Doronicum
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Doronicum austriacum (Doronico austriaco) |
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| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Asteridae |
| Ordine | Asterales |
| Famiglia | Asteraceae |
| Sottofamiglia | Asteroideae |
| Tribù | Senecioneae |
| Genere | Doronicum L., 1753 |
| Classificazione APG | |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Tricolpate basali |
| (clade) | Asteridi |
| (clade) | Euasteridi II |
| Ordine | Asterales |
| Famiglia | Asteraceae |
| Sottofamiglia | Asteroideae |
| Tribù | Doroniceae Panero, 2005 |
| Specie | |
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Doronicum L. 1753 è un genere di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Asteraceae, dall’aspetto di fiori gialli simili alle margherite.
Indice |
[modifica] Etimologia
Il nome del genere (Doronicum) potrebbe derivare da un termine dell'Arabia: Doronigi o Doronidge. Il primo ad usare questo nome come valore di genere fu il botanico francese Joseph Pitton de Tournefort (Aix-en-Provence, 5 giugno 1656 – Parigi, 28 dicembre 1708); nome ripreso e confermato nel 1753 da Carl von Linné (Rashult, 23 maggio 1707 – Uppsala, 10 gennaio 1778), biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi[1].
[modifica] Morfologia
Quelle di questo genere sono piante erbacee e perenni provviste di peli di vario tipo. La determinazione esatta della forma e lunghezza dei peli è molto importante per definire la specie nell'ambito del genere. Purtroppo alcuni peli sono distinguibili solamente con un buon microscopio a 20-50 ingrandimenti[2]. La tavola a fianco indica il tipo di peli presenti sul bordo delle foglie e sulla superficie delle squame dell'involucro che si possono dividere nei seguenti quattro tipi:
- A : peli lunghi di tipo semplice (non ghiandolare) formati da più serie di cellule (pluriseriati);
- B : peli brevi di tipo semplice (non ghiandolare) formati da una serie di cellule (uniseriati);
- C : peli ghiandolari mediamente lunghi;
- D : peli ghiandolari brevi.
L'altezza di queste piante varia da pochi centimetri fino a 1,5 - 2 metri. La forma biologica prevalente (almeno per le specie europee) è geofita rizomatosa (G rhiz), ossia sono piante che portano le gemme in posizione sotterranea. Durante la stagione avversa non presentano organi aerei e le gemme si trovano in organi sotterranei chiamati rizomi, dei fusti sotterranei dai quali, ogni anno, si dipartono radici e fusti aerei.
[modifica] Radici
L'apparato radicale può essere formato da un rizoma strisciante (non lanoso) oppure da un rizoma nodoso-tuberoso (in questo caso può essere lanoso nella parte apicale).
[modifica] Fusto
- Parte ipogea: la parte sotterranea è un rizoma, senza stoloni.
- Parte epigea: la parte aerea è eretta, semplice o poco ramosa; la superficie può essere striata e pubescente.
[modifica] Foglie
Le foglie sono generalmente intere con bordo debolmente dentellato (o continuo) e provviste di peli sia sulla superficie che ai bordi.
- Foglie basali: generalmente è presente una rosetta basale con foglie provviste da un lungo picciolo e con lamina a forma più o meno largamente lanceolata o più facilmente ovate oppure cordiforme.
- Foglie cauline: le foglie cauline sono poche, a disposizione alterna e sessili (semi-amplessicauli). Le dimensioni si accorciano verso l'infiorescenza. Le forme di quelle superiori sono sempre più lanceolate, quasi lineari.
[modifica] Infiorescenza
L'infiorescenza è formata da grandi capolini solitari o assemblati in modo corimboso quasi sempre di color giallo-oro che normalmente sovrastano l'apparato fogliare e assolvono alla funzione vessillare. La struttura dei capolini è quella tipica delle Asteraceae : un peduncolo sorregge un involucro a forma di coppa composto da più squame in più serie (2 o 3 serie per un totale di 20 – 30 squame) spiralate, che fanno da protezione al ricettacolo basale (nudo – senza pagliette o raramente peloso) sul quale s'inseriscono due tipi di fiori : quelli esterni ligulati (da 20 a 40 e di colore giallo chiaro) e quelli interni tubulosi (da 50 a 250 e di colore giallo accentuato). La forma delle squame è lanceolata o lineare. Diametro dell'involucro: 22 – 40 mm.
[modifica] Fiore
I fiori sono ermafroditi, zigomorfi, tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre ermafroditi, più precisamente i fiori del raggio (quelli ligulati) sono femminili; mentre quelli del disco centrale (tubulosi) sono bisessuali.
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- * K 0, C (5), A (5), G 2 (infero)[3]
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- Calice: i sepali sono ridotti ad una coroncina di squame; nella fruttificazione sono persistenti.
- Corolla: la parte inferiore dei petali è saldata insieme e forma un tubo; in particolare quelli del disco centrale (tubulosi) hanno delle fauci dilatate a cinque lobi e sono 5 volte più lunghe che larghi, mentre nei fiori periferici (ligulati) il tubo termina con un prolungamento nastriforme terminante più o meno con cinque dentelli.
- Androceo: gli stami sono 5 con dei filamenti liberi; le antere invece sono saldate fra di loro e formano un manicotto che circonda lo stilo (sono inoltre prive di appendici filiformi). La forma delle antere è arrotondata o appena sagittata.
- Gineceo: lo stilo è unico con uno stimma profondamente bifido e con un ciuffo di peli alla sommità; l'ovario è infero e uniloculare formato da due carpelli concrescenti e contenente un solo ovulo.
- Impollinazione: la fecondazione è entomogama
[modifica] Frutti
I frutti sono degli acheni oblunghi con dei solchi o nervi longitudinali (da 5 a 10). Sono inoltre provvisti di pappo persistente i cui peli (da 40 a 50) sono disposti in serie multiple. Il pappo è formato da soli peli senza coroncina se il frutto è generato dai fiori centrali (tubulosi), altrimenti sono senza (o quasi) pappo se il frutto è generato dai fiori periferici. Grazie al pappo il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
[modifica] Distribuzione e habitat
L'habitat di queste piante è quello tipico della flora temperata e temperata fredda dei rilievi montani europei, ma anche del Nord Africa, dell'Asia sud-occidentale (Turchia, Caucaso, Iran e Iraq) e delle regioni montane dell'India sub-himalayana e della Cina meridionale (Yunnan), probabile luogo di origine della maggioranza di queste specie. Nelle nostre zone allo stato libero, raramente scendono sotto i limiti di altitudine superiore del bosco di faggio o di castagno e comunque crescono in luoghi sassosi aperti o ai margini dei boschi sempre in luoghi più o meno freschi.
Delle 9 specie spontanee della nostra flora solo 6 vivono sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla diffusione delle specie alpine[4].
| Specie | Comunità vegetali |
Piani vegetazionali |
Substrato | pH | Livello trofico | H2O | Ambiente | Zona alpina |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| D. austriacum | 11 | montano subalpino |
Ca Ca-Si | basico | alto | umido | B6 D2 G2 H1 H2 I1 I2 | tutto l'arco alpino (escl. SO) |
| D. clusii | 3 | alpino | Si | acido | medio | medio | C3 | tutto l'arco alpino (escl. VA CO BG UD) |
| D. columnae | 11 | montano subalpino |
Ca | basico | alto | umido | C2 C3 G1 G2 H1 H2 | CO BG BS TN BZ BL UD |
| D. glaciale | 3 | alpino | Ca Si | neutro | medio | medio | C3 | CO BZ TN BL UD |
| D. grandiflorum | 3 | alpino | Ca Ca-Si | basico | medio | medio | C3 | tutto l'arco alpino (escl. VA) |
| D. pardalianches | 14 | collinare montano |
Ca Si | neutro | alto | medio | I2 | CN TO VC NO VA CO BG BS |
Substrato con “Ca-Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). |
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[modifica] Sistematica
La famiglia delle Asteraceae (o Compositae) è la famiglia vegetale più numerosa, organizzata in oltre 1000 generi per un totale di circa 20.000 specie.
Il genere Doronicum non è molto numeroso, comprende 30 - 40 specie (secondo le varie classificazioni), diffuse quasi unicamente nell'emisfero boreale (Vecchio Mondo), delle quali una decina sono proprie della flora italiana. Appartiene alla sottofamiglia delle Asteroideae e tradizionalmente viene attribuito alla tribù delle Senecioneae, pur avendo differenze morfologiche e biochimiche rispetto alle specie di questa tribù.[5] Recenti studi attribuiscono al genere caratteri peculiari che ne giustificano la collocazione in una tribù a se stante (Doroniceae), con affinità con il clade Calenduleae.[6]
All'interno del genere si individuano due sezioni :
- Sezione “Aronicum” : tutti i frutti acheni sono provvisti di pappo (Doronicum grandiflorum e altre);
- Sezione “Eudoronicum” : i frutti del raggio (ligulati) sono privi di pappo (o al massimo hanno qualche pelo), mentre i frutti del centro (tubulosi) sono sempre con pappo (Doronicum austriacum, Doronicum pardalianches, Doronicum caucasicum, Doronicum plantagineum, e altre).
Un altro sistema di suddividere il genere (e forse più facile del primo in quanto non si deve attendere lo sviluppo del frutto) è quello di considerare le foglie basali:
- Sezione a foglie basali a forma ovata e non dentellate alla base (Doronicum plantagineum, e altre);
- Sezione a foglie basali a forma cordata e tutte dentellate (Doronicum austriacum, Doronicum pardalianches, Doronicum caucasicum e altre).
All'interno di quest'ultima sezione si può poi creare due ulteriori sottosezioni in base al tipo di radice:
- Radice tuberosa e ringonfiata (Doronicum pardalianches, e altre);
- Radice a rizoma nodoso-tuberoso e apicalmente lanoso (Doronicum austriacum, Doronicum caucasicum e altre)[1].
| Per approfondire, vedi la voce Specie di Doronicum. |
[modifica] Specie spontanee della flora italiana
Per meglio comprendere ed individuare le varie specie del genere (solamente per le specie spontanee della nostra flora) l’elenco che segue utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche[2] (per il tipo di peli vedere la tabella al paragrafo “Morfologia” - tra parantesi () vengono indicati i peli con una minore presenza).
- SEZIONE A : le piante sono del tipo “monocefalo” (un solo capolino con fusti semplici); le piante sono inoltre basse (minori di 1 metro);
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- Gruppo 1A : la forma della lamina delle foglie basali è cuoriforme; il picciolo s'inserisce tra due lobi posti alla base della foglia;
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- Doronicum columnae Ten. - Doronico di Colonna : l'altezza della pianta varia da 2 a 4 dm; il rizoma è sottile e privo di peli; il bordo delle foglie basali si presenta con dei denti acuti la cui larghezza è uguale alla lunghezza; peli sul margine delle foglie : A - B - (C) – D; peli sulle squame dell'involucro: A – (B) – C – D; il tipo corologico è Orofita Sud Est Europeo – Caucasico; l' habitat tipico sono gli ambienti ombrosi e umidi su pietrame e rupi a substrato calcareo; la diffusione sul territorio italiano è quasi totale a parte le regioni nord-occidentali e le isole; l'altitudine varia da 500 a 2000 m s.l.m..
- Doronicum orientale Hoffm. - Doronico orientale : l'altezza della pianta varia da 2 a 5 dm; il rizoma è grosso e lanoso; il bordo delle foglie basali è intero o con brevi dentelli acuti; peli sul margine delle foglie : A - B - (D); peli sulle squame dell'involucro: A – (B) – D; il tipo corologico è Orofita Sud Est Europeo – Caucasico; l' habitat tipico sono i boschi di latifoglie e le rupi ombrose; questa pianta è diffusa solo al sud ad una altitudine che varia da 500 a 1900 m s.l.m..
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- Gruppo 1B : la forma della lamina delle foglie basali è ovale o lanceolata; la base della foglia è acuta, ottusa oppure tronca; i frutti dei fiori ligulati hanno generalmente il pappo;
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- Doronicum hungaricum (Sadler) Rchb. - Doronico d'Ungheria : l'altezza della pianta varia da 2 a 8 dm; peli sul margine delle foglie : A - B - D; peli sulle squame dell'involucro: A – (B) – C - D; il tipo corologico è Orofita Sud Est Europeo; l' habitat tipico sono i boschi e le forre umide; questa pianta si trova raramente solo in Calabria ad una altitudine che varia da 500 a 1500 m s.l.m..
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- Gruppo 3A : la base delle foglie cauline superiori è ristretta; i peli del bordo sono acuti;
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- Doronicum grandiflorum Lam. - Doronico dei macereti : l'altezza della pianta varia da 1 a 5 dm; peli sul margine delle foglie : A - (B) - D; peli sulle squame dell'involucro: A – (B) – C; il tipo corologico è Orofita Sud West Europeo; l' habitat tipico sono i macereti, ghiaioni e pendii franosi su substrato calcareo; è presente solo sulle Alpi ad una altitudine che varia da 2000 a 2500 m s.l.m..
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- Gruppo 3B : la base delle foglie cauline superiori è arrotondata, le foglie sono inoltre amplessicauli; i peli del bordo sono semplici, lunghi e ottusi all'apice;
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- Doronicum glaciale (Wulfen) Nyman - Doronico nivale : l'altezza della pianta varia da 5 a 25 cm; il bordo delle foglie cauline superiori presenta dei peli semplici, rigidi e diritti frammisti a peli ghiandolari brevi (ossia : A – D); peli sulle squame dell'involucro: A – (C) - D; il tipo corologico è Endemico – Est Alpico; l' habitat tipico sono le zone lungamente innevate su terreno morenico; è presente raramente solo sulle Alpi orientali ad una altitudine che varia da 2000 a 2900 m s.l.m..
- Doronicum clusii (All.) Tausch - Doronico del granito : l'altezza della pianta varia da 10 a 30 cm; il bordo delle foglie cauline superiori presenta dei peli semplici, rigidi e peli semplici sinuosi senza peli ghiandolari (ossia : A – B); peli sulle squame dell'involucro: A – (B) - C; il tipo corologico è Orofita Sud Europeo; l' habitat tipico sono i macereti e le morene su substrato siliceo; è presente sulle Alpi ad una altitudine che varia da 2000 a 2900 m s.l.m..
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- SEZIONE B : le piante portano numerosi capolini con aggregazioni corimbose; le piante possono raggiungere e superare 1,5 metri di altezza;
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- Doronicum corsicum Poiret - Doronico di Corsica : l'altezza della pianta varia da 3 a 9 dm; peli sul margine delle foglie : A - B - (D); peli sulle squame dell'involucro: (A) – B – C - D; il tipo corologico è Endemico; l' habitat tipico sono le forre umide; si trova solo in Corsica ad una altitudine che varia da 500 a 1500 m s.l.m..
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- Gruppo 1B : i fiori ligulati non hanno il pappo; la base delle foglie inferiori è ottusa o troncata; il picciolo s'inserisce tra due lobi posti alla base della foglia;
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- Doronicum austriacum Jacq. - Doronico austriaco : l'altezza della pianta varia da 8 a 15 dm; il rizoma è glabro all'apice; le foglie mediane hanno una forma molto caratteristica : sono presenti delle profonde insenature laterali (“panduriforme”); peli sul margine delle foglie : A - B - (D); peli sulle squame dell'involucro: (A) – (B) – C - D; il tipo corologico è Orofita Sud Europeo; l' habitat tipico sono le forre umide ed ombrose, le schiarite e i margini dei boschi; si trova al nord dell'Italia ad una altitudine che varia da 500 a 1900 m s.l.m..
- Doronicum pardalianches L. - Doronico medicinale : l'altezza della pianta varia da 3 a 7 dm; il rizoma è bianco-lanoso all'apice; le foglie mediane si restringono all'altezza del picciolo; peli sul margine delle foglie : A - B - (D); peli sulle squame dell'involucro: A – (B) – C - D; il tipo corologico è West Europeo - (Subatlantico); l' habitat tipico sono le forre e i boschi; si trova al nord e centro dell'Italia (versante tirrenico) ad una altitudine che varia da 0 fino a 1400 m s.l.m..
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[modifica] Sinonimi
Il genere di questa scheda ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:
- Aronicum
- Epitrachys
- Eriolepis
- Grammarthron
[modifica] Generi simili
- Arnica L. - Arnica : è senz'altro il genere che più si avvicina a quello di questa scheda. Le differenze sono minime, si possono distinguere soprattutto nella disposizione delle foglie cauline: nel genere Arnica la disposizione è opposta. Altre differenze si riscontrano nella struttura dello stilo. Frequentano inoltre lo stesso habitat e le stesse zone alpine.
- Inula L. - Inula : questo è un altro genere le cui specie si avvicinano a quelle del genere Doronicum; tuttavia i fiori dell'“Inula” si presentano mediamente più fogliosi e vegetano a quote più basse. Comunque il carattere più sicuro di distinzione sono le antere che nel genere Inula hanno la base prolungata in una appendice filiforme.
[modifica] Usi
[modifica] Farmacia
Alcune piante di questo genere anticamente avevano impiego nella medicina popolare. Alcuni rizomi e radici possono essere velenosi, nondimeno venivano utilizzate per il loro presunto effetto tonificante (rafforza l'organismo in generale). Ma ora non più. Può essere interessante ricordare che il nome di una specie (Doronicum pardalianches) deriva dal greco e significa “capace di strozzare il leopardo” o anche “strangola pantere”; in effetti sembra (ma non è documentato con certezza) che anticamente si preparassero alcune esche con queste piante per sbarazzarsi di animali indesiderati[1].
[modifica] Giardinaggio
Le prime documentazioni dell'uso orticolo in Europa delle piante di questo genere si hanno attorno al 1570. Altre specie vennero introdotte in seguito come il Doronicum altaicum (nativo della Siberia) nel 1738; oppure il Doronicum orientale (sinonimo di Doronicum caucasicum) nel 1815; e qualche anno più tardi il Doronicum austriacum (che contrariamente al nome ora vive anche su tutto l'arco delle Alpi italiane)[1]. Queste notizie ci dicono che l'uso principale che si fa di queste piante è nel giardinaggio (principalmente nei giardini rocciosi e alpini) e questo per merito di alcune caratteristiche positive delle specie di questo genere come i fiori grandi, la vivacità dei colori e la lunga fioritura oltre ad una certa resistenza ai climi freddi.
[modifica] Note
- ^ a b c d Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. , Milano, Federico Motta Editore, 1960.
- ^ a b Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982. ISBN 88-506-2449-2
- ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 22-04-2009.
- ^ AA.VV., Flora Alpina. Volume primo, Bologna, Zanichelli, 2004.
- ^ Fernandez I.A. A Phylogenetic Analysis of Doronicum (Asteraceae, Senecioneae) Based on Morphological, Nuclear Ribosomal (ITS), and Chloroplast (trnL-F) Evidence. Molecular Phylogenetics and Evolution 2001; 20 : 41.
- ^ Panero J.L. New combinations and infrafamilial taxa in the Asteraceae. Phytologia 2005; 87(1): 1-4.
[modifica] Bibliografia
- Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume secondo , Milano, Federico Motta Editore, 1960, pag. 47.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume terzo, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 113. ISBN 88-506-2449-2
- AA.VV., Flora Alpina. Volume secondo, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 528.
- Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
- Álvarez Fernández I. Systematics of Eurasian and North African Doronicum (Asteraceae: Senecioneae). Ann. Mo. Bot. Gard. 2003; 90(3): 319-389.DOI:10.2307/3298534
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikispecies contiene informazioni su Doronicum
Commons contiene file multimediali su Doronicum
[modifica] Collegamenti esterni
- Crescent Bloom. URL consultato il 25-04-2009.
- Botanica Sistematica. URL consultato il 25-04-2009.
- Flora Europaea - Royal Botanic Garden Edinburgh. URL consultato il 25-04-2009.
- efloras. URL consultato il 25-04-2009.
- GRIN Taxonomy for Plants. URL consultato il 25-04-2009.
- Index synonymique de la flore de France. URL consultato il 25-04-2009.
- Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 25-04-2009.
- Tropicos. URL consultato il 25-04-2009.
- ZipcodeZoo.com. URL consultato il 25-04-2009.