Andrea del Verrocchio

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Andrea di Francesco di Cione detto Il Verrocchio (Firenze1437 – Venezia1488) è stato uno scultore, pittore e orafo italiano.

Fu attivo soprattutto alla corte di Lorenzo de' Medici.

Bottega di Andrea del Verrocchio, Madonna col Bambino, 1470 circa, New York, Metropolitan Museum of Art
Bottega di Andrea del Verrocchio, Madonna col Bambino, 1470 circa, New York, Metropolitan Museum of Art

Alla sua bottega si formarono come allievi Leonardo da Vinci, Perugino, Domenico Ghirlandaio, Francesco Botticini, Francesco di Simone Ferrucci. Rivestì un ruolo importante nella tendenza a misurarsi con diverse tecniche artistiche, manifestatasi nella Firenze di fine Quattrocento, e infatti la sua bottega divenne polivalente, con opere di pittura, scultura, oreficeria e decorazione, così da poter far fronte all'insistente domanda proveniente da tutta l'Italia di prodotti fiorentini.

Tecnicamente molto esperto e curato (grazie anche alla sua lunga attività di orefice), fu consapevole dell'importanza fondamentale e dell'inarrivabilità dell'opera di Piero della Francesca, da cui assimilò l'uso della linea, che in lui diventò marcata e incisiva, indagatrice del dinamismo psicologico dei soggetti (soggetti spesso tipizzati in base alla loro categoria di appartenenza).

Indice

[modifica] Biografia

Nacque a Firenze tra 1434 ed il 1437 nella parrocchia di Sant'Ambrogio (la sua casa natale si trova oggi tra via dell'Agnolo e via de' Macci). Sua madre Gemma mise al mondo otto figli ed Andrea fu il quinto. Il padre, Michele di Cione, era fabbricante di piastrelle e successivamente esattore delle tasse. Andrea non si sposò mai e dovette provvedere al sostentamento di alcuni tra i suoi fratelli e sorelle, a causa dei problemi economici della sua famiglia. La sua notorietà crebbe notevolmente quando venne accolto alla corte di Piero e Lorenzo de' Medici, dove rimase fino a pochi anni prima della sua morte, quando si spostò a Venezia, pur mantenendo la sua bottega fiorentina.

Il primo documento che lo cita risale al 1452 ed è relativo ad una rissa dove un giovane perse la vita a causa di una sassata di Andrea. Suo fratello Simone fu un monaco di Vallombrosa e divenne abate di San Salvi. Un fratello fu operaio tessile e una sorella sposò un barbiere.

Iniziò a lavorare come orafo, nella bottega di Giuliano Verrocchi, dal quale sembra che Andrea abbia in seguito preso il cognome. I suoi primi approcci alla pittura risalirebbero alla metà degli anni 1460 quando lavorò a Prato con Fra Filippo Lippi nel coro del Duomo.

Resta famosa una denucia anonima di sodomia che coinvolse gli allievi della sua bottega, fra gli altri anche il giovane Leonardo da Vinci.

(Denuncia anonima, Archivio di Stato di Firenze, "Uffiziali di notte")
Denuncia per sodomia contro Leonardo da Vinci ed altri, 1476
«Denuncio a voi Signori Officiali come egli è vera cosa che Iacopo Salterelli fratello carnale di Giovanni Saltarelli, sta co’ lui all’orafo in Vachereccia, dirimpetto al buco, veste nero, d’età anni 17 circa. El quale Jacopo va dietro a molte misserie et consente compiacere a quelle persone che lo richiegono di simili tristizie. E a questo modo ha avuto a fare di molte cose, cioè servito parechie dozine di persone, delle quali ne so buon date, et al presente dirò d’alcuno.
- Bartolomeo di Pasquino orafo sta in Vachereccia.
- Lionardo di ser Piero da Vinci sta con Andrea del Verrocchio.
- Lionardo Tornabuoni, decto Teri, veste nero.
Questi hanno avuto a soddomitare con decto Jacopo, et così vi fo fede.
Prosciolti a condizione di non essere ritamburati».


[modifica] Le prime opere autonome

Nel 1465 circa scolpì il lavabo della Sagrestia Vecchia di San Lorenzo, mentre tra il 1465 e il 1467 eseguì il monumento funebre di Cosimo de' Medici nella cripta sotto l'altare della stessa chiesa e nel 1472 terminò il monumento funebre per Piero e Giovanni de' Medici, ancora nella Sagrestia Vecchia.


[modifica] Il Battesimo di Cristo

Andrea del Verrocchio e Leonardo da Vinci, Battesimo di Cristo, Firenze, Uffizi
Andrea del Verrocchio e Leonardo da Vinci, Battesimo di Cristo, Firenze, Uffizi

Lo stile del Verrocchio in pittura è intensamente realistico, con modi ripresi dalla pittura fiamminga, costruito da una linea espressiva e ricca di pathos. Tra il 1474 e il 1475 realizzò il Battesimo di Cristo, ora agli Uffizi, con il giovane allievo Leonardo da Vinci, che dipinse quasi sicuramente l'angelo di sinistra e i fondali paesistici.

In quest'opera la composizione è triangolare con al vertice la ciotola nella mano di san Giovanni Battista e come base la linea che collega il piede sinistro del Battista a quello dell'angelo inginocchiato; in essa è inscritta e funge da centro visivo la figura del Cristo in piedi che da alla scena un movimento rotatorio, accentuato dalla posizione di tre quarti dell'angelo sulla sinistra, che volge le spalle all'osservatore.

In questo angelo è stata riconosciuta la mano di Leonardo, diversa per la grazia e morbidezza rispetto alle altre figure monumentali e definite dalla linea incisiva del contorno; allo stesso modo il paesaggio sullo sfondo aperto su di un'ampia valle percorsa da un fiume, reso con valori atmosferici che ne hanno ammorbidito e sfumato le forme, si differenzia dalle rocce rozzamente squadrate.

L'unico dipinto, totalmente autografo, giunto ai giorni nostri di cui è praticamente certa l'attribuzione al Verrocchio è la Madonna e bambino con i santi che si trova nella Cattedrale di Pistoia.

[modifica] Altre sculture

Del 1468 è il candelabro, ora ad Amsterdam, realizzato per un corridoio di Palazzo Vecchio. La base è formata da tre lati su due è scritto rispettivamente MAGGIO e GIUGNO, sul terzo vi è la data in numeri romani, 1468.

Nei primi anni settanta del Quattrocento compì un viaggio a Roma.

Intorno al 1474 fu chiamato ad eseguire il monumento Forteguerri per il Duomo di Pistoia, che lasciò incompiuto.

A partire dalla seconda metà degli anni 1470 il Verrocchio si dedicò principalmente alla scultura, secondo le leggende narrate dal Vasari per via del confronto con il suo allievo Leonardo che aveva superato il maestro. Attenendosi in un primo tempo ai modelli canonici fiorentini, come nel David bronzeo del Bargello, su commissione di Lorenzo e Giuliano de' Medici del 1475 circa, riprese lo stesso soggetto di Donatello, ma stilisticamente, vista l'idealizzata e goticizzante bellezza, si rifece al Ghiberti, risolvendo il tema dell'eroe cristiano in un paggio cortese.

[modifica] Il Putto con delfino

Il Putto con Delfino
Il Putto con Delfino

Nel 1478 circa realizzò il Putto alato con delfino, originariamente destinato a una fontana per la villa medicea di Careggi, dove l'acqua usciva dalla bocca del delfino e spruzzava in alto ricadendo, ora conservato a Palazzo Vecchio. In esso si percepiscono echi del dinamico naturalismo appreso da Desiderio da Settignano, che lo indirizzò verso la trasfigurare della materia scultorea in morbide forme levigate, mentre il soggetto deriva dall'antico, ma reinterpretato in sorridente un putto danzante, in precario equilibrio, con il manto che si incolla alla schiena e il ciuffo bagnato, appiccicato alla fronte.

[modifica] La Dama col mazzolino

Dello stesso periodo è il busto della Dama col mazzolino, dove per evitare una rigida visione frontale e per rendere più dinamica la composizione girò il volto della donna e, grazie all'espediente del taglio del ritratto all'altezza dell'ombelico, poté inserirvi anche le mani. Sempre dello stesso periodo è il rilievo per il monumento funebre di Francesca Tornabuoni per la chiesa di Santa Maria sopra Minerva a Roma (ora al Bargello).

[modifica] Il Monumento a Bartolomeo Colleoni

Venezia, il Monumento a Bartolomeo Colleoni
Venezia, il Monumento a Bartolomeo Colleoni

Nel 1479 la Repubblica di Venezia decretò la realizzazione di un monumento equestre per il condottiero Bartolomeo Colleoni, morto tre anni prima, da collocarsi in campo SS. Giovanni e Paolo, nel 1480 ne affidò l'esecuzione ad Andrea Verrocchio, nel 1481 il modello di cera venne mandato a Venezia, dove nel 1486 si trasferì l'artista per attendere alla fusione in bronzo del gruppo. Andrea morì nel 1488 a lavoro non terminato, l'artista aveva nominato erede ed esecutore Lorenzo di Credi, ma la Signoria veneziana gli preferì Alessandro Leopardi, artista locale. Per la realizzazione del gruppo Andrea si rifece alla statua equestre del Gattamelata di Donatello, alle statue antiche di Marco Aurelio, dei cavalli di San Marco e del Reggisole, ma tiene anche presente l'affresco con Giovanni Acuto di Paolo Uccello in Santa Maria Novella. È la prima statua equestre in bronzo a ritrarre una delle gambe del cavallo in posizione sollevata. In altre parole, l'intero peso della statua è sorretto da tre gambe invece che quattro. La statua è inoltre notevole per l'espressione attentamente osservata sul volto del Colleoni: il condottiero, rivestito dall'armatura, si erge in posa solenne e con lo sguardo, sottolineato dalla zona d'ombra data dal cimiero, aggrottato, l'effetto dinamico del gruppo è dato dall'incrocio di due diagonali una quella formata dal profilo superiore del corpo del cavallo l'altra quella che va dal busto del condottiero alla dalla zampa anteriore sinistra del cavallo, piegata ad angolo retto.

[modifica] Altre opere

Gli viene inoltre attribuita la Madonna Ruskin della National Galleries of Scotland a Edimburgo, datata al 1470 e alla sua bottega sono da riferire le tavole della National Gallery di Londra con Tobiolo e l'angelo, realizzata tra il 1470 e il 1480 e la Madonna col Bambino e due angeli del 1470 circa.

[modifica] Elenco delle opere principali

  • David, 1465 circa, bronzo altezza 126 cm, Firenze, Museo nazionale del Bargello
  • Madonna col Bambino, 1466-1470 circa, tempera su tavola, 75,5x54,8 cm, Berlino, Staatlische Museeen, Gemäldegalerie
  • Tomba di Cosimo Il Vecchio, 1467, marmo bianco, porfido rosso e verde, bronzo, laterizi e forse tegoli, 265x318 cm, pilone nella cripta di San Lorenzo, Firenze
  • Tomba di Giovanni e Piero de' Medici, 1469-1472, marmo bianco, porfido rosso e verse, bronzo, laterizi e pietra serena, Firenze, chiesa di San Lorenzo
  • Putto con delfino, 1470 circa, bronzo, 67 cm, Firenze, Palazzo Vecchio
  • Madonna col Bambino, copia da Andrea del Verrocchio, 1470-1480 circa, tempera su tavola, 78,1x53,6 cm, Washington, National Gallery of Art
  • Battesimo di Cristo, con Leonardo da Vinci (e forse Botticelli?), 1475-1478 circa, olio su tavola, 180x152 cm, Firenze, Galleria degli Uffizi
  • Giuliano de' Medici, attribuzione, 1475-1478, terracotta, 61x66x28,3 cm, Washington, National Gallery of Art
  • Dama del Mazzolino, 1475-1480, marmo, 61 cm, Firenze, Museo Nazionale del Bargello
  • Madonna col bambino con San Giovanni Battista e San Donato, 1475-1483, pannello, 189x191 cm, Pistoia, Duomo
  • Cristo e San Tommaso, 1476-1483, bronzo, altezza 230 cm, Firenze, Orsamichele
  • Decollazione del Battista, 1477-1480, argento e smalti montati su supporto ligneo, 31,5x42 cm, Firenze, Museo dell'Opera del Duomo
  • Busto di Lorenzo il Magnifico, 1480, terracotta dipinta, Washington, National Gallery of Art
  • Angelo, terracotta, 36,5x32,8, Parigi, Musée du Louvre
  • Angelo (opera di bottega), 37x34 cm, Paris, Musée du Louvre
  • Campana detta "La Piagnona", bronzo, Firenze, Museo nazionale di San Marco
  • Busto di Piero di Lorenzo de' Medici, terracotta, Firenze, Museo nazionale del Bargello
  • Crocifisso, legno stuccato e ingessato, sughero e tela di lino ingessata e dipinta, 87 cm, Firenze, Museo nazionale del Bargello
  • Testa di bambino, disegno a matita bianco su carta, 28,3x20 cm, Firenze, Galleria degli Uffizi
  • Testa muliebre, disegno su carta con matita nera e lumeggiature ianche, bucato per il trasferimento a spolvero su parete, 40,8x32,7 cm, Oxford, Christ church
  • Testa muliebre, disegno, 26,7x22,5 cm, Parigi, Musée du Louvre
  • Madonna col Bambino (attribuita al Verrocchio o a Antonio del Pollaiuolo), pannello dipinto, San Pietroburgo, Hermitage
  • Busto di ragazza, marmo, 48x50,8x23,8 cm, New York, Frick Collection
  • Resurrezione di Cristo, terracotta policroma, 135x150 cm, Firenze, Museo nazionale del Bargello
  • San Girolamo, attribuito alla cerchia del Verrocchio, affresco, Pistoia, chiesa di San Domenico
  • Fanciullo dormiente, terracotta, 36x58 cm, Berlino, Staatliche Museen
  • Studio per putti che giocano, disegno a inchiostro, 15,8x20,9 cm, Parigi, Musée du Louvre
  • Venere e Cupido, con Leonardo da Vinci, punta metallica e matita nera su carta avorio, 14,8x25,9 cm, Firenze, Galleria degli Uffizi
  • Vasca Medici (attribuita a Verrocchio o alla bottega di Donatello), 1440-1460 circa, 167 cm più plinto di 34 cm, Firenze, San lorenzo, Sagrestia Vecchia

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