Tragedia di Lampedusa

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Lampedusa e Linosa

La tragedia di Lampedusa è stata il naufragio di una imbarcazione libica usata per il trasporto di migranti avvenuto il 3 ottobre 2013 a poche miglia del porto di Lampedusa. L'affondamento ha provocato 366 morti accertati e circa 20 dispersi presunti, numeri che la pongono come la più grave catastrofe marittima nel Mediterraneo dall'inizio del XXI secolo. I superstiti salvati sono 155, di cui 41 minori (uno solo accompagnato dalla famiglia).[1][2][3]

La dinamica[modifica | modifica wikitesto]

L'Isola dei Conigli, al largo della quale è avvenuto il naufragio

L'imbarcazione era un peschereccio lungo circa 66 piedi (20 metri), salpato dal porto libico di Misurata il 1º ottobre 2013, con a bordo migranti di origine africana provenienti dall'Eritrea, dal Ghana, dalla Somalia, dall'Etiopia e dalla Tunisia.[4] La barca era giunta a circa mezzo miglio dalle coste lampedusane, poco lontano dall'Isola dei Conigli[3], quando l’assistente del capitano ha gettato a terra una torcia infuocata, che è caduta davanti a lui, in mezzo alla gente, in una pozza di gasolio. Ha cominciato così a svilupparsi un incendio. La barca ha girato su se stessa tre volte prima di colare a picco.

Alle 7:00 circa locali alcune imbarcazioni civili e pescherecci locali hanno notato i naufraghi e dato l'allarme caricando la maggior parte dei superstiti a bordo; numerosi dubbi, in seguito a testimonianze, vi sono in merito ai tempi di arrivo dei soccorsi da parte della Guardia costiera che apparentemente ha impiegato quasi un'ora per raggiungere il luogo del naufragio[1].

Numero delle vittime[modifica | modifica wikitesto]

A seguito delle prime operazioni di recupero, 194 corpi sono stati tratti dalle acque e il numero delle vittime, a quel momento era stimato tra i 325 e 363 individui. Altri 108 corpi sono stati recuperati entro il 9 ottobre, quando è stato possibile accedere alla parte interna dello scafo dell'imbarcazione poggiata sul fondo a circa 47 metri sotto la superficie dell'acqua. Quando il numero dei corpi recuperati era di 302, 210 di essi appartenevano a uomini, 83 a donne e 9 a bambini. L'11 ottobre, è stato riferito che tutti i corpi erano stati recuperati dal vascello e che il numero dei morti aveva raggiunto i 339. Circa 50 corpi a quel momento erano ritenuti essere ancora dispersi, e le ricerche di ulteriori corpi nella zona sono continuate usando aerei e dispositivi robotici. Altri 20 corpi sono stati trovati e recuperati il 12 ottobre, portando il totale delle vittime accertate a 366. Secondo le dichiarazioni di alcuni sopravvissuti, il barcone avrebbe avuto a bordo 518 persone; il numero risulterebbe dai conteggi dei pulmini che li portavano sul natante a Misurata. Tuttavia, la somma dei 155 superstiti e dei 366 corpi recuperati, dà un totale di 521, a cui potrebbero essere sommati un'ulteriore possibile ventina di dispersi. Secondo la testimonianza del superstite eritreo Mussiie Ghebberhiert, le persone imbarcate erano invece 545, in massima parte eritrei.[3]

Indagati[modifica | modifica wikitesto]

Il capitano dell'imbarcazione, il tunisino di 35 anni Khaled Ben-salam, risulta essere stato precedentemente espulso dall'Italia nel mese di aprile del 2013 ed è stato posto in stato di arresto per il sospetto di aver causato l'affondamento dell'imbarcazione e accusato di omicidio colposo. Egli si è tuttavia dichiarato un semplice "passeggero", e non membro dell'equipaggio.[3]

I superstiti del naufragio sono stati inseriti nel registro degli indagati e accusati di reato di clandestinità per essere entrati illegalmente in Italia, secondo le leggi sull'immigrazione vigenti al momento del disastro.

Nessuna inchiesta o indagine è stata aperta in merito a eventuali errori e ritardi nei soccorsi.

Reazioni[modifica | modifica wikitesto]

Con riferimento al naufragio e alle vittime, Papa Francesco ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Pregate Dio per l'anima delle vittime del naufragio al largo delle coste di Lampedusa".

Il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano Enrico Letta ha scritto su Twitter che si è trattato di "una tragedia immensa". Il Consiglio dei Ministri ha proclamato una giornata di lutto nazionale per onorare le vittime del naufragio. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dichiarato: "Provo vergogna e orrore; è necessario rivedere le leggi anti-accoglienza".

In risposta alla tragedia, Cecilia Malmström, commissario europeo per gli affari interni ha sollecitato l'Unione europea a incrementare le attività di ricerca nel Mediterraneo con pattuglie di soccorso e intervento dedicate a intercettare le imbarcazioni di migranti attraverso l'agenzia Frontex, dichiarando: "Facciamo in modo che ciò che è accaduto a Lampedusa sia un campanello d'allarme per aumentare il sostegno e la solidarietà reciproca, e per evitare tragedie simili in futuro". José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea e il Presidente del Consiglio dei Ministro italiano Enrico Letta hanno visitato Lampedusa il 9 ottobre, venendo duramente contestati dalla popolazione dell'isola al grido di "assassini" e "vergogna". Barroso ha dichiarato che 30 000 000 di euro sarebbero stati stanziati dall'Unione europea per aiutare i rifugiati in Italia.

In seguito al naufragio, numerose sono state le critiche in particolare alle leggi in vigore in Italia, come la legge Bossi-Fini, la legge Turco-Napolitano e il decreto Maroni, e da molte parti ne è stata richiesta l'abrogazione o la riforma.

L'arcivescovo tedesco Reinhard Marx, in merito all'accaduto, ha affermato: "Anche se l'Europa non può materialmente accogliere tutti, non possiamo consentire che alcuno sia spinto oltre la soglia della morte".

Il 24 ottobre 2013 il sindaco di Lampedusa e Linosa, Giusi Nicolini, insieme al presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, è stato ricevuto a Bruxelles dal Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, al quale ha chiesto di intervenire al più presto a una revisione delle leggi europee in materia di asilo politico, definendo la Bossi-Fini-Maroni una "risposta ignominiosa a una domanda di tipo umanitario".

Polemiche sono state sollevate perché l'Italia non ha celebrato i funerali di Stato per le vittime, poiché in precedenza furono annunciati dal Ministro dell'Interno italiano Angelino Alfano.[5]

In seguito alle numerose azioni di solidarietà e accoglienza da parte della comunità dell'isola, il settimanale italiano l'Espresso ha aperto una raccolta firme affinché Lampedusa venga candidata a ricevere il Nobel per la pace e che il 3 ottobre venga riconosciuta quale "Giornata della Memoria e dell'Accoglienza".

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

In seguito al naufragio di Lampedusa, il governo italiano, guidato dal presidente del consiglio Enrico Letta, ha deciso di rafforzare il dispositivo nazionale per il pattugliamento del Canale di Sicilia autorizzando l'Operazione Mare nostrum, una missione militare ed umanitaria la cui finalità è di prestare soccorso ai clandestini prima che possano ripetersi altri tragici eventi nel Mediterraneo.[6]

A partire da novembre 2014, l'operazione Mare nostrum è stata sostituita da "Frontex Plus"[7] il nuovo programma a guida Ue che punta al controllo delle frontiere.[8][9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b La strage di Lampedusa, polemica sui soccorsi Indagati i migranti nel giorno della commozione in Corriere della Sera (Lampedusa), 5 ottobre 2013.
  2. ^ Lampedusa, Parigi vuole vertice Ue I superstiti indagati "Le vittime sono 363" in Quotidiano Nazionale (Lampedusa), 5 ottobre 2013.
  3. ^ a b c d Lampedusa: bilancio di 311 vittime In video Sky le immagini dei migranti, livesicilia.it, 9-10 ottobre 2013.
  4. ^ Immigrati: naufragio Lampedusa, su barcone eritrei somali e ghanesi in Adnkronos (Roma), 3 ottobre 2013. URL consultato il 5 novembre 2013.
  5. ^ Vincenzo Ricciarelli, Alfano contestatoai funerali farsa di Agrigento (PDF) in L'Unità (Agrigento), 22 ottobre 2013, p. 10.
  6. ^ L’OPERAZIONE MARE NOSTRUM | eurasia-rivista.org
  7. ^ Alfano: “Mare Nostrum diventerà Frontex Plus Barche dei trafficanti saranno distrutte” |lastampa.it
  8. ^ Immigrazione, anche da Germania appoggio a Frontex plus|repubblica.it
  9. ^ Immigrazione, Alfano: “Anche la Germania sostiene il Frontex plus” |lastampa.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]


Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]