Q*bert

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Q*bert
Qbert.png
Schermata del gioco
Sviluppo Gottlieb
Pubblicazione Gottlieb
Data di pubblicazione 1982
Genere Piattaforme, Rompicapo
Modalità di gioco 1 o 2 giocatori alternati
Piattaforma Sala giochi, ColecoVision, Intellivision, Atari 2600, Atari 5200, Atari 7800, SG-1000, Commodore 64, ZX Spectrum, NES, Game Boy, Game Gear, PlayStation, Game Boy Color, iPhone OS, Telefono cellulare
Distribuzione digitale PlayStation Network
Periferiche di input Joystick
Specifiche arcade
Schermo verticale raster RGB, 19 pollici
Risoluzione 256×240 pixel

Q*bert è un videogioco arcade del 1982 della Gottlieb, creato da Warren Davis. Il protagonista del gioco è Q*bert, una delle icone dell'Età dell'oro dei giochi arcade ed una delle più bizzarre: si tratta infatti di una palla di pelo arancione con due occhi, due piedi ed un prominente naso tubolare.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Ideato con una strizzata d'occhio a Escher, il campo di gioco di Q*bert è una proiezione isometrica di una struttura piramidale di cubi dalle facce di tre colori. Lo scopo nella vita di Q è di saltare da un cubo all'altro per rendere ciascuna faccia di uno specifico colore (ad esempio, da blu a giallo). Nei primi livelli, questo è semplice come saltare sulla faccia, ma con il progredire della difficoltà il compito diventa più complicato: bisogna saltare sul cubo due volte, oppure saltando su un cubo ricolorato il colore torna quello sbagliato, e così via. Nella macchina arcade originale, se Q*bert salta nel vuoto sui lati della piramide, veniva emesso un rumoroso plonk generato meccanicamente a livello del terreno.

A rendere il compito più difficile c'è un assortimento di strani nemici che minacciano o intralciano le mosse di Q*bert. Il serpente Coily appare in cima allo schermo all'interno di una palla viola, che rimbalza discendendo. Quando raggiunge la fila di cubi più bassa, il serpente salta fuori e comincia ad inseguire il nostro piccolo amico arancione saltando di cubo in cubo. Inoltre appaiono delle palle rosse che cadono sulla piramide, che, se incontrano Q*bert durante la discesa, fanno perdere una vita.

Altre minacce provengono da Ugg e Wrongway, due gremlin viola che rimbalzano lungo i lati dei cubi. Oltre a tutto ciò Q deve vedersela con Slick e Sam, due ananas verdi malfattori che fanno tornare i cubi al colore originale al loro passaggio.

Oltre a qualche salto strategico, gli unici mezzi che permettorno a Q*bert di difendersi sono i dischi rotanti ai lati della piramide e le palle verdi che rimbalzano sui quadrati. I dischi forniscono una via di fuga rapida, riportando Q in cima alla piramide mentre Coily muore nel tentativo di inseguirlo. Le palle verdi congelano il tempo, dando a Q*bert la possibilità di correre liberamente per la piramide per alcuni secondi.

La semplicità del metodo di gioco a singolo giocatore e dei controlli (un joystick e nessun bottone) fece di Q*bert un successo tra i giochi per tutte le età. Un cartone animato collegato al personaggio debuttò sul programma Saturday Supercade della rete statunitense CBS con il personaggio originale dotato di braccia, bocca e del tipico giubbino da High School. Nel programma apparivano anche tutti gli amici ed i nemici di Q*bert oltre a qualche personaggio originale mai apparso nel gioco. Il nome del segmento in Saturday Supercade era Q-Burg. Una curiosità sul cartone animato è che era la sola parte di tutto il programma che usasse gli effetti sonori originali del gioco. La simpatica, ma maleducata star (che emetteva un poco intelligibile “@!#?@!” ad ogni vita persa) fu un soggetto preferito per il mondo del merchandising, presto i negozi si riempirono di pupazzi di Q*bert, cestini per la merenda, sacchi a pelo e altro. Furono creati anche un gioco da tavolo ed un gioco di carte.

L'eredità[modifica | modifica wikitesto]

Per un certo periodo Q*bert è stato il re del mondo dei giochi arcade, ma il crollo dei videogiochi del 1983 segnò la fine del suo regno. Il collasso del mercato fu un colpo mortale per il sequel Q*bert's Qubes (chiamato Q*bert II quando fu portato per Colecovision). Il nuovo gioco aggiungeva nuove sfide al tema di Q*bert, sparpagliando i cubi in spazi separati. Ora, quando Q*bert saltava, i cubi ruotavano su un altro lato, spostandosi nella direzione del salto.

Sfortunatamente questi nuovi tocchi furono sprecati in un mercato depresso. Poche macchine Q*bert's Qubes arrivarono al pubblico; la carriera del personaggio arancione era giunta al termine.

Un terzo gioco fu scritto nel 1983, ma non uscì mai dallo stadio di prototipo, fu chiamato "Faster Harder More Challenging Q*bert".[1]

Q*bert fece ritorno nelle conversioni per sistemi casalinghi e con Q*bert 3 su Super Nintendo e rimane uno dei più noti personaggi dei giochi arcade dei primi anni ottanta.

Ispirati da Q*bert sono giochi come Pogo Joe per Commodore 64 e Bert: The Rise and Fall of a Swedish Politician per Macintosh Classic.

Sproingies, un popolare plugin per il programma XScreenSaver è un'animazione tridimensionale in stile Q*bert. Consiste di una scala infinita di blocchi cubici alla Q*bert percorsi da diversi spirali. Quando le spirali si scontrano esplodono entrambe e due nuove si aggiungono alla corsa.

Nel 1983 Gottlieb creò un flipper chiamato Q*bert's Quest. La tavola era particolarmente inusuale, dato che due dei quattro respingenti erano capovolti in una strana forma di 'V' rovesciata. Il gioco riproduceva i suoni di Q*bert compreso un vero e proprio campionamento dal gioco stesso: un gracchiante "Bye Bye" quando la partita terminava.

Q*bert apparse anche nel cartone animato Saturday Supercade, anche se mantenendo poche somiglianze col gioco. I personaggi erano descritti come appartenenti ad una società degli anni sessanta nella quale vivessero molti Q*bert (di cui erano i protagonisti con i loro giubbotti arancioni), mentre i loro nemici erano dipinti come teppisti.

Il cabinet[modifica | modifica wikitesto]

Il cabinet verticale dedicato a Q*bert contiene un solenoide che produce un suono ogni volta che il personaggio cade dalla piramide, simulando così il suono di una vera e propria caduta di un oggetto sul fondo del cabinet stesso.

I porting[modifica | modifica wikitesto]

Q*bert è stato oggetto di porting per molti sistemi casalinghi ed è stato riscritto diverse volte. È stato adattato da Parker Brothers per ColecoVision, Intellivision, Atari 2600, Atari 5200 e Commodore 64. Nel 1989 Q*bert è stato adattato per Nintendo Entertainment System, nel 1992 per Game Boy. Nel 1999 è stata pubblicata una versione per PlayStation. Il 2000 ha visto il rilascio di nuove versioni per Windows e Dreamcast. Q*bert è inoltre uno dei tre giochi standard sui telefoni cellulari Sony-Ericsson T610 e T630. Alcuni di questi sono stati porting del codice originale, altre complete riscritture del gioco. Il gioco è stato portato anche su iPhone.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Faster Harder More Challenging Q*bert
  2. ^ Q*Bert: un altro classico da sala giochi approda su iPhone e touch

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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