Ezio Franceschini
Ezio Franceschini (Villa Agnedo, 25 luglio 1906 – Padova, 21 marzo 1983) è stato un latinista e docente italiano di letteratura latina medievale, oltre che rettore dell'Università Cattolica.
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[modifica] Biografia
Nacque nella frazione di Villa di Strigno, ora accorpata in Villa Agnedo, secondogenito di quattro fratelli. Si laureò in lettere presso l'Università di Padova il 12 novembre 1928 con una tesi su" Liber philosophorum moralium antiquorum", con Concetto Marchesi. Dopo la laurea divenne incaricato e poi professore ordinario di Letteratura latina medievale all'Università Cattolica di Milano. Tra il 1929-1930 prestò il servizio militare come alpino e raggiunse il grado di capitano.
[modifica] La carriera universitaria
Dal 1931 al 1934 fu assistente universitario "volontario" presso la cattedra di Letteratura Latina di Padova.
Fu Preside dell'Università Cattolica dal 1953 al 1965 della Facoltà di Lettere. Già nel 1932 era entrato a far parte dell'istituto dei Missionari della Regalità di Cristo, fondato da Padre Agostino Gemelli, rettore dell'università, nel 1928; fu egli stesso a rifondare l'Istituto in qualità di Presidente, nel 1942.
Alla morte di Francesco Vito, fu eletto terzo rettore (1965-1968) e dovette fronteggiare il sorgere della contestazione studentesca del 1968. Le strutture più tradizionalistiche trovarono inadeguata la sua azione che cercava un dialogo con gli studenti. Approfittando del suo stato di salute precario, lo sostituirono nel rettorato con Giuseppe Lazzati, che seguì una linea di più decisa rottura con le istanze di rinnovamento.
[modifica] L'antifascista
Nel 1943, dopo l'armistizio, insieme ad altri professori di diverso orientamento ideologico e politico, Franceschini appoggiò la Resistenza[1]. Tra questi, in particolare, vi era Concetto Marchesi, grande latinista e rettore dell'Università di Padova, esponente di spicco del Partito Comunista Italiano: abbandonato da molti compagni di partito che gli contestavano di non aver dato le dimissioni da rettore dopo l'8 settembre, Concetto Marchesi fu aiutato da Ezio Franceschini ad emigrare in Svizzera[1], nel mese di febbraio 1944[2]. Fondò a Padova il gruppo FRAMA (dalle iniziali di Franceschini e Marchesi), che si prodigò soprattutto a favore dei militari internazionali prigionieri di guerra. A Milano, in una università il cui rettore, padre Agostino Gemelli, era sospettato di rapporti stretti con il fascismo, Ezio Franceschini, proprio nel laboratorio di psicologia di Gemelli, osò ospitare le riunioni del comando Corpo volontari della libertà. Per tali indubbi meriti partigiani fu membro della commissione di epurazione che presentò al comando americano la relazione che scagionò Agostino Gemelli.
[modifica] Riconoscimenti
Franceschini fu socio corrispondente, dal 1947, e socio nazionale, dal 1959, dell'Accademia dei Lincei[1].
In onore di Ezio Franceschini è stata istituita una fondazione, per gli studi di letteratura latina medievale, presso la certosa del Galluzzo che conserva l'enorme patrimonio librario di Ezio Franceschini e che collabora strettamente con l'Università di Firenze [3] e con la Società internazionale per lo studio del medioevo latino.
[modifica] Note
- ^ a b c Claudio Leonardi, «FRANCESCHINI, Ezio», in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani (on line)
- ^ Luciano Canfora, «MARCHESI, Concetto», in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani (on line)
- ^ Si è visto in questo appoggiarsi alla laica università di Firenze anziché della Cattolica dove era stato rettore un residuo dei dissapori con il Lazzati.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Omaggio della Università Cattolica a Ezio Fracenschini [1]
- Fondazione Ezio Franceschini [2]
- Ufficio stampa Provincia di Trento, visita del 19 aprile 2009 [3]
- Claudio Leonardi, «FRANCESCHINI, Ezio», in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani (on line)
| Predecessore: | Magnifico Rettore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Francesco Vito | dal 1965 al 1968 | Giuseppe Lazzati |