Canto armonico

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Il canto armonico, detto anche canto difonico, diplofonie e triplofonie, ed in inglese overtone singing, è una tecnica di canto nella quale il cantante sfrutta le risonanze che si creano nel tratto vocale (che si trova tra le corde vocali e la bocca) per far risaltare gli armonici presenti nella voce. In questo modo una singola voce può produrre simultaneamente due o più suoni distinti.

Questo utilizzo della voce, sebbene con differenti tecniche e stili, è presente in molte culture. Infatti, benché tipico di tradizioni come quella tibetana e mongola-tuvana[1], esso è riscontrabile anche in Sudafrica tra la tribù Xosa, in Rajastan [2][3] e nelle popolazioni Inuit[4].

Asia[modifica | modifica wikitesto]

Tuva[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione più nota è quella di Tuva, una piccola repubblica appartenente alla Federazione Russa. Tale tradizione di canto risale molto indietro nel tempo. Secondo leggende locali i tuvani cominciarono a cantare utilizzando la tecnica Khomei per stabilire un contatto con le entità spirituali che pervadono tutte le cose ed acquisire la loro forza attraverso l'imitazione dei suoni naturali. Di fatto nelle credenze tuvane il suono è la via preferenziale per gli spiriti della natura per rivelarsi e comunicare con gli altri esseri[2].

Esistono molti stili di canto armonico nella tradizione tuvana. I più importanti sono:

Kargyraa[modifica | modifica wikitesto]

In tuvano: Каргыраа. Si tratta di una modalità di canto che utilizza fondamentali molto basse[2]. Esistono anche stili kargyraa particolari, come quelli di Vladimir Oidupaa e Albert Kuvezin (quest'ultimo viene anche detto kanzat kargyraa).

Khomei[modifica | modifica wikitesto]

In tuvano: Хөөмей. È la denominazione con cui generalmente si indicano tutte le tecniche tuvane di canto armonico, ma indica anche un tipo specifico di canto[2].

Borbangnadyr[modifica | modifica wikitesto]

È simile allo stile kargyraa, ma utilizza fondamentali più alte[2].

Ezengileer[modifica | modifica wikitesto]

In tuvano: Эзеңгилээр. È uno stile caratterizzato da un rapido passaggio ritmico tra armoniche difoniche[2].

Sygyt[modifica | modifica wikitesto]

In tuvano: Сыгыт. Si tratta di una tecnica che produce suoni simili a fischi, ma con una fondamentale più attenuata rispetto al khomei[2].

Mongolia[modifica | modifica wikitesto]

In Mongolia si possono distinguere molti stili differenti con la particolarità che indicano nel nome la parte del corpo che si suppone partecipi al processo di risonanza: Xamryn Xöömi (Xöömi nasale), Bagalzuuryn Xöömi (Xöömi di gola), Tseedznii Xöömi (Xöömi di petto), Kevliin Xöömi (Xöömi ventrale), Xarkiraa Xöömi (simile al Kargyraa tuvano), Isgerex (flautato; usato più raramente)[2].

Chakasija[modifica | modifica wikitesto]

In Chakasija vengono praticati tre stili di canto (Kargirar, Kuveder o Kilenge e Sigirtip), che sono equivalenti agli stili tuvani Kargyraa, Ezengileer e Sygyt[2].

Altaj[modifica | modifica wikitesto]

Analogamente alla Chakasija, nella Repubblica dell'Altaj si possono riscontrare gli stessi stili, che qui assumono i nomi di Karkira, Kiomioi e Sibiski[2].

Bashkiria[modifica | modifica wikitesto]

Esiste anche in Bashkiria, repubblica di lingua turca, una tradizione di canto armonico (detto Uzlau, simile allo stile tuvano Ezengileer) nell'accompagnamento di poemi epici[2][3].

Uzbekistan, Kazakhistan, e Karakalpakstan[modifica | modifica wikitesto]

Esistono forme di poesia orale che sfruttano le difonie[2][3].

Tibet[modifica | modifica wikitesto]

I Monaci Gyuto tibetani, facenti parte dell'Ordine Gyuto, hanno una tradizione di canto armonico, che ha una connotazione religiosa e mistica. Infatti esso è legato alla concezione religiosa di una realtà vibratoria dell'universo intero. In genere i loro canti utilizzano un registro molto basso, simile allo stile tuvano Kargyraa[2][3].

Nord America[modifica | modifica wikitesto]

Inuit[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione indigena canadese degli Inuit possiede una forma di canto armonico, che si differenzia da quello tuvano per l'essere praticato quasi esclusivamente dalle donne. Esso è tradizionalmente utilizzato dalle donne per cullare i bambini o in giochi praticati durante le lunghe notti d'inverno. Tale tecnica, dopo un lungo periodo di declino, è stata recentemente riscoperta, soprattutto dalle giovani generazioni, nell'ottica di una riscoperta delle tradizioni Inuit[5].

Europa[modifica | modifica wikitesto]

Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

Nel tradizionale stile di canto sardo, il Canto a tenore, due delle quattro voci che compongono il quartetto; il "bassu" e la "contra" utilizzano tecniche corrispettivamente molto simili alle tuvane "Kargyraa" e "Borbangnadyr"[6].

Africa[modifica | modifica wikitesto]

Sudafrica[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione di origine bantu dei Xhosa hanno uno stile di canto armonico, detto eefing. Esso consiste nel produrre due note separate, mentre ipertoni vengono amplificati simultaneamente. È una tecnica di canto utilizzata per cerimonie tradizionali in cui si sviluppa una specie di "dialogo" tra gruppi diversi di cantanti[5].

Canto armonico in Occidente[modifica | modifica wikitesto]

A partire dagli anni sessanta, alcuni musicisti occidentali hanno cominciato a collaborare con cantanti armonici, talvolta apprendendo loro stessi la tecnica. Tra questi vale la pena di ricordare il Collegium Vocale Köln (che tra i primi iniziò ad utilizzare questa tecnica nel 1968), Michael Vetter, David Hykes[7], Demetrio Stratos[8], e soprattutto Roberto Laneri, autore peraltro di due libri sull'esperienza armonica ("La voce dell'arcobaleno[9]", e "Nel cielo di Indra"[10]).

La cantante tuvana Sainkho Namtchylak ha introdotto questa tecnica all'interno dell'ambito free jazz.

In Irlanda Anúna ha riportato in vita una tecnica di canto armonico risalente all VIII secolo.

Anche alcuni compositori di musica contemporanea hanno incorporato l'uso di tecniche di canto armonico nelle loro opere. Karlheinz Stockhausen fu uno dei primi, con Stimmung nel 1968.

Esponente italiano contemporaneo nel canto tuvano è Daneluzzi Federico di San Vito al Tagliamento (PN). La sua opera massima "Il canto tuvano in me" ha venduto oltre 120 copie. Il suo stile è stato ripreso dal trentino Federico Goller, che ha portato il canto tuvano nelle remote valli di Cembra e di Sole.

Il cantante che ha sincretato la tecnica del canto tuvano con quella lirica occidentale è Andrea Simone che esordisce nell'opera "From rosy bower's" con il gruppo KU di Cristiano Serino - 2001 Auditorium Parco della Musica di Roma. ed. Rosso di Sera - RAI TRADE.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Throat (Harmonic) Singing
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m Piero Cosi, Graziano Tisato - On the magic of overtone singing
  3. ^ a b c d Scientific American: The Throat Singers of Tuva
  4. ^ Types of Throat-Singing
  5. ^ a b Throat-singing
  6. ^ Tenore di Bitti "Mialinu Pira" a Belluno 2 - Voci Singole -The voices
  7. ^ Bellamy and MacLean 2005, 515.
  8. ^ El Haouli Janete,1999 - Demetrio Stratos. Alla ricerca della voce-musica.
  9. ^ "La Voce Dell'Arcobaleno" (Edizioni Punto di Incontro)
  10. ^ "Nel Cielo di Indra" (Edizioni Terre Sommerse)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marie-Cécile Barras, Anne-Marie Gouiffès "The Reception of Overtone Singing by Uninformed Listeners, University of Bordeaux (IUFM d’Aquitaine, Bordeaux IV and Department of Music, Bordeaux III), Jeannine Manuel Bilingual School, Paris and OMF, University of Paris IV-Sorbonne.
  • Piero Cosi, Graziano Tisato "On the magic of overtone singing", Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione - Sezione di Fonetica e Dialettologia (ex Istituto di Fonetica e Dialettologia) - Consiglio Nazionale delle Ricerche.
  • Hilary Finchum "Tuvan Overtone Singing: Harmonics Out of Place, Sound And Video Analysis & Instruction Laboratory (SAVAIL) in the Department of Folklore and Ethnomusicology at Indiana University.
  • Haouli, Janete El (1999). Demetrio Stratos. Alla ricerca della voce-musica. Auditorium.
  • Levin, Theodore C., and Michael E. Edgerton (1999). "The Throat Singers of Tuva". Scientific American 281, no. 3 (September): 80–87.
  • Levin, Theodore, and Valentina Süzükei (2006). Where Rivers and Mountains Sing. Bloomington: Indiana University Press. ISBN 0-253-34715-7.
  • Saus, Wolfgang (2004). Oberton Singen. Schönau im Odenwald: Traumzeit-Verlag. ISBN 3-933825-36-9 (German).
  • Titze, Ingo R. (1994). Principles of Voice Production. Englewood Cliffs, NJ: Prentice Hall. ISBN 978-0-13-717893-3 Reprinted Iowa City: National Center for Voice and Speech, 2000. (NCVS.org) ISBN 978-0-87414-122-1.
  • Titze, Ingo R. (2008). "The Human Instrument". Scientific American 298, no. 1 (July):94–101. PM 18225701
  • Tongeren, Mark C. van (2002). Overtone Singing: Physics and Metaphysics of Harmonics in East and West. Amsterdam: Fusica. ISBN 90-807163-2-4 (pbk), ISBN 90-807163-1-6 (cloth).
  • Laneri, Roberto. "La voce dell'arcobaleno", Ed Punto di Incontro. ISBN 978-88-8093-261-1
  • Laneri, Roberto. "Nel Cielo Di Indra", Ed. Terre Sommerse. 9788896786987
  • Ezzu, Alberto, (2009). "Il Canto degli Armonici - Storia e tecniche del canto difonico", Ed. Musica Practica, Torino.
  • Pierobon Lorenzo-Veronica Vismara (2009) " Suoni dell'anima l'essenza nascosta della voce", Minerva edizioni, Bologna

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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