Forti Corse

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Forti Corse
Sede Alessandria,
Italia Italia
Categorie
Formula 1
Dati generali
Anni di attività dal 1977 al 1996
Fondatore Guido Forti
Formula 1
Anni partecipazione Dal 1995 al 1996
Miglior risultato -
Gare disputate 23
Vittorie 0

La Forti è stata una scuderia italiana, della città di Alessandria, fondata nel 1977 da Guido Forti (1940-2013) e Paolo Guerci, che ha partecipato ai campionati di Formula 1 1995 e 1996.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le formule minori[modifica | modifica sorgente]

Pedro Diniz alla guida della sua Forti nel 1995

La Forti Corse partecipò per la prima volta a un campionato automobilistico nel 1977, nella Formula Ford 2000 italiana, vincendo il titolo all'esordio grazie al pilota Teo Fabi e alla vettura della Osella Corse, che in futuro avrebbero corso anche nella massima formula. Passato alla F3 sudamericana il team raccolse qualche successo grazie all'argentino Oscar Larrauri, tanto che l'anno successivo, cioè nel 1980 la scuderia passò alla Formula 3 europea senza però ottenere risultati di rilievo. Negli anni seguenti la Forti partecipò a vari campionati di Formula 3 e nel 1985 lo svizzero Franco Forini vinse quello italiano, successo ripetuto nel 1987 da Enrico Bertaggia, nel 1988 da Emanuele Naspetti e nel 1989 da Gianni Morbidelli, che vinse anche il titolo europeo.

Dal 1987 Forti si era interessato anche alla Formula 3000 (in collaborazione con il team Venturini e vetture Dallara) e nel 1991 abbandonò la F3 per dedicarsi solo all'altra.[1] I primi anni nella nuova categoria non furono buoni, dovuti sia all'inesperienza del team che a quella del costruttore del telaio, Dallara. Negli anni successivi si passò poi ai più competitivi telai Lola e Reynard[1] e i risultati migliorarono. Nel 1989 vennero conquistati i primi punti e il primo podio, mentre nel 1990 Gianni Morbidelli vinse la prima corsa nella categoria. I risultati migliori furono ottenuti nel biennio 1991-1992 quando Naspetti e Andrea Montermini vinsero sette gare e il team concluse terzo e secondo in classifica. Nel 1993, poi, Olivier Beretta vinse la prima gara stagionale (e l'ultima nella categoria per la squadra italiana). Era, però, stato assunto come pilota Pedro Diniz, il quale era in grado di portare, grazie al suo sponsor, una buona quantità di denaro.[2] Inoltre, grazie al brasiliano, Forti ebbe l'occasione di conoscere Pablo Gancia, il quale rilevò le quote azionarie di Guerci e pose le basi per il passaggio in Formula 1.[2] Nel 1994 la casa italiana corse la sua ultima stagione in Formula 3000, ma i risultati furono deludenti e non andò mai oltre un terzo posto, colto da Hideki Noda.

Formula 1[modifica | modifica sorgente]

Le solide basi finanziarie, dovute appunto agli sponsor di Diniz, consentirono al team di avere un budget di circa 7.5 milioni di sterline.[2] La progettazione della vettura venne quindi affidata a Sergio Rinland e Giorgio Stirano, mentre come secondo pilota fu assunto Roberto Moreno. Fin dai primi test, però, ci si rese conto che la Forti FG01-95 era una vettura lenta e caratterizzata da una scarsa efficienza aerodinamica.[2]

Roberto Moreno impegnato con la Forti nel 1995

Già dalle prime gare le vetture del team italiano erano spesso relegate nelle posizioni di bassa classifica con distacchi pesanti rispetto alle monoposto che le precedevano.[2] e a metà stagione vennero perciò apportate alcune modifiche alle vetture, tra cui un nuovo musetto,[2] pur senza portare ad evidenti miglioramenti. Negli ultimi tre Gran Premi della stagione, poi, il team pensò di sostituire Moreno con Hideki Noda, ma l'accordo con il pilota giapponese non venne trovato in tempo e si decise così di far disputare i restanti appuntamenti mondiali al brasiliano.[2] Al Gran Premio d'Australia 1995 venne ottenuto quello che sarebbe stato il miglior risultati della squadra, con un settimo posto ottenuto da Pedro Diniz. La stagione venne chiusa con zero punti e l'unica nota positiva era data dall'affidabilità della vettura.[2]

L'anno seguente fu ancora più negativo, visto anche il passaggio di Diniz alla Ligier, che privò la Forti della maggior parte delle sue risorse finanziarie.[2] Vennero quindi assunti due piloti italiani: Luca Badoer e Andrea Montermini. Venne poi nominato team manager Cesare Fiorio. Per le prime gare della stagione venne usata una semplice evoluzione della vettura precedente e, solo a partire dal Gran Premio di San Marino, fu utilizzata la nuova Forti FG03. Al debutto si rivelò più competitiva della precedente, tanto da permettere a Badoer di girare su tempi vicini a quelli di Ricardo Rosset e Montermini elogiò il comportamento della monoposto.[2] Nel Gran Premio di Montecarlo del 1996, ambedue le vetture si qualificarono, ma durante la gara si fermarono entrambe innanzi all'imbocco del tunnel. Quel Gran Premio divenne poi famoso per far arrivare solo 4 vetture al traguardo. Se la Forti di Luca Badoer avesse finito il GP incolume, avrebbe guadagnato il suo unico punto della storia. Dopo il Gran Premio di Francia la scuderia decise di ritirarsi.

Risultati in Formula 1[modifica | modifica sorgente]

Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Europe.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1995 FG01-95 Ford EDD G Pedro Diniz 10 NC NC Rit 10 Rit Rit Rit Rit Rit 13 9 16 13 17 Rit 7 0 11º
Roberto Moreno Rit NC NC Rit Rit Rit 16 Rit Rit Rit 14 Rit 17 Rit 16 Rit Rit
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
1996 FG01-95B
FG03-96
Ford EDD G Luca Badoer NQ 11 Rit NQ 10 Rit NQ Rit Rit NQ NPR 0 11º
Andrea Montermini NQ Rit 10 NQ NQ NP NQ Rit Rit NQ NPR

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Constructors: Forti Corse S.R.L., grandprix.com. URL consultato il 14 marzo 2008.
  2. ^ a b c d e f g h i j (EN) Forti-Corse, f1rejects.com. URL consultato il 10-12-2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Alan Henry, Autocourse 1994-95, Hazleton Publishing, 1994. ISBN 1-874557-95-0.
  • (EN) Alan Henry, Autocourse 1995-96, Hazleton Publishing, 1995. ISBN 1-874557-36-5.
  • (EN) Alan Henry, Autocourse 1996-97, Hazleton Publishing, 1996. ISBN 1-874557-91-8.
  • Bryn Williams, Colin McMaster, F1 '95. World championship photographic review, Milano, Vallardi&Associati, 1995. ISBN 88-85202-48-4.
  • (EN) Luc Domenjoz, Formula 1 Yearbook 1995, Chronosports Editeur, 1995. ISBN 2-940125-06-6.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]