Leonardo Del Vecchio

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Leonardo Del Vecchio (Milano, 22 maggio 1935) è un imprenditore italiano, fondatore e presidente di Luxottica. È un importante azionista di Unicredit e di Assicurazioni Generali. Secondo la rivista Forbes nel 2014 è il secondo uomo più ricco d'Italia[1], con un patrimonio netto di 19,9 miliardi di dollari.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato a Milano, ultimo di quattro fratelli. All’età di sette anni rimane orfano di padre, commerciante di frutta proveniente da Barletta. I fratelli vengono dati in affidamento mentre lui viene affidato dalla madre al collegio dei Martinitt, vi rimane fino al diploma di scuola media.[2]. All’età di 15 anni va a lavorare come garzone alla Johnson, una fabbrica dove si incidevano coppe e medaglie. I proprietari del negozio lo aiutano e lo spingono a iscriversi ai corsi serali all’Accademia di Brera per studiare design e soprattutto incisione.

Da Agordo al New York Stock Exchange[modifica | modifica sorgente]

A ventidue anni si trasferisce in Trentino dove trova lavoro come operaio in una fabbrica di incisioni metalliche. Nel 1958 si trasferisce quindi ad Agordo, in provincia di Belluno, per aprire una bottega di montature per occhiali. Dopo tre anni, nel 1961, la bottega si trasforma in Luxottica s.a.s, quattordici dipendenti, specializzata nella produzione di minuteria metallica per le occhialerie. Riesce a ottenere un enorme garage e capannone ad Agordo perché il comune regalava il terreno per iniziative industriali. Rimasto unico proprietario, nel 1967 pur continuando la produzione di semilavorati per conto terzi, l’azienda compie la prima grande svolta strategica: inizia, assemblandone le singole parti, a produrre l’occhiale completo e a commercializzarlo con il marchio Luxottica. Dopo soli quattro anni, nel 1971, Luxottica abbandona il business della produzione per conto terzi per dedicarsi unicamente alla realizzazione e commercializzazione dell’occhiale finito. Nel 1981 l'azienda era diventata forte e solida e va all’attacco del mercato americano. Si rivolse al Credito Italiano diretto da Lucio Rondelli per ottenere un prestito col quale acquistare Avantgarde, un marchio americano di occhiali che gli consente di entrare nel mercato statunitense. Un anno dopo restituisce alla banca tutto il capitale con gli interessi composti, aveva aperto quattro nuovi stabilimenti e assunto 4.500 persone. Del Vecchio è stato nominato nel 1986 cavaliere del lavoro. La Luxottica dal 1990 è quotata nella borsa di New York. Dal 1995 Luxottica è il maggior produttore e distributore sul mercato ottico mondiale. Con i Benetton acquistò nel 1995 la Sme (Società meridionale elettrica, ex gruppo Iri), che nel 1993 aveva avviato il franchising Supermercati GS e Autogrill : «Fu un affare finanziario, concluso cinque anni dopo con la cessione ai francesi della Carrefour[senza fonte]. Sempre nel 1995 riceve la laurea honoris causa in economia aziendale dall'Università Ca' Foscari di Venezia. Nel 1999 gli viene conferito un MBA ad Honorem in International Business dalla MIB School of Management di Trieste.

Anni duemila[modifica | modifica sorgente]

Dal 2000 Luxottica è quotata nella borsa di Milano. Il nuovo millennio coincide con una serie di acquisizioni internazionali nei settori della produzione e della distribuzione di occhiali da sole e da vista.

Dal 27 luglio 2004 lascia ad Andrea Guerra il ruolo di amministratore delegato di Luxottica oltre che quello di consigliere di amministrazione nelle sue principali società controllate.

Nel 2006 gli viene conferita la Laurea honoris causa in Ingegneria dei materiali dal Politecnico di Milano.

Conferendo la quota di maggioranza relativa dell’immobiliare Beni Stabili, a febbraio 2007 ha stretto un’alleanza col colosso francese Foncière des Régions per dar vita al maggior gruppo europeo dell’immobiliare. A fine 2007 portò al 2% la partecipazione in Generali. Sempre nel 2007 Luxottica ha acquistato per 2,1 miliardi di dollari la californiana Oakley, il più importante marchio al mondo di occhiali da sport. Nel 2007 riceve la cittadinanza onoraria di Agordo.

Imputato d’«elusione della normativa fiscale italiana» (fatti risalenti al 1997-1998), nel 2008 la commissione tributaria di Belluno lo condannò a risarcire allo stato 20,4 milioni.[3]

Il 7 dicembre 2013 gli viene assegnata dalla Commissione delle Civiche Benemerenze del Comune di Milano, la medaglia dell’Ambrogino d’Oro.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Sposato tre volte, ha sei figli. Attraverso una complessa operazione conclusa nel 2006, ha concentrato la proprietà del suo impero nella lussemburghese Delfin, cui fa capo il controllo di Luxottica (68,52%; cui si aggiunge un altro 1,4% detenuto da Arnette Optics). È nella holding lussemburghese che sono riuniti i suoi sei figli. I maggiori, Claudio, Marisa e Paola, avuti nel primo matrimonio, il giovane Leonardo Maria, nato dal secondo matrimonio, e i piccoli di casa, Luca e Clemente, avuti dalla compagna Sabina Grossi. Ciascuno con il 16,38% della cassaforte di famiglia in nuda proprietà con usufrutto al padre. Tutti e tre i figli maggiori seguono business propri. Tra di loro solo Claudio, che alcuni anni fa ha rilevato il marchio americano Brooks Brothers, siede nel cda di Luxottica. Le sorelle Paola e Marisa sono invece impegnate con il marchio Briko (abbigliamento e occhiali sportivi), rilevato dalla stessa Luxottica alcuni anni fa.

Partecipazioni[modifica | modifica sorgente]

Con la sua società a responsabilità limitata di diritto lussemburghese, Delfin S.à.r.l., Del Vecchio controlla il:

La Delfin S.à.r.l. possiede anche partecipazioni inferiori al 2%[5] in Unicredit e Assicurazioni Generali.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del lavoro
«A Milano ha completato corsi professionali con il conseguimento del diploma di incisore. A vent'anni è direttore tecnico di un'azienda di produzione di medaglie e decorazioni, dopo tre anni inizia in proprio a Milano un'attività per la produzione di stampi per l'occhialeria. Nel 1961 ad Agordo (BL) dà vita al primo impianto della Luxottica occhialeria che da iniziali 14 dipendenti si sviluppa in pochi anni come holding multinazionale comprendendo tre società industriali, con quattro stabilimenti, 1.120 dipendenti, oltre a 300 dipendenti da unità satelliti. Sette società commerciali esportano il prodotto in tutto il mondo. Il fatturato consolidato è di circa 190 miliardi, con una produzione media giornaliera di circa 30 mila montature che per l'80 per cento vengono esportate all'estero. Dal 1979 è presidente della Associazione Nazionale Fabbricanti Articoli da Occhialeria.»
— Roma 1986[6]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Leonardo Del Vecchio, Forbes.
  2. ^ Ex Martinitt: poveri orfani diventati celebri imprenditori, Il Sole 24 ORE.it, 13 dicembre 2010. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  3. ^ Sara Bennewitz, giornalista, ha riassunto così la vicenda: «La fattispecie contestata a Del Vecchio, in termini tecnici, si chiama “esterovestizione” e riguarda una finanziaria, la Leofin, a cui facevano capo alcune delle partecipazioni dell’imprenditore tra cui i Gelati Sanson e appunto quella in Luxottica. Ma in Germania, secondo il fisco, la Leofin non svolgeva nessuna attività che giustificasse il fatto di avere un passaporto tedesco e quindi di essere tenuta a sottostare a un regime fiscale più favorevole di quello italiano. Dalle indagini è infatti emerso che la Leofin non aveva dipendenti, non aveva amministratori e non pagava nessun affitto, ma era controllata e gestita dalla Leonardo Finanziaria, un’altra scatola societaria costituita dai vari membri della famiglia Del Vecchio. Una prova schiacciante nell’indagine è stata poi la lettera della società di consulenza Artur Andersen che aveva suggerito ai Del Vecchio di tenere le assemblee degli azionisti della Leofin in Germania “al fine di ridurre il rischio che l’autorità fiscale tedesca possa considerare la società Leofin soggetto residente in Italia ai fini fiscali”. Di qui la condanna a pagare 7,4 milioni ai fini Irpeg, 2 milioni di Ilor, 11 milioni di sanzioni e altre spese per un totale di 20,4 milioni»
  4. ^ Adriano Bonafede, Luxottica, alla ricerca del colpo del secolo in La Repubblica, 6 maggio 2013, p. 15.
  5. ^ biz.yahoo.com. URL consultato il 17 febbraio 2008.
  6. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato. URL consultato il 1º gennaio 2011.

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