in Chi ha incastrato Roger Rabbit.

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Merchandising[modifica | modifica wikitesto]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

L'accoglienza critica nei confronti del personaggio è stata polarizzata. TV Guide ha descritto Biancaneve come iconica, unica e incomparabile, scrivendo "mai più l'eroina di Walt avrebbe una voce di canto così fantastica, e per questo motivo, è l'eroina preferita di molti autori dell'animazione".[3] Definendo Biancaneve una "principessa delle fiabe", Otis Ferguson di The New Republic ha semplicemente descritto il personaggio come "proprio quello che vorresti che lei".[4] John C. Flinn di Variety considera Biancaneve "l'incarnazione della dolcezza e della gentilezza da ragazza, esemplificata nel suo amore per gli uccelli e i piccoli animali dei boschi che sono i suoi amici e, come si svilupperà successivamente, i suoi soccorritori."[5]

I critici contemporanei hanno ritenuto che Biancaneve "manca di nervi, a differenza di molte successive eroine Disney",[6] mentre la sua relazione con il principe è priva di chimica.[7] Roger Ebert del Chicago Sun-Times pensava che se "Biancaneve e i sette nani... fosse stato principalmente su Biancaneve, avrebbe potuto essere dimenticato subito dopo la sua prima del 1937, e oggi apprezzato solo per ragioni storiche". Ebert ha continuato, "Biancaneve è, a dire il vero, un po' noiosa, non un personaggio che agisce ma uno la cui semplice esistenza ispira gli altri ad agire", descrivendo la tendenza della Disney a "confondere i titoli dei suoi film con i loro soggetti" come un "errore" in quanto il film parla più dei nani e della regina cattiva che di Biancaneve.[8] Desson Howe del Washington Post ha scritto, "lo spirito nello specchio è completamente sbagliato: la regina cattiva... è la più bella del paese" mentre Biancaneve non ha "proprietà immobiliari".[9] Time Out ha affermato che "Biancaneve stessa potrebbe essere percepito come quasi insopportabilmente invitante."[10]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Biancaneve è uno dei pochi personaggi di film di animazione ad avere una stella nella Hollywood Walk of Fame[11].
  • Biancaneve è la prima principessa Disney ad essere mai stata creata.
  • Biancaneve è la più giovane principessa Disney, ha 14 anni nel film.
  • Biancaneve è tedesca, più specificamente della Baviera.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Snow White and the Seven Dwarfs Script, su Retrieved (archiviato dall'url originale il 15 marzo 2014).
  2. ^ (EN) Snow White and the Seven Dwarfs", su Disney Movies. URL consultato il 1º maggio 2021 (archiviato il 10 aprile 2021).
  3. ^ (EN) Snow White And The Seven Dwarfs, su TV Guide. URL consultato il 1º maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 23 novembre 2012).
  4. ^ (EN) TNR Film Classics: 'Snow White and the Seven Dwarfs, su The New Republic. URL consultato il 1º maggio 2021 (archiviato il 14 luglio 2014).
  5. ^ (EN) Review: 'Snow White and the Seven Dwarfs', su Variety. URL consultato il 1º maggio 2021 (archiviato l'8 marzo 2014).
  6. ^ (EN) Snow White and the Seven Dwarfs, su Cinemaphile.org. URL consultato il 1º maggio 2021 (archiviato il 7 marzo 2016).
  7. ^ (EN) Snow White and the Seven Dwarfs (1937) – Happy and Creepy, su Combustible Celluloid. URL consultato il 1º maggio 2021 (archiviato il 12 settembre 2015).
  8. ^ (EN) Snow White and the Seven Dwarfs, su RogerEbert.com.. URL consultato il 1º maggio 2021 (archiviato il 23 luglio 2013).
  9. ^ (EN) 'Snow White and the Seven Dwarfs' (G), su The Washington Post. URL consultato il 1º maggio 2021 (archiviato il 23 novembre 2012).
  10. ^ (EN) Snow White and the Seven Dwarfs, su Time Out. URL consultato il 1º maggio 2021 (archiviato il 9 ottobre 2014).
  11. ^ (EN) Snow White | Hollywood Walk of Fame, su www.walkoffame.com. URL consultato il 10 giugno 2018 (archiviato il 23 novembre 2012).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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