L'anello del Nibelungo

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'L'anello del Nibelungo'
El anillo de los Nibelungos.jpg
libretto
Titolo originale Der Ring des Nibelungen
Lingua originale tedesco
Musica Richard Wagner
Libretto Richard Wagner
Fonti letterarie Vari miti e saghe medievali nordiche, tra cui: Saga dei Volsunghi, Edda, Nibelungenlied, Storia di uno che se ne andò in cerca della paura (fiaba dei fratelli Grimm)
Atti 3 giornate e un prologo
Epoca di composizione 1848-1874
Prima rappr. Il ciclo completo delle quattro opere della Tetralogia venne rappresentato per la prima volta a Bayreuth dal 13 al 17 agosto 1876
Teatro Bayreuth, Festspielhaus
Prima rappr. italiana 14-18 aprile 1883
Teatro Venezia, Teatro La Fenice

L'anello del Nibelungo (in tedesco Der Ring des Nibelungen ascolta[?·info], altrimenti detto Tetralogia) è un ciclo di quattro drammi musicali di Richard Wagner, che costituiscono un continuum narrativo che si svolge nell'arco di un prologo e tre "giornate":

Wagner compose la musica e scrisse il libretto dei quattro drammi nel corso di 26 anni, dal 1848 al 1874 (peraltro con una lunga interruzione fra il 1856 ed il 1867, periodo in cui si dedicò alla composizione di Tristano e Isotta e I maestri cantori di Norimberga); un periodo tanto lungo che sono molteplici e a volte contrastanti le influenze culturali e le differenze di stile che si mostrano nel quadro complessivo. Queste differenze sono però minime rispetto alla mole del lavoro, che costituisce una delle più gigantesche creazioni della storia dell'arte (e non solo per la durata complessiva, di circa 15 ore). In essa Wagner inaugurò la sua nuova concezione drammatico-musicale, al punto che la Tetralogia può definirsi qualcosa di assolutamente nuovo.

Per una più estesa informazione sulla trama e sui significati dell'opera si rinvia alle sezioni specifiche delle quattro parti e alla concezione wagneriana.

Linee portanti[modifica | modifica wikitesto]

In primo luogo la genesi del progetto risale al 1848, anno di fermenti rivoluzionari in tutta Europa (ai quali lo stesso Wagner prese fisicamente parte al fianco dell'anarchico Bakunin); l'abbozzo prende quindi forma in un ambiente socio-politico atto soprattutto a denunciare il sistema capitalistico e borghese che nel primo Ottocento cominciava ad affermare il suo monopolio sulle classi lavoratrici. Tale denuncia è mascherata dalla connotazione mitica della storia, tratta dall'epopea tedesca del Nibelungenlied e dalle antiche saghe dell'Edda, cui Wagner attinse per rielaborare la trama del suo lavoro.

Preminenti sono le figure di Alberich e Wotan. Alberich (lo gnomo nibelungo da cui la storia prende nome) è la personificazione del male assoluto, si impossessa dell'oro e dell'anello magico che lo rende il padrone del mondo. Wotan (l'Odino della mitologia nordica, il re degli dèi che dimora tra le nubi del Valhalla) gli si contrappone come figura inizialmente ambigua (ambisce anche lui alla potenza, inconsapevole artefice della propria rovina), in seguito sempre più conscio della necessità di rimediare ma coinvolto nell'inevitabile caduta, fino al tragico crollo del suo stesso mondo - il Ragnarök - che ristabilisce un nuovo ordine cosmico. Tra di loro, gli eroi Sigfrido e Brünnhilde, che dovrebbero rappresentare la luce della speranza e che invece cadono vittima della loro stessa innocenza. Solo Brünnhilde, all'ultimo momento, determinerà il riscatto delle colpe commesse, immolandosi nel grande incendio distruttore e riconsegnando l'anello maledetto alle limpide acque del fiume Reno, da dove Alberich l'aveva strappato.

Inizialmente, il significato finale e il suo svolgimento all'interno della vicenda non fu chiaro nemmeno allo stesso Wagner, che partì da un'idea positivistica basata sulla filosofia di Marx e di Feuerbach per poi optare per un finale tragico dopo l'incontro col pensiero di Arthur Schopenhauer e la sua visione di vita. Non si trattò, però, di un cambiamento improvviso e radicale, quanto di una conferma alle sue stesse nuove concezioni filosofiche (da cui i continui cambiamenti adottati alle parole finali di Brunnhilde). Altrettanto ambiguo risulta essere - volutamente - il tema musicale che risuona alla fine del dramma, quella "redenzione" che non si sa precisamente cosa voglia significare. È bene sapere che l'autore non lo chiamava tema della "Redenzione" ma tema della "Glorificazione di Brünnhilde", dove il monologo finale della protagonista costituirebbe più che altro una cosmica comprensione del "fallimento di ogni desiderio" (Schopenhauer). Proprio per la presenza di numerose chiavi interpretative, l'Anello del nibelungo è stato successivamente sbandierato dalle più opposte ideologie: Comunismo, Anarchia, Nazismo.

Lo stile della composizione inaugura la rivoluzionaria concezione teatrale di Wagner. La musica è composta da un mosaico fittissimo di temi conduttori - melodie associate a cose, personaggi e stati d'animo - che col loro continuo riapparire formano il tessuto fondante della partitura. Sul numero di questi leitmotiv non vi è accordo fra i vari studiosi wagneriani. Il sistema dei leit-motiv raggiunge nell'Anello il suo massimo sviluppo, calcolato quasi matematicamente con uno straordinario gioco di fantasia e sfumature dalle infinite tonalità. La psicologia gioca un ruolo fondamentale nell'evoluzione musicale dei personaggi e nelle varie situazioni che si instaurano volta per volta. È da segnalare la differenza di stile che intercorre tra L'Oro del Reno (scritto nel 1853) e Il Crepuscolo degli dei (terminato nel 1874), il primo ancora bilanciato tra canto e orchestra, con maggiore spazio al declamato, il secondo più evoluto nello spessore sinfonico e costituito da una polverizzazione continua di frammenti tematici. Per contro, la stesura poetica risulta essere più arcaica nel Crepuscolo in quanto Wagner scrisse i testi a ritroso, cominciando dall'ultima giornata e procedendo all'indietro verso il prologo. Il Crepuscolo, infatti, denota ancora nella struttura alcune impostazioni legate all'opera lirica convenzionale (il coro e il terzetto alla fine del 2° atto), poi bandite negli altri tre drammi.

DVD & BLU-RAY parziale[modifica | modifica wikitesto]

  • Wagner, Anello del Nibelungo - Boulez/McIntyre/Egel/Schwarz, regia Patrice Chéreau 1980 Deutsche Grammophon - Grammy Award for Best Opera Recording 1983
  • Wagner, Anello del Nibelungo + Documentario 'Wagner's Dream' sulla produzione - Levine/Luisi/Kaufmann/ Terfel/Voigt/MET - regia Robert Lepage 2012 Deutsche Grammophon - Grammy Award for Best Opera Recording 2013

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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