Giampietrino

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Giovan Pietro Rizzoli, talvolta Ricci o Rizzi, detto Giampietrino (... – ...), è stato un pittore italiano, attivo tra il 1508 ed il 1549 a Milano, allievo di Leonardo Da Vinci ed esponente della scuola lombarda.

Leda con il figlio, 128 × 106 cm, olio su tavola

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli studiosi sono concordi nell'attribuire a Giovanni Pietro Rizzoli il corpus di opere da tempo raccolte sotto il nome generico di Giampietrino grazie ad un profilo documentato, dal 1508 al 1549, in cui è attestato l'inizio della sua produzione nella preparazione di alcuni "cartoni di arazzi per il Duomo di Milano"[1] oggi perduti; questo ha consentito di escludere definitivamente l'attribuzione delle opere di Giampietrino a Giovanni Belmonte oppure a Giovanni Pedrini a cui alternativamente erano state in precedenza attribuite.[1]

Influenzato dalla pittura di Leonardo da Vinci ne riverbera delicatamente l'atmosfera sfumata unendo spunti riferibili al tratto mantegnesco di prima maniera. Emblematica è la prima opera certa del 1521: una Madonna con Bambino e i Santi Michele e Gerolamo dipinta per la chiesa di San Marino a Pavia a cui si aggiungono evidenti richiami alla pittura di Cesare da Sesto e al suo classicismo vissuto in ambito romano.[1]

Di questo periodo sono l'Adorazione del Bambino con San Rocco e angeli musicanti, già nella chiesa di San Sepolcro a Milano oggi nella Pinacoteca Ambrosiana, mentre più vicina al ductus leonardesco, libero dalle influenze romane di Cesare da Sesto e semmai vicino a Marco d'Oggiono, è la pala di Ospedaletto Lodigiano del 1515.[1]

Negli ultimi decenni l'orizzonte di Giovanni si accosterà sempre più alle emergenti istanze manieristiche rintracciabili, ad esempio, nella Madonna di Loreto coi Santi Giovanni Battista e Caterina di Ponte Capriasca, nella Natività (Museo Civico di Belle Arti di Lugano) e in soggetti mitologici dal tratto languido e sensuale.[1]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Tra le opere a lui attribuite si trovano, custodite nella Pinacoteca di Brera:

  • Maddalena seduta in preghiera
  • Maddalena (a mezza figura, da attribuire, secondo Carlo Pedretti, a Leonardo Da Vinci).
  • Vergine col Bambino e l'agnellino
  • Madonna col Bambino (Madonna della mela)

Nella Pinacoteca Ambrosiana:

  • Cristo deriso
  • Adorazione del Bambino con san Rocco (150x120 cm, tempera e olio su tavola).

Conservate presso il Museo Bagatti Valsecchi di Milano:

  • Cristo Redentore, Beata Maria Vergine e Bambin Gesù, santi.

Negli Uffizi

Conservate presso il museo di Stato a Kassel:

  • Leda con il figlio (128x106 cm, olio su tavola)
  • Madonna con Bambino con San Giacomo e San Michele Arcangelo (61x74 cm, olio su tavola).

Conservate presso la National Gallery a Londra:

  • Cristo che porta la croce (59,7x47 cm, olio su tavola di legno di pioppo)
  • Salomè (68,6x57,2 cm, olio su tavola di legno di pioppo).

Conservate presso il Chazen Museum of Art, Madison, Wisconsin, USA:

  • Lucrezia romana (14,9x11,2 cm, olio su tavola).

Collezione Samuel H. Kress:

  • Cleopatra (75,9x53,7 cm, olio su tavola in mogano).

Conservate nella chiesa parrocchiale di Sant'Ambrogio a Ponte Capriasca:

  • Ultima Cena, copia di quella di Leonardo da Vinci in Santa Maria delle Grazie
  • Dio Padre, la Madonna di Loreto con San Giovanni Battista e Santa Caterina d'Alessandria entro un paesaggio lacuale, olio su tela.

Nel Museo di Villa Cagnola:

  • Sacra famiglia (26,2 x 37,5 cm, olio su tavola)

Conservata al Museo civico Amedeo Lia della Spezia::

  • Madonna col Bambino

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Miklós Boskovits, Giorgio Fossaluzza, p. 172

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cristina Geddo, Le pale d’altare di Giampietrino: ipotesi per un percorso stilistico, in “Arte Lombarda”, 101, 1992, pp. 67-82.
  • Cristina Geddo, La Madonna di Castel Vitoni del Giampietrino, in “Achademia Leonardi Vinci”, VII, 1994, pp. 57-67 (52 tavv.); Appendice. Per i disegni del Giampietrino, ivi, p. 67.
  • Cristina Geddo, La pala di Pavia del Giampietrino: documenti sulla committenza, in “Bollettino della Società Pavese di Storia Patria”, XCV, XLVII, 1995, pp. 235-253.
  • Miklós Boskovits, Giorgio Fossaluzza, La collezione Cagnola. I dipinti, Busto Arsizio, Nomos Edizioni, 1998.
  • Cristina Geddo, Disegni leonardeschi dal Cenacolo. Un nuovo nome per le Teste di Strasburgo, in “Tutte le opere non son per istancarmi”. Raccolta di scritti per i settant’anni di Carlo Pedretti, a cura di F. Frosini, Roma, Edizioni Associate, 1998, pp. 159-172.
  • Cristina Geddo, Appunti sulla cronologia del Gianpietrino, in Arte e storia di Lombardia. Scritti in memoria di Grazioso Sironi, s.l. [Roma] (Biblioteca della “Nuova Rivista Storica”, 40), 2006, pp. 255-262.

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