Voce death

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Mike Hranica dei The Devil Wears Prada mentre esegue lo scream

La voce death o voce gutturale (caratterizzata principalmente da tecniche come growl e scream) è una tecnica vocale, piuttosto che un canto vero e proprio, tipicamente impiegato nei sottogeneri più estremi dell'heavy metal. Questo stile vocale, considerato un canto difonico, viene anche detto canto gutturale ed è ottenuto dall'utilizzo del muscolo diaframma, il quale controlla il debito d'aria responsabile della potenza sonora; sebbene possa sembrare che il growl (che significa "ruggire") e lo scream ("gridare") siano due variazioni della voce death in cui vengano coinvolte le corde vocali, in realtà questa illusione è dovuta al fatto che l'aria immagazzinata tramite il controllo del diaframma viene "buttata fuori", cercando di produrre attraverso la gola dei suoni rauchi e cavernosi, per l'appunto gutturali, poiché originari della gola[1][2].

Il DRAE definisce gutturale un suono "che si articola toccando il dorso della lingua con la parte posteriore del velo palatino"[3]. Esistono almeno due modalità di costrizione laringea sovraglottale per ottenere la voce gutturale: la prima tecnica si riproduce tramite la vibrazione delle corde vocali, la seconda invece utilizzando la piega ariepiglottica[4].

I cantanti che usano la voce death non ruggiscono e non gridano veramente, ma usano questa tecnica diaframmatica, poiché se cercassero di farlo veramente, cioè usando le corde vocali, queste ultime verrebbero gravemente danneggiate. Il canto death è un cantato brutale, raschiato, praticamente urlato che viene usato per esprimere rabbia, disperazione o, a volte, malinconia. Tra i sottogeneri del metal in cui la voce death è più presente ci sono il death metal, il grindcore e il black metal, anche se da qualche anno altri generi, primo fra tutti il nu metal, hanno iniziato a fare uso di questo particolare stile. Nel corso del tempo la voce death ha iniziato a fare tendenza anche in generi musicali che non appartengono al metal, come l'hardcore punk, il post-hardcore, il metalcore, lo screamo e vari altri.

Tecnica[modifica | modifica sorgente]

Il growl e lo scream sono tecniche di canto che prevedono l'utilizzo del diaframma al posto della gola. Usando questo muscolo, che divide gli organi della cassa toracica da quelli addominali, si produce un forte suono gutturale il quale viene sporcato in minima parte grattando lievemente sulle corde vocali. Il growl è più cupo e spesso viene eseguito su tonalità basse, soprattutto nel brutal death metal, ma può essere eseguito anche su tonalità alte[senza fonte].

Il grunt è una tecnica molto simile al growl, ma estremamente pulita (cioè senza alcuna frizione sulle corde vocali): per questo ne fanno uso molti cantanti doom metal.

Lo scream, utilizzato soprattutto nel black metal, è una voce urlata simile ad un urlo esasperato. Anche questa tecnica può essere eseguita sporcando il suono (e quindi grattando sulle corde vocali) o mantenendolo il più pulito possibile.

In realtà questa teoria è fortemente contestata dagli esperti in materia canora[senza fonte], in quanto suoni distorti come growl, scream, grunt e via dicendo non sono prodotti naturalmente dal comune meccanismo di fonazione. Il diaframma di per sé produce quello che è il getto d'aria che fa vibrare le corde vocali mettendole in risonanza e non produce da solo onde sonore se non tramite il passaggio attraverso le corde vocali che comunque tendono a generare suoni puliti. Le tecniche canore utilizzate nei generi di metal estremo sono piuttosto innaturali e difatti solamente pochissimi cantanti nel settore sanno adoperare accorgimenti tecnici per evitare o almeno limitare i danni mentre altri sono sovente dotati di corde vocali da basso o da baritono che essendo di dimensioni maggiori rispetto alle corde da tenore hanno un margine di resistenza maggiore allo stress subito nell'emissione di voci graffiate, scream, growl e quant'altro.

Growl[modifica | modifica sorgente]

Il growl (dall'inglese, "ringhio"), è caratterizzato da un timbro cupo e gutturale dal forte impatto, nonché da un suono molto profondo. Questo tipo di canto è un'evoluzione della voce urlata del thrash metal. Il processo evolutivo che portò alla nascita del growl fu iniziato da Jeff Becerra dei Possessed nell'album Seven Churches, che è considerato uno dei primi esempi di death metal, in seguito proseguì sul finire degli anni ottanta grazie a Chuck Schuldiner, con l'album d'esordio dei Death Scream Bloody Gore, da Dave Vincent, Paul Speckmann e da John Tardy con i primi lavori di Morbid Angel, Master e Obituary, e concluso nella prima metà degli anni novanta con gruppi come Cannibal Corpse, Suffocation e Dying Fetus.

Questa tecnica canora viene utilizzata molto ampiamante nel death metal, nei suoi sottogeneri (brutal death metal, techno-death, deathcore, deathgrind o melodic death metal) e nel grindcore, nel quale il growl è filtrato e presenta un suono ulteriormente grave e strozzato.

Esempi di growl sono quelli di Mikael Akerfeldt degli Opeth, Ross Dolan degli Immolation, Kam Lee dei Massacre, Glen Benton dei Deicide, Frank Mullen dei Suffocation, Karl Sanders, Chief Spires, Dallas Toler Wade e Jon Vesano dei Nile, Johan Hegg degli Amon Amarth, George "Corpsegrinder" Fisher dei Cannibal Corpse, Oliver Sykes dei Bring Me the Horizon, Serj Tankian dei System of a Down, Chris Barnes dei Six Feet Under, nel grind quello di Jeff Walker nel primo album dei Carcass Reek of Putrefaction, Henrick Engund degli Amaranthe.

Il growl è largamente utilizzato anche nel doom metal e, in particolare, nel death doom metal e nel funeral doom metal; in quest'ultimo i vocalizzi vengono realizzati su tonalità talmente basse e profonde, da rendere talora incomprensibile il testo dei brani. Alcuni doomsters hanno ribattezzato questa nuova forma di growl "sgrunts".

Nel corso degli anni il growl è stato più volte utilizzato anche in ambiti non propriamente estremi e spesso abbinato a voci clean o harsh per produrre un suono pesante ma al contempo melodico. Ne è un esempio il metalcore, dove in più casi il cantato potente si trasforma in vero e proprio growl, meno profondo e gutturale di quello brutal o grind e più vicino a quello tipico del melodic death metal. Questa tecnica viene chiamata spesso "speech" (parlato) dove per l'appunto il cantante non deve abbassare la tonalità della sua voce, ma la tiene alla stessa altezza di quando egli parla con la differenza che il suono è sempre diaframmatico. Esempi di gruppi i cui cantanti utilizzano lo speech possono essere gli Hatebreed o i Despised Icon.

Yell[modifica | modifica sorgente]

A differenza dello scream e del growl, lo yell (o shout) non sfrutta tanto l'utilizzo della chiusura della gola ma le corde vocali e in parte il diaframma. Si tratta di una voce sporca, "urlata" e sforzata. La tecnica dello yell nasce nel Crustcore da band come Disrupt e Extreme Noise Terror. Viene utilizzata anche da band metalcore e deathcore come Architects, Dead Swans o Bring Me the Horizon (questi ultimi da Suicide Season in poi).

Screaming[modifica | modifica sorgente]

La linea vocale del black metal, sia in quello tradizionale che in quello melodico, viene chiamata scream ("to scream" in inglese significa "urlare") perché il cantato è molto raschiato, alto e sembra vagamente un urlo di rabbia disperato di sfogo.

La paternità di questo stile vocale va sicuramente a Quorthon che lo ha introdotto fin dal primo album dei Bathory. Un altro validissimo esempio di scream può essere quello del defunto cantante dei Death (Chuck Schuldiner) nell'album The Sound of Perseverance, ma anche quello dei norvegesi Darkthrone, Burzum, Mayhem, Immortal, Emperor, Satyricon, Gorgoroth e altri. Quello di Tomas Lindberg, cantante degli At the Gates, oppure quello del defunto Valfar dei Windir. Particolare, poi, è lo scream del cantante della symphonic black metal band inglese Cradle of Filth, Dani Filth. Il suo è uno scream molto particolare, condiviso con Jon Kennedy degli Hecate Enthroned, in quanto vengono prodotte urla acutissime, le quali ricordano molto quelle dei bambini. Una leggenda metropolitana vuole, infatti, che Dani Filth abbia passato un anno in un asilo a studiare le voci dei bambini piccoli, riuscendo in seguito a produrre quel particolare scream.[senza fonte] In ambito depressive black metal è facile trovare delle ulteriori estremizzazioni dello scream del black metal tradizionale, come delle urla disperate miste a singhiozzi e lamenti, solitamente introdotti nel canto con tono molto teatrale: è molto noto il particolarissimo scream di Nattramn dei Silencer: tra gli altri esempi di voci scream di questo tipo ci sono band come Bethlehem, Gris e i progetti di Tim Yatras (Austere, Woods of Desolation)

Questa tecnica per essere eseguita correttamente ha bisogno di mesi di sviluppo, se non anni. La tecnica più corretta secondo molti medici è quella detta del fry scream che non consiste nell'urlare ma in una modificazione del pitch diaframmatico attraverso la gola. Un esempio di fry screamer può essere Randy Blythe dei Lamb of God dall'album As the Palaces Burn in poi.

I primi esempi[modifica | modifica sorgente]

Il termine growl si può trovare già nel blues, nel periodo in cui questo genere comincia a fondersi col ragtime, dando poi origine al jazz. Esso non indica tuttavia una tecnica di canto ma un abbellimento vocale (presente nei passaggi di forte intensità) tipico del blues (come possono esserlo il vibrato e il glissato); si possono sentire ad esempio abbellimenti growl nelle canzoni di Louis Armstrong. La tecnica growl, se pur caratterizzata da meno energia rispetto al metal, è comunque basata sullo stesso tipo di emissione gutturale della voce. I primi esempi di growl ci sono nelle canzoni rock I Put a Spell on You dei Creedence Clearwater Revival del 1968, Boris the Spider degli Who del 1966, Iron Man dei Black Sabbath del 1970, Careful with That Axe, Eugene e One of These Days dei Pink Floyd rispettivamente del 1968 e del 1971 e The Colony Of Slippermen dei Genesis del 1974

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

In alcuni rari casi è una donna a fare il growl (è il caso di Angela Gossow, Karyn Crisis dei Crisis, Otep Shamaya degli Otep, Masha Scream degli Arkona, Vicky Psarakis dei The Agonist ed Alissa White-Gluz degli svedesi Arch Enemy).

Alcuni casi di contaminazioni sicure:

  • Il cantante dei Cynic, Paul Masvidal, usa il growl e parti vocali modificate elettronicamente in sequenza.

Contaminazioni[modifica | modifica sorgente]

È sempre più difficile oggi tracciare una linea di demarcazione netta tra i due diversi stili di canto. Nei generi più recenti, quali nu metal, crossover o metalcore, si tende a fondere scream e growl in un urlato dal timbro penetrante e decisamente dirompente (detto shout).

Un valido esempio possono essere l'impostazione vocale di Corey Taylor, voce degli Slipknot e Stone Sour, quella di Max Cavalera, leader dei brasiliani Soulfly e un tempo nei Sepultura e quella di Chuck Billy, cantante dei Testament. Un'altra valida alternativa è quella del "pig squealing" o "pigsqueal" (dall'inglese "grugnito del porcello"). La tecnica consiste nell'aspirare l'aria violentemente producendo una sonorità simile allo screaming ma indubbiamente molto più "rotonda e corposa", anche se viene considerata come una tecnica non "vera" da alcuni. La tecnica in questione risulta, comunque, assolutamente innocua per tutto l'apparato fono articolatorio, corde vocali comprese. È richiesto uno studio approfondito per un utilizzo live della tecnica e risulta molto scomoda per l'esecuzione di frasi lunghe.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Definizione e significato di gutturale in Dizionario Italiano su Corriere.it
  2. ^ Gutturale in Vocabolario Treccani.
  3. ^ Gutural su DRAE. Real Academia Española, 2001.
  4. ^ Eckers, Cornelia; Hütz, Diana; Kob, Malte; Murphy, Peter; Houben, Diana & Lehnert, Bernhard (2009). «Voice production in death metal singers». NAG/DAGA 2009 - Rotterdam.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]