Harpagophytum procumbens
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Harpagophytum procumbens |
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| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Ordine | Scrophulariales |
| Famiglia | Pedaliaceae |
| Genere | Harpagophytum |
| Specie | H. procumbens |
| Nomenclatura binomiale | |
| Harpagophytum procumbens (Burch.) DC. ex Meisn., 1840 |
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| Nomi comuni | |
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Artiglio del diavolo |
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Harpagophytum procumbens (Burch.) DC. ex Meisn., 1840, chiamato anche volgarmente artiglio del diavolo, è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Pedaliacee, presente nell'Africa del Sud, nelle aree di savana e del deserto Kalahari. È ampiamente usato nella medicina tradizionale africana.
Indice |
Descrizione [modifica]
I fiori sono rosso-violetto.
Le radici presentano un corredo di uncini che hanno valso alla pianta il suo nome popolare:[1] gli animali e i roditori possono rimanere impigliati nelle radici e morire di fame.
In realtà non sono le radici ad avere gli uncini, bensì i frutti [Ref.: "Trattato di Botanica", di Carlo Cappelletti, UTET 1965 (vol.2°, pag. 1464), e "L'Enciclopedia delle Erbe", a cura di Richard Mabey, Zanichelli 1990 (pag.96)], anche se ad essere usata è la radice. E le radici sono aeree.
Usi terapeutici [modifica]
L'efficacia anti-reumatica e anti-infiammatoria degli Harpagosidi (principi attivi della radice)[1] è paragonabile a quella degli antinfiammatori di sintesi. È coadiuvante per artrite reumatoide, reumatismo infiammatorio, tendiniti, contusioni, dolori di schiena, sciatica, e simili. Molto efficace contro il torcicollo e altre infiammazioni muscolari.
La radice dell'artiglio del diavolo, di cui si usa l'estratto secco, favorisce anche l'eliminazione dell'acido urico e a questo titolo è efficace nel trattamento della gotta, specie se associato a preparati di frassino, che hanno una componente antinfiammatoria.
È indicato per ridurre la presenza di cortisonici utilizzati per i reumatismi.[2]
Cenni storici [modifica]
Alle popolazioni africane i suoi effetti sono noti da secoli; le sue radici erano utilizzate da boscimani, ottentotti e bantu per curare le ferite e lenire i dolori articolari. Gli venivano inoltre attribuite proprietà digestive e terapeutici per problemi gastrointestinali. In Europa queste qualità iniziarono a essere studiate solo nei primi del Novecento; fu dapprima usato come amaro tonico nei casi di indigestione e solo successivamente furono confermate le sue proprietà antinfiammatorie e analgesiche.
Note [modifica]
- ^ a b "Farmacia al naturale", di Barbara Ricciardi, pubbl. su Sapere&Salute, anno 8, febbraio 2003, num.42, pag.18-19
- ^ "Le piante medicinali", di Roberto Michele Suozzi, Newton&Compton, Roma, 1994, pag.64
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) scheda su Plants USDA
- (EN) Scheda su Plantz Africa
- (EN) Scheda a cura del WWF
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