Assassinio di John Fitzgerald Kennedy

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1leftarrow.pngVoce principale: John Fitzgerald Kennedy.

Assassinio di J. F. Kennedy
John F. Kennedy motorcade, Dallas.jpg
Il presidente Kennedy con la moglie, Jacqueline, il governatore del Texas John Connally e la consorte Nellie Connally, nella limousine presidenziale, pochi istanti prima dell'assassinio.
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Luogo Dallas
Obiettivo John Fitzgerald Kennedy
Data 22 novembre 1963
12:30
Tipo attentato
Morti John Fitzgerald Kennedy
Feriti John Connally
Sopravvissuti Jacqueline Kennedy, Nellie Connally
Responsabili Lee Harvey Oswald

L'assassinio di John Fitzgerald Kennedy, trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti d'America, avvenne venerdì 22 novembre 1963 a Dallas, Texas, alle 12:30 ora locale (18:30 UTC). John Fitzgerald Kennedy fu ferito mortalmente da colpi di arma da fuoco, sparati, come accertato dalla Commissione Warren, dall'operaio, attivista ed ex militare Lee Harvey Oswald, mentre viaggiava con la moglie Jacqueline, con il governatore John Connally (ferito gravemente) e sua moglie Nellie, a bordo della limousine presidenziale (una Lincoln Continental del 1961) nella Dealey Plaza. Secondo le conclusioni dell'indagine governativa della Commissione[1] del 1963-1964, Kennedy fu colpito da un unico cecchino (lone gunman theory). Questa conclusione ha inizialmente incontrato un ampio sostegno da parte del pubblico statunitense, ma successivi sondaggi d'opinione, a partire dal Gallup poll del 1966, hanno dimostrato come molti dei lettori fossero invece di parere contrario[2][3], tanto che nel 1976, il presidente Gerald Ford si vide costretto a nominare una seconda commissione d'indagine, la United States House Select Committee on Assassinations HSCA, che presentò il risultato del suo lavoro nel 1979. La HSCA, basandosi in parte su prove acustiche[4], ipotizzò che vi fossero stati quattro spari concludendo che lo psicolabile Lee Harvey Oswald, poco dopo ucciso dal criminale Jack Ruby, potrebbe avere agito nel quadro di un progetto coinvolgente più persone (teorie del complotto).

Studi successivi, incluso quello della United States National Academy of Sciences[5] smentirono le conclusioni e l'accuratezza delle prove usate dalla HSCA per supportare la teoria dei quattro spari.

L'assassinio: i fatti in breve[modifica | modifica wikitesto]

Jack Ruby (a destra, con il braccio proteso) un attimo prima di sparare a Lee Harvey Oswald.

Il presidente John Fitzgerald Kennedy era in visita ufficiale nel Texas per un viaggio programmato dal vicepresidente e consigliere Lyndon Johnson allo scopo di sanare alcune controversie nel Partito democratico, che lo accusavano di non porre particolare attenzione agli interessi della parte occidentale degli Stati Uniti.

Lee Harvey Oswald al momento dell'arresto.

Il 22 novembre Kennedy e la moglie Jacqueline atterrarono con l'Air Force One all'aeroporto Love Field di Dallas, salirono su una limousine Lincoln sedendo nella parte posteriore, mentre sui sedili centrali sedettero John Connally, governatore del Texas, e sua moglie, ed il corteo presidenziale si diresse verso il centro della città; la limousine rallentò in prossimità della curva tra la Houston Street e la Elm Street e, mentre il Presidente ed il Governatore salutavano la folla, diversi colpi di fucile furono esplosi in direzione della vettura ed uno di essi colpì J.F.K. alla testa, causando un'ampia ferita, rivelatasi poi mortale. La maggior parte dei testimoni riferirà di avere udito tre spari.[6]

Immediatamente la limousine si diresse verso il Parkland Memorial Hospital, dove i dottori Carrico e Perry, dopo disperati tentativi tra cui una tracheotomia ed alcune iniezioni, non poterono fare altro che constatare la morte del Presidente degli Stati Uniti d'America.

Responsabile dell'assassinio venne ritenuto Lee Harvey Oswald, un impiegato della Texas School Book Depository in Dealey Plaza.
Subito fu catturato per l'assassinio di un poliziotto e in seguito imputato anche dell'assassinio del presidente Kennedy ma lui non confessò mai e sostenne di essere un capro espiatorio[7]. Oswald fu interrogato dalla polizia per circa 18 ore. Oswald non arrivò mai a un regolare processo perché venne ucciso a sua volta due giorni dopo l'arresto dal gestore di un night club, Jack Ruby, (che morì di cancro anni più tardi) il quale, subito arrestato ed interrogato dalla polizia di Dallas, sul motivo del suo gesto, disse:

  • Non volevo essere un eroe, l'ho fatto per Jacqueline[8]
  • Volevo risparmiare alla moglie del presidente il processo dell'uomo accusato di aver ucciso il marito

Le indagini[modifica | modifica wikitesto]

Entrato in carica da vice a Presidente, Lyndon B. Johnson affidò subito il lavoro investigativo al presidente della Corte Suprema Earl Warren.
Nacque così la Commissione Warren che aveva come compito di mettere insieme tutto il materiale (i movimenti di Oswald, testimonianze, indizi, filmati) e produrre una valutazione tecnico-giuridica sull'accaduto; la commissione volle mantenere pubbliche le indagini in corso ed i relativi riscontri. Dal canto suo l'FBI procedette parallelamente con le indagini.

Le indagini dell'FBI fornirono alla Commissione oltre 25.000 interviste, 2.300 rapporti, 553 interrogatori, e nel settembre 1964 la Commissione per investigare sull'assassinio del Presidente presentò il suo rapporto finale: "Lee Harvey Oswald ha ucciso da solo il Presidente; Jack Ruby ha ucciso da solo Lee Oswald".

Foto del V e VI piano della Texas School Book Depository.

Questa la ricostruzione dei fatti per la Commissione Warren: Lee H. Oswald psicolabile, mentalmente disturbato, frustrato, fortemente filo-castrista e violento decise di diventare famoso per l'eternità uccidendo il presidente Kennedy. Quando la limousine terminò la curva, dal sesto piano della Texas School Book in Dealey Plaza, sparò un primo colpo di fucile.[9] Qualcuno si voltò per cercare di capire cosa stesse succedendo ed il Presidente Kennedy smise di salutare.

Circa due secondi dopo fu esploso un secondo colpo: il proiettile colpì Kennedy alla schiena, uscì dalla gola, entrò nella schiena di Connally, gli perforò il torace, trapassò il polso destro, fratturando il radio e proseguì sino a fermarsi nella coscia sinistra del governatore.

Un terzo colpo sempre esploso alle spalle del corteo, colpì il presidente alla testa causando la ferita mortale.
Ciò comporta che Oswald avrebbe sparato 3 colpi dalla finestra e con due proiettili sarebbe riuscito ad uccidere il Presidente ed a ferire Connally.

Dal rapporto emerge che il proiettile quasi intero rinvenuto sulla barella del governatore Connally e due frammenti piuttosto grandi rinvenuti nella limousine presidenziale erano stati sparati dal fucile Mannlicher Carcano trovato al sesto piano del deposito dei libri, escludendo così l'uso di qualsiasi altra arma.

Le conclusione della commissione Warren è quella definita, dai sostenitori della teoria del complotto, “della pallottola magica”, riferendosi a quel proiettile che causò sette ferite complessive a Kennedy e Connally, rimanendo sostanzialmente integro, cosa da costoro ritenuta impossibile. Inoltre e sempre secondo quanto essi sostengono, tale proiettile, per poter causare quelle ferite, non avrebbe potuto seguire una traiettoria rettilinea.

La traiettoria della "pallottola magica" così come è stata ricostruita dai complottisti.
La traiettoria della "pallottola magica" così come è stata ricostruita dai complottisti.
 
La traiettoria reale della cosiddetta "pallottola magica" secondo la ricostruzione ufficiale più attendibile.
La traiettoria reale della cosiddetta "pallottola magica" secondo la ricostruzione ufficiale più attendibile.

Il 30 settembre 1976 la Camera dei Rappresentanti, visti i fiumi di critiche nate dalla pubblicazione del Rapporto Warren, decise di creare una seconda Commissione che riesaminasse tutto il materiale probatorio sul caso Kennedy.
Nacque l'HSCA House Select Committee on Assassinations presieduta da un senatore dell'Ohio, Louis Stokes e coordinata da G. Robert Blakey, avvocato.
Per l'HSCA il delitto fu il risultato di una probabile cospirazione anche se non fu possibile determinarne la natura né identificare i partecipanti (oltre a Oswald).
La teoria fu basata su rapporti incrociati dei reperti balistici (pallottole trovate o perdute), di quelli visivi (ad esempio il filmato di Abraham Zapruder che registrò una sequenza di 26 secondi, su una pellicola da 8 millimetri, priva di audio) e di quelli sonori (registrazioni delle varie trasmissioni dei poliziotti che avevano la radio aperta al momento degli spari).
Il rapporto HSCA confermò la ricostruzione della Warren Commission, ma individuò con una probabilità del 96% un quarto sparo, ad opera di un secondo tiratore, presumibilmente appostato su di una collinetta erbosa (Grassy Knoll) situata sul lato destro di Elm street.

Ricostruzione del colpo che uccise Kennedy.

Studi successivi, incluso quello della United States National Academy of Sciences[5] smentirono le conclusioni e l'accuratezza delle prove usate dalla HSCA per supportare la teoria dei quattro spari.

I punti oscuri[modifica | modifica wikitesto]

I medici militari di Washington responsabili dell'autopsia sul presidente si sono pronunciati ritenendo che le ferite fossero causate da due proiettili in base alle seguenti motivazioni:

  • Commission Exhibit n. 385[10], che mostra uno schema fatto al Bethesda Naval Hospital, il 22 novembre 1963, dalle ore 18 alle ore 4:23 del 23 novembre dal Comdr. James J. Humes, del Presidente Kennedy, che evidenzia l'entrata e l'uscita del proiettile nell'area del collo[11], quando la Commissione Warren non era stata ancora istituita.
  • Commission Exhibit n. 386[10], che mostra l'aspetto posteriore del foro nell'area del collo ed anche il risultato del colpo alla testa.
  • Commission Exhibit n. 387[12], cartella clinica dell'autopsia del Presidente Kennedy, fatta al Naval Medical School, Bethesda, Md. il 22 novembre 1963 dalle ore 18 alle ore 4:23 del giorno successivo.
  • Commission Exhibit n. 388[13], disegno schematico dalla descrizione fatta dal Comdr. James J. Humes che mostra lo stato del cranio del presidente Kennedy visto da sopra.
  • Commission Exhibit n. 389[14], fotogramma dal filmato di Abraham Zapruder poco prima del momento in cui il presente Kennedy viene colpito alla testa.
  • Commission Exhibit n. 390[15], fotogramma dal filmato di Abraham Zapruder nel momento in cui il presente Kennedy viene colpito alla testa.
  • Commission Exhibit n. 391[16], rapporto supplementare dell'autopsia No. A63-272, del presidente John F. Kennedy, al Naval Medical School, che fornisce una descrizione macroscopica di quel che rimane del cervello.

Secondo i teorici della cospirazione, l'unica postazione dalla quale si sarebbe potuto avere la visuale per uno sparo il cui proiettile potesse effettuare una traiettoria compatibile con le ferite di Kennedy è la staccionata nei pressi della collinetta erbosa, ma la foto Polaroid scattata da Mary Moorman, non inquadra nessun tiratore in quel luogo: si tratta solamente di macchie di fogliame.
Malgrado ciò, le fotografie successive, mostrano molte persone correre verso la collinetta, dalla quale, interrogate successivamente, diranno di aver sentito esplodere i colpi.
Ad ogni modo, non sono mai stati trovati, né nel corpo del Presidente, né in quello del governatore, né sull'automobile né in qualunque altro punto della Dealey Plaza prove che rimandassero a un'altra arma da fuoco o a proiettili differenti rispetto a quelli sparati dal Carcano.

Vista su Dealey Plaza.

Decine di testimoni hanno dichiarato di aver sentito uno sparo e di aver visto del fumo nella zona della collinetta posta quasi di fronte a Kennedy e non dal deposito di libri dietro di lui. L'importanza della presenza di fumo è discutibile, in quanto nessun fucile moderno emette molto fumo al momento dello sparo. Emerge inoltre, da alcune testimonianze, la presenza di un individuo sulla collinetta che mostrava tessere del servizio segreto per allontanare le persone dalle vicinanze: queste testimonianze tuttavia parrebbero inattendibili, in quanto acclarate esclusivamente dalla testimone Jean Hill che inizialmente, intervistata da una TV di Dallas, dichiarò di non aver visto o udito nulla oltre gli spari, ma in seguito cambiò più volte la propria versione dei fatti. Tra l'altro la signora Hill non corse sulla collinetta, come da lei affermato, ma rimase a lungo dalla parte opposta della strada, come dimostrano fotografie e filmati. Il servizio segreto ha smentito la presenza di suoi agenti nella Dealey Plaza quel giorno, mentre erano presenti agenti dell'FBI, essendo un servizio di vigilanza interna. La storia dell'assassinio è soggetta tuttavia ad una serie di speculazioni visti i numerosi aspetti ancora non chiariti.

Sotto la presidenza di Bill Clinton, alla fine del 1998, grazie all'Assassination Record Review Board (ARRB), è stato messo a disposizione del pubblico una parte del materiale che le istituzioni posseggono relativamente all'attentato di Dallas, circa 60.000 documenti. Il resto dei documenti potrà essere divulgato non prima del 2017, a seguito dell'approvazione della legge "JFK Records Act".

In un'intervista all'agente di scorta del presidente Kennedy, Clint Hill, al tempo trentaduenne[17][18], si fa in parte chiarezza su alcuni punti nebulosi circa la dinamica dell'omicidio.

L'agente in questione è la persona che nei fotogrammi della pellicola ripresa da Abraham Zapruder si trovava in piedi sul predellino dell'automobile immediatamente posteriore alla "Lincoln" presidenziale e che montò sulla parte posteriore dell'auto per proteggere la First Lady dagli spari. Di seguito i punti salienti dell'intervista.

  • Gli spari, a suo dire non furono in numero maggiore ai tre che la versione ufficiale attribuisce ad Oswald (di cui due con centro perfetto) esplosi in soli sei secondi. Il tutto tenuto conto che Oswald era ritenuto un tiratore mediocre ed impugnante un'arma con un mirino telescopico non di serie, ma applicato in modo posticcio. Nell'intervista, l'agente afferma che prove balistiche condotte da tiratori scelti dell'esercito concordano con i sei secondi utili ad esplodere i tre colpi e che con quel mirino telescopico - seppur non calibrato alla precisione - dalla distanza da cui sparò Oswald non fu difficile centrare il bersaglio. Nessun elemento, invece, per contraddire la versione di molti testimoni oculari di quella tragica mattinata, che affermarono di aver udito più spari ed almeno uno dei quali in arrivo anteriormente all'automobile presidenziale (Oswald sparò alle spalle del corteo presidenziale), il che concorderebbe col fatto che Kennedy reclinò il capo posteriormente dopo l'ultimo colpo. Sicuramente, comunque, il terzo colpo fu effettivamente esploso da Oswald perché Hill non riuscì col proprio corpo a far da scudo a Kennedy, in quanto l'automobile presidenziale su cui s'apprestava a salire, accelerò improvvisamente, il che lo costrinse ad una rincorsa a piedi.
  • La cosiddetta "Magic Bullet", ovvero il secondo colpo che centrò la cervicale di Kennedy per uscire dalla sua gola e proseguire verso l'addome ed il polso del governatore del Texas, John Connally. L'agente ricorda che Connally sedeva esattamente davanti a Kennedy, ma non esattamente in asse rispetto al presidente, bensì spostato di lato. Premesso che il primo colpo di Oswald centrò la carrozzeria dell'automobile ed il terzo fece letteralmente esplodere il cranio del presidente, la perizia balistica non dovrebbe aver difficoltà ad evidenziare la traiettoria della pallottola del secondo colpo.
  • I filmati dell'epoca mostrano la testa del presidente che si reclina violentemente all'indietro in quello che, per l'autopsia, sarebbe stato uno spasmo muscolare di dolore. Secondo i complottisti sarebbe difficile non pensare ad uno sparo esploso anteriormente. Un colpo piazzato sul bersaglio dal davanti identifica la posizione ideale per chi volesse colpire, il fantomatico "secondo tiratore". Tanto più che - sùbito dopo le esplosioni - dalla staccionata posta di fronte alla limousine presidenziale si vide salire una nuvola di fumo e che la perizia medico - legale non accerta univocamente la modalità d'entrata e d'uscita della pallottola nella testa di Kennedy. Viceversa, Hill afferma che appena udito il terzo colpo, vide Kennedy protrarsi improvvisamente in avanti (in accordo col fatto che il colpo fu esploso da Oswald, posizionato alle spalle del corteo presidenziale) e poi rimbalzare all'indietro quando la limousine su cui egli cercava di salire accelerò improvvisamente, cosa che combacia perfettamente con la legge della fisica relativa alla variazione del moto uniformemente accelerato (dovuta all'improvvisa accelerazione della limousine per tentare di schivare i colpi) combinata alla legge di anatomia e fisiologia umane relative al rilassamento muscolare nucale (in sèguito alla perdita di coscienza e - quindi - di tono muscolare) del presidente. Senza contare che dalla postazione del presunto secondo attentatore non furono trovati bossoli e tanto meno armi abbandonate.
  • Anche i presunti deficit di sicurezza imputati alla CIA ed all'FBI vengono smontati dall'agente. Prima della fatidica mattinata erano apparsi a Dallas volantini in cui Kennedy era dipinto come un traditore, e gli enti di sicurezza erano in allerta per via di informazioni circa la volontà di estremisti del Ku Klux Klan di eliminare fisicamente il presidente. Quindi anche Kennedy era al corrente che circolavano informative circa possibili atti ostili contro la sua persona ed il corteo presidenziale. Ma l'agente, che seguiva il presidente passo a passo, l'ha udito chiaramente richiedere una limousine scoperta nel caso il tempo atmosferico fosse volto al bello (la mattinata era uggiosa). Nessuno si poté opporre alla volontà del presidente di "...stare a diretto contatto con la gente..." ed alla sua richiesta di smontare la capote antiproiettile dell'automobile. Non corrispondono, poi, al vero le notizie circa la scarsa e scadente sorveglianza lungo il percorso ove si snodava il corteo: fu Kennedy ad imporre quel particolare tragitto, seppur a conoscenza del fatto che in una curva di 120° l'automobile su cui viaggiava avrebbe dovuto necessariamente rallentare la velocità. Tutti gli addetti alla sicurezza rispettarono scrupolosamente le procedure di sicurezza, a cominciare dall'autista che ha accelerato e si è divincolato dal corteo presidenziale appena è stato esploso il primo colpo. Lo stesso protagonista ha dovuto faticare parecchio per riportare la First Lady dentro l'abitacolo dell'automobile "...essendo ella montata sul cofano nel tentativo di recuperare parte della materia cerebrale del marito ...". Falsa è pure la notizia secondo la quale l'edificio da cui provennero gli spari non venne ispezionato per oltre mezz'ora, tant'è che un agente di polizia irruppe nell'edificio incriminato e bloccò Oswald, ma lo rilasciò appena il direttore dell'ufficio riconobbe come proprio dipendente il sospettato. Inverosimile è pure la voce circa un fantomatico blackout delle linee telefoniche tra Dallas e Washington.
  • Infine, la figura di Oswald, disadattato e mentalmente instabile ex - marine, divenuto comunista e castrista dopo un triennio di vita nell'Unione Sovietica era ben noto ai vertici della CIA e dell'FBI (ed al suo potentissimo direttore, John Edgar Hoover), ma nessuno poteva prevedere che sarebbe giunto ad assassinare Kennedy. Il fucile con cui compì l'omicidio lo comprò per posta per 10 dollari come "residuato bellico" (era un fucile non automatico) utilizzando false generalità. Gli interrogatori di Oswald appena arrestato non erano stati verbalizzati unicamente perché era previsto un suo trasferimento in carcere di massima sicurezza da lì a poco. Infine l'uccisione di Oswald da parte di Jack Ruby, prestanome della Mafia ma anche informatore della CIA e dell'FBI: neppure essa ha alcunché di misterioso, nel senso che non serviva a celare dei misteri, come il rendere impossibile una confessione di Oswald su eventuali mandanti dell'omicidio. Oswald era stato arrestato due giorni prima che Ruby gli sparasse e, quindi, poteva aver avuto tutto il tempo di rendere pubblica confessione. Ruby fu condannato all'ergastolo per aver ucciso Oswald, rischiando anche la pena capitale. Peraltro Ruby era un convinto sostenitore di Kennedy e della sua politica d'integrazione razziale, essendo egli un profugo ebreo polacco.

Analisi degli eventi prima, durante e dopo l'assassinio[modifica | modifica wikitesto]

Volantino che circolò a Dallas il 21 novembre, il giorno prima dell'omicidio di Kennedy.

Successione dei fatti dal 6 giugno 1963 al 23 novembre 1963.

La visita presidenziale nello Stato del Texas era la prima concordata tra JFK, Lyndon Baines Johnson e il governatore texano John Connally, durante un incontro dei tre a El Paso (Texas), il 6 giugno 1963[19]

Il presidente Kennedy decise di intraprendere il viaggio con in mente tre obiettivi principali:

  • la ricerca di capitali per la campagna presidenziale del partito democratico
  • ottenere consensi per ricandidarsi alle elezioni del novembre 1964
  • visto che la lista Kennedy-Johnson aveva a malapena vinto in Texas nel 1960 (e nella città di Dallas aveva perso), Kennedy avrebbe voluto cercare una rappacificazione politica tra i leader del Partito Democratico texano che sembravano in lotta tra loro.

Il viaggio fu annunciato per la prima volta nel mese di settembre 1963.
Il percorso del corteo fu stabilito il 18 novembre e reso noto pubblicamente intorno al 22.

La terza settimana di ottobre 1963 Lee Harvey Oswald trovò impiego a tempo pieno al deposito di libri della Texas School a $ 1,25 orari (circa $ 7,64 nel 2006), sicuramente grazie a Ruth Paine, un'amica della moglie di Lee, Marina, presso la quale quest'ultima si era trasferita con i figli.

Il 24 ottobre 1963, durante i festeggiamenti a Dallas del U.N.Day, l'ambasciatore Adlai Stevenson II fu deriso, spintonato, e colpito da sputi. La polizia di Dallas, timorosa che un simile comportamente potesse verificarsi anche durante la visita del presidente, aumentò le misure precauzionali, mettendo in atto il maggior stato di sicurezza nella storia della città.

Cronologia del 22 novembre 1963[modifica | modifica wikitesto]

Sequenza degli eventi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cronologia dell'assassinio di John F. Kennedy.

Venerdì 22 novembre 1963 alle ore 11.40 CST, Kennedy, sua moglie Jacqueline e il seguito presidenziale atterrarono all'aeroporto Love Field di Dallas, con l'Air Force One, partito poco prima dalla vicina Fort Worth.
Le auto del corteo avrebbero dovuto seguire un certo ordine e allineamento di marcia, ma poco prima dell'arrivo di Kennedy, quest'ordine fu cambiato.
Lo schema prevedeva il corteo presidenziale da Love Field, al centro di Dallas, per finire al Trade Mart, dov'era programmato il banchetto presidenziale: sarebbe dovuto entrare in Dealey Plaza alle 12.25 pm., e dopo cinque minuti arrivare al Trade Mart dov'era atteso dall'amministrazione di Dallas, autorità religiose, leader politici e civili.

Alle tre reti televisive di Dallas erano stati assegnati compiti diversi: la WBAP-TV (NBC), con base a Fort Worth, avrebbe seguito la colazione ufficiale del presidente prima di partire per Dallas, la WFAA-TV (ABC) si sarebbe dovuta occupare dell'arrivo del presidente e del corteo. La KRLD-TV (CBS) avrebbe dovuto seguire il discorso del presidente al Trade Mart.

Il corteo presidenziale[modifica | modifica wikitesto]

Kennedy e Jacqueline a bordo della Lincoln, poco prima dell'assassinio.

Il corteo era così composto:

Sull'auto capofila (una Ford bianca) si trovavano:

  • alla guida il capo della polizia di Dallas, Jesse Curry
  • sul sedile anteriore destro, l'agente dei Servizi Segreti Winston Lawson
  • sul sedile posteriore sinistro, lo sceriffo Bill Decker
  • sul sedile posteriore destro, l'agente Forrest Sorrels

Sulla Lincoln Continental del 1961, modello SS100X:

  • alla guida, l'agente Bill Greer
  • sul sedile anteriore destro, l'agente Roy Kellerman
  • sul sedile di mezzo a sinistra, Nellie Connally
  • sul sedile di mezzo a destra, il governatore del Texas John Connally
  • sul sedile posteriore sinistro, la First lady Jacqueline Kennedy
  • sul sedile posteriore destro, il Presidente JFK

Sulla Cadillac Halfback decapottabile:

  • alla guida, l'agente Sam Kinney
  • sul sedile anteriore destro, l'agente Emory Roberts
  • sul predellino anteriore sinistro, l'agente Clint Hill
  • sul predellino posteriore sinistro, l'agente Bill McIntyre
  • sul predellino anteriore destro, l'agente John Ready
  • sul predellino posteriore destro, l'agente Paul Landis
  • sul sedile di mezzo a sinistra, l'assistente del presidente, Kenneth O'Donnel
  • sul sedile di mezzo a destra, l'assistente del presidente, David Powers
  • sul sedile posteriore sinistro, l'agente Gorge Hockey
  • sul sedile posteriore destro, l'agente Glen Bennet

Sulla Lincoln 1963 quattro posti, decapottabile:

  • alla guida, l'ufficiale di pattuglia responsabile, Hurchel Jacks
  • sul sedile anteriore destro, l'agente Rufus Youngblood
  • sul sedile posteriore sinistro, il senatore Ralph Yarborough
  • sul sedile posteriore destro, il vicepresidente Lyndon B. Johnson
  • sul sedile posteriore, tra i due, la moglie del vice presidente Claudia Alta Taylor Johnson

Su una Varsity blindata:

  • alla guida il capo della polizia di Stato texana
  • a fianco l'assistente del vice presidente, Cliff Carter
  • a destra, l'agente Jerry Kivett
  • sul sedile posteriore gli agenti Woody Taylor e Lem Johns

Sull'auto della stampa, prestata dalla compagnia telefonica:

Sull'auto della Stampa locale:

Precedevano e seguivano il corteo numerosi agenti di polizia in motocicletta.

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Il percorso[modifica | modifica wikitesto]

Il percorso originario prevedeva che il corteo, entrato nella Dealey Plaza, proseguisse dritto su Main Street ma fu considerato che Elm Street rappresentava un percorso migliore, così il tragitto venne cambiato.

La strada prevista fu quindi la seguente: all'uscita dell'aeroporto Love Field il corteo si sarebbe diretto a sinistra verso West Mockingbird Lane, poi a destra su Lemmon Ave, poi ancora a destra all'incrocio a Y su Turtle Creek Blvd. Avrebbe poi proseguito a diritto su Cedar Springs Rd. per poi svoltare a sinistra su North Harwood Street, svoltare a destra su Main Street, poi ancora a destra su Houston Street, poi a sinistra su Elm Street e proseguire nel triplo sottopassaggio, imboccando la via per il Trade Mart al n.2100 N.Stemmon.

Il corteo presidenziale viaggiò senza incidenti per quasi tutto il percorso, con due sole fermate per permettere al presidente Kennedy di stringere la mano dapprima ad alcune suore cattoliche e poi ad alcuni bambini. Poco prima che la limousine voltasse su main Street, un uomo corse verso l'auto, ma venne bloccato da un agente dei Servizi segreti e spinto via.

Alle 12.29, la Limousine entrò in Dealey Plaza dopo aver svoltato a destra di 90º da Main Street su Houston Street. Oltre due dozzine tra foto amatori e professionisti, attendevano il passaggio del presidente. Alle 12.30, il presidente Kennedy lentamente passava di fronte al deposito di libri della Texas School, la limousine compì una svolta a sinistra di 120º di fronte al deposito, che dista solo 20 metri (circa 65 piedi).

L'assassinio nei dettagli[modifica | modifica wikitesto]

Elm Street.

Concordanze tra i testimoni indicano l'inizio degli spari poco dopo che da Houston la limousine ebbe svoltato su Elm Street. Il presidente fu colpito una prima volta quando, come si vede nel film di Zapruder, si portò le mani alla gola e dopo pochi istanti una seconda volta al capo.

Anche il governatore Connally fu colpito e curato al Parkland Hospital per ferite alla schiena, al petto, al polso e alla coscia sinistra. Sebbene ci siano controversie su quando egli sia stato ferito, esperti forensi della Commissione Warren e della H.S.C.A. credono che le sue prime reazioni siano state simultanee a quella del Presidente e che i due uomini sarebbero stati colpiti con una singola pallottola (quella che procurò le prime ferite a Kennedy).

Ricostruzione dettagliata ufficiale dei fatti[modifica | modifica wikitesto]

Oswald si sarebbe appartato al sesto piano in mezzo ad alcuni scatoloni spostati di recente davanti alla finestra dalla quale partirono gli spari, secondo la balistica, e montò il fucile, il Carcano Mod. 91 che aveva acquistato per corrispondenza grazie alla permissività delle leggi texane sulle armi da fuoco, e utilizzando un nome falso e una casella di fermoposta. Sugli scatoloni vi erano solo le sue impronte digitali. Mentre il corteo del Presidente stava attraversando la città dall'aeroporto di Dallas, per recarsi al Trade Mart, un centro di uffici in periferia in cui Kennedy era atteso per un discorso e un banchetto, alle 12.30 in Dealey Plaza, si sentirono degli spari[21] registrati dalla Centrale di Polizia di Dallas. Dalle fotografie si vede che un primo colpo a vuoto fece voltare le persone a guardare indietro e ferì leggermente un passante al volto, un secondo colpo ferì Kennedy alle spalle e, da un filmato in 8 mm. girato dal sarto Abraham Zapruder, si vede Kennedy sofferente portarsi le mani alla gola e John Connally sofferente ferito. Il proiettile, entrato nella schiena di Kennedy e uscito dalla trachea, successivamente colpì Connally, in posizione non allineata col presidente, mentre la limousine svoltava ed entrambi guardavano a destra. La pallottola, intatta per aver attraversato solo tessuti molli nel corpo di Kennedy, gli incrinò una costola, gli ruppe il radio, e persa potenza, si fermò nella coscia (successivamente cadde nella barella, danneggiata in parte dall'impatto con le ossa del governatore, ma intera). Dopo cinque secondi, mentre la macchina stava per accelerare un terzo colpo mortale colpì Kennedy alla testa, facendo volare via una parte della calotta cranica, e un quarto colpo è dibattuto se sia stato sparato oppure no. Kennedy è colpito a morte, mentre il governatore del Texas Connally non è in pericolo di vita, perché il suo sedile era più basso e perché si è buttato giù di fianco al riparo sulle ginocchia della moglie Nellie, mentre Kennedy non poté a causa del busto ortopedico che portava. Dalle oltre 700 fotografie scattate in Dealey Plaza e fatte pervenire successivamente alla polizia, in alcune si vede che le persone in un primo momento si sono buttate a terra e in un secondo momento, corrono subito in massa verso la Grassy Knoll, una collinetta erbosa presente nella piazza, per vedere chi avesse sparato. Mentre la limousine si avvia all'ospedale con Kennedy in fin di vita, alcuni poliziotti perlustrano il deposito di libri. Gli impiegati del quinto piano affermano di aver sentito tre colpi al piano di sopra. Qualcuno ha visto fuggire un giovane uomo alto e pallido, simile ad Oswald.

Dopo la sparatoria, Oswald, si fermò a prendere una bibita per non dare nell'occhio, e abbandonò il luogo di lavoro senza chiedere un permesso, dopo essere stato brevemente trattenuto dalla polizia ma identificato subito dal proprio datore di lavoro ed al sesto piano la polizia rinvenne un fucile dove successivamente furono identificate le sue impronte; secondo la versione ufficiale dei fatti egli, uscito in tutta fretta in maglietta nonostante il clima di novembre, si recò alla pensione dove alloggiava durante la settimana e, presa la sua pistola, iniziò a girovagare per la città senza meta, mentre la polizia setacciava le strade di Dallas alla ricerca dell'attentatore. Poco dopo un poliziotto ferma un uomo che corrisponde al sospettato ma questi lo uccide con alcuni colpi di pistola. Notato camminare nei pressi di un cinema in atteggiamento sospetto, Oswald vi entrò senza pagare il biglietto e la cassiera chiamò la polizia. Per questo motivo, arrivarono 26 poliziotti, che lo consideravano l'assassino del collega, e Oswald dopo una breve colluttazione fu arrestato e portato alla centrale di polizia. Mentre veniva riconosciuto da alcuni testimoni come l'assassino del poliziotto J. D. Tippit (avvenuto in mattinata),[senza fonte] si venne a sapere del suo impiego al deposito sito nella piazza in cui era avvenuto l'omicidio del presidente. Il fucile trovato nell'edificio, vicino alla finestra, risultò essere il suo, in tasca gli trovarono la pistola carica, con la quale la polizia ritenne potesse avere ucciso l'agente di polizia Tippit: i proiettili erano gli stessi. Venne sottoposto al test dei nitrati, positivo per la mano, ma non per la guancia, fatto che non si verifica comunque sempre: la sua mano aveva certamente sparato.

Oswald negò tutto, viene ripetutamente fotografato mentre sorride alla folla e fa il saluto a pugno alzato, e, avvicinato da un giornalista durante un'improvvisata conferenza stampa nella quale aveva richiesto assistenza legale[22], sostenne di essere un capro espiatorio[23] ma non ebbe il tempo di dimostrarlo in un regolare processo: domenica 24 novembre, mentre veniva trasferito dalla Centrale della polizia di Dallas alla prigione della contea, venne ucciso da Jack Ruby, un gestore di un night club apparentemente affetto da turbe psichiche ma collegato a potenti mafiosi e indagato per cospirazione dalla Commissione d'inchiesta presieduta da Earl Warren.

Diffusione della notizia[modifica | modifica wikitesto]

Da Dallas, gli ascoltatori locali della KLIF radio ascoltarono il primo bollettino all'incirca verso le 12.39 CST. La canzone “I have a boyfriend” del gruppo musicale The Chiffons fu interrotta e l'operatore radio Gary Delaune fece il seguente annuncio:

« Bollettino KLIF da Dallas: A quanto si dice, tre colpi d'arma da fuoco sono stati indirizzati al corteo del Presidente Kennedy oggi in centro città. Radio KLIF sta appurando le numerose notizie: restate sintonizzati »

I telespettatori della ABC-TV locale di Dallas seguivano una sfilata di abiti femminili quando improvvisamente apparve il giornalista Jay Watson, senza fiato, accorso alla stazione in Dealey Plaza:

« Buon pomeriggio signore e signori. Vogliate scusarmi se sono senza fiato, ma circa 10-15 minuti fa un tragico evento è accaduto nella città di Dallas. Lasciatemi dire questo (diede brevemente un'occhiata al foglio che teneva alla mano sinistra) e io vorrei… vogliate scusarmi se sono senza fiato. Un bollettino, proveniente dalla Sala Stampa di Dallas: il Presidente Kennedy e il governatore John Connally sono stati feriti da colpi d'arma da fuoco nel centro di Dallas »

Quelle annunciate dal giornalista Don Gardner alle 13.36 CST dalla ABC Radio network furono le prime notizie rese pubblicamente alla nazione sulla sparatoria:

« Interrompiamo questo programma per trasmettervi questo rapporto speciale della ABC Radio. C'è un rapporto speciale da Dallas, Texas. Tre colpi d'arma da fuoco hanno colpito il corteo del Presidente Kennedy oggi in centro a Dallas, Texas. Questa è la ABC Radio »

Quattro minuti dopo, il telegiornale della CBS interruppe la soap operaAs the world turns” con il primo rapporto di Walter Cronkite:

« Bollettino della CBS News, A Dallas, Texas, tre colpi d'arma da fuoco hanno colpito il corteo del Presidente Kennedy. Le prime notizie dicono che il Presidente Kennedy ha riportato serie ferite da questa sparatoria. »

Nel contempo, la ABC e la NBC interruppero le trasmissioni. Dal quartier generale a New York, la WABC-TV, diramò la sua prima notizia alle 13.42, interrompendo “Father knows best”.

Tre minuti dopo, l'annunciatore televisivo Don Pardo, interruppe la sit-com “Bachelor Father” della WNBC-TV con la notizia.

Intorno alle 14.00, tutti i network avevano sospeso la regolare programmazione televisiva per aggiornamenti con i maggiori dettagli che arrivavano da Dallas.

L'annuncio ufficiale della morte del Presidente fu dato circa 40 minuti dopo; nessun programma regolare o commerciale fu mandato in onda fino al martedì seguente.

La televisione, per la prima volta nella storia, seguì una diretta non-stop per quattro giorni. L'assassinio del presidente Kennedy fu la più lunga ininterrotta sequenza di notizie nella storia della televisione fino alle ore 9.00 dell'11 settembre 2001, quando le network andarono in diretta per 72 ore consecutive in seguito all'attacco terroristico al World Trade Center di New York ed al Pentagono di Washington.

Lo stesso giorno alcune testate giornalistiche uscirono in edizione straordinaria per dare la notizia. Uno fra tanti il The Goshen News datato 22 novembre 1963 con il titolo "JFK IS DEAD!!" pubblicando quanto ancora poco si sapeva.

Conseguenze immediate[modifica | modifica wikitesto]

Lee Harvey Oswald[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lee Harvey Oswald e Fucile dell'assassinio di John F. Kennedy.
Foto segnaletica di Lee Harvey Oswald (Dallas, 23 novembre 1963).

75-90 secondi dopo l'ultimo sparo, al secondo piano del deposito di libri, Oswald si trovò di fronte al poliziotto Marion Baker. Baker attestò che ricordava di aver udito il rimbombo dei colpi approssimativamente nella costruzione di fronte a me, o in quella a destra[24], cioè da un altro edificio e fermò Oswald ma lì, davanti alla sala da pranzo, Oswald fu identificato dal sovrintendente dell'edificio, Roy Truly, che disse di lasciarlo andare. Sia Baker che Truly testimoniarono che Oswald appariva calmo, freddo, normale e in alcun modo senza fiato e non era sudato.

Quando Oswald fu visto anche dalla segretaria del deposito al primo piano, aveva una bottiglia acquistata ad un distributore automatico in sala da pranzo.[25] Verso le 12.33 Oswald lasciò il deposito della Texas School e la Commissione concluse che Oswald aveva percorso una distanza minima di 105 metri (346 piedi) dalla finestra esterna del sesto piano al primo piano.[26]

Il fucile un Mannlicher-Carcano, spesso confuso con il simile Mauser, del peso di circa 3,6 chilogrammi (8 libbre), calibro 6,5 millimetri, con un mirino telescopico a 4 ingrandimenti, venne ritrovato alle 13.22 dalla polizia di Dallas, vicino alla finestra del 6º piano, posizionato verticalmente, chi dice appoggiato sul calcio e chi nascosto dietro una pila di libri.[27] Dopo il ritrovamento, il fucile fu fotografato[senza fonte] prima di essere toccato.

Alle 12.40 circa, il portone della Texas School Book, fu chiuso dalle autorità.[28] Fuori, intanto, polizia, detective, testimoni e altre persone si dirigevano verso la collinetta erbosa, nel parcheggio retrostante e al magazzino della ferrovia (dalle 12.30 alle 12.39 circa)[senza fonte]. La zona intorno al Dealey Plaza e i palazzi non furono isolati e dopo soli 10 minuti dall'assassinio, alcune fotografie mostrano veicoli che andavano e venivano su Elm Street, intorno alla scena del crimine.

Alle 13.00 dopo aver preso un autobus e un taxi, Oswald ritornò alla sua camera nella pensione di North Beckely Street al numero 1026 e, come disse la proprietaria, ne uscì verso 13.03 – 13.04, quando lo vide l'ultima volta alla fermata dell'autobus.

Dalle 13.00 alle 13.35 Johnny Calvin Brewer, che lavorava come manager al negozio di calzature “Hardy's” vicino al teatro sul Jefferson Bd., dichiarò che Oswald si voltò verso la via e si nascose all'entrata del negozio non appena sentì le sirene della polizia. Quando Oswald lasciò il negozio, Brewer lo seguì e lo vide entrare al cinema senza pagare, dato che la giovane donna allo sportello, Julie Postal, era distratta. Brewer avvertì la donna che a sua volta informò la polizia di Dallas intorno alle 13.40. Al cinema diversi testimoni videro Oswald spostarsi e cambiare diverse volte il posto.

Almeno due dozzine di poliziotti, sceriffi e detective arrivarono al Texas Theatre perché avevano individuato Oswald come l'assassino di Tippit.
Quando tentarono di arrestarlo erano circa le 13.50; Oswald reagì, secondo la polizia, tentando di sparare al proprietario, ma venne bloccato.

Alle 15.01, ora di Dallas, solo un'ora dopo che Oswald fu portato alla prigione di Dallas, il direttore dell'FBI J. Edgar Hoover, scrisse un memorandum al suo assistente. Ho chiamato il procuratore generale a casa sua e gli ho detto che penso di avere tra le mani l'uomo che ha ucciso il presidente.[29]

Kennedy[modifica | modifica wikitesto]

Nel frattempo la situazione al Parkland Memorial Hospital precipitò.
Mentre i giornalisti aumentavano, un reverendo diede l'estrema unzione al presidente. I dottori lavorarono freneticamente per salvargli la vita, ma le sue condizioni erano disperate. Alle 13.00 dopo che l'attività cardiaca era cessata, e dopo il rito dell'estrema unzione, il presidente John F.Kennedy fu dichiarato morto.

Il personale medico della sala traumatologica n.1 che aveva curato il presidente disse che il presidente era “moribondo” e che non aveva chance di sopravvivenza quando arrivò all'ospedale.

Il prete che somministrò l'estrema unzione dichiarò al The New York Times che il presidente era morto poco dopo il suo arrivo all'ospedale.

Il governatore Connally intanto subì due interventi chirurgici.

Il nuovo presidente degli Stati Uniti, Lyndon Johnson, ordinò che l'annuncio della morte del Presidente Kennedy fosse dato solo dopo che lui avesse lasciato l'ospedale. Quindi il presidente fu dichiarato morto alle 13.00, ma l'annuncio ufficiale venne dato solo mezz'ora più tardi.
All'incirca alle 13.33, il segretario della Casa Bianca Malcolm Kilduff, diede l'annuncio ufficiale nella sala conferenze dell'ospedale con giornalisti e membri dello staff medico.

« Il presidente John Fitzegarald Kennedy è morto oggi approssimativamente alle 1:00 p.m., qui a Dallas. È morto per una ferita di arma da fuoco al cervello. Per quanto riguarda l'assassinio del Presidente, per ora non ho altri particolari[30]... »
(Malcolm Kilduff)

Alle 2:38 EST, quando Walter Cronkite della CBS fece riferimento alle spaventose dimostrazioni a Dallas contro l'ambasciatore Adlai Stevenson II del mese precedente, ci fu un susseguirsi di notizie discordanti sulla morte del Presidente. Quando arrivò poi la conferma, Cronkite rimase in silenzio qualche secondo, poi lesse l'annuncio:

« Da Dallas, Texas, ultim'ora, apparentemente ufficiale, il Presidente Kennedy è morto all'1.00 p.m. CST, 2.00 EST, circa 38 minuti fa. (Breve pausa, Cronkite si schiarisce la gola, cerca di regolare le notizie scioccanti) Il Vice presidente Lyndon Johnson ha lasciato l'ospedale di Dallas, ma non sappiamo cosa succederà. Probabilmente pronuncerà a breve il giuramento e diventerà il 36º presidente degli Stati Uniti »

Alla NBC, Chet Huntley, Bill Ryan e Frank McGee condussero da New York con rapporti di David Brinkley da Washington, l'affiliata WBAP-TV (ora KXSA-TV) da Fort Worth, e Robert MacNeil (via telefono) dal Parkland Hospital. Durante i primi 35 minuti ci furono grosse difficoltà tecniche di collegamento tra Fort Worth TV e l'ospedale, tanto che in un primo momento Huntley alluse alla morte di Franklin Delano Roosevelt, interrotto da Ryan che leggeva la notizia della Associated Press sulla morte del presidente citando come fonti i preti cattolici che gli avevano dato l'estrema unzione.
Poco dopo la NBC passò a Charles Murphy della WBAP-TV a Fort Worth che suffragando con bollettini della polizia di Dallas, notificò la morte ufficiale del presidente. Alle 2.39 pm. McGee, che aveva appena ripetuto le notizie di MacNeil arrivate in diretta, stabilì una connessione audio, annunciando che aveva MacNeil in linea con nuovi rapporti da Parkland.
La prima parte risultò senza audio:
"Il segretario della Casa Bianca.... Malcolm Kilduff... ha appena annunciato che il Presidente Kennedy.... morto intorno all'1.00 CST, circa 35 minuti fa...."
A questo punto, arrivò l'audio. Mcgee continua a ripetere i frammenti:
"...dopo una sparatoria (dopo una sparatoria).... da un assalitore sconosciuto (da un assalitore sconosciuto)....mentre il corteo passava nel centro di Dallas (mentre il corteo passava nel centro di Dallas)".
Dopo la telefonata, McGeen fu visto asciugarsi gli occhi.

Dalla radio locale KLIF, Gary Delaune, Gordon McLendon e Joe Long (che avevano commentato l'arrivo del Presidente all'aeroporto Love Field), trasmisero la notizia come la ricevettero. Sotto stress, cercavano di dividere le fonti ufficiali da quelle non ufficiali, soprattutto quelle che riguardassero la morte del presidente. All'incirca alle 2.38 pm. Long trasmise questo flash ufficiale:
"Il Presidente Kennedy è morto, Gordon. Questo è il comunicato ufficiale."
Alle 14.05 il corpo del presidente JFK lasciò l'ospedale e fu trasportato sull'Air Force One, dove alcuni sedili erano stati rimossi per accogliere la bara. Per molti studiosi questa fu un'azione illegale, perché il corpo venne spostato senza prima aver fatto effettuare un esame forense dal coroner di Dallas secondo le leggi dello Stato del Texas; la morte del presidente, allora catalogata come un crimine di Stato e non federale, sarebbe dovuta sottostare alle leggi del Texas.

Il rientro a Washington[modifica | modifica wikitesto]

Una volta che il corpo del presidente Kennedy fu sull'aereo, Lyndon Johnson, con a fianco Jacqueline, alle 14.38, giurò fedeltà alla costituzione nelle mani del giudice Sarah T.Hughes e divenne il 36º presidente.

Lyndon B. Johnson presta giuramento nell'ufficio dell'aereo presidenziale. Accanto Jacqueline con gli abiti macchiati di sangue.

Intorno alle 18,00 l'aereo dell'Air Force One atterrò alla base aerea Andrews, vicino a Washington, dove la bara fu caricata su un'ambulanza militare e portata all'ospedale navale di Bethesda per l'autopsia e le preparazioni funebri. Quando Jacqueline salì a bordo, il suo tailleur rosa e le gambe erano ancora macchiati dal sangue di suo marito. Per tutto il pomeriggio e fino al mattino del giorno successivo si rifiutò di lasciare il corpo di suo marito se non per il giuramento di Johnson. Altresì rifiutò di cambiarsi d'abito: “Devono vedere cos'hanno fatto”.

Le reazioni[modifica | modifica wikitesto]

Numerose e diverse furono le reazioni all'assassinio del 35º Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy.
Subito dopo la sparatoria, prima che la morte fosse annunciata, fu solo una gran confusione. Essendo periodo di guerra fredda, inizialmente fu poco chiaro se la sparatoria facesse parte di un più grande attacco contro gli U.S.A. e se il vice presidente Johnson, che procedeva due vetture più indietro, fosse al sicuro.

In America[modifica | modifica wikitesto]

Le notizie scossero la nazione: uomini e donne piangevano apertamente; le persone si riunivano nei grandi magazzini per guardare la TV che ininterrottamente seguiva gli eventi.
Il traffico si bloccava e le notizie passavano di auto in auto. Le scuole degli U.S.A. e del Canada furono chiuse.
La rabbia contro il Texas e i texani fu segnalata in alcuni individui: diversi fan del Cleveland Browns, ad esempio, che la domenica successiva giocarono contro i Dallas Cowboys, denigrarono la città di Dallas scrivendo: “Hanno ucciso il Presidente”.

Reazioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte dei capi di stato espressero la loro indignazione e dispiacere, alcuni alla radio, altri alla televisione, pronunciando messaggi di cordoglio e shock per l'assassinio.
I governi di molti Paesi ordinarono le bandiere a mezz'asta e giorni di lutto.
Molti si chiesero se il nuovo presidente Johnson avrebbe continuato la politica di Kennedy oppure no.

Nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Alle radio ed alle televisioni di molti Paesi, dopo aver interrotto le trasmissioni, furono messe in onda solo musiche funebri, notiziari riguardanti l'assassinio del Presidente, interviste o video riguardanti eventuali visite di Kennedy in quel Paese.

All'ambasciata americana e ai consolati di tutto il mondo i centralini furono sommersi di chiamate e il personale, scosso, spesso non rispose neppure.

Furono aperti registri per le condoglianze; la morte del Presidente stemperò la guerra fredda ed entrambe le parti espressero dolore e cordoglio.

Il funerale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Funerale di John F. Kennedy.

Dopo l'autopsia il corpo di Kennedy fu preparato per i funerali e portato alla Casa Bianca.

Domenica 24 la salma fu trasportata alla rotonda del Campidoglio in Washington dove per tutto il giorno e la notte, centinaia di migliaia di persone resero omaggio al presidente.

Il 25 novembre 1963 fu il giorno del funerale e giornata di lutto nazionale.

Mentre veniva trasmesso il funerale, le vie delle città erano deserte; scuole, uffici, negozi e fabbriche erano quasi tutti chiusi. Chi rimase aperto consentì di assistere ai servizi commemorativi. Le campane delle chiese suonarono a lutto e in alcune città gli ufficiali di polizia indossarono la fascia nera.

Fu ordinato il silenzio nazionale alle 12.00 EST (17.00 UTC) per cinque minuti, all'inizio del funerale.

Centinaia di migliaia di persone in Europa, in Unione Sovietica e Giappone guardarono il funerale trasmesso via satellite dalle TV.

Tutte le religioni ed i fedeli commemorarono Kennedy. La maggior parte dei capi di Stato espresse il proprio dolore e molti governi chiesero ai loro cittadini di riconoscere il dolore degli Stati Uniti come se fosse il proprio, assistendo ad una commemorazione con bandiere a mezz'asta.

Per settimane dopo il funerale, continuarono ad essere celebrate funzioni commemorative per il giovane Presidente.

Testimonianze e prove[modifica | modifica wikitesto]

A tutt'oggi le certezze dell'assassinio di Kennedy si reggono su diverse testimonianze:

  • la raccolta di testimonianze contenuta nella relazione Warren[1]
  • le fotografie che accompagnano la relazione Warren
  • la registrazione dei colpi sparati[31]
  • la registrazione filmica dell'assassinio fatta da Abraham Zapruder[32]
  • Testimonianze sulla provenienza dal deposito di libri dei colpi.
  • Le impronte di Oswald rinvenute sul fucile e nella postazione di tiro e le testimonianze della moglie sullo strano comportamento del marito (in particolare la confessione fattale da Oswald stesso riguardo all'attentato al generale Walker).
  • La pistola di Oswald che sparò a Tippit.
  • Alcuni scritti di Oswald e dichiarazioni fatte a suoi conoscenti che manifestavano avversione per Kennedy, dopo il tentativo di rovesciare Castro.
  • In un filmato si vedrebbe un'ombra alla finestra del deposito: molti obiettano che non si tratta di una prova ma ad un'analisi computerizzata la sagoma assomiglia molto a quella di Oswald.[33]

Teorie del complotto e ipotesi varie sul caso Kennedy e alcune confutazioni degli esperti[modifica | modifica wikitesto]

Presunti testimoni contro Johnson[modifica | modifica wikitesto]

Il caso Kennedy suscita da sempre l'interesse dei cospirazionisti, dando vita a numerose teorie del complotto. E. Howard Hunt indicò prima di morire il responsabile politico in Lyndon Johnson[34][35], così pure Madeleine Duncan Brown indica il responsabile politico[36]

Jim Garrison e l'accusa a Clay Shaw[modifica | modifica wikitesto]

Anche Jim Garrison rivolse la sua attenzione a Johnson e agli ambienti governativi. Le conclusioni della commissione investigativa federale, istituita dal presidente Johnson, contenute nella Warren Commission Report sono state lungamente e fortemente contestate dall'allora Procuratore distrettuale di New Orleans, Jim Garrison, durante un processo che incriminava l'imprenditore Clay Shaw per l'omicidio del presidente Kennedy. Nei decenni che hanno seguito la tragedia sono state fatte molte ipotesi sull'omicidio di Kennedy: a causa della pressione di vari movimenti americani, il presidente Gerald Ford istituì la Commissione scelta della Camera dei deputati sui casi di assassinio (United States House Select Committee on Assassinations o HSCA),[37] che reinterpretò i dati raccolti in chiave cospirativa, a causa di varie incongruenze del Rapporto Warren come la presunta impossibilità per Oswald di sparare tre colpi in otto secondi, con un fucile definito da quattro soldi, o di colpire con un solo proiettile sia Kennedy sia Connally, il rinvenimento del fucile Carcano senza alcuna impronta e il rilevamento dell'impronta di Oswald sul fucile dopo quattro giorni,[senza fonte] lo studio delle traiettorie dei colpi delle ferite di Kennedy e Connally comprese fra 15° e 25°, che non sono compatibili con gli angoli d'incidenza dei colpi dal 6º piano che è compreso fra 55° e 65°, l'impossibilità per Oswald di essere al 6º piano alle ore 12,30 essendo stato visto dal poliziotto Baker al 2º piano alle ore 12,32, il confronto dei bossoli trovati sull'auto di Tippit che sarebbero completamente diversi da quelli del revolver di Oswald.[senza fonte] Garrison rinviò a giudizio Shaw, accusandolo di aver voluto eliminare Kennedy per conto della CIA e degli anticastristi delusi. Durante il processo, che ebbe luogo nel gennaio-febbraio 1969, Garrison chiamò l'assicuratore Perry Russo[38] come testimone principale. Russo testimoniò di aver partecipato ad un party a casa dell'attivista anticastrista David Ferrie, cui parteciparono, tra gli altri, anche Lee Harvey Oswald - che la Commissione Warren indicò come l'esecutore e unico responsabile dell'omicidio - e quel Clay Bertrand, personaggio noto nella comunità gay, che Russo, in aula, riconobbe nell'imputato Clay Shaw. Russo riferì che in quell'occasione, i partecipanti al party discussero dell'idea di assassinare Kennedy.[39]

Tuttavia, nelle carte relative al primo colloquio con Russo, sostenuto dal sostituto procuratore Andrew Sciambra, non si faceva alcun riferimento al suddetto party, e veniva inoltre riportato che Russo aveva incontrato Bertrand/Shaw in due occasioni, e nessuna delle due ebbe luogo ad un party. La grave omissione di Sciambra nel riportare l'episodio del party venne abilmente sfruttata dagli avvocati di Shaw, che sollevarono la questione di attendibilità circa la testimonianza di Russo[40].

Un altro testimone, Charles Spiesel, indebolì ulteriormente la tesi accusatoria. Fu costretto ad ammettere di aver intentato causa nel 1964 contro uno psichiatra e la città di New York, poiché sostenne di essere stato ipnotizzato dalla polizia e da altri personaggi non meglio identificati. Riferì, inoltre, che prendeva regolarmente le impronte digitali ai suoi figli[41]. Spiesel era stato convocato per testimoniare di aver partecipato ad una riunione cui sarebbe stato presente anche Clay Shaw, presentatosi come Clay Bertrand.

Il 21 gennaio 1969 iniziò il processo ed il 1º marzo dello stesso anno, dopo meno di un'ora di camera di consiglio, la giuria all'unanimità assolse Shaw per non aver commesso il fatto.[42][43][44]

Shaw tornò libero nel 1971 e decise di fare causa allo stesso Garrison, ma morirà prima dell'inizio del processo.[45] Shaw fu l'unico giudicato in vita per il delitto Kennedy, e fu dunque scagionato, anche se Garrison continuò nelle sue tesi cospirazioniste tentando di coinvolgere il Presidente Johnson e alcuni politici texani come mandanti "morali" dell'omicidio.

Test sul fucile di Oswald e su modelli analoghi[modifica | modifica wikitesto]

Il fucile di Oswald fu subito analizzato nei dettagli, stabilendo che era l'arma del delitto. In tempi recenti, un test di tiro condotto dall'agenzia Ansa[46] nella Regia fabbrica d'Armi di Terni dove fu prodotto il fucile Carcano, su autorizzazione concessa dal Comando Logistico dell'Esercito Italiano, ha stabilito la velocità massima di tiro del fucile 91/38 in 5 secondi per colpo. Durante il test, il tiratore (sotto la supervisione di Ufficiali dell'Esercito) ha impiegato 19 secondi per mettere a segno 3 colpi, tempo di gran lunga superiore a quello che avrebbe impiegato Oswald secondo la commissione Warren.[47] Altri studi sulla vicenda sostengono l'improbabilità che sia stato usato quel fucile per compiere l'attentato, proprio per via della sua supposta scarsa precisione: l'ottica di precisione era montata sul fucile in modo artigianale e non fu calibrata in poligono di tiro. Infine con quell'ottica montata ricaricare il fucile, tenendolo appoggiato alla guancia, mirare e sparare due colpi in due secondi non sarebbe possibile. Entrambe le affermazioni sono tuttavia smentite dall'opinione di Diego Verdegiglio,[48][49] che nel suo libro tra le altre cose nota:

  • La pallottola 6,5 del Càrcano è più pesante dal 30 al 50 per cento rispetto ai proiettili dello stesso diametro e viaggia alla stessa velocità (circa 680 metri/s) del fucile d'assalto sovietico AK-47
  • Due istruttori al tiro del Corpo dei Marines che hanno provato l'arma di Oswald, il maggiore Eugene D.Anderson e il sergente maggiore James A. Zahm, hanno dichiarato alla Commissione Warren che con quel fucile, dotato di telescopio, i colpi sparati a Dallas non erano particolarmente difficili. Analoghe opinioni, dopo un test in poligono, hanno espresso i periti balistici, Robert A. Frazier dell'FBI e Ronald Simmons del Laboratorio di Ricerche per le Armi di Fanteria dell'Esercito americano
  • Tre maestri tiratori dell'Associazione Nazionale Tiro degli U.S.A. hanno sparato ciascuno due serie di tre colpi su bersagli fissi posti a 53, 73 e 81 metri. Tranne in due casi, tutti sono stati in grado di esplodere i tre colpi, raggiungendo almeno due volte le sagome in sette secondi al massimo.[50]

La reale capacità di Oswald[modifica | modifica wikitesto]

C'è da dire che Oswald non era uno scarso tiratore, come disse un suo ex commilitone: nei Marines aveva la qualifica di tiratore sceltissimo, poi declassato a tiratore scelto, forse a causa anche dei suoi problemi disciplinari e comportamentali: riusciva a colpire 48 bersagli su 50, in movimento e ad una distanza doppia di quella tra il deposito e la limousine di Kennedy. Secondo la moglie si esercitava spesso a tirare e a caricare e ricaricare il Carcano in pochi secondi, e la sua passione per le armi non gli venne mai meno.[51]

La "pallottola magica"[modifica | modifica wikitesto]

La cosiddetta "pallottola magica" dalla traiettoria impossibile e che ferì Kennedy e il governatore Connally sarebbe in realtà compatibile con la posizione dell'auto presidenziale che stava svoltando. L'aggettivo "magica", in senso figurato, sarebbe comunque non appropriato.[52]

La pista mafiosa e altre[modifica | modifica wikitesto]

Inoltre vi è la confessione del sicario mafioso James Files che si autoaccusò del delitto, affermando una cospirazione in cui vi erano lui, Charles Nicoletti, John Roselli, Jack Ruby e lo stesso Oswald; Files disse che avrebbe commesso materialmente il delitto con il complice Nicoletti: testimonianza invalidata perché risulta dai tabulati telefonici che Files era a Chicago il 22 novembre 1963 e non a Dallas. In questa teoria del complotto Oswald a volte viene scagionato, a volte invece coinvolto come fiancheggiatore o come tiratore di supporto. Il mandante viene individuato nel boss mafioso di Chicago Sam Giancana o in Carlos Marcello e Santo Trafficante Jr., boss malavitosi della mafia italo-ispanica gravitante attorno agli esuli cubani di Miami. Un'altra versione accusa altri killer al servizio dello stesso Giancana (Roselli e Salvatore Bonanno, quest'ultimo boss avrebbe rivelato tutto nelle sue memorie). La motivazione addotta sarebbe una ritorsione contro le politiche antimafia di Robert Kennedy, il Ministro della giustizia ("Procuratore generale") nel governo del fratello John, considerate un tradimento dopo che il padre Joseph P. Kennedy si era assicurato i voti della mafia italoamericana, grazie all'amicizia dei Kennedy con il cantante Frank Sinatra e il boss. Il complotto avrebbe avuto anche l'appoggio della CIA. Oswald sarebbe stato coinvolto in quanto squilibrato e fanatico castrista, per essere usato come capro espiatorio, e messo poi a tacere da Ruby. Questa teoria, come detto, è screditata dalla mancanza di credibilità dello stesso Files, accertata dall'FBI. L'ex mafioso avrebbe raccontato una storia inventata per avere uno sconto di pena, essendo stato condannato a 30 anni per vari reati, compresa la sua collusione con la criminalità organizzata e il tentato omicidio di un agente federale. Altre presunte piste coinvolgono J. Edgar Hoover e l'FBI, Fidel Castro, il KGB, gli anticastristi, i petrolieri, la lobby delle armi.

La ricostruzione degli spari secondi i complottisti[modifica | modifica wikitesto]

Solitamente chi sostiene la cospirazione o la teoria del gruppo di fuoco afferma che non furono tre colpi (uno a vuoto) sparati dal deposito di libri, con il fucile di Oswald, a uccidere Kennedy e ferire Connally, ma sei-sette colpi, sparati da due o tre o addirittura quattro cecchini in circa 6 secondi; spesso le versioni sono contraddittorie. Una versione indica Charles Nicoletti[53] (o John Roselli) appostato al deposito di libri o nel vicino Dal Tex Building, con un fucile di precisione, forse con Oswald a supportarlo nel deposito con il suo Mannichler-Carcano, e James E. Files alla collinetta erbosa, dietro la staccionata con la pistola Remington XP Fireball a mirino telescopico[54], che avrebbero sparato con altri complici i seguenti colpi, pressappoco in questa sequenza: il 1°, poco udibile (forse colpo di avvertimento o segnale, sparato con una pistola, da un complice); 2° e 3° (alla schiena di Kennedy, dal deposito e alla schiena e alla spalla di Connally, sempre dal deposito, forse ferendo un passante di striscio rimbalzando sul manto stradale; Kennedy e Connally si voltano, poi si accorgono della ferita), il 4° (alla gola di Kennedy, dalla collinetta erbosa o da un edificio davanti; si vede Kennedy portarsi le mani al collo e Connally che si gira) il 5° e il 6° (al polso e poi alla coscia di Connally, dal deposito di libri, ma da un'altra finestra, e alla testa di Kennedy, colpo mortale, talvolta attribuito a Files, secondo la sua "confessione", talvolta al killer della mafia corsa Lucien Sarti; si vede la testa di Kennedy esplodere sul lato destro[55]); a volte viene aggiunto un possibile 7° colpo (solo nella versione di Files; quasi contemporaneo al 5 e al 6°, alla testa o alla nuca di Kennedy, sparato dal deposito di libri da Nicoletti; si vede Kennedy spinto in avanti per una frazione di secondo, prima che l'effetto jet e il colpo contemporaneo provochino lo spostamento indietro e l'apertura della scatola cranica), per un totale dei tre-quattro rumori di sparo udibili e che sarebbero sovrapposti.[56]. I sicari mafiosi avrebbero raccolto e fatto sparire i bossoli, lasciando solo quelli di Oswald con il suo fucile, poi tornarono subito a Chicago, mentre Oswald, ignaro che i complici lo avevano incastrato, andò a casa sua, prima di uscire nuovamente ed essere arrestato. Files affermò che Ruby era in Dealey Plaza; quindi si occupò di fare tacere Oswald, uccidendolo due giorni dopo nei sotterranei della stazione di polizia.[57][58][59][60]

Conclusioni[modifica | modifica wikitesto]

La conclusione delle due inchieste ufficiali, quella della Commissione Warren e quella dell'United States House Select Committee on Assassinations, fu simile: Oswald aveva ucciso Kennedy da solo (per compiere un gesto importante e "rivoluzionario" che lo avrebbe reso famoso e avrebbe riscattato la sua vita), e poi era stato ucciso a sua volta da Ruby che intendeva vendicare Kennedy sull'onda dell'emozione, e che era riuscito a sparare a causa dell'insufficiente sorveglianza nella stazione di polizia di Dallas.
L'HSCA ammise comunque la possibilità che più persone avessero partecipato al delitto.

Documentazione[modifica | modifica wikitesto]

In origine tutti i documenti relativi all'assassinio avrebbero dovuto restare secretati per settantacinque anni (fino al 2039), ma nel corso del tempo due nuove leggi, il Freedom of information Act del 1966 e il JFK Records Act del 1992, hanno permesso di pubblicare gran parte della documentazione. Gli ultimi documenti ancora segreti verranno pubblicati al più tardi nell'ottobre del 2017.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Report of the President's Commission on the Assassination of President Kennedy, National Archives and Records Administration. URL consultato il 24 aprile 2014.
  2. ^ (EN) Jarrett Murphy, 40 Years Later: Who Killed JFK? in CBS News, 21 novembre 2003. URL consultato il 24 aprile 2014.
  3. ^ (EN) Gary Langer, Legacy of Suspicion - Decades After, Few Accept the Official Explanation for JFK Assassination (PDF) in ABC News, 16 novembre 2003. URL consultato il 24 aprile 2014.
  4. ^ Registrazione degli spari da parte della polizia di Dallas (WAV), whatreallyhappened.com.
  5. ^ a b (EN) Report of the Committee on Ballistic Acoustics in jfk-online.com, National Academy of Sciences. URL consultato il 24 aprile 2014.
  6. ^ (EN) Dealey Plaza Earwitnesses in mcadams.posc.mu.edu, Kennedy Assassination Home Page. URL consultato il 24 aprile 2014.
  7. ^ (EN) Commissione Warren, Activity of the Newsman in Chapter 5: Detention and Death of Oswald, Warren Commission Report, National Archives and Records Administration. URL consultato il 24 aprile 2014.
  8. ^ (EN) 1963: Kennedy 'assassin' murdered in BBC News, 24 novembre 1963. URL consultato il 24 aprile 2014.
  9. ^ (EN) Frequently Asked Questions in Sixth Floor Museum, Dallas County Historical Foundation. URL consultato il 24 aprile 2014.
  10. ^ a b (EN) Commissione Warren, Commission Exhibit n. 385: Schematic drawing made at Bethesda Naval Hospital from description of what Comdr. James J. Humes observed at time of autopsy on President Kennedy, showing side view of entry and exit wounds to neck area in Warren Commission Hearings, Volume XVI, AARC Public Digital Library, novembre 1964, p. 977. URL consultato il 2 marzo 2014 (archiviato il 27 gennaio 2003).
  11. ^  (EN) Foro d'entrata nel collo. URL consultato il 2 marzo 2014 (archiviato il 21 giugno 2012). L'immagine è stata tratta da: (EN) Dave Conklin, The Magic Bullet, An ongoing research into the JFK assassination, 19 novembre 2013. (archiviato il 21 giugno 2012).
  12. ^ (EN) Commissione Warren, Commission Exhibit n. 387: Clinical record of the autopsy protocol prepared by the Naval Medical School, Bethesda, Md., on the autopsy performed on President Kennedy in Warren Commission Hearings, Volume XVI, AARC Public Digital Library, novembre 1964, pp. 978-983. URL consultato il 2 marzo 2014 (archiviato il 18 luglio 2003).
  13. ^ (EN) Commissione Warren, Commission Exhibit n. 388: Schematic drawing made at Bethesda Naval Hospital from description of what Comdr. James J. Humes observed at time of autopsy on President Kennedy, showing skull wound as viewed from above in Warren Commission Hearings, Volume XVI, AARC Public Digital Library, novembre 1964, p. 984. URL consultato il 2 marzo 2014 (archiviato il 18 luglio 2003).
  14. ^ (EN) Commissione Warren, Commission Exhibit n. 389: Frame from motion picture taken by Abraham Zapruder of motorcade showing position of President Kennedy in his car at time of shooting in Warren Commission Hearings, Volume XVI, AARC Public Digital Library, novembre 1964, p. 985. URL consultato il 2 marzo 2014 (archiviato il 18 luglio 2003).
  15. ^ (EN) Commissione Warren, Commission Exhibit n. 390: Frame from motion picture taken by Abraham Zapruder of motorcade showing explosion from bullet as it hit President Kennedy's head in Warren Commission Hearings, Volume XVI, AARC Public Digital Library, novembre 1964, p. 986. URL consultato il 2 marzo 2014 (archiviato il 27 gennaio 2003).
  16. ^ (EN) Commissione Warren, Commission Exhibit n. 391: Supplementary report of autopsy No. A63-272, on President John F. Kennedy, Naval Medical School, giving gross description of brain in Warren Commission Hearings, Volume XVI, AARC Public Digital Library, novembre 1964, pp. 987-989. URL consultato il 2 marzo 2014 (archiviato il 24 ottobre 2010).
  17. ^ Panorama, vol. 2481, nº 49, 27 novembre 2013, pp. 95 - 98.
  18. ^ Gianluca Ferraris, Io, l'unico che poteva salvare Jfk in Panorama, 25 novembre 2013. URL consultato il 24 aprile 2014.
  19. ^ Nel 1978, Connally testimoniò alla HSCA che nella primavera del 1962 «Il vice presidente Johnson gli disse che il Presidente Kennedy avrebbe voluto andare in Texas per trovare capitali, avendo diverse raccolte fondi nello Stato.»
  20. ^ Kilduff sostituì il segretario Pierre Salinger che era in viaggio di lavoro in Giappone con il segretario di Stato Dean Rusk.
  21. ^ Spari (WAV) in whatreallyhappened.com.
  22. ^ (EN) Commissione Warren, Commission Exhibit n. 2965: Photograph of Oswald at press conference in assembly room, Friday night, November 22, 1963 in Warren Commission Hearings, Volume XXVI, AARC Public Digital Library, novembre 1964, p. 446. URL consultato il 2 marzo 2014 (archiviato il 19 ottobre 2007).
  23. ^  celshader. (EN) Lee Oswald claiming innocence. YouTube, 7 maggio 2006. URL consultato in data 24 aprile 2014.
    «I'm just a patsy!»
  24. ^ John G. Kays, JFK Assassination: The Case for Conspiracy is Still Alive! in newsblaze.com, 22 novembre 2008. URL consultato il 24 aprile 2014.
  25. ^ Polidoro, 2007, op. cit..
  26. ^ Storia dei presidenti degli Stati Uniti d'America, Scribd. URL consultato il 3 novembre 2013.
  27. ^ Part 2, johnkennedy.it. (archiviato dall'url originale il 9 settembre 2011).
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  29. ^ Matrix: Kennedy in salsa complotto, johnkennedy.it, 30 dicembre 2009. URL consultato il 3 novembre 2013.
  30. ^ Lyndon B. Johnson, The Vantage Point: Perspectives of the Presidency, 1963-1969, New York, Holt, Rinehart and Winston, 1971, ISBN 978-0-03-084492-8.
  31. ^ Colpi sparati nell'assassinio di Kennedy (WAV), whatreallyhappened.com.
  32. ^ (EN) Zapruder Film of Kennedy Assassination (1963), IMDb. URL consultato il 3 novembre 2013.
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  34. ^ (EN) E. Howard Hunt - Testament, saintjohnhunt.com. URL consultato il 3 novembre 2013.
  35. ^  (EN) Deathbed Confession of E. Howard Hunt. Google Video [collegamento interrotto]
  36. ^  (EN) LBJ's Mistress Blows Whistle On JFK Assassination. Google Video [collegamento interrotto]
  37. ^ House Select Committee on Assassinations (HSCA), Mary Ferrell Foundation. URL consultato il 3 novembre 2013.
  38. ^ (EN) John Simkin, Perry Russo, spartacus.schoolnet.co.uk.
  39. ^ Garrison, 2003, op. cit..
  40. ^ (EN) The Two Sciambra Memos, webcom.com. URL consultato il 3 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 6 maggio 1999).
  41. ^ (EN) Attempt to Use Insane Witness Blows Up In Garrison's Face Lying About Being in the Courtroom in mcadams.posc.mu.edu, Kennedy Assassination Home Page. URL consultato il 24 aprile 2014.
  42. ^
    « After a dramatic closing speech in which Garrison appealed to the jurors to save the US from a federal plot that he had not established, the jurors filed out took one ballot, and unanimously acquitted Clay Shaw. »
    ( Clay Shaw Interview in Penthouse, novembre 1969, p. 34-35..)
  43. ^ (EN) Jim Garrison, Clay Shaw Trial Transcripts, AARC Public Digital Library, 28 febbraio 1969, p. 48. URL consultato il 2 marzo 2014 (archiviato il 9 maggio 2007).
  44. ^ John Pope, Andrew 'Moo Moo' Sciambra, who worked on Jim Garrison investigation of JFK assassination, dies at age 75., The Times-Picayune, 28 luglio 2010. URL consultato il 3 novembre 2013. «Exactly two years to the day after Shaw's arrest, a Criminal istrict Court jury acquitted him after deliberating less than an hour.»
  45. ^ Diego Verdegiglio, autore di una monumentale opera sull'assassinio Kennedy (Ecco chi ha ucciso John Kennedy), sottolinea a suo dire la somiglianza fra il processo intentato da Garrison contro Clay Shaw ed il processo che si tenne contro Enzo Tortora: in entrambi i casi gli imputati furono accusati ingiustamente, vennero assolti, ma morirono di cancro qualche anno dopo.
  46. ^ Claudio Accogli, JFK: Oswald non poté uccidere Kennedy da solo in ANSA (Roma), 29 giugno 2007. URL consultato il 3 novembre 2013.
  47. ^  Oswald non poté uccidere JFK da solo. ANSA. URL consultato in data 24 aprile 2014.
  48. ^ Diego Verdegiglio e Massimo Polidoro, JFK: chi ha sparato? Ancora un intervento di Verdegiglio, massimopolidoro.com, 10 giugno 2008. URL consultato il 3 novembre 2013.
  49. ^ Diego Verdegiglio, Chi ha sparato a JFK? L'ANSA prova a riaprireil caso e, con l'aiuto di un ufficiale militare, mette in dubbio la versione della Commissione Warren. Ma molte cose non tornano..., CICAP. URL consultato il 24 aprile 2014.
  50. ^ Verdegiglio, 1998, op. cit..
  51. ^ Federico Ferrero, Falsi miti su Lee Oswald: uno studio sull'assassinio di John Fitzgerald Kennedy, johnkennedy.it, 29 agosto 2009. URL consultato il 3 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 9 gennaio 2009).
  52. ^ Cosa è successo in Dealey Plaza, johnkennedy.it, 1º gennaio 2010. (archiviato dall'url originale il 9 maggio 2012).
  53. ^ (EN) James Files, confession made to Robert G. Vernon (22nd March, 1994) in spartacus.schoolnet.co.uk. URL consultato il 25 aprile 2014.
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  55. ^ (EN) French accused of killing JFK in Observer-Reporter (Washington, PA), 27 ottobre 1988, p. A-8. URL consultato il 25 aprile 2014.
  56. ^ Una presunta ricostruzione "ripulita" dell'audio della polizia di Dallas, sincronizzata col video di Abraham Zapruder:  Tom Roudebush. (EN) JFK SEVEN SHOTS - ZAPRUDER. YouTube, 30 luglio 2010. URL consultato in data 25 aprile 2014.(Licenza Creative Commons)
  57. ^ Giuseppe Sabatino, Evidenze di complotto... nel film di Zapruder in jfkennedy.it. URL consultato il 25 aprile 2014.
  58. ^ Versione ipotetica dell’omicidio di J. F.Kennedy del 22 novembre 1963 in Texas in base alle prove presenti su internet:
    Fabio Marinelli, L'assassinio di John F. Kennedy e l'inizio delle cospirazioni antidemocratiche, Il Cannocchiale, 24 aprile 2011. URL consultato il 24 aprile 2014 (archiviato l'8 ottobre 2012).
  59. ^ Federico Ferrero, Le confessioni di James Files: credetemi sulla parola, sono stato io in johnkennedy.it, 21 dicembre 2012. URL consultato il 24 aprile 2014 (archiviato il 24 aprile 2014).
  60. ^ JFK: teorie e complotti (PDF) in Rivista di Psicodinamica Criminale, nº 1, giugno 2012, ISSN 2037-1195. URL consultato il 24 aprile 2014 (archiviato il 24 aprile 2014).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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