Doronicum pardalianches

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Doronico medicinale
Doronicum pardalianches R0021723.JPG
Doronicum pardalianches
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Senecioneae
Genere Doronicum
Specie D. pardalianches
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Doroniceae
Nomenclatura binomiale
Doronicum pardalianches
L., 1753

Il Doronico medicinale (nome scientifico Doronicum pardalianches L., 1753) è una pianta erbacea, perenne a fiori gialli, appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome generico (Doronicum) potrebbe derivare da un termine dell'Arabia: doronigi o doronidge. Il primo ad usare questo nome come genere fu il botanico francese Joseph Pitton de Tournefort (1656 – 1708); nome ripreso e confermato nel 1753 da Carl von Linné (1707 – 1778), biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi.[1] Il nome specifico (pardalianches) significa “strangola-pantere” ed è di derivazione greca, ma in realtà non è un pianta velenosa.[2]
Il binomio scientifico attualmente accettato (Doronicum pardalianches) è stato proposto da Carl von Linné nella pubblicazione Species Plantarum del 1753[3].

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Descrizione delle parti della pianta
Tipologia di peli sulle foglie e sull'involucro
Il portamento

Sono piante erbacee e perenni provviste, soprattutto nelle parti alte e sul bordo delle foglie, di peli pluricellulari semplici ma ghiandolari. La determinazione esatta della forma e lunghezza dei peli è molto importante per definire la specie nell'ambito del genere. Purtroppo alcuni peli sono distinguibili solamente con un buon microscopio a 20-50 ingrandimenti. La tavola a fianco indica il tipo di peli presenti sul bordo delle foglie e sulla superficie delle squame dell'involucro del Doronico medicinale.[4] L'altezza di queste piante varia da 3 a 7 dm (minimo 3 cm, massimo 90 cm). La forma biologica è geofita rizomatosa (G rhiz), ossia sono piante che portano le gemme in posizione sotterranea. Durante la stagione avversa non presentano organi aerei e le gemme si trovano in organi sotterranei chiamati rizomi, dei fusti sotterranei dai quali, ogni anno, si dipartono radici e fusti aerei.

Radici[modifica | modifica sorgente]

Le radici sono secondarie da rizoma.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

Foglie[modifica | modifica sorgente]

Le foglie basali

Le foglie sono a lamina intera con bordo debolmente dentellato (o anche intero) e provviste di peli (vedere tabella con disegno dei peli). Si distinguono due tipi di foglie:

  • foglie basali: generalmente è presente una rosetta basale con foglie provviste di un lungo picciolo e con lamina di tipo cuoriforme o ovale o rotonda. Lunghezza del picciolo: 1 - 3 dm. Diametro delle foglie: 7 – 15 cm.
  • foglie cauline: le foglie cauline sono poche (da 3 a 7), a disposizione alterna; sono sessili (quelle superiori) e amplessicauli (la base delle foglie è divisa in due lobi fra i quali è inserito il picciolo). La forma della lamina in generale è di tipo ovato-lanceolata o semplicemente lanceolata. Quelle inferiori hanno la tendenza ad assumere una forma “panduriforme”. Le dimensioni delle foglie si accorciano verso l'infiorescenza.


La forma delle foglie “panduriformi” è molto particolare: nella parte basale della foglia sono presenti delle profonde insenature laterali che bruscamente raggiungono la rachide e quindi il picciolo che in questo caso è alato. La lamina a volte è asimmetrica: da un lato è completa mentre dall'altro già a metà lunghezza si restringe fino alla nervatura centrale.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

Il capolino

L'infiorescenza è formata da grandi capolini in formazioni corimbose (con 2 – 5 capolini, raramente uno solo; massimo 12) color giallo-oro che normalmente sovrastano l'apparato fogliare. La struttura dei capolini è quella tipica delle Asteraceae : un peduncolo sorregge un involucro a forma di disco composto da più squame lineari-lanceolate disposte in più serie (2-3) spiralate, che fanno da protezione al ricettacolo basale (che in questo caso è nudo – senza pagliette) sul quale s'inseriscono due tipi di fiori: quelli esterni ligulati (di colore giallo chiaro) e quelli interni tubulosi (di colore giallo accentuato). I peduncoli sono cosparsi da fitti peli ghiandolari. Lunghezza dei peduncoli: 12 - 85 mm. La lunghezza delle squame è di 11 – 14 mm. Diametro dei capolini: 3 – 6 cm.

Fiore[modifica | modifica sorgente]

I fiori sono zigomorfi e tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre ermafroditi, più precisamente i fiori del raggio (quelli ligulati) sono femminili; mentre quelli del disco centrale (tubulosi) sono bisessuali.

* K 0, C (5), A (5), G 2 (infero)[5]
  • Corolla: la parte inferiore dei petali è saldata insieme e forma un tubo; in particolare quelli del disco centrale (tubulosi) hanno delle fauci dilatate a cinque lobi, mentre nei fiori periferici (ligulati) il tubo termina con un prolungamento nastriforme terminante più o meno con cinque dentelli. Lunghezza dei fiori ligulati: 16 – 24 mm.
  • Androceo: gli stami sono 5 con dei filamenti liberi; le antere invece sono saldate fra di loro e formano un manicotto che circonda lo stilo (sono inoltre prive di appendici filiformi). La forma delle antere è arrotondata o appena sagittata.
  • Fioritura: da (maggio) giugno a luglio.

Frutti[modifica | modifica sorgente]

I frutti sono degli acheni oblunghi con dei solchi longitudinali. Sono inoltre provvisti di pappo in serie multiple formato da soli peli senza coroncina (i fiori del raggio, quelli ligulati, producono dei frutti privi di pappo).

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[6] – Distribuzione alpina[7])
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 1400 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: montano e collinare (oltre a quello planiziale – a livello del mare).

Fitosociologia[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale[7]:

Formazione: delle comunità forestali
Classe: Carpino-Fagetea
Ordine: Fagetalia sylvaticae

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

La famiglia di appartenenza del Doronicum pardalianches (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[8] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[9]).
Il D. pardalianches appartiene a un genere (Doronicum) non molto numeroso comprendente 30 - 40 specie (secondo le varie classificazioni), diffuse quasi unicamente nell'emisfero boreale (Vecchio Mondo), delle quali una decina sono proprie della flora italiana.
Il genere Doronicum appartiene alla sottofamiglia delle Asteroideae e, secondo le ultime ricerche filogenetiche, alla tribù delle Doroniceae, caratterizzata dall'avere capolini con fiori ligulati alla periferia e fiori tubulosi al centro, squame dell'involucro ben sviluppate e tutte più o meno di uguale lunghezza e pappo biancastro e morbido.
All'interno del genere D. pardalianches appartiene alla sezione Eudoronicum caratterizzata dall'avere i frutti acheni esterni calvi (senza pappo) e le foglie radicali dentellate e radici non tuberose.[1]
Il numero cromosomico di D. pardalianches è: 2n = 60[10]

Ibridi[modifica | modifica sorgente]

Con la specie Doronicum austriacum la pianta di questa voce forma il seguente ibrido interspecifico:

  • Doronicum × pardalanchoides Bornm. & W. Koch (1930)

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

  • Doronicum cordatum Lamarck (1779)
  • Doronicum cordifolium Stokes (1812)
  • Doronicum emarginatum Le Grand ex Coste (1903)
  • Doronicum latifolium Bubani (1899)
  • Doronicum macrophyllum Bernh.
  • Doronicum matthioli Tausch
  • Doronicum procurrens Dumort. (1829)
  • Doronicum romanum Garsault
  • Doronicum toxicarium Salisb. (1796)
  • Arnica scorpioides L.

Specie simili[modifica | modifica sorgente]

Negli areali di contatto (Centro Italia) il Doronico medicinale con un solo capolino è difficilmente distinguibile dalla specie Doronicum orientale Hoffm. monocefala (una certa differenza si ha nella forma delle squame dell'involucro: nel Doronico medicinale le squame sono larghe fin verso l'apice).[2] È da notare comunque che l'antesi delle due specie non dovrebbero avere periodi di sovrapposizione (“orientale” = marzo-maggio; “medicinale” = giugno-luglio). In generale tutti i “Doronici” montani sono di difficile determinazione; questo vale per le seguenti specie: Doronicum columnae, Doronicum grandiflorum, Doronicum glaciale e Doronicum clusii (per le varie differenze morfologiche consultare le rispettive voci).

Usi[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.

Farmacia[modifica | modifica sorgente]

Secondo la medicina popolare la radice di questa pianta ha delle proprietà cardiotoniche e nervine (contro la depressione nervosa).[11]

Altre notizie[modifica | modifica sorgente]

Il Doronico medicinale in altre lingue viene chiamata nei seguenti modi:

  • (DE) Kriechende Gemswurz
  • (FR) Doronic pardalianche
  • (EN) Great Leopard's-bane'

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Motta 1960, op. cit., Vol. 2 – pag. 47
  2. ^ a b Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 – pag. 115
  3. ^ Tropicos Database. URL consultato il 23 giugno 2011.
  4. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 114
  5. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 22 aprile 2009.
  6. ^ Conti et al. 2005, op. cit., pag. 88
  7. ^ a b c Aeschimann et al. 2004, op. cit., Vol. 2 - pag. 530
  8. ^ Judd 2007, op. cit., pag. 520
  9. ^ Strasburger 2007, op. cit., pag. 858
  10. ^ eFloras - Flora of North America. URL consultato il 23 giugno 2011.
  11. ^ Plants For A Future. URL consultato il 23 giugno 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]