Andrée Ruth Shammah

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Andrée Ruth Shammah (Milano, 25 giugno 1948) è una regista teatrale e imprenditrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Andrée Ruth Shammah è nata a Milano il 25 giugno del 1948.

Negli anni Sessanta è assistente al Piccolo Teatro di Giorgio Strehler e Paolo Grassi, nel 1972 fonda a Milano, con Franco Parenti, il Salone Pier Lombardo, poi rinominato Teatro Franco Parenti, di cui dall'89 è responsabile unica.

Dopo aver esordito dirigendo, giovanissima, la Prima Trilogia di Giovanni Testori (L'Ambleto - Macbetto - Edipus), ha proseguito la sua ricerca testoriana con spettacoli come I promessi sposi alla prova, L'Arialda e La Maria Brasca.

Altri suoi successi sono stati: La doppia incostanza di Marivaux; Il maggiore Barbara di Shaw, La palla al piede di Feydeau, Il bosco di notte di Sansone, Timone d'Atene di Shakespeare, che si sono imposti per una concezione dello spazio scenico, proiettato verso una forma di teatro aperto e libero dai soliti clichées.

Ha liberato Io, l'erede di Eduardo De Filippo, da ogni incrostazione naturalistica e curato per il Teatro Olimpico di Vicenza Eracle di Euripide con Franco Branciaroli.

Altre sue regie: L'amante di Pinter con Luca De Filippo e Anna Galiena, Sior Todero brontolon di Goldoni, Hotel dei due mondi di Eric-Emmanuel Schmitt, Cesare e Silla, atto unico di Indro Montanelli, La terza moglie di Mayer di Dacia Maraini e La locandiera di Carlo Goldoni.

A cavallo tra gli anni '90 e il 2000, ha creato spettacoli aggregati all'interno di progetti; così, per “L'emozione della complessità” ha curato Quale droga fa per me di Kai Hensel con Anna Galiena e Le cose sottili nell'aria di Massimo Sgorbani, con Ivana Monti e Mario Sala, mentre per “Corpo a corpo”, La leggenda del santo bevitore dal romanzo di Joseph Roth, con Piero Mazzarella.

Nelle ultime stagioni ha investito su testi di autori italiani contemporanei poco rappresentati, scelti per qualità e capacità di indagare la nostra identità individuale e collettiva. Temi scottanti e vivi come quelli del potere, della vecchiaia e dell'abuso sono restituiti al pubblico con intelligenza e sensibilità mettendo in scena Una notte in Tunisia di Vitaliano Trevisan con Alessandro Haber, Esequie solenni di Antonio Tarantino con Ivana Monti, Le cose sottili nell'aria di Massimo Sgorbani, Dove ci porta questo treno blu e veloce con Sabrina Colle sempre di Sgorbani.

Per il Teatro alla Scala di Milano ha curato le regie di Varieté (1981) di Mauricio Kagel e L'elisir d'amore (1988) di Donizetti.

Per la RAI ha realizzato le regie televisive de L'Ambleto, Macbetto, Edipus, Il malato immaginario, I promessi sposi alla prova.

Parallelamente al suo operato di regista, ha organizzato e ideato molti festival iniziative che hanno lasciato un segno importante nella cultura milanese: il I e II Festival Internazionale di Cultura ebraica, Il viaggio tra parchi e antiche ville, un Festival Beckett oltre che l'ideazione di quelle Serate del Pier Lombardo, dal Processo alla Cultura e Religione e Potere ai Lunedì filosofici, che hanno offerto segnali culturali all'insegna della novità per la città di Milano.

Con la regia di Antonio e Cleopatra alle corse, novità di Roberto Cavosi,ha vinto il Premio Speciale della Giuria Riccione 2007 ed è stata finalista nella terna dei premi Eti Oscar del Teatro 2009.

Nel 2011 si aggiudica l'edizione italiana del Montblanc de la Culture, Arts Patronage Award, il premio che dal 1992 la Fondation d'Entreprise Montblanc de la Culture, ha creato allo scopo di sostenere e rendere omaggio ai mecenati moderni che mettono a disposizione il proprio tempo, le proprie energie, nonché il proprio patrimonio, per incoraggiare e stimolare la vita culturale.

Nel gennaio 2013 ha festeggiato 40 anni di carriera.

Nel luglio 2013 si aggiudica il doppio riconoscimento per la migliore Direzione Artistica e per la migliore programmazione teatrale, e produzione dal prestigioso Premio Franco Enriquez, assegnato dall'omonimo Centro di Studi drammaturgici Internazionale.

Nel 2014, riprende il suo percorso di ricerca sui classici affrontando con la nuova compagnia del Teatro Franco Parenti Gli Innamorati di Carlo Goldoni.

Nella stagione 2014-15 dirige Carlo Cecchi ne Il lavoro di vivere, testo del più importante autore israeliano Hanoch Levin, e torna a distanza di anni ad affrontare la regia de Il Malato Immaginario, con Gioele Dix e Anna della Rosa.[1]

Regie[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.andreeruthshammah.it/ blog ufficiale di Andrée Ruth Shammah
Controllo di autorità SBN: IT\ICCU\LO1V\251172
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