Otto Ernst Remer

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Otto Ernst Remer
Bundesarchiv Bild 183-2004-0330-500, Otto Ernst Remer.jpg
18 agosto 1912 - 4 ottobre 1997
Nato a Neubrandenburg
Morto a Marbella
Dati militari
Paese servito Germania Germania
Germania Germania
Anni di servizio 1932-1945
Grado Generalmajor
Guerre Seconda guerra mondiale

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Otto Ernst Remer (Neubrandenburg, 18 agosto 1912Marbella, 4 ottobre 1997) è stato un generale tedesco della Wehrmacht, che svolse un ruolo decisivo nel fallimento del colpo di stato contro Adolf Hitler del 20 luglio 1944. Dopo la seconda guerra mondiale, fondò il Partito socialista del Reich Tedesco e fu un negazionista dell'Olocausto.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Remer si arruolò nell'esercito della Repubblica di Weimar (Reichswehr) nel 1932.

Servizio nella guerra[modifica | modifica sorgente]

Nell'aprile del 1942, come comandante, fu assegnato al reggimento di fanteria Großdeutschland (Wehrmacht), per condurre il battaglione IV, una speciale unità, composta da ex detenuti tedeschi, incaricata del supporto ai tre battaglioni di fucilieri di questo reggimento di élite.

Nel febbraio del 1943, fu messo al comando del primo battaglione meccanizzato del reggimento granatieri Großdeutschland (Wehrmacht), dopo la conversione del reggimento in divisione di fanteria. Le sue truppe, montate su semicingolati, coprirono la ritirata di un corpo d'armata delle Waffen-SS, durante la terza battaglia di Char'kov. Remer ricevette la Croce di Cavaliere della Croce di Ferro per i suoi servizi come comandante di battaglione e, nel novembre 1943, ricevette le foglie di quercia per la sua leadership durante la battaglia di Krivói Rog.

Nel marzo del 1944, dopo essere stato ferito, Remer fu scelto per comandare il Wachbattalion della Großdeutschland, un'unità incaricata di svolgere compiti di sicurezza e di rappresentanza a Berlino. Durante questo tempo, Remer e i suoi uomini furono inconsapevolmente parte del complotto del 20 luglio 1944, che cercò di prendere il controllo del governo tedesco e di uccidere Adolf Hitler. Dopo aver ricevuto l'ordine dal generale Paul von Hase di arrestare il ministro della Propaganda Josef Goebbels, Remer si presentò personalmente dal ministro, il quale lo mise in contatto telefonico con Hitler. Informato così del tentativo di colpo di stato, Remer confermò il suo giuramento di fedeltà a Hitler e pose le sue truppe contro i golpisti. Quella stessa notte, fu promosso a colonnello (Oberst).

Remer parlò della sua partecipazione agli eventi del luglio 1944 nella serie di documentari della BBC The World At War. Non espresse rimorsi per il suo ruolo nella repressione del complotto o nella guerra in generale. Lo stesso Remer può aver dato consigli a un giovane attore che doveva interpretare il loro ruolo nel documentario tedesco, circa l'attacco del 20 luglio 1944, girato dallo storico tedesco Joachim Fest.

Più avanti, nel corso della guerra, Remer comandò, nella Prussia orientale e con poco successo, la Führer Begleit Brigade, un'unità da campagna formata con uomini distaccati dal Großdeutschland. La sua unità subì molte perdite. La brigata fu trasferita ad ovest, per l'offensiva delle Ardenne, nel dicembre 1944, dove ancora subì pesanti perdite e ottenne poco successo.

Nel 1945, quando la Führer Begleit Brigade fu ampliata a divisione, fu promosso a maggior generale e gli fu dato il comando della stessa. Non considerato un buon comandante di divisione, Remer fu molto criticato per la sua mancanza di leadership, quando l'unità venne spostata in Slesia, nel marzo 1945. Al termine della guerra, fu catturato da parte delle truppe statunitensi e fu trattenuto come prigioniero di guerra, fino al 1947.

Vita politica[modifica | modifica sorgente]

Remer fondò, nel 1950, il Partito socialista del Reich Tedesco (in tedesco Sozialistische Reichspartei Deutschlands), che fu però bandito, nel 1952, dalla giustizia della Repubblica federale di Germania, dopo aver ottenuto 360.000 voti nelle elezioni in Bassa Sassonia, con sedici seggi nel Parlamento del land. Anche a Brema aveva una rappresentanza nel Parlamento di otto seggi.

Nell'ottobre 1992, Remer fu condannato a diversi mesi in prigione per la scrittura e la pubblicazione di diversi articoli che hanno sostenuto la sua negazione dell'Olocausto.

Esilio e morte[modifica | modifica sorgente]

Nel febbraio del 1994, Remer andò in esilio in Spagna, per evitare di affrontare la responsabilità legale per le sue dichiarazioni pubbliche, che avevano messo in dubbio l'Olocausto. Remer sostenne con entusiasmo gli studi condotti da figure chiave del negazionismo dell'Olocausto, come Fred Leuchter e Germar Rudolf.

La corte nazionale spagnola sentenziò contro la richiesta di estradizione del governo tedesco, poiché, secondo la legge spagnola, Remer non aveva commesso alcun crimine. Il Ministero della giustizia spagnolo gli negò poi lo status di rifugiato, come pure il diritto all'asilo, nel luglio 1994. Remer, successivamente, visse in Egitto e in Siria, rimanendo fuggitivo per la giustizia tedesca, fino alla sua morte, nel 1997, a ottantacinque anni di età, nella città di Marbella.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Croce di Ferro di II Classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di II Classe
Croce di Ferro di I Classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di I Classe
Croce d'Oro dell'Ordine militare della Croce Tedesca - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'Oro dell'Ordine militare della Croce Tedesca
— 29 agosto 1942

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