Classe Furutaka

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Classe Furutaka
Japanese cruiser Furutaka.jpg
Descrizione generale
Naval Ensign of Japan.svg
Tipo incrociatore pesante
Numero unità 2
Proprietà Dai-Nippon Teikoku Kaigun
Entrata in servizio 1926
Caratteristiche generali
Dislocamento standard: 7.100 t
a pieno carico: 9.540 t
Lunghezza 185,17 m
Larghezza 16,93 m
Pescaggio 4,6 m
Ponte di volo SIm
Velocità 32,95 nodi
Equipaggio 625
Armamento
Armamento artiglieria alla costruzione:
  • 6 cannoni da 200mm

Dopo riallestimento:

  • 6 cannoni da 203mm in 3 torri binate
  • 4 cannoni da 120mm contraerei

mitragliatrici antiaeree:

  • 8 da 25mm in 4 installazioni binate
  • 4 da 13mm in 2 installazioni binate
Siluri 8 tubi lanciasiluri da 610mm
Mezzi aerei 2

[senza fonte]

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La classe Furutaka era una classe di incrociatori pesanti giapponesi, tra le prime della loro categoria con cannoni da 200mm, poi sostituiti dai 203/50mm. Vennero usati ampiamente durante la seconda guerra mondiale. La classe era composta da due unità, il Furutaka e il Kako.

La classe era destinata alla ricognizione offensiva e pensata come contrasto delle classi di incrociatori pesanti Hawkins (in forza alla Royal Navy) e Omaha (entrata in servizio con la United States Navy).[1] La corazzatura rappresentava solo il 12% circa del dislocamento complessivo della nave (1.200 tonnellate), in quanto il progettista capitano Yuzuru Hiraga aveva ricevuto consegna di risparmiare più peso possibile per privilegiare armamento e velocità.[1] Questo disegno iniziale offriva una protezione solo contro proiettili da 152 mm e quindi una successiva revisione in cantiere comportò un sensibile aumento di dislocamento, oltre che l'installazione delle catapulte per i due aerei.

La difesa contro i siluri sotto la linea di galleggiamento era costituita da una struttura a tubo cava e non corazzata, disposta lungo il margine inferiore di tutta la cintura, e da una paratia interna e longitudinale che doveva limitare l'allagamento a un solo lato dello scafo: sebbene carente, questo tipo di difesa era comunque diffuso presso le marine da guerra coeve.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Stille 2014, p. 151
  2. ^ Stille 2014, p. 152

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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