Antonio Elia

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Ancona - tomba di Antonio Elia al cimitero di Tavernelle
Fucilazione di Antonio Elia

Antonio Elia (Ancona, 1803Ancona, 25 luglio 1849) è stato un patriota italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Epitaffio sulla tomba di Antonio Elia nel cimitero di Tavernelle di Ancona.

Continuando la tradizione del nonno Andrea e del padre Sante Elia, Antonio diventa subito un abile navigatore, anche se essendo analfabeta non può diventare ufficiale.

Con l'arrivo delle prime idee rivoluzionarie, Antonio si associa alla Carboneria prima, ed alla Giovine Italia poi. Si occupa spesso di portare lettere da e verso altri patrioti esuli all'estero. Partecipa a molte battaglie a fianco di Giuseppe Garibaldi. Durante l'assedio di Ancona del generale austriaco Franz von Wimpffen, Antonio e suo figlio Augusto Elia, si misero in luce per aver incitato il popolo alla difesa della libertà. Nonostante l'estrema resistenza della città, le truppe straniere entrarono in Ancona il 20 giugno 1849. Antonio viene arrestato per possesso di armi; i militari, con una perquisizione contrarie alle leggi dello stesso Wimpffen, trovano un coltello nelle fogne accanto alla sua casa. Dopo un sommario processo, viene fucilato nel carcere di Santa Palazia, mentre sua moglie Maddalena Pelosi fuori della porta del carcere implorava le guardie di rivedere il marito per l'ultima volta.

Il suo corpo fu sepolto segretamente in luogo rivelato al figlio solo nel 1875. Ora riposa nel cimitero delle Tavernelle, sotto un piccolo monumento. Nel 1926 viene intitolato a lui l'Istituto nautico anconetano.

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