Febe (astronomia)

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Febe
(Saturno IX)
Phoebe cassini.jpg
Satellite di Saturno
Scoperta 17 marzo 1899
Scopritori W. H. Pickering
Parametri orbitali
Semiasse maggiore 12 947 913 km[1]
Periodo orbitale 550,3 giorni[1]
Inclinazione rispetto
all'equat. di Saturno
151.66°
Eccentricità 0,1634[1]
Dati fisici
Diametro medio 213 km[2]
Superficie 6700000 km2
Massa
8,2906×1018 kg[2]
Densità media 1,638 g/cm³[2]
Acceleraz. di gravità in superficie 0.039 m/s2
Periodo di rotazione 0.38675 d (9 h 16 min 55.2 s)
Temperatura
superficiale
~75 K (media)
Albedo 0,06

Febe (o Phoebe, in greco Φοίβη) è una satellite naturale di Saturno. Fu scoperta da William Henry Pickering il 17 marzo 1899 osservando fotografie scattate il 16 agosto 1898 da DeLisle Stewart, ad Arequipa in Perù. Fu il primo satellite ad essere scoperto fotograficamente.[3] Il nome deriva da Febe, una Titanide della mitologia greca. È anche designato Saturno IX.

Per più di 100 anni, Phoebe fu la luna più esterna di Saturno conosciuta. Fino alla scoperta di molte lune più piccole nel 2000. Febe è stato il primo obiettivo della sonda Cassini al suo arrivo, nel 2004, nel sistema di Saturno, ed è quindi stato ben studiato, fatto insolito considerato che è solo il nono satellite di Saturno per dimensioni.[4]

Parametri orbitali[modifica | modifica sorgente]

Febe orbita attorno a Saturno con moto retrogrado ed è 4 volte più distante da Saturno di Giapeto, il suo vicino più prossimo, avendo un semiasse maggiore di quasi 13 milioni di chilometri. Il suo periodo orbitale è di 550 giorni circa ed è sostanzialmente più grande di ogni altra luna in orbita a distanza simile dal proprio pianeta.[1]

Tutte le lune più interne di Saturno, fino a Giapeto, orbitano molto vicino al piano equatoriale del pianeta. Le lune esterne possono essere suddivise in due gruppi: Il gruppo di Siarnaq (Kiviuq, Ijiraq, Paaliaq, Albiorix, Erriapo, Siarnaq e Tarvos) è inclinato di 33,5-46,5°, mentre il gruppo di Phoebe (Phoebe, Skathi, Narvi, Mundilfari, Suttungr, Thrymr e Ymir) è retrogrado è inclinato di 134,5-175,5°. Entrambi i gruppi sono estremamente eccentrici e nessuna delle lune si prevede sia in rotazione sincrona, come fanno tutte le lune interne di Saturno (a parte Iperione), al contrario Febe ruota su sé stesso piuttosto velocemente, in un periodo calcolato in 9  ore e 16  minuti.[5]

Caratteristiche fisiche[modifica | modifica sorgente]

Febe è grosso modo sferico e ha un diametro di 213 chilometri, circa un quindicesimo del diametro della nostra Luna. La sua temperatura di superficie è di solo 110 K (-163 °C).[6]

La maggior parte delle lune interne di Saturno hanno superfici molto brillanti, l'albedo di Febe è invece molto basso (0,06). La superficie è pesantemente craterizzata, con crateri larghi fino a 80 chilometri; un cratere ha pareti alte 16 chilometri.

I colori scuri di Febe portarono inizialmente gli scienziati a supporre che fosse un asteroide catturato, dato che assomigliava alla classe comune di asteroidi carboniosi e scuri. Questi sono chimicamente molto primitivi e si pensa che siano composti da sostanze condensatesi dalla nebulosa solare con pochi cambiamenti da allora.

Tuttavia, le immagini dalla sonda Cassini-Huygens mostrano che i crateri di Febe presentano una considerevole variazione di luminosità, ciò indica la presenza di grandi quantità di ghiaccio sotto una coltre relativamente sottile di depositi scuri, approssimativamente dai 300 ai 500 metri di spessore. Inoltre, sulla superficie è stato rilevato il biossido di carbonio, mai rilevato su un asteroide. Si valuta che Febe sia circa il 50% roccia, rispetto al 35% circa che caratterizza le lune interne di Saturno. Per queste ragioni, gli scienziati sono portati a credere che Febe sia un centauro catturato, oppure uno dei numerosi planetoidi ghiacciati della Fascia di Kuiper che orbitano oltre Nettuno.[7][8]

Immagine di Phoebe dalla Cassini-Huygens

Del materiale rimosso dalla superficie di Phoebe da impatti di microscopici meteoriti potrebbe essere responsabile per le superfici scure di Iperione e l'emisfero scuro di Giapeto). I frammenti degli impatti più grandi potrebbero aver fornito il materiale per altre lune del gruppo di Phoebe, le quali messe assieme hanno meno di 10 km di diametro.

I fly-by delle sonde[modifica | modifica sorgente]

La Voyager II passò nelle vicinanze di Febe nel settembre 1981, tuttavia data la grande distanza (2,2 Milioni di km) e la bassa risoluzione, si è potuto apprendere relativamente poco da quelle immagini.[6]

La sonda spaziale Cassini è passata a 2068 chilometri da Febe l'11 giugno 2004,[6] ottenendo molte immagini ad alta risoluzione e mappando l'intera superficie della luna[9]

Anello di Febe[modifica | modifica sorgente]

Nell'ottobre del 2009 grazie al telescopio spaziale Spitzer, è stato scoperto il più grande anello di Saturno mai osservato in precedenza. Questo enorme anello si trova alla periferia del sistema di Saturno, in un'orbita inclinata di 27º rispetto al piano del sistema dei sette anelli principali. Il nuovo anello, che si ritiene sia originato da Febe, è composto di ghiaccio e di polvere allo stato di particelle alla temperatura di -157 °C. Pur essendo molto esteso questo anello è rilevabile solo nello spettro infrarosso, perché non riflette la luce visibile. La massa dell'anello comincia ad una distanza di circa 6 milioni di chilometri dal pianeta e si estende fino a 11,9 milioni di chilometri.[10] La scoperta potrebbe essere decisiva per risolvere il problema legato alla colorazione del satellite Giapeto: gli astronomi ritengono che le particelle dell'anello, che orbitano intorno a Saturno in modo retrogrado (proprio come Febe), vadano a collidere contro la superficie di Giapeto quando esso, durante il suo moto orbitale, attraversa l'anello.[11]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d (EN) Phoebe, NASA.
  2. ^ a b c (EN) P. C. Thomas, Sizes, shapes, and derived properties of the saturnian satellites after the Cassini nominal mission in Icarus, vol. 208, nº 1, luglio 2010, pp. 395–401, DOI:10.1016/j.icarus.2010.01.025.
  3. ^ (EN) E. Pickering, Phoebe, ninth Satellite of Saturn discovered by W. W. Pickering in Harvard College Observatory Bulletin, marzo 1899.
  4. ^ (EN) Cassini Spacecraft Near First Stop in Historic Saturn Tour, 6 settembre 2004.
  5. ^ (EN) David Darling, Phoebe, Encyclopedia of Science.
  6. ^ a b c Phoebe, Phoebesolarviews.com.
  7. ^ (EN) Phoebe, Solarviews.com. URL consultato il 10 agosto 2014.
  8. ^ Torrence V. Johnson, Jonathan I. Lunine, Saturn's moon Phoebe as a captured body from the outer Solar System in Nature, vol. 435, nº 7038, 2005, pp. 69–71, DOI:10.1038/nature03384.
  9. ^ =Phoebe, più simile a un protopianeta che a una luna, Focus.it.
  10. ^ Scoperto un nuovo anello attorno a Saturno, asi.it. URL consultato il 7 ottobre 2009.
  11. ^ Scoperto un anello gigante attorno a Saturno. URL consultato il 4 dicembre 2009.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Satelliti naturali di Saturno Il sistema di Saturno
Componenti del sistema: PanDafniAtlantePrometeoS/2004 S 6S/2004 S 4S/2004 S 3PandoraEpimeteoGianoEgeoneMimasMetoneAnteaPalleneEnceladoTetiTelestoCalipsoDioneElenaPolluceReaTitanoIperioneGiapetoKiviuqIjiraqFebePaaliaqSkathiAlbiorixBebhionnSkollErriapoGreipSiarnaqTarqeqHyrrokkinTarvosS/2004 S 13JarnsaxaS/2004 S 17MundilfariBergelmirS/2006 S 1ÆgirNarviS/2004 S 12BestlaSuttungrFarbautiS/2004 S 7HatiThrymrS/2006 S 3FenrirFornjotSurturKariYmirLogeS/2007 S 2S/2007 S 3S/2009 S 1
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