Caroline Kennedy

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Caroline Kennedy (2013).

Caroline Bouvier Kennedy (New York, 27 novembre 1957) è un avvocato e diplomatica statunitense, figlia dell'ex Presidente John F. Kennedy e della moglie Jacqueline Kennedy Onassis, e sorella di John Fitzgerald Kennedy Jr.

Infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Caroline visse nella città di New York fino a tre anni, per poi trasferirsi, con la proclamazione del padre a Presidente, alla Casa Bianca. Dopo l'assassinio di JFK nel novembre del 1963, ritornò con la madre e il fratello a New York al 1040 Fifth Avenue, nel Upper East Side di Manhattan.

Nel 1967 inaugurò la portaerei della U.S. Navy USS John F. Kennedy (CV-67), che rimase in servizio fino al marzo 2007.

Università[modifica | modifica wikitesto]

Si è laureata al Radcliff College dell'Università di Harvard e in diritto alla Facoltà di Legge della Columbia University, dopo aver completato i suoi studi alla Brealey School, al Convento del Sacro Cuore e alla Concord Academy nel Massachusetts.

Alla morte della madre nel 1994, Caroline si adoperò per l’organizzazione di un funerale privato. Parteciparono solo i familiari e gli amici più stretti su invito.

Matrimonio e figli[modifica | modifica wikitesto]

Dopo uno stage presso lo zio, il senatore Ted Kennedy, al The New York Daily News, Caroline iniziò a lavorare nel 1980 presso il Metropolitan Museum of Art a New York, dove conobbe il suo futuro marito Edwin Schlossberg, noto designer. Caroline vive attualmente a New York, dove il marito è presidente della Edwin Schlossberg Inc.

La coppia ha avuto due figlie e un figlio:

  • Rose Kennedy Schlossberg, nel 1988
  • Tatiana Celia Kennedy Schlossberg nel 1990
  • John Bouvier Kennedy Schlossberg, nel 1993

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Caroline Kennedy è avvocato, editrice e scrittrice; è presidente della Kennedy Library Foundation, direttore della Commissione sui Dibattiti Presidenziali, difensore legale del NAACP (National Association for the Advancement of Colored People, Associazione Nazionale per l'avanzamento delle persone di colore) e del Legal Defense and Educational Fund (Fondo per la Difesa Legale ed Educativo), Presidente onorario dell'American Ballet Theatre. È altresì consigliere all'Harvard Political Institute, in memoria del padre.

Nel 2013 Caroline Kennedy è stata nominata ambasciatore degli Stati Uniti in Giappone; il 19 novembre 2013 ha presentato le lettere credenziali all'imperatore Akihito.

Scrittrice[modifica | modifica wikitesto]

Con Ellen Alderman ha scritto due libri sulle libertà civili:

  • In Our defense – The Bill of right in Action, 1990
  • The right to Privacy, 1995

Fondatrice del premio Profiles in Courage[modifica | modifica wikitesto]

Caroline Kennedy è una delle fondatrici del premio "Profiles in Courage", che prende il nome dall'omonimo libro del padre, vincitore del premio Pulitzer nel 1957. Il premio è assegnato annualmente ad una persona che si è distinta per coraggio ed onore. Generalmente sono premiati ufficiali che rischiano la proprio carriera per perseguire un interesse nazionale e/o civile.

Nel maggio 2002 il premio è stato conferito al NYCFD, il Corpo dei vigili del fuoco di New York, per le vite salvate e i soccorsi prestati in seguito agli attentati dell'11 settembre 2001, che distrussero le Torri Gemelle e colpirono i vigili del fuoco di New York con 343 vittime.

Campagne politiche[modifica | modifica wikitesto]

Dal gennaio 2008 Caroline Kennedy appoggiò pubblicamente il candidato democratico Barack Obama nella campagna elettorale del Partito Democratico, dichiarando che gli ricordava suo padre John Kennedy. «Gli USA - ha affermato Caroline Kennedy in un articolo pubblicato dal New York Times - hanno bisogno di un cambiamento, ed Obama è l'uomo giusto per realizzarlo, come stava facendo mio padre negli anni sessanta». Alcuni ambienti del Partito Democratico avevano proposto di candidarla alla vice-presidenza. È ritenuta il più probabile successore dello zio Edward Kennedy nel seggio senatoriale del Massachusetts.

Tra le sue dichiarazioni alla stampa, quella di volere "Essere un riferimento per tutti quelli che credono nei sogni che non muoiono"[1] e di "Essere una forza, una speranza per tutti gli americani"[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dai discorsi elettorali di John F. Kennedy detti della Nuova Frontiera.
  2. ^ Caroline Kennedy: Obama come papà John. La figlia di JFK, visibilmente emozionata, La Stampa, 26-08-2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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