Andrea Montermini

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Andrea Montermini
Andrea montermini brandshatch2014.JPG
Nazionalità Italia Italia
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Categoria Formula 1, Indy Racing League, Le Mans, Daytona, International GT Open, FIA GT
Carriera
Carriera in Formula 1
Stagioni 1994-1996
Scuderie Simtek
Pacific
Forti
Miglior risultato finale 23° (1996)
GP disputati 29 (20 partenze)
 

Andrea Montermini (Sassuolo, 30 maggio 1964) è un ex pilota automobilistico italiano.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Formule minori (1987-1992)[modifica | modifica wikitesto]

Montermini iniziò a correre nel 1987, esordendo nel Campionato Formula Alfa Boxer. Conquistò tre vittorie e due secondi posti nelle cinque gare disputate, giungendo terzo in classifica generale nonostante non avesse potuto partecipare all'intera stagione per mancanza di fondi[1]. Nel 1988 passò al Campionato italiano di Formula 3, senza però conquistare punti anche per via della scarsa competitività della vettura da lui pilotata[1]; l'anno successivo chiuse invece in quarta posizione, vincendo una gara a Vallelunga e giungendo secondo a Monaco, in una gara disputata in contemporanea con il Gran Premio di Monaco di F1[1].

I buoni risultati della stagione 1989 gli valsero l'ingaggio della Scuderia Italia come collaudatore nel 1990 e il passaggio al Campionato internazionale di F3000, nel quale ottenne l'ottavo posto in classifica generale, pur ritirandosi sei volte in undici gare per uscite di pista[1]. Nel 1991 il pilota emiliano continuò a competere in Formula 3000, venendo ingaggiato dalla Scuderia Ferrari come collaudatore ufficiale del team di Formula 1 insieme a Gianni Morbidelli e Dario Benuzzi.[2] Tuttavia, Montermini non fu confermato in questo ruolo per il 1992, optando quindi per una terza stagione in F3000 con il team Il Barone Rampante. In Spagna, nel terzo appuntamento stagionale, Montermini ottenne la sua prima vittoria nella categoria, ma dopo sei gare la scuderia, a corto di fondi, lo sostituì con il Pay driver Pedro Chaves[1]. Passato alla Forti, il pilota italiano conquistò altri due primi posti nelle rimanenti quattro corse, giungendo secondo in Campionato alle spalle di Luca Badoer.

CART e debutto in Formula 1 (1993-1994)[modifica | modifica wikitesto]

Non riuscendo a trovare un posto in Formula 1, Montermini si dovette accontentare del ruolo di collaudatore offertogli dalla Benetton, disputando anche quattro gare nel Campionato CART, nelle quali ottenne un quarto posto come miglior risultato, guidando una vettura dell'anno precedente[1]. Nonostante il buon debutto il pilota italiano non ottenne nessun contratto a pieno termine per il 1994. Partecipò alla prima corsa dell'anno con il team Payton Coyne, dovendo però rinunciare a prendere il via dopo un incidente nelle qualifiche.

Rimasto senza un volante, fu ingaggiato, dietro pagamento di una somma di denaro, dalla Simtek per prendere il posto di Roland Ratzenberger, deceduto durante le qualifiche del Gran Premio di San Marino, a partire dal Gran Premio di Spagna e per la gara seguente.[3] Questa esperienza fu però di brevissima durata: durante le qualifiche Montermini perse il controllo della propria vettura, andando a sbattere violentemente contro le barriere e riportando ferite ad una caviglia e ai piedi e l'incrinatura di una costola.[4] L'episodio attirò, però, le critiche di Niki Lauda che accusò il pilota italiano di essere salito sulla propria vettura in condizioni non ottimali e gli attribuì interamente la colpa dell'incidente.[5] Ripresosi dall'incidente il pilota italiano partecipò a tre gare del Campionato CART, con un settimo posto come miglior risultato.

Formula 1 (1995-1996)[modifica | modifica wikitesto]

1995: Pacific[modifica | modifica wikitesto]

Montermini impegnato con la Pacific al Gran Premio di Germania 1995.

Nel 1995 Montermini fu ingaggiato dalla Pacific Racing per disputare il Campionato mondiale di Formula 1. Alla guida di una vettura poco competitiva e inaffidabile, il pilota italiano si qualificò regolarmente nelle ultime file, facendo comunque meglio dei suoi compagni di squadra e riuscendo a vedere la bandiera a scacchi solo in quattro occasioni; Montermini ottenne il miglior risultato della stagione nel Gran Premio di Germania, che chiuse in ottava e ultima posizione a tre giri dal vincitore.

1996: Forti[modifica | modifica wikitesto]

L'italiano sulla Forti nel 1996 durante le qualifiche del Gran Premio di San Marino

Al termine della stagione 1995 la Pacific chiuse i battenti e per l'anno successivo Montermini si accordò con la Forti. Nelle prime gare la scuderia schierò un'evoluzione della vettura dell'anno prima[1] e, con l'introduzione della regola del 107%, né Montermini né il compagno di squadra Badoer riuscirono a qualificarsi per il Gran Premio inaugurale in Australia. In Argentina il pilota italiano portò a termine la gara in decima ed ultima posizione, ma nei due appuntamenti successivi mancò nuovamente la qualificazione. A partire dal Gran Premio di Monaco la Forti schierò per Montermini un secondo esemplare della nuova vettura (che Badoer aveva già portato in gara nel Gran Premio precedente)[1], ma i risultati non migliorarono in maniera significativa. Montermini riuscì a qualificarsi solo in due altre occasioni, senza però vedere la bandiera a scacchi, prima che la scuderia abbandonasse il Campionato per mancanza di fondi. Si riavvicina alla F1 nel 1998, ricoprendo il ruolo di collaudatore per la Tyrrell.

Prototipi e GT (1997 - 2013)[modifica | modifica wikitesto]

Passato alle competizioni con ruote coperte, nel 1997 Montermini disputò il Campionato del Mondo Sport Prototipi organizzato dalla IMSA al volante di una Ferrari 333SP del team Moretti e venne assunto come collaudatore dal neonato team di Formula 1 Lola (l'esperienza fu però piuttosto breve in quanto la scuderia chiuse i battenti dopo la prima corsa).[6] In coppia con Antonio Hermann, Montermini vinse quattro gare, facendo segnare sei volte il giro più veloce e concludendo in sesta posizione in classifica generale.[7]

L'anno dopo fu assunto come collaudatore dalla TWR per sviluppare la Nissan R390 GT1 che avrebbe dovuto competere nella 24 Ore di Le Mans; il pilota italiano prese parte alla gara insieme a Jan Lammers ed Érik Comas, chiudendo in sesta posizione assoluta. Nel 1999 partecipò nuovamente alla 24 Ore di Le Mans al volante del prototipo Courage C52, giungendo nuovamente sesto in classifica generale insieme ad Alex Caffi e Domenico Schiattarella. Nel 1999 prese parte anche a quattro gare nel Campionato CART, senza però ottenere grandi risultati.

Dopo un anno sabbatico, nel 2001 prese parte alla 24 Ore di Daytona, chiudendo in trentaseiesima posizione insieme a Fabian Peroni, Sergey Zlobin e Tony Ring;[1] nel 2002 partecipò al Campionato FIA GT nella categoria N-GT, conquistando la terza posizione nella classifica di classe.

Dopo alcuni anni di corse sporadiche, nel 2006 partecipò al Campionato FIA GT con una Saleen S7-R del team tedesco 'Zakspeed Racing'; insieme Jarek Janis ha anche ottenuto una vittoria nel GP di Budapest. Ha vinto 3 volte anche in International GT al volante della Ferrari GT.[7]

Nel 2007 ha ottenuto il titolo campione internazionale classe GTA, sempre al volante della Ferrari GT del Playteam, con 4 vittorie e 6 podi. Divenne anche vice campione nella classe Open GT international.[7]

Nel 2008 conquistò il Campionato Internazionale GT assoluto con 5 vittorie e e 4 podi alla guida della Ferrari GT della scuderia Playteam.[7] Nel 2009 partecipò alla Le Mans Series in classe GT2 con la Ferrari, mentre nel 2010 prese parte al Campionato Italiano GT, vincendo il Campionato nella categoria GT2.[7]

Nel 2011 tornò a competere nell'International GT Open con la nuova Ferrari 458 GT Italia, conquistando due vittorie e il terzo posto in campionato.

Nel 2013 Andrea Montermini è attualmente al comando del Campionato Internazionale GT (al volante della Ferrari GT2)con 11 podi su 12 gare, 3 vittorie assolute, 6 secondi posti e 6 vittorie di classe. Il 6 ottobre vince con una gara di anticipo l'International GT Open alla guida della Ferrari 458 Italia GT2 della Scuderia Villorba Corse.

Risultati completi in Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

1994 Scuderia Vettura Flag of Brazil.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Europe.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Simtek S941 NQ -
1995 Scuderia Vettura Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Europe.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Pacific PR02 9 Rit Rit NP SQ Rit NC Rit 8 12 Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit -
1996 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Forti FG01B/FG03 NQ Rit 10 NQ NQ NP NQ Rit Rit NQ WD -
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Solo prove/Terzo pilota Non qualificato Ritirato/Non class. Squalificato Non partito

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i (EN) Andrea Montermini - Biography, F1rejects.com
  2. ^ La Ferrari migliora ancora al Mugello, in La Repubblica, 23 febbraio 1991, p. 40.
  3. ^ Alessandro Tommasi, Maledetti poveri dell'ultima fila, in La Repubblica, 29 maggio 1994, p. 35.
  4. ^ Casamassima, pag. 610.
  5. ^ Alessandro Tommasi, E la F1 fa finta di essere normale, in La Repubblica, 30 maggio 1994, p. 41.
  6. ^ Lola: nasce la F1 pagata dai tifosi, in La Gazzetta dello Sport, 21 febbraio 1997, p. 17.
  7. ^ a b c d e (EN) Scheda su Driver Database

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pino Casamassima, Storia della Formula 1, Calderini Edagricole, 1996, ISBN 88-8219-394-2.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]