José Luis Alcaine

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José Luis Alcaine

José Luis Alcaine (Tangeri, 26 dicembre 1938) è un direttore della fotografia spagnolo, cinque volte vincitore del Premio Goya per la miglior fotografia.

Ha lavorato con molti importanti cineasti spagnoli (Pedro Almodóvar, Carlos Saura, Fernando Trueba, Juan José Bigas Luna), collaborando in modo particolare con Vicente Aranda.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato e cresciuto nella città marocchina di Tangeri, a ventiquattro anni si trasferisce a Madrid per frequentare l'Escuela Oficial de Cinematografia.[1] Diplomatosi nel 1966, dopo aver lavorato ad alcuni cortometraggi esordisce l'anno seguente come direttore della fotografia di un lungometraggio con Javier y los invasores del espacio diretto da Guillermo Ziener. Comincia ad affermarsi nella seconda metà degli anni settanta, quando si fa notare per la fotografia dai violenti contrasti, fin quasi alla sovraesposizione, dell'horror Ma come si può uccidere un bambino? (¿Quién puede matar a un niño?) (1976) di Narciso Ibáñez Serrador, e affianca Néstor Almendros per il film Cambio di sesso (Cambio de sexo) (1977), che segna l'inizio del fortunato sodalizio professionale con il regista Vicente Aranda, per il quale cura la fotografia di una dozzina di film nel corso di due decenni, tra cui il mélo Amantes - Amanti (1991).

Tra la fine degli anni ottanta e i primi novanta la sua carriera è segnata dall'incontro con autori quali Pedro Almodóvar (Donne sull'orlo di una crisi di nervi del 1988 e Légami! del 1990), Fernando Trueba (La scimmia è impazzita del 1989 e Belle Époque del 1992, che gli valgono i suoi primi due Premi Goya), Carlos Saura (¡Ay, Carmela! del 1990, El sur e Sevillanas del 1992) e Bigas Luna (Prosciutto, prosciutto del 1992, Uova d'oro del 1993 e La teta y la luna del 1994).

A distanza di oltre dieci anni dalla loro precedente collaborazione, Alcaine ritrova Almodóvar per altri due film, La mala educación (2004) e Volver (2006), apportando nuovamente «il tocco di uno splendore barocco» e «cromatismi densi e potenti, ispirati al gusto figurativo del cinema di Douglas Sirk»[1] che gli valgono una prima candidatura all'European Film Award per la miglior fotografia e poi la vittoria del medesimo premio.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Stefano Masi, Dizionario mondiale dei direttori della fotografia, Vol. A-K p. 26

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Stefano Masi, Dizionario mondiale dei direttori della fotografia, Recco, Le Mani, 2007. ISBN 88-8012-387-4 Vol. A-K, pp. 26-27

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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