Classe Admiral (incrociatore da battaglia)

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Classe Admiral
La Hood nei primi anni 30
La Hood nei primi anni 30
Descrizione generale
Naval Ensign of the United Kingdom.svg
Tipo incrociatore da battaglia
Numero unità Progettate: 4
Completata: 1
Proprietario/a Royal Navy
Entrata in servizio 1920
Caratteristiche generali
Dislocamento 41.861 t
Lunghezza 262,3 m
Larghezza 31,8 m
Pescaggio 10,1 m
Propulsione Quattro gruppi turboriduttori
144.000 Shp
Velocità 31 nodi  (57 km/h)
Autonomia 5.300 mn (10.000 km)
Equipaggio 1.341
Armamento
Armamento
  • 8 cannoni da 381 mm in torrette binate
  • 12 cannoni da 140 mm singoli
  • 8 cannoni da 101,6 mm in installazioni binate
  • 24 cannoni da 40 mm antiaerei Pom Pom in installazioni ottuple
  • 20 mitragliatrici da 12,7 mm in installazioni quadruple
  • 4 tubi lanciasiluri da 533 mm fuori acqua
Mezzi aerei 1 aereo, una catapulta

dati tratti da [1]

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Gli incrociatori da battaglia classe Admiral sono stati un gruppo di quattro navi progettate per la Royal Navy britannica sul finire della prima guerra mondiale. La loro costruzione fu pensata per contrastare la classe Mackensen di incrociatori da battaglia in costruzione per la Kaiserliche Marine tedesca[2].

Inizialmente era prevista la costruzione di quattro navi: Anson, Howe, Rodney e Hood. Dopo la sospensione della costruzione delle navi tedesche, la Anson, la Howe e la Rodney vennero cancellate. La Hood, la cui costruzione era più avanzata, venne completata e rimase in servizio fino alla seconda guerra mondiale.

Storia e progetto[modifica | modifica sorgente]

Nel 1915 l'Ammiragliato britannico era impegnato nella scelta delle specifiche per una nuova classe di navi da battaglia successiva alla classe Queen Elizabeth. Il Direttore delle costruzioni navali, Eustace Tennyson-d'Eyncourt, ricevette ordine di preparare un progetto per una nuova "nave da battaglia veloce" che incorporasse le lezioni delle battaglie combattute durante la guerra in corso. Avrebbero dovuto avere quindi un bordo libero più alto, gli armamenti secondari posti a riparo dai marosi in caso di condizioni meteorologiche avverse, un pescaggio ridotto e una velocità di punta di almeno 30 nodi, mentre per l'armamento principale erano richiesti cannoni da 381. Le precedenti Queen Elizabeth, pionieristiche in molte innovazioni progettuali, erano però risultate eccessivamente pesanti, raggiungendo di conseguenza un pescaggio eccessivo che influì anche sulla velocità di punta, inferiore ai 25 nodi previsti.

L'Ammiraglio John Jellicoe, comandante in capo della Grand Fleet, cambiò la richiesta da "navi da battaglia veloci" a grandi incrociatori da battaglia, viste le voci che davano per obsoleti tutti gli incrociatori da battaglia britannici rispetto alla classe Mackensen.

Nei primi mesi del 1916 vennero presentati i due progetti preparati da E.L. Attwood. In aprile venne fatta la scelta definitiva. Sarebbero state grandi navi da 262 metri, con dislocamento di 36.000 long ton. Lo scafo basso, scarsamente corazzato e attrezzato con caldaie piccole ma capaci di portare la nave a 32 nodi. L'ordine per le prime tre unità venne effettuato nello stesso mese, quello per la quarta pochi mesi dopo.

Disegno della Hood nel 1921

La perdita di diversi incrociatori da battaglia britannici nella battaglia dello Jutland del 1916 portò anche a diversi cambiamenti nel progetto tra cui una maggiore corazzatura e modifiche all'armamento. L'aumento del peso dovuto alla corazzatura aggiuntiva e alle protezioni antisommergibile rese necessario rinforzare i disegni di chiglia e scafo[3], facendo slittare l'impostazione della prima nave, la Hood, fino al settembre 1916. Il nuovo dislocamento ammontava a 42.100 long ton rendendo le navi della classe pari in corazzatura alle precedenti Queen Elizabeth ma dotate di una velocità decisamente superiore. Le modifiche progettuali vennero effettuate molto rapidamente nel tentativo di completare la prima nave della classe per partecipare al conflitto ancora in corso.

Il mancato completamento delle previste navi tedesche fece diminuire l'importanza della costruzione di queste navi. Allo stesso tempo il disegno statunitense di rafforzamento della propria marina con la costruzione delle classe Lexington, poi riconvertite in portaerei e delle navi da battaglia classe South Dakota rese necessaria la progettazione di navi più potenti delle Admiral e indirizzò la Royal Navy nei successivi progetti G3 e N3. La Hood, la cui costruzione era già in stato avanzato, venne completata, mentre le altre navi vennero cancellate.

Le navi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Admiral class Battlecruisers su uboat.net.
  2. ^ Jackson, op. cit., p. 39
  3. ^ Collins, op. cit., p. 112

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Collins-Jane's, Warship of World War II, Glasgow, HarperCollins Publishers, 1996. ISBN 0-00-470872-5.
  • (EN) Robert Jackson, History of the Royal Navy, Londra, Parragon, 1999. ISBN 0-7525-3219-7.
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