Cattedrale di San Zeno
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La cattedrale di San Zeno si trova in piazza del Duomo a Pistoia.
La cattedrale, dedicata a San Zeno, presenta una facciata in stile romanico sul modello di altre chiese presenti nella città costruite alla stessa epoca (San Bartolomeo e Sant'Andrea). Sulle due estremità della cuspide della facciata sono poste le due statue marmoree dei Santi patroni, San Zeno e San Jacopo.
L'edificio, con campanile e battistero ha interno a tre navate con presbiterio rialzato e cripta, ed è stato costruito probabilmente nel X secolo. Nel corso del tempo ha subìto diversi rimaneggiamenti ed è stato riportato alle forme primitive da un restauro avvenuto tra il 1952 e il 1966, completato nel 1999.
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[modifica] Storia
È possibile che già dal V secolo esistesse una chiesa cattedrale (di dimensioni minori) a Pistoia. Già all'epoca, infatti, la città aveva un proprio vescovo. Tuttavia non si sa ancora quale fosse la sua ubicazione, se nello stesso luogo dell'attuale o sul luogo ove ora sorge la pieve di Sant'Andrea, oppure nella zona in cui venne edificato il complesso monastico di San Pier Maggiore (Memoreto), in considerazione della consuetudine di costruire la cattedrale in prossimità del cimitero (memoretum).
La prima attestazione scritta della cattedrale risale al 923, quando in un un atto notarile del conte Cunerad di Teudicio venne citata una Ecclesia SS.Zenonis, Rufinis et Felicis. Nel 998 inoltre un diploma di Ottone III citò un edificio paleocristiano situato tra la via "regia" (cioè tra piazza del Duomo, via Stracceria e via degli Orafi) e la torre di guardia. Nel 1108 la chiesa fu danneggiata da un incendio e probabilmente ricostruita nei primi decenni del XII secolo. Risale al 1145 infatti la consacrazione dell'altare dedicato a san Jacopo da parte del vescovo Atto.
Nel 1202 un altro incendio danneggiò la cattedrale. Tra il 1274 e il 1275 le navate laterali furono coperte da volte (il che fa pensare che prima dovessero avere una copertura a capriate lignee). Nel 1298 l'edificio subì alcuni danni dovuti ad un terremoto e nel 1336 circa venne sistemata sulla facciata la statua di San Zeno vescovo, opera di Jacopo di Mazzeo.
Tra il 1379 e il 1449 la facciata fu rimaneggiata con l'aggiunta di tre ordini di logge e di un portico; nel 1504 ad Andrea della Robbia fu commissionata la decorazione dell'archivolto, a festone vegetale con al centro lo stemma dell'Opera di San Jacopo, e quella a lacunari di color azzurro con rosoni dorati che rivestono la volta centrale del portico, nonché la lunetta a bassorilievo sulla porta centrale raffigurante la Madonna col Bambino e Angeli, opere che egli portò a termine nel 1505.
Tra il 1598 e il 1614 il coro mediovale fu demolito, le cappelle poste in testa alle navate laterali vennero modificate e al posto della primitiva abside fu costruita una tribuna barocca sormontata da cupola su progetto di Jacopo Lafri; la navata centrale fu coperta da nuove volte a crociera. Si procedette inoltre alla decorazione del soffitto della tribuna e furono eseguiti i dipinti su tavola sulle pareti della tribuna e nella cappella maggiore. Nel 1721 fu posta in facciata la statua di San Jacopo, opera di Andrea Vaccà e nel 1786 la Cappella di sant'Jacopo fu demolita.
Tra il 1834 e il 1837 il presbiterio fu trasformato secondo il nuovo gusto neoclassico da Giovanni Gambini. Tra il 1952 e il 1966 la Soprintendenza ai Monumenti mise in atto un restauro dell'edificio rimuovendo le volte della navata centrale e gli intonaci ottocenteschi, chiudendo le finestre seicentesche e ripristinando le monofore e le bifore medioevali. Nel 1999 è stato completato il restauro della facciata e del Campanile.
[modifica] Interno
La cattedrale ha il piano del presbiterio rialzato sopra la cripta e tre navate suddivise da colonne, con copertura a capriate in legno nella navata centrale e a volta in quelle laterali.
La navata destra originariamente era occupata dalla Cappella di san Jacopo, eretta dal vescovo Atto alla metà del XII secolo per depositarvi la reliquia di San Giacomo portata da Santiago di Compostela. In origine la cappella, che oggi non esiste più, custodiva l'Altare d'argento di San Jacopo, oggi spostato nella Cappella del Crocifisso
[modifica] Cappella del Santissimo Sacramento o di San Donato
La cappella, che ospita il tabernacolo, prende nome di Cappella di San Donato dal dipinto di Lorenzo di Credi Madonna in trono fra i santi Giovanni Battista e Donato (1477/78- 1486), posto sulla parete destra. Il dipinto era stato in origine commissionato ad Andrea del Verrocchio dagli esecutori testamentari di Donato De' Medici. La tela, lasciata incompiuta dal Verrocchio, venne portata a termine da Lorenzo di Credi. Il vescovo a lato della Madonna è stato identificato anche come San Zeno. Al centro si trova Assunzione della Vergine di Giovan Battista Paggi (1590-1600), mentre all'entrata della cappella è posta la lastra tombale marmorea del vescovo Donato De' Medici (1475), attribuita ad Antonio Rossellino.
[modifica] Cappella di San Rocco
La cappella ospita l'urna di Sant'Atto (1952) di Cleto Lapi. Il gradino d'argento su cui è posta l'urna , datato 1855, fu realizzato da Silvestro Mariotti da Pontedera. Sopra l'urna è il dipinto I santi Baronto e Desiderio di Mattia Preti, di data posteriore al 1645.
[modifica] Cappella del Crocifisso
Contiene l'altare di San Jacopo, in lamina d'argento a sbalzo, che era in origine posto nella cappella omonima situata nelle prime due campate della navata destra. Dopo la demolizione della cappella di San Iacopo, nel 1785 per ordine del vescovo Scipione de' Ricci venne trasferito nella cappella di San Rocco e quindi, dal 1953, nella Cappella del Crocifisso. L'altare, consacrato nel 1399, consta di tre paliotti e di una pala posta sopra la mensa.
Fu iniziato nel 1287, quando ad Andrea di Jacopo d'Ognabene venne commissionato un dossale con una Madonna col Bambino fra angeli ed apostoli per l'altare della cappella di San Jacopo. L'artista eseguì anche il paliotto anteriore (con Storie del Nuovo Testamento, un Cristo in Maestà fra Maria e San Jacopo e tre Storie di San Jacopo), che venne terminato nel 1316. Giglio Pisano eseguì la grande statua argentea a tutto tondo raffigurante San Jacopo in trono (1349-1353), commissionata per ringraziamento per la fine della grande pestilenza del 1348.
Leonardo di Ser Giovanni e Francesco Niccolai eseguirono i due paliotti laterali con Storie dell'Antico Testamento e Storie di San Jacopo fra il 1361 ed il 1371.
Gli Apostoli, santa Eulalia, il vescovo Atto, san Giovanni Battista e Maria Salomé sono opera di Piero d'Arrigo Tedesco (1380-1390); il Cristo in Maestà, Sant'Antonio Abate, Santo Stefano e la cuspide sono opera di Nofri di Buto e Atto di Piero Braccini (1394-1398), su cartone di Giovanni di Bartolomeo Cristiani.
Filippo Brunelleschi decorò un lato del dossale con due mezzi busti di profeti (1401); gli altri lati del dossale vennero decorati da Piero d'Antonio da Pisa (I Profeti Daniele e David e I santi Giusto, Ambrogio e Leonardo (1447-1456) e da Domenico da Imola.
[modifica] Cappella del Giudizio Universale
La cappella contiene frammenti di un affresco che rappresenta il Giudizio Universale dovuto a Giovanni da Ponte (1420-1425).
[modifica] Cripta
La cripta al di sotto del presbiterio esisteva già all'interno dell'edificio romanico. Originariamente era scandita da una serie di colonne ed aveva tre absidi. Con la costruzione della tribuna barocca il vano centrale fu distrutto e quelli laterali interrati.
Durante il restauro degli anni Sessanta sono stati ritrovati due capitelli, dei frammenti di colonna, dei frammenti di affreschi del XII secolo, le fondamenta dell'absidiola meridionale del coro romanico e due lastre marmoree della fine del XII secolo.
[modifica] Controfacciata
Sulla controfacciata della cattedrale, a destra dell'ingresso centrale, vi è l'arca di Sant'Atto, con tre bassorilievi in marmo eseguiti nel 1337 dalla bottega di Giovanni di Agostino da Siena (Sant'Atto benedicente fra due angeli; Pellegrini che ricevono a Compostella le reliquie di San Jacopo; Pellegrini che consegnano le reliquie di San Jacopo a Sant'Atto). L'edicola, la lapide, l'iscrizione in latino e il paliotto di marmi e madreperla sono invece opera di Leonardo Marcacci e datati 1786.
Nel 1337 il corpo di Sant'Atto fu rinvenuto nella chiesa di San Giovanni in Corte e venne traslato nell'arca, dove rimase dal 1337 al 1786 per essere poi trasferito nella cappella alla destra dell'altare maggiore.
A sinistra dell'ingresso centrale è posto il fonte battesimale di Andrea Ferrucci da Fiesole e Jacopo del Mazza su disegno di Benedetto da Maiano. L'opera, del 1497, è circondata da un'edicola al cui interno è scolpito il Battesimo di Cristo. Ai lati si trovano la Nascita di san Giovanni Battista, Predicazione nel deserto, Danza di Salomè e Decollazione.
Sopra l'ingresso centrale è l'affresco della lunetta del portale che rappresenta San Zeno, di autore ignoto del XIII secolo; vicino all'ingresso laterale destro sono presenti affreschi con figure di Virtù (1347) di Bonaccorso di Cino e presso l'ingresso laterale sinistro è collocata la tomba del vescovo Baronto Ricciardi, di autore ignoto del XIV secolo.
[modifica] Navate
Nella navata destra della cattedrale sono presenti le seguenti opere:
- Trittico con Crocifissione tra la Madonna, san Giovanni ed i santi Jacopo e Girolamo (1424) di autore ignoto
- Copia dell'Annunciazione della Santissima Annunziata di Firenze di Domenico Cresti detto il Passignano
- Crocifisso su tavola realizzato nel 1274 da Coppo di Marcovaldo e dal figlio Salerno. Ai lati sono rappresentati sei episodi della vita di Cristo (Cattura di Gesù, Cristo davanti ai sacerdoti, Flagellazione, Deposizione dalla croce, Deposizione di Gesù nel sepolcro, Le tre Marie al sepolcro).
- Monumento sepolcrale di Cino Sinibuldi da Pistoia (1337) attribuito ad Agostino di Giovanni.
La navata sinistra presenta:
- Monumento al cardinale Niccolò Forteguerri, commissionato ad Andrea del Verrocchio dal Consiglio Generale di Pistoia nel 1473. Dopo la morte del Verrocchio (1488), Lorenzo Lotti detto il Lorenzetto viene incaricato di terminare il monumento: egli scolpisce la statua della Carità. Successivamente, nel 1753, viene realizzata da Gaetano Masoni l'incorniciatura del monumento, la cassa con il busto del defunto e i due geni con le fiaccole rovesciate.
- Madonna delle Porrine, affresco di autore ignoto del XIV secolo
- Statua di Papa Leone XI (al secolo Alessandro De' Medici, vescovo di Pistoia nel 1573), eseguita da autore ignoto nel 1618.
- Tomba del vescovo Federico Alamanni (1776), di autore ignoto.
- Martirio di San Bartolomeo, dipinto di autore ignoto del XVII secolo.
[modifica] Presbiterio
La volta del presbiterio, dietro l'altare maggiore, è decorata da affreschi di Domenico Cresti, detto il Passignano con il Padre Eterno in gloria, Caduta degli angeli ribelli, Caduta di Adamo e Annunciazione (1602). L'organo è di Luigi e Benedetto Tronci (1793)
Nell'abside è il dipinto di Cristofano Allori La Resurrezione (1606-1610), a fianco della quale sono due statue in argilla argentata di San Zeno e San Jacopo (1603) attribuite alla scuola del Giambologna. A destra dell'altare maggiore è il dipinto La Pentecoste (1602), di Gregorio Pagani; a sinistra vi è il dipinto di Benedetto Veli L'Ascensione (1606).
A sinistra, su un pilastro della navata centrale è l'affresco della Madonna col Bambino di Salerno di Coppo (1475). A destra vi è un candelabro in bronzo del 1442, opera di Maso di Bartolomeo. Sempre nel presbiterio, in corrispondenza della navata sinistra, vi è il cenotafio del Vescovo Gherardo Gherardi (1703) di autore ignoto. In corrispondenza della navata destra si trova la tomba del Vescovo Alessandro Del Caccia (1650) e il monumento sepolcrale del vescovo Leone Strozzi (1695), entrambe di autore ignoto
Sulla navata centrale, a destra, pulpito realizzato su disegno di Giorgio Vasari (1560) e, vicino all'ingresso laterale destro, un'acquasantiera con i busti degli Apostoli Pietro, Paolo, Giovanni e Giacomo attribuita alla bottega di Nicola Pisano, che una volta faceva parte della Cappella di San Jacopo.
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