Creep (Radiohead)

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Creep
Radiohead, Creep (Brett Turnbull).jpg
Thom Yorke nel video del brano.
Artista Radiohead
Tipo album Singolo
Pubblicazione 1992
Durata 3 : 59
Album di provenienza Pablo Honey
Dischi 1
Tracce 4
Genere Alternative rock[1]
Britpop[1]
Etichetta EMI, Parlophone
Produttore Sean Slade, Paul Q. Kolderie
Formati Green 7", CD
Radiohead - cronologia
Singolo precedente
Singolo successivo
(1993)

Creep è il primo singolo (non considerando l'EP Drill) pubblicato dalla band alternative rock inglese dei Radiohead e fa parte del loro album di debutto Pablo Honey (1993). Alla prima distribuzione limitata dell'album (settembre 1992), la BBC Radio 1 l'ha giudicato "troppo deprimente"[2] e lo ha escluso dalla programmazione dopo solo due trasmissioni. Ciononostante il singolo è diventata una delle più grandi hit del gruppo.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

Prima uscita inglese (21 settembre 1992):

  1. Creep - 3:55
  2. Lurgee - 3:07
  3. Inside My Head - 3:12
  4. Million Dollar Question - 3:18

Seconda uscita inglese (6 settembre 1993):

  1. Creep
  2. Yes I Am
  3. Blow Out (remix)
  4. Inside My Head (live)

Olanda/Germania e Giappone (1993):

  1. Creep
  2. Yes I Am
  3. Inside My Head (live)
  4. Creep (acoustic)

Soggetto[modifica | modifica sorgente]

Il frontman del gruppo, Thom Yorke, ha scritto il testo della canzone mentre studiava alla Exeter University. Secondo le sue dichiarazioni, il brano parla di un uomo ubriaco che prova ad ottenere l'attenzione di una donna seguendola ovunque; alla fine capisce di essere inconsciamente la donna in questione.[senza fonte]

Quando, nel 1993, furono chieste al cantante spiegazioni sul testo di Creep, lui rispose: «Ho notevoli problemi nell'essere un uomo degli anni novanta... Ogni uomo con sensibilità o coscienza verso il sesso opposto avrebbe problemi simili. È un'ardua impresa affermare la propria mascolinità senza sembrare il membro di un gruppo hard-rock... Questo si riflette sulla musica che scriviamo, che pur non essendo effeminata non risulta neanche brutalmente tracotante. È una delle cose che provo continuamente a fare: affermare un personaggio sensuale e provare disperatamente a negarlo.[3]

Versioni dei Radiohead[modifica | modifica sorgente]

Della canzone sono state distribuite diverse versioni per via della frase "you're so fucking special" nel testo: un'edizione per le radio che recita "you're so very special" è apparsa in molte compilation ed è stata inclusa come bonus track nella versione americana di Pablo Honey; Yorke ha manifestato la scontentezza della band per la versione censurata del brano, che perde così la sua carica d'irritazione. Ma tra i B-sides troviamo altre versioni di Creep, fra cui quella presso il Town & Country Club di Londra (14 marzo 1993) e quella suonata solo dal frontman con la chitarra acustica per il KROQ di Los Angeles (13 luglio 1993), inclusa anche negli EP Itch e My Iron Lung.

Cover di altri artisti[modifica | modifica sorgente]

  • I Sentenced ha pubblicato una cover di Creep nel 1998 nella versione gold del suo quinto album, Frozen.
  • Nel 2009 Vasco Rossi ha pubblicato il brano Ad ogni costo, con la stessa melodia di Creep e testo italiano completamente diverso.[4]
  • Creep compare anche nell'album dal vivo dei Korn MTV Unplugged.
  • Un'inedita versione di Creep è stata utilizzata nel trailer e nella colonna sonora del film The Social Network, eseguita, con solo ausilio di voce e pianoforte, dal Scala & Kolacny Brothers, un coro femminile belga composto da oltre duecento ragazze.
  • Nel 2012 la cantante statunitense Macy Gray ne ha pubblicato una sua versione nell'album Covered.
  • Nel 2013 la serie televisiva Glee ne ha realizzato una cover nella puntata Guilty Pleasures.

Reazioni[modifica | modifica sorgente]

Il singolo è generalmente considerato per la band il trampolino di lancio verso il successo internazionale, ma in realtà riscosse un limitato successo in Gran Bretagna alla sua uscita (nel 1992). Proprio in virtù del palese insuccesso, il gruppo decise di distribuire un secondo singolo, Anyone Can Play Guitar, per promuovere l'album Pablo Honey, e ne pubblicò un terzo (Pop Is Dead) all'inizio del tour mondiale nel 1993.

A fine marzo 1993 la band vola a Israele per il primo assaggio della fama lì acquistata in seguito alla diffusione di Creep su Galei Tzahal. A fine maggio volano negli Stati Uniti, incontrando un maggiore successo: una stazione radiofonica di San Francisco aveva infatti ottenuto la canzone e lentamente Creep invaso le frequenze nazionali. Thom Yorke descrive così la situazione:

«Il mio primo ricordo del viaggio in America è che abbiamo guidato da Parigi, preso il traghetto, guidato fino a Heathrow, volati a New York. Quindi in 20 ore siamo passati da Parigi a New York a Londra, per poi guidare dritti fino a Boston. Mi sono svegliato su un divano, camminato per questo hotel di Boston alle 7 del mattino, acceso MTV e c'era Creep! È stato come, "Oh mio Dio"...».[2]

Creep non ha ancora sfondato in Gran Bretagna, ma quando viene ripubblicato, nel settembre del 1993, a circa un anno dalla prima uscita, raggiunge il settimo posto nel classifica pop.

Alcuni attribuiscono il successo di Creep alla capacità di catturare lo spirito apatico e disilluso dei primi anni novanta, che aveva avuto effetti simili con Loser (di Beck) e aveva catapultato i Nirvana e il movimento grunge.

Quest'ottica fornisce alla band un successo immediato, ma basato sulla figura di "rocker lamentosi" destinati a passare alla storia solo per quest'unico singolo (quello che si definisce un one-hit wonder). In ogni caso il video di Creep è già diventato talmente popolare da apparire in Beavis and Butt-head, su MTV.

Nel marzo 2005 la rivista Q ha collocato Creep al 15º posto fra i "100 Migliori brani alla chitarra" ("100 Greatest Guitar Tracks Ever!")[5].

Melodia[modifica | modifica sorgente]

La canzone è comunemente riconosciuta per i quattro accordi di chitarra che precedono il ritornello; nelle prime sessioni di prova per la canzone, il chitarrista Jonny Greenwood era stanco dell'andamento lento della canzone e tentava di sabotare la canzone inserendo questi accordi di chitarra. Ed O'Brien ha dichiarato che: «Quello è il suono di Jonny che prova a incasinare la canzone...Non gli piaceva la prima volta che l'abbiamo suonata, così provava a rovinarla.»[6]

Quando il gruppo propose Creep ai produttori Sean Slade e Paul Q. Kolderie, la presentò come "la nostra canzone alla Scott Walker" e i produttori la bocciarono, pensandola una cover.

La canzone è molto simile a The Air That I Breathe (1974), scritta da Albert Hammond e Mike Hazelwood e resa famosa dagli Hollies: le due canzoni hanno un giro di basso molto simile e i versi hanno la stessa struttura metrica e una melodia simile. Proprio per questo, Hammond e Hazelwood sono citati fra gli autori insieme ai cinque membri dei Radiohead.

Performance live[modifica | modifica sorgente]

I primi concerti dei Radiohead erano seguiti principalmente per l'esecuzione di Creep; suonare qualcosa di diverso suscitava l'insoddisfazione del pubblico e ben presto la band ne risentì. La reazione al successo di Creep è il soggetto di My Iron Lung, inserita nell'EP omonimo del 1994 e poi come ottava traccia del loro secondo album, The Bends (1995). Il brano parla di come Creep fosse la canzone che li teneva in vita, il loro "polmone d'acciaio" (iron lung appunto). In un'intervista, Thom Yorke spiega che per quanto non volessero smettere di suonare Creep, prima di eseguirla facevano spesso commenti a proposito del pochissimo rispetto che nutrivano per chiunque volesse ascoltarla.

Dalla seconda metà del 1998 i Radiohead non suonarono più Creep dal vivo, fino al bis conclusivo del loro concerto a South Park (Headington, Oxford) del 7 luglio 2001, quando la improvvisarono in seguito al malfunzionamento delle tastiere poco prima dell'inizio di Motion Picture Soundtrack. Da quel momento hanno ricominciato ad inserirla occasionalmente nelle scalette dei loro live, compreso il concerto V Festival del 2006.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Creep (UK CD) in Allmusic, All Media Network.
  2. ^ a b (EN) Dave Jennings, Creepshow in Melody Maker, 25 settembre 1993.
  3. ^ (EN) Jim Sullivan, Creep stumbles onto fame in The Boston Globe, 8 ottobre 1993.
  4. ^ "Ad ogni costo", Vascorossi.net. URL consultato l'11-11-2009.
  5. ^ (EN) Q Magazine - 100 Greatest Guitar Tracks Ever!, rocklistmusic.co.uk, marzo 2005. URL consultato il 21-11-2009.
  6. ^ (EN) Radiohead - Pablo Honey (1993), paulmcgarry.com. URL consultato il 7-11-2009.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]