Bafometto

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Baphomet, di Eliphas Lévi. Sulle braccia appaiono le parole latine SOLVE (sciogli) e COAGULA (unisci).

Bafometto è un idolo pagano, della cui venerazione furono accusati i cavalieri templari.

Ricorrente nella letteratura occultista del XIX secolo, ne esistono varie descrizioni ed iconografie: un idolo con un teschio umano, una testa con due facce, un idolo-gatto e una testa barbuta. Il nome fu poi ripreso, nello stesso secolo, dai sostenitori dell'occultismo.

L'etimologia del nome, controversa, è ancora oggi incerta.

Origine del termine[modifica | modifica sorgente]

Il termine ricorre per la prima volta nei verbali del processo contro i Cavalieri templari; durante la soppressione dell'ordine fu sostenuto dall'Inquisizione che i cavalieri usassero un Bafometto come parte delle loro cerimonie di iniziazione. Questo fatto, oltre ad altre asserzioni, fece sì che il loro Ordine religioso fosse accusato di eresia e idolatria e i suoi membri perseguitati.

Essendo un nome estorto sotto tortura durante gli interrogatori dei Templari, non si può escludere che possa essere stato originato semplicemente come un'onomatopea o un errore di trascrizione dei verbali,[1] nei quali in effetti il termine ricorre per la prima volta; la presenza del baphomet fu utilizzata dagli inquisitori (istigati dal re di Francia Filippo IV il Bello) per aggiungere l'idolatria alle altre infamanti accuse nei confronti dell'Ordine, allo scopo di distruggerlo.

Sull'origine del misterioso termine sono state elaborate numerose teorie, nessuna delle quali provata:

  • Una deformazione latinizzata di Mahomet, una versione medievale europea deformata di Maometto, il nome del profeta dell'Islam per definire un idolo o un demone.[2]
  • Idries Shah propose che Baphomet derivasse dal sostantivo arabo: ابو فهمة , Abu fihama, con il significato di "padre dell'ignoto", e associato con il sufismo.
  • Eliphas Lévi propose che il termine fosse composto da una serie di abbreviazioni lette al contrario: "Tem. ohp. ab". che prendono origine dal latino Templi omnium hominum pacis abhas, con il significato di "padre della pace universale tra gli uomini". Una lettura alternativa potrebbe essere tem. o. h. p. ab. per templi omnium hominum pacis abbas. La traduzione in questo caso è abate del tempio della pace dell'umanità, forse in riferimento ai Templari stessi.
  • Dalle parole greche Baphe e Metis. Le due parole insieme significherebbero "battesimo di saggezza"[3], anche interpretabili come "tintura di saggezza".[4]
  • Una corruzione del termine ebraico Behemoth[3] (letteralmente "Bestie", pluralis maiestatis di "behemah"), citata nel libro biblico di Giobbe (40:15) e di Ezra (6:49 e 6:51).
  • Se tradotto secondo il cifrario di Atbash (scoperto dallo studioso Schonfield), l'origine del termine sarebbe Sophia, la parola greca per "saggezza".[5]

Interpretazioni[modifica | modifica sorgente]

Una più recente e conosciuta descrizione raffigura il Bafometto nella forma di un capro umanoide alato con seno e una torcia sulla testa tra le corna. Questa immagine proviene dall'opera di Eliphas Lévi Dogme et rituel de la haute magie (Dogma e rituale dell'alta magia) del 1855-56.

Il Bafometto, come suggerisce l'illustrazione di Levi, è stato occasionalmente mal interpretato come sinonimo di Satana o come un demone, un membro della gerarchia dell'Inferno. Nella testa del Bafometto di Levi era inscritto un pentacolo, che è un simbolo in seguito adottato dai fedeli della Wicca e da altri seguaci dell'occultismo. Una testa di capro inscritta in un pentagramma invertito, è un simbolo occasionalmente adottato dai satanisti. La testa, le corna e la torcia insieme prendono la forma di un Fleur de lys.

Influenza culturale[modifica | modifica sorgente]

Opere letterarie[modifica | modifica sorgente]

Baphomet è il titolo della novella finale (1965) di Pierre Klossowski (1905-2001). La sua figura aleggia costantemente nel romanzo Il pendolo di Foucault di Umberto Eco pubblicato nel 1988. Un capitolo de La Bibbia Satanica di Anton LaVey è dedicato al simbolo del Bafometto. Inoltre in copertina è impresso il Sigillo di Baphomet, rappresentante la testa di Baphomet inscritta in un pentacolo rovesciato, simbolo della Chiesa di Satana. Di Baphomet (e Bafometto), dei Cavalieri Templari, dei Rosacroce e di Rosenkreutz parla diffusamente Massimo Siviero in uno dei suoi romanzi gialli dal titolo Mater munnezza (2011), nei capitoli 49, 52, 53 e 54. Baphomet è descritto con la testa di un vecchio con barba e baffi. In realtà così è raffigurato anche in un bassorilievo sulla facciata di un antico casale con forti richiami esoterici. La costruzione è ancora esistente sulla collina partenopea dei Camaldoli ed è riportata nel libro.

Musica[modifica | modifica sorgente]

Baphomet è il titolo di una canzone degli Angel Witch inserita nella compilation "Metal for Muthas". Una canzone dei Grave Digger (dall'album Knights of the Cross del 1998), di una canzone dei Death SS (dall'album Heavy Demons del 1991) e di una canzone di Foetus (il progetto di James Thirlwell), dall'album Sink. Day of The Baphomets è il titolo di una canzone dei The Mars Volta nell'album Amputechture del 2006. Horns Ov Baphomet (una delle più famose del gruppo) è anche il primo pezzo dell'album Zos Kia Cultus (Here and Beyond) dei Behemoth del 2002. Ricordiamo inoltre Baphomet's Throne della band metal svizzera Samael. È anche titolo della canzone dell'album Unio Mystica Maxima (2007) della band italiana Malfeitor, di una canzone dall'omonimo titolo presente nell'album "Hellstorm" dei Besatt e di una canzone dell´album "Eidolon della band tedesca "Dark Fortress. È il titolo di una canzone degli Stormlord nell'album The Curse of Medusa. Il Bafometto inoltre è uno dei simboli dei Dimmu Borgir. Baphomet's Blood è anche il nome di un gruppo speed thrash metal italiano, dai testi spesso riguardanti Satana e l'Anticristianesimo. è spesso ricorrente nei testi dei brani del gruppo black metal Belphegor. Baphomet è anche il nome di un gruppo Death Metal americano, che poi per motivi di copyright ha dovuto cambiare nome in Banished. Il Sigillo di Baphomet è anche il simbolo dei Venom, gruppo fondatore del Black metal, appare nella copertina del loro primo album, Welcome to Hell, e viene ripreso in varie forme in diversi dischi successivi.

Architettura[modifica | modifica sorgente]

All'interno della villa Cittadella di Saonara l'architetto Giuseppe Jappelli fece costruire nel 1816 una "grotta dei Templari" completamente artificiale secondo il tipico gusto romantico e massonico dell'epoca. All'interno della grotta spiccava una statua di Bafometto alta 4 metri. La statua andò distrutta durante la seconda guerra mondiale, quando la villa ospitò un comando della marina tedesca.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Nel film horror Cabal (Nightbreed, 1990), diretto da Clive Barker, Baphomet è il nome di colui che creò Midian, il mondo sotterraneo dove vivono i figli delle tenebre, i quali adorano una sua statua posizionata nel tabernacolo del loro rifugio. A giudicare dalle fattezze di questa, le sembianze di Baphomet del film non riprendono però quelle classiche comunemente attribuite alla creatura.

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Baphomet è un personaggio giocabile ricorrente nella serie Shin Megami Tensei, nella serie di videogiochi Broken Sword e viene citato nel primo capitolo di Silent Hill. Nell'avventura grafica Post Mortem si ha a che fare con una sorta di setta satanica il cui oggetto mistico è rappresentato dalla Testa di Bafometto. Nel gioco di ruolo Final Fantasy VIII nei boss iniziali c'è Baphomet. Baphomet è anche un boss del MMORPG Ragnarok Online.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Martin Bauer. Il mistero dei Templari (Die Tempelritter Mythos und Wahrheit). 1997. ISBN 88-541-0403-5
  2. ^ S. v. «Baphomet», in: Lessico Universale Italiano, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani, 1969 (vol II, p. 634a).
  3. ^ a b C.W. King
  4. ^ Sebastiano B. Brocchi, "Il Baphomet - Tintura di Saggezza"
  5. ^ Hugh J. Schonfield, The Essene Odyssey. Longmead, Shaftesbury, Dorset SP7 8BP, England: Element Books Ltd., 1984; riedizione 1998, p. 164.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Baphomet. Sulle tracce del misterioso idolo dei Templari (SugarCo 2006), di Roberto Volterri e Alessandro Piana
  • L'Eresia Templare (Venexia Edizioni 2008), di Sabina Marineo - Un'inchiesta sulla storia del Tempio e sul mitico idolo dei monaci guerrieri
  • (DE) Franz Spunda. Baphomet: Der geheime Gott der Templer: ein alchimistischer Roman. ISBN 3-86552-073-1
  • Mater munnezza (Cento Autori 2011). ISBN 9788897121138

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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