Néstor Almendros

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« Néstor Almendros è [...] consapevole di esercitare un'arte pur praticando un mestiere. Ama il cinema religiosamente e ci fa condividere la sua fede. »
(François Truffaut, dalla prefazione a Un homme à la caméra)
Statuetta dell'Oscar Oscar alla migliore fotografia 1979

Néstor Almendros (Barcellona, 30 ottobre 1930New York, 4 marzo 1992) è stato un direttore della fotografia e regista spagnolo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque in una famiglia di maestri. Il padre Herminio Almendros introdusse in Spagna il metodo pedagogico di Celestin Freinet e nel gennaio 1939, dopo la fine della guerra civile, fuggì in esilio a Cuba, dove fu editore e maestro, e dove applicherà i suoi metodi didattici anche dopo l'avvento al potere di Fidel Castro.

Nel 1944 la madre, María Cuyás Ponsa, fu trasferita a Huelva dal regime di Francisco Franco. Nel 1948 Néstor raggiunse il padre a Cuba per evitare l'arruolamento nell'esercito spagnolo. La madre e i fratelli Sergio e María Rosa lo seguirono il 25 gennaio 1949.

Nel 1951, insieme a Guillermo Cabrera Infante e Tomás Gutiérrez Alea, Néstor Almendros fondò la Cinemateca di Cuba, chiusa nel 1954 dal regime di Fulgencio Batista, e nel 1955 si laureò in Lettere e Filosofia.

Lo stesso anno lasciò Cuba per compiere i suoi studi cinematografici prima al New York City College, poi presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Tornò a Cuba dopo la rivoluzione del 1959, dove tentò la fortuna girando alcuni documentari per il regime di Fidel Castro e alcuni cortometraggi.

Nel 1962 lasciò definitivamente Cuba per Parigi, quando la censura castrista mise al bando due suoi cortometraggi. Qui diventò il direttore della fotografia prediletto da François Truffaut e Eric Rohmer. Nel 1978 si trasferì ad Hollywood, dove lavorò, fra gli altri, con Martin Scorsese. Nel 1979 ottenne l'Oscar per la fotografia per il film I giorni del cielo di Terrence Malick (oltre a tre nomination per Kramer contro Kramer, Laguna blu e La scelta di Sophie). Tra i premi anche un César per L'ultimo metrò. Nel 1980 pubblicò la sua autobiografia: Un homme à la caméra.

Nel corso della sua carriera svolse anche il ruolo di assistente cameraman, in Le Père Noël a les yeux bleus, scenografo, in More, e consulente tecnico, in Villa des dunes.

La sua limitatissima filmografia come regista include anche due documentari di denuncia contro il regime cubano (Mauvaise Conduite e Nadie escuchaba, entrambi del 1984). È morto di AIDS nel 1992.

Personalità artistica[modifica | modifica wikitesto]

Almendros sviluppò una concezione personale della luce naturale, giungendo a sostituire l'illuminazione elettrica con quella a candele, come fece con risultati straordinari nella Camera verde di Truffaut.

In Italia L'Istituto Cinematografico dell'Aquila La Lanterna Magica e la AIC (Associazione Italiana Autori della Fotografia Cinematografica) hanno creato il Premio Néstor Almendros per giovani direttori della fotografia.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Direttore della fotografia[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Produttore[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

  • Ritmo de Cuba, regia di Néstor Almendros - cortometraggio documentario (1960)

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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