Alta fedeltà (film)

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Alta fedeltà
Alta fedelta film.png
John Cusack in una scena del film
Titolo originale High Fidelity
Paese di produzione USA, Gran Bretagna
Anno 2000
Durata 109 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Stephen Frears
Soggetto Tratto dal romanzo omonimo di Nick Hornby
Sceneggiatura D.V. DeVincentis, Steve Pink, John Cusack, Scott Rosenberg
Produttore Tim Bevan, Rudd Simmons, Mike Newell, Alan Greenspan, Liza Chasin, D.V. DeVincentis, Steve Pink, John Cusack
Fotografia Seamus Mcgarvey, B.S.C.
Montaggio Mick Audsley, Therese Deprez
Musiche Howard Shore
Scenografia David Chapman, Terese Deprez
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Alta fedeltà è un film del 2000 diretto da Stephen Frears, tratto dall'omonimo romanzo di Nick Hornby.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il protagonista, Rob Gordon, è il proprietario del Championship Vinyl, un negozio di dischi nella periferia di Chicago. I suoi due dipendenti, Barry e Dick più che altro "frequentano" il negozio, anche se lui ha fiaccamente tentato di licenziarli. Con loro ha l'abitudine di stilare classifiche "Top Five" su qualunque argomento. I tre, eccentrici per motivi differenti, sono accomunati da una conoscenza enciclopedica della cultura musicale rock e pop.

Rob, durante tutta la trama, e spesso rompendo la Quarta parete, si interroga e analizza ironicamente le sue precedenti storie d'amore cercando di capire che cosa abbia sbagliato e che cosa lo abbia portato a soffrire, in una sorta di terapia. La sua, naturalmente, è una visione assolutamente di parte, che non gli permette di accorgersi, per esempio, come anche lui abbia avuto parte alle volte alla rottura del rapporto.

In questa sua ricerca incontra tutte le proprie ex, che gli riveleranno luci e ombre del suo carattere, e anche i limiti, come la cronica ma caparbia decisione di non cambiare mai. La tappa finale del viaggio sarà Laura, la dolce fidanzata che è stata l'ultima ragazza, causa del suo percorso di ricerca, che si rivelerà lucida e affettuosa.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Il libro di Nick Hornby fu scelto dalla Touchstone Pictures, affiliata della Disney nel 1995, dove fu sviluppato per tre anni.[1] Il produttore esecutivo della Disney Joe Roth ebbe una conversazione con la discografica Kathy Nelson che raccomandó John Cusack e il suo sceneggiatore e produttore D. V. DeVincentis, e Steve Pink, per fare l'adattamento del libro. Avevano lavorato insieme prima ne L'ultimo contratto e pensó che avessero la giusta predisposizione per il film.[2]

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Gli sceneggiatori, decisero di cambiare la location da Londra a Chicago, perché avevano poca familiarità con la prima, e la seconda era comunque "un ottima alternativa musicale", così si accordarono con Pink.[3] Cusack disse, "Quando lessi il libro sapevo che tutto so sarebbe svolto a Chicago. Sapevo che il Rob Americano, avrebbe mollato la scuola e aperto un negozio di vinili. Conoscevo due o tre negozi quando ero giovane, che avevano sempre un Rob, un Dick e un Barry".[4] Charlotte Tudor, della casa di distribuzione Buena Vista, disse: "Chicago ha la stessa atmosfera della Londra del nord, c'è la stessa musica vibrante, gli stessi bar per fumatori, e ovviamente lo stesso clima, e tutti, Nick incluso, sentono che la distanza non sia affatto un problema, c'è un appeal universale. [5] Le scene sono state girate nel vicinato di Wicker Park.[6]

Cusack trovó che la cosa più difficile da adattare dal romanzo, fu spingere spesso Rob a sfondare la quarta parete e parlare direttamente con il pubblico.[1] gli sceneggiatori, lo facero facendo confessare a Rob i suoi pensieri e riflessioni, fecero questo ispirandosi alla tecnica di Michael Caine nel film, Alfie.[1] Cusack riufiutó un approccio del genere, perché pensava fosse troppo complicato per lui.[1] Peró, il regista, Stephen Frears, era d'accordo, così tutti gli obbedirono.[1]

Casting[modifica | modifica wikitesto]

Frears era al Festival internazionale del cinema di Berlino e vide Mifune - Dogma 3, con Iben Hjejle, e realizzó che aveva trovato l'attrice perfetta per il ruolo di Laura. Frears lesse il libro di Hornby e gli piacque, ma non lo trovó proprio della sua generazione, quindi non sapeva se accettarlo o meno.[7] Alla fine accettó perché voleva lavorare di nuovo con Cusack (avevano già lavorato in Rischiose abitudini) e per il film scelse anche di cambiare location, da Londra, come nel libro a Chicago.[7] Il regista insistette anche per tenere Jack Black nel cast, nel ruolo di Berry.[7]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Una delle sfide che gli sceneggiatori dovettero affrontare era scegliere quali canzoni sarebbero dovute comparire, e in quali momenti del film, perché Rob, Dick, e Barry erano, a detta di Cusack, "degli snob musicali".[1] Così ne dovette ascoltare 2.000 per poi scegliere quelle più adatte.[1]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. "You're Gonna Miss Me" – 13th Floor Elevators
  2. "Ev'rybody's Gonna Be Happy" – The Kinks
  3. "I'm Wrong About Everything" – John Wesley Harding
  4. "Oh! Sweet Nuthin'" – The Velvet Underground
  5. "Always See Your Face" – Love
  6. "Most of the Time" – Bob Dylan
  7. "Fallen for You" – Sheila Nicholls
  8. "Dry the Rain" – The Beta Band
  9. "Shipbuilding" – Elvis Costello & The Attractions
  10. "Cold Blooded Old Times" – Smog
  11. "Let's Get It On" – Barry Jive & The Uptown Five (Jack Black)
  12. "Lo Boob Oscillator" – Stereolab
  13. "The Inside Game" – Royal Trux
  14. "Who Loves the Sun" – The Velvet Underground
  15. "I Believe (When I Fall in Love It Will Be Forever)" – Stevie Wonder

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g (EN) Jamie Malanowski, Keeping Faith with High Fidelity, New York Times, 2 aprile 2000. URL consultato il 27 marzo 2009.
  2. ^ (EN) Jamie Portman, Quirky John Cusack Embraces the Eccentric – Again, su Ottawa Citizen, 27 marzo 2000.
  3. ^ (EN) Lewis Beale, Staying Faithful to High Fidelity, su Daily News, 2 aprile 2000.
  4. ^ (EN) Bazza, John Cusack Takes Five, su IOFilm.co.uk. URL consultato il 3 dicembre 2008.
  5. ^ (EN) Kate Watson-Smyth, A case of low fidelity as Hornby's novel translates awkwardly to film, The Independent, 1 aprile 2000. URL consultato il 3 dicembre 2000.
  6. ^ (EN) Judy, Romance, Movie Style – Love on Location – High Fidelity, Time, 28 febbraio 2009. URL consultato il 3 gennaio 2013.
  7. ^ a b c (EN) Stuart Husband, Tracks of My Frears, su The Guardian, 21 aprile 2000. URL consultato il 3 dicembre 2008.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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